Giovanni Giustiniani Longo L’ultimo difensore di Costantinopoliย 

Il genovese che scelse di difendere Costantinopoli negli ultimi giorni di vita dell’impero romano d’Oriente. Sotto i colpi dei giganteschi cannoni ottomani di Maometto II, non tremรฒ. E scelse di rimanere al fianco di Costantino XI, a costo della propria vita, stupendo i suoi stessi nemici.
Questa รจ la storia di Giovanni Giustiniani Longo: l’ultimo difensore di Costantinopoli.
Ritorno a Esperia, il podcast di Matteo Brandi per vedere l’Italia da un punto di vista nuovo.

Mago Guerriero, Corsaro, Gentiluomo del Mare: il Comandate Todaro.

โ€œMorirรฒ quando il mio spirito sarร  lontano da meโ€

Spirito ardito e un poโ€™ ribelle, il suo desiderio di attaccare il nemico con il cannone , ‘‘guardandolo in faccia e non silurandolo nellโ€™ombra” , rievocava il comportamento cavalleresco , carismatico, magnetico, era guidato da un profondo senso di umanitร  e compassione, che andava oltre i doveri militari e le convenzioni della guerra, appassionato di filosofie orientali, esoterismo e yoga, i suoi compagni di corso lo chiamavano Zoroastro , il suo equipaggio lo soprannominรฒ Mago Baku, un asceta, un mistico, che seguiva il culto della sacralitร  del mare , rito del duello
Altri dicono che era come un antico spartano: sobrio, schivo, introverso, solitario, con un portamento fiero e unโ€™andatura rigida, quasi altera. In realtร  quellโ€™andatura era dovuta al fatto che Todaro portava il busto, a causa di una frattura alla colonna vertebrale, come nei riti di smembramento sciamanici, riportata quando volava sugli idrovolanti come osservatore aereo, non riuscรฌ piรน a rimettersi completamente, poichรจ la spina dorsale era lesionata.


”Giร  in Accademia si era esercitato in esperimenti di suggestione ipnotica. Vi รจ chi, come il comandante Walter Auconi e il comandante De Grossi Mazzorin,  ha parlato di โ€œspiritismoโ€, ma a quanto รจ dato capire solo per indicare esperimenti di metapsichica, e doti particolari del nostro ufficiale, scaturite dalle sue pratiche ascetiche, come emerse durante la guerra con โ€œlโ€™episodio del tenente Stiepovich morto, in seguito allโ€™asportazione di una gamba per un colpo di artiglieria, quasi senza accusare dolore proprio

confer Sandro Consolato


Questa menomazione, tuttavia non riuscรฌ a frenare lo spirito, l’attivitร  del capitano, che durante lunghe ore di rieducazione trascorse a La Spezia, …. si dedicรฒ a letture e discussioni, sopratutto scritti di psicoanalisi, pare fosse un appassionato di Jung, e praticava ipnosi , esprimendo capacitร  medianiche, con effetti sorprendenti.
Predisse la sua morte in guerra, ma non da sveglio. Come riferiva il comandante Lenzi ” il comandante Todaro credeva , in termine generale nelle scienze occulte. Mi aveva insegnato, per esempio a girare, a passeggiare intono al nostro ”Cappellini” ( il noto sommergibile) quando era in porto perchรจ , diceva, ” bisogna imparare a riuscire a sentire quello di cui abbisogni, tu credi di pensarlo tu, invece รจ lui che te lo suggerisce, se sai ascoltarlo”
in Atlantico cercavamo sulle carte nautiche con il pendolino i convogli nemici. Ho anche visto con i miei occhi far cessare il dolor di denti a un operaio francese passandogli sulla guancia due volte con il palmo di una mano. – […] Lo ho sentito dire piรน volte che da sveglio nessuno lo avrebbe mai… beccato. Cosรฌ รจ statoโ€.
Una volta mandรฒ in licenza il suo mitragliere piรน fido, che non voleva saperne di lasciare i suoi compagni. โ€œEโ€™ un ordine!โ€, gli disse con perentorietร  il comandante Todaro . Poi confidรฒ ad un amico che il giovane marinaio aveva il destino segnato. โ€œ Che si goda qualche giorno in famiglia prima di quel giornoโ€. Un mese dopo il marinaio rimase ucciso, mentre si trovava alla sua mitragliera da uno scoppio di granata che frantumรฒ la torretta del sommergibile. Fu infallibile fino a quel giorno
”Un suo compagno di corso, Walter Ghetti, cosรฌ ne parla: โ€œTodaro era differente da noi, non solo per alcune peculiaritร , come la pratica dello yoga, il non mangiare mai carne, il carattere chiuso e un poโ€™ melanconico; tuttavia, provammo per lui una grande amicizia, malgrado questo essere differente, che era superioritร : probabilmente perchรฉ lo sentivamo sincero. E sentivamo anche la necessitร , pur non potendo ancora misurare la forma di tale differenza, di rispettare una personalitร  giร  delineataโ€.


A Bordeaux, fra una missione di guerra e lโ€™altra, passava lunghe giornate chiuso nel suo camerino a leggere, studiare, sperimentare. Si narra, a proposito di aneddoti, che una volta, per gioco, riuscรฌ ad ipnotizzare una signora con estrema facilitร . E cosรฌ la sua fama di corsaro gentiluomo si colorรฒ di altri aspetti, assunse toni accesi e istrioneschi. In effetti cโ€™era, in quel suo pizzetto di barba nerissima, nel suo sguardo obliquo, magnetico, indagatore, cโ€™era un che di stregonesco.
Leggeva un poโ€™ di tutto, dalla filosofia alla parapsicologia, ai libri sulle pratiche magiche.
E cosรฌ a bordo cominciarono a chiamarlo Mago Bakรน.
Si dice, in effetti, che avesse una sorta di preveggenza.
Cโ€™รจ chi giura di averlo sentito fare delle previsioni che si sono avverate fin nei minimi particolari.
Una volta lasciรฒ a terra un marinaio perchรฉ prevedeva che ci sarebbero stati pericoli solo per lui, infatti
il marinaio in questione fu colto da un violento attacco di appendicite, con pericolo di peritonite, e si salvรฒ solo perchรฉ potรฉ essere prontamente ricoverato in ospedale e trasportato in sala operatoria.

Il comandante consapevole del potere evocativo dei simboli forniva ai suoi marinai dei pugnali, per indurre uno spirito combattivo, come se dovessero andare all’arrembaggio, cosรฌ come aveva congeniato di rafforzare la prua del sottomarino con una forte lamiera tagliente per emergere nella caccia nemica in estremo gesto di speronamento, in una chiave ”magico animistica” , si prendeva cura del suo equipaggio e delle sue imbarcazioni apportando innovazioni ingegnose, dopo innumerevoli sperimenti, attuรฒ a proprie spese, un innovativo sistema interfonico o l’ideazione dei barchini ”SMA” (Silurante Modificato Allargato).

CONFER da Sandro Consolato โ€œArthosโ€, n.s., a. III, nยฐ 6 , luglio-dicembre 1999

Il marinaio Vittorio Marcon racconta: โ€œRicordo che era avvenuto che il Comandante col pensiero avesse chiamato qualcuno dellโ€™equipaggio, e questi fosse arrivato come se lo avessero richiesto ad alta voce. Una volta ero con lui, nello stesso locale, che era un locale perfettamente chiuso, isolato dagli altri, ed egli disse il nome di un sottufficiale. Non era passato forse un minuto che quel sottufficiale bussรฒ alla porta, proprio come avesse sentito di essere chiamato dal Comandanteโ€.

Sommergibile Cappellini (da www.difesaonline.it)

Lโ€™ammiraglio Vittorio E. Tognelli ebbe a dire di Todaro: โ€œLa sua tattica preferita era quella piรน ardita e pericolosa: attacco di giorno con cannone, anche se sconfessata dai suoi superiori per il grave rischio cui sottoponeva lโ€™unitร  e per le perdite che inevitabilmente subiva in combattimentoโ€.
Ma i suoi uomini non temevano di morire, perchรฉ sapevano che il primo ad esporre la propria vita era il loro comandante. Sul suo sommergibile regnava un cameratesco egualitarismo: uguale vestiario, uguale vitto, uguale tempo libero per tutti, obbligo di ginnastica giornaliera. Scriverร  lโ€™ammiraglio tedesco Dรถnitz sul temperamento e le qualitร  militari dei sommergibilisti italiani: โ€œEssi sono perfettamente capaci di attaccare il nemico con ardimento e abnegazione. Anzi, in certe circostanze, possono, nello slancio dellโ€™azione, comportarsi piรน audacemente di noi che non ci lasciamo trascinare cosรฌ dallโ€™entusiasmo della battagliaโ€.

Borghese volle Todaro, alla testa del Reparto di superficie, che venne intitolato a โ€œVittorio Moccagattaโ€, mentre quello subacquei lo fu a โ€œTeseo Teseiโ€. Cosรฌ il principe romano ritrasse poi Todaro nel suo Decima Flottiglia Mas: โ€œDi statura normale, appariva piรน piccolo per lโ€™abbandono delle spalle sempre un poโ€™ curve; lo sguardo vivissimo negli occhi scuri, il volto affilato e incorniciato da un pizzetto nero; acuto psicologo, chiaroveggente e singolarmente iniziato nei problemi teosofistici, dotato di un coraggio freddo e cosciente e di una volontร  e capacitร  di lavoro eccezionaliโ€.

Salvatore Todaro a destra con a fianco Valerio Borghese, a sinistra รจ lโ€™ammiraglio Aimone di Savoia Aosta, al centro Ernesto Forza

Sebastopoli capitolรฒ il 2 luglio del โ€™42. I tedeschi, le cui forze di terra avevano certamente determinato la vittoria sui russi, volevano accapparrarsi anche i meriti dellโ€™assedio dal mare, e piรน concretamente sottrarre agli alleati rumeni, che pure avevano combattuto valorosamente, ogni pretesa sul porto di Balaclava. Il 1ยฐ luglio i rumeni, contrariamente al volere dei tedeschi, decisero di entrare per primi a Balaclava da terra, facendosi strada โ€œcon un valoroso assalto allโ€™arma biancaโ€, e Todaro, di sua iniziativa, senza avvertire il suo superiore Mimbelli per non essere intercettato dagli alleati, decise a sua volta che i cinque motoscafi italiani sarebbero entrati nel porto a bandiere spiegate prima dei mas germanici. E cosรฌ fu, sotto gli ultimi fuochi dellโ€™artiglieria costiera sovietica. Il colonnello rumeno Dimitrescu accolse felice i fratelli latini giunti dal mare, festeggiando con… cipolle e champagne!

Il 4 luglio โ€™42 Todaro tornava in Italia dal Mar Nero, dove aveva compiuto tredici missioni di guerra. Il comandante Auconi testimonia che Todaro โ€œsentivaโ€ che sarebbe caduto in guerra e che parlava di ciรฒ senza commozione, con assoluta naturalezza. A ottobre visitรฒ per lโ€™ultima volta la famiglia a Sottomarina. Si recรฒ dal  monsignor Voltolina e, malgrado anche la sua famiglia stentasse a far quadrare il bilancio, fece, come era solito, generosa beneficienza anonima ai poveri assistiti dal buon prete. Lโ€™amico Armando Boscolo, che lo vide allora per lโ€™ultima volta, racconta: โ€œdi quellโ€™ultimo incontro ha lasciato lโ€™immagine di un volto soffuso di misticismo oggi quasi inverosimile, di uno sguardo di una soavitร  serafica, di una voce dolce e fatta soltanto per dire parole buoneโ€.

motopeschereccio armato Cefalo

”La mattina del 14 dicembre โ€™42, nellโ€™isolotto di La Galite, mentre riposava a bordo del Cefalo, il piropeschereccio nave-appoggio dei moto-siluranti della Xยช,  con i quali si preparava ad attaccare il porto tunisino di Bona, Todaro morรฌ durante lโ€™attacco di due caccia inglesi. Un proiettile trapassรฒ il ponte e una scheggia colpรฌ la sua testa. Lo trovarono nella sua cuccetta, che pareva continuasse a dormire. Si avverava cosรฌ la sua profezia: โ€œIo morirรฒ quando il mio spirito sarร  lontano da meโ€.
Fu seppellito a La Galite. Il duca Aimone di Savoia-Aosta scriverร  alla vedova ricordando Todaro quale โ€œValoroso tra i valorosi, incarnazione dello spirito guerrieroโ€. Medaglia dโ€™oro al Valor Militare alla memoria, in guerra il comandante Todaro aveva ottenuto due medaglie di bronzo, tre dโ€™argento e, dallโ€™alleato germanico, la croce di ferro di prima classe.”

CONFER

Vis medicatrix Naturae

OPES ADQUIRIT EUNDO MULTA RENASCENTUR

O Asclepio, guaritore di tutte le cose, o maestro di Paiana
dove evochi le piรน malate afflizioni degli uomini,
che causano grandi dolori,
tu che con i tuoi doni conforti il โ€‹โ€‹potente,
vieni tu a portarci la salute
e porre fine alle gravi malattie e alla morte perniciosa,
tu, oh nuovo, che contribuisci ad aumentare e a rimuovere i mali
la fortunata che sei il forte germoglio,
il prezioso di Febo Apollo,
il nemico delle malattie, dove hai una moglie irreprensibile Igeia
vieni, beato, nostro salvatore, donaci un buon fine di vita.

ZALMOXIS, APOLLO SORANUS & LE MANNERBรœNDE

diย Marco MaculottiEstratto dal cap. I ยง8 deย lโ€™angelo dellโ€™abisso.
apollo, avalon, il mito polare e lโ€™apocalisse,
Axis Mundi edizioni 2022

Esperto di morte apparente era infatti anche un personaggio semi-mitico che viene talvolta ricordato nellโ€™alveo degli iatromanti pur non essendo greco: trattasi di Zalmoxis [1], definito da Mircea Eliade ยซun daimon o un theos che โ€˜rivelaโ€™ una dottrina escatologica e โ€˜fondaโ€™ un culto iniziatico da cui dipende lo stato ontologico dellโ€™esistenza ultraterrenaยป [2]. Venerato dai Geti, tribรน semi-nomade della Tracia il cui territorio faceva da ponte tra lโ€™ecumene ellenico e le steppe eurasiatiche, alcuni autori greci lo consideravano un discepolo o addirittura uno schiavo di Pitagora, narrando che questi lo avrebbe iniziato alle ยซscienze dei cieliยป a Samo. Va da sรฉ che leggende di questo genere sono il risultato di processi tardo-antichi di evemerizzazione e banalizzazione di processi storici e metastorici assai piรน complessi; nondimeno, per chi sappia leggere โ€œtra le righeโ€, esse sono in grado di fornire piรน di unโ€™informazione implicita, ad esempio, in questo specifico caso, una connessione tangibile per il tramite della Scuola Pitagorica con lโ€™alveo sacrale apollineo. Le confraternite estatiche dacio-gete, dโ€™altronde, sono state sovente paragonate a quelle iatromantiche e orfiche, nonchรฉ a quelle druidiche [3].

Di Zalmoxis, i Geti tramandano che trasmise ai suoi discepoli la dottrina dellโ€™immortalitร  dellโ€™anima, insegnando loro che dopo la morte sarebbero passati in un luogo dove avrebbero goduto di tutte le benedizioni immaginabili per lโ€™eternitร . Poi si ritirรฒ in una cava naturale (andreon) sulla montagna sacra di Kogainon [4] nei monti Bucegi in Dacia (nellโ€™odierna Romania) e discese nel mondo sotterraneo, dove restรฒ per tre anni (alcuni racconti vogliono che durante questo periodo sia stato nellโ€™Ade) [5]. I suoi fedeli โ€” a cui egli appariva in visione sotto forma di ยซanima disincarnataยป โ€” piansero la sua prematura dipartita, ma al quarto anno egli ritornรฒ in superficie, confermando cosรฌ il suo insegnamento [6]. Quindi sparรฌ nuovamente per comparire qua e lร  di tanto in tanto, presso le sue genti: e non con il corpo fisico che aveva in vita, ma sotto forma di daimon (ยซspirito immortaleยป). Come commenta Eliade,

ยซ la โ€˜scomparsaโ€™ (occultazione) e la โ€˜ricomparsaโ€™ (epifania) di un essere divino o semi-divino (re messianico, profeta, mago, legislatore) costituisce parte di uno scenario mitico-rituale assai diffuso nel mondo mediterraneo e asiatico. ยป[7]

La caverna di Zalmoxis [via RomaniaJournal]

Erodoto riferisce le dottrine religiose dei Geti: essi credevano nellโ€™immortalitร  dellโ€™anima e, una volta iniziati ai Misteri correlati, reputavano la morte semplicemente un viaggio per ricongiungersi al loro dio Zalmoxis nella dimensione altra che egli per primo aveva scoperto (similmente allo Yama/Yima indo-iranico, che รจ al tempo stesso lโ€™ยซUomo Primordialeยป e il Giudice dei Morti). Ellenico parla inoltre di due tribรน tracie confinanti con i Geti, segnatamente i Terizi e i Crobizi, che pure credevano di raggiungere, dopo la dipartita fisica, il semidio Zalmoxis; tuttavia, a parere di questi ultimi, ยซla permanenza presso il dio non era definitiva e si consolavano pensando che i morti sarebbero tornatiยป [8]

La tradizione armena conosce una caverna dove si diceva che Meher (cioรจ Mihr/Mithra) si appartasse per uscirne soltanto una volta allโ€™anno [9]; tema iranico che si ripercuote anche sulle leggende cristiane della Nativitร  nella grotta di Betlemme. Sullโ€™etimologia del nome Zalmoxis, che i manoscritti greci riportano anche in forme alternative come Salmoxis, Zamolxis, Samolxis, gli antichi hanno avanzato diverse teorie. Quella preponderante accosta il suo nome a quello di divinitร  telluriche come Zemelo e ลฝemelฤ—, frigia la prima baltica la seconda, nonchรฉ con il dio lituano Zjameluks. Se questa etimologia fosse corretta, sarebbe innegabile anche la correlazione con Semele, madre del Dioniso trace (ricordiamo che i Geti erano Traci). Tutti questi termini derivano dalla radice indoeuropea *Gโ€™HEMEL (ยซterra, suolo, appartenente alla terraยป), che ci riporta allโ€™ร mbito simbolico ctonio-tellurico: e infatti a quanto pare Zalmoxis era anche chiamato Gebelezis [10].

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Per quanto riguarda il suo nome piรน noto, comuque, sembra che la questione non cambi: essendo xais un termine scito per indicare ยซsignore, re, capoยป, possiamo tradurre Zalmoxis come ยซSignore della Terraยป o ยซRe del Suoloยป [11] (o probabilmente, meglio, del sottosuolo, inteso nel senso esoterico di dimensione sotto o piuttosto dietro quella ordinaria). Geticus propose la traduzione di ยซRe del Mondoยป [12], citando Guรฉnon e Ossendowski, e Porfirio registrรฒ anche lโ€™esistenza di un termine tracio, zalmon, che avrebbe il significato di ยซnascostoยป: se fondata, farebbe di Zalmoxis il ยซdio nascostoยป, o il ยซdio occultoยป. Da ciรฒ, alcuni vedrebbero in Zalmoxis anche il ยซSignore dei Mortiยป, ma a parere di altri, tra cui il celebre ricercatore di storia tracia I.I. Russu, ยซil valore semantico del tema zamol โ€“ รจ โ€œla terraโ€, โ€œil potere della terraโ€ e Zalmoxis non puรฒ significare altro che il โ€œdio della terraโ€, personificazione di ogni forma di vita e del grembo materno in cui ritornano tutti gli uominiยป [13]. Nondimeno, resta da sottolineare lโ€™utilizzo del termine ยซnascostoยป nella tradizione ungherese con riferimento allo stato degli sciamani durante la trance catalettica [14].

Tuttavia Diogene Laerzio testimoniรฒ che in tracio Zalmosside significa ยซpelle dโ€™orsoยป, il che effettivamente potrebbe aver senso se letto in unโ€™ottica iniziatica di mรคnnerbรผnde [15] del tipo dei Luperci romani o dei Berserkir e degli Ulfhedhinn โ€” ovvero rispettivamente ยซcoloro che hanno la pelle dโ€™orsoยป e ยซcoloro che hanno la pelle di lupoยป [16] โ€” e al tempo stesso in connessione con lโ€™incubatio praticata dagli iatromanti apollinei, oltre che da Zalmoxis.

Questa connessione non รจ da sottovalutare se confrontata con le pratiche rituali dello โ€œsciamanesimo apollineoโ€, in quanto si suppone che lโ€™istituzione dei Luperci e la celebrazione dei Lupercali [17] fossero originariamente competenza dei sacerdoti di Sur/Soranus, detto lโ€™ยซApollo Neroยป โ€” ยซdio-lupoยป pre-romano, italico ed etrusco, che trova nellโ€™Apollo Lyceus dei Licรฎ [18] una perfetta corrispondenza), venerato con riti ancestrali sulla vetta del monte Soratte. I suoi sacerdoti divennero famosi nellโ€™antica Roma con il nome di Hirpi Sorani (ยซLupi di Soranusยป; dalla lingua osca-sannita-sabina hirpus = ยซlupoยป), tra le altre cose perchรฉ la ritualistica ad essi riferita era profondamente imbevuta da suggestioni sciamaniche: nel corso delle cerimonie, essi camminavano sui carboni ardenti, tenendo in mano le interiora delle capre sacrificate. Secondo unโ€™antica tradizione, ยซun oracolo consigliรฒ ai loro antenati di condurre una vita dedita a rapine e razzie per sfuggire a una pestilenzaยป e di compiere un sacrificio annuale in onore di Apollo presso il Monte Soratte [19]. Con questa premessa, forse, si puรฒ azzardare lโ€™ipotesi che Zalmoxis non fosse tanto una divinitร , quanto piuttosto una funzione sacrale, fondata appunto sullโ€™esperienza iniziatica dellโ€™incubatio e del letargo visionario, allโ€™interno dellโ€™alveo cultuale e rituale apollineo.

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I riti misterici correlati allo spirito di uno iatromante di nome Anfiarao, che si diceva essere stato โ€œrisucchiatoโ€ dalla terra a Tebe e reso immortale in guisa di daimon sotterraneo [20] โ€” che, a pensarci bene, รจ praticamente la stessa identica storia che viene raccontata su Zalmoxis [21] โ€” ci possono dare motivo del perchรฉ potremmo propendere per lโ€™interpretazione di Diogene Laerzio. Nellโ€™ipogeo in cui Anfiarao fungeva da oracolo, infatti, lโ€™incubatio avveniva allโ€™interno di pelli di ariete appena scuoiato, pratica iniziatica che si ritrova anche in diversi centri oracoli della Puglia nonchรฉ, in etร  arcaica, nella ritualistica dellโ€™India vedica. La pelle degli animali sacrificati conosceva un ampio utilizzo in questi centri sapienzali, dalla previsione del futuro alla magia meteorologica ai riti purificatorรฎ; pratiche simili sono ancora oggi in vigore nelle steppe mongolo-siberiane e caucasiche.

Questa tradizione รจ riportata anche con riguardo allโ€™eroe Podalirio, che si diceva essere figlio di Asclepio, e dunque apollineo. Anchโ€™egli era diventato, dopo la morte fisica, un daimon sotterraneo, e i pellegrini che giungevano sulla sua tomba ยซsacrificavano un montone e dopo averlo scuoiato si avvolgevano nella sua pelle coricandosi a dormire proprio sul sepolcroยป, in quanto, per prendere in prestito le parole di Licofrone, ยซa tutti quelli che si addormenteranno sulla sua tomba in pelli di montone egli rivelerร  in sogno oracoli veritieri e [โ€ฆ] sarร  invocato come guaritore di malattieยป [22].

In piรน, tornando a Zalmoxis e allโ€™ipotesi di Diogene, si deve aggiungere che lโ€™orso รจ lโ€™animale sciamanico per antonomasia in Asia come in America (dove ricopre il ruolo di Antenato mitico e di Iniziatore [23]) ed รจ sempre presente simbolicamente nei rituali di incubatio di questo genere, in quanto il neofita o lโ€™adepto, emulando il letargo del plantigrado, riuscirebbe simpaticamente (vale a dire, con lโ€™utilizzo della cd. ยซmagia simpaticaยป) a mettersi nei suoi panni. Tali pratiche sono state vive a lungo non solo in Siberia e in Eurasia, ma anche nellโ€™Europa occidentale, soprattutto sui Pirenei โ€” dove lโ€™Orso รจ ancora oggi il personaggio centrale della celebrazione del Carnevale, nei panni del ยซcapro espiatorioยป da sacrificare per ยซcacciare lโ€™invernoยป โ€” e nelle Isole Britanniche. Philippe Walter (autore di un pregevole studio sul mito del re Artรน che ci verrร  utile piรน avanti in questo nostro studio [24]) pone il dio-sciamano dei Geti in relazione con lโ€™Artรน bretone, basandosi anchโ€™egli sul profilo etimologico e arrivando alle stesse conclusioni suggerite dal Laerzio:

ยซ Questo nome derivato dal trace zalmos, โ€œpelliccia, pelleโ€, ricorda il carattere ursino dellโ€™essere divino avvolto alla nascita in una pelle dโ€™orso [25]. [โ€ฆ] Non solo Zalmoxis esalta lโ€™esistenza di un Oltretomba in cui vivere in compagnia dei suoi fedeli, ma il suo destino โ€œpostumoโ€ ha moltissimi punti in comune con quello di Artรน, che parte provvisoriamente per Avalon, per poi tornare a regnare sui suoi. ยป[26]


Note:

[1] Cfr. Mircea Eliade, Da Zalmoxis a Gengis Khan, Astrolabio-Ubaldini, Roma 1975, cap. II, โ€œZalmoxisโ€, pp. 26-71.

[2] Id., ivi, p. 33.

[3] Id., ivi, p. 61.

[4] Id., ivi, p. 56.

[5]  Id., ivi, pp. 34-35. Anche i Narti e gli Osseti, discendenti dagli Sciti, hanno tradizioni simili. Essi ritengono che post-mortem lโ€™anima ยซgiung[a] a un crocicchio di tre strade: le due laterali conducono lโ€™una al cielo, lโ€™altra allโ€™inferno; si deve preferire quella di mezzo: il morto che la imbocca giunge al luogo dove, fra i Narti assisi, troneggia Barastyr, re dei Mortiยป. Troviamo qui un tema importante ai fini della nostra ricerca: tradizionalmente si ritiene che lโ€™anima dopo il decesso debba imboccare una via a discapito delle altre e che solo chi conosce la via giusta puรฒ arrivare nellโ€™aldilร  del dio. Questo รจ un punto di primaria importanza. La conoscenza delle vie celesti, sovente rappresentate sotto forma di fiumi (si pensi ad es. ai quattro fiumi inferi della mitologia greca, o agli altrettanti che sorgono dalla vetta del monte Meru nella cosmologia vedica) รจ indispensabile per arrivare al cospetto del dio, in uno stato post-mortem preferenziale rispetto alla massa indifferenziata di non-iniziati. Kowalewski fa derivare la figura del sovrano dei morti Barastyr dal mazdeismo, mettendolo in relazione con lo Yima indo-iranico. Tuttavia Dumรฉzil, che lo cita, รจ dellโ€™opinione che Barastyr sia un dio specificamente osseto, derivante, ad ogni modo, da una mitologia comune alla quale appartiene anche lโ€™aldilร  dellโ€™India vedica che, a parere dellโ€™autore, รจ piรน vicino alla descrizione dellโ€™Oltretomba osseto [George Dumรฉzil, Storie degli Sciti, Rizzoli, Milano 1980, p. 254].

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[6] Eliade, Zalmoxis, cit., p. 26.

[7] Id., ivi, p. 31.

[8] Id., ivi, p. 34.

[9] Id., ivi, p. 32.

[10] Id., ivi, p. 26.

[11] Id., ivi, p. 46.

[12] Geticus [alias Vasile Lovinescu], La Dacia iperborea, Edizioni allโ€™insegna del Veltro, Parma 1984, op. cit., p. 42.

[13] Eliade, Zalmoxis, cit., p. 47.

[14] Anikรณ Steiner, Sciamanesimo e folclore, Edizioni allโ€™insegna del Veltro, Parma 1980, pp. 34-36.

[15] Id., ivi, cap. I, โ€œI daci e i lupiโ€, pp. 10-25.

[16] Cfr. Marco Maculotti, Metamorfosi e battaglie rituali nel mito e nel folklore delle popolazioni eurasiatiche, su ยซAxisMundi.blogยป, 18 maggio 2016.

[17] Per due brevi ma acuti commenti sulla confraternita prisca dei Luperci e i riti da compiuti in occasione dei Lupercali, cfr. George Dumรฉzil, La religione romana antica, Rizzoli, Milano 1977; Renato Del Ponte, Dei e miti italici. Archetipi e forme della sacralitร  romano-italica, Arya โ€“ Compagnia della Tradizione, Genova 2020, pp. 129-135.

[18] Cfr. infra, cap. II ยง6.

[19] Christian Sighinolfi, I guerrieri-lupo nellโ€™Europa arcaica. Aspetti della funzione guerriera e metamorfosi rituali presso gli indoeuropei, il Cerchio, Rimini 2011, pp. 91-92.

[20] Cfr. infra, ยง13.

[21] รˆ interessante a riguardo il passo di Mneso di Patara, discepolo di Eratostene, secondo cui ยซi Geti veneravano Cronos e lo denominavano Zalmoxisยป, che Eliade considera da connettere al culto di Saturno come ยซsovrano delle Isole Felici dove soggiornano le anime dei giustiยป [Eliade, Zalmoxis, cit., p. 34]; a riguardo, cfr. infra, soprattutto capp. III ยง8 &  IV ยง1, 3.

[22] Mariateresa Fumagalli Beoni Brocchieri &  Giulio Guidorizzi, Corpi gloriosi. Eroi greci e santi cristiani, Laterza, Bari 2012, p. 62.

[23] Cfr. Antonio Bonifacio, I popoli dellโ€™Orsa Maggiore: Lungo la via degli orsi e degli sciamani. Lo sciamano, lโ€™orso e il cacciatore celeste, Simmetria Edizioni, Roma 2021. 

[24] Cfr. infra, cap. IV ยงยง5 sgg.

[25] Lโ€™orso รจ inoltre legato anche alla regalitร , oltre che alle pratiche sciamaniche: Artรน dellโ€™orso รจ infatti โ€œdoppioโ€ antropomorfo, e al tempo stesso lโ€™orso รจ suo โ€œdoppioโ€ zoomorfo. Non รจ un caso se nellโ€™antica Irlanda celtica la parola art stava indifferentemente per ยซOrsoยป e per ยซReยป; sicuramente il ciclo arturiano, storicamente nato in Bretagna (ovvero in unโ€™altra terra gaelica) ha riutilizzato motivi mitici assai piรน arcaici sotto una veste nuova, adatta al periodo medievale e โ€œcavallerescoโ€.

[26] Philippe Walter, Artรน. Lโ€™orso e il re, Arkeios, Roma 2005, p. 86. CATEGORIZZATO IN:ANTROPOLOGIAESOTERISMOESTRATTIMITOSCIAMANESIMOSTORIA DELLE RELIGIONI

Alchimia consapevole Wim Hof

Il freddo ci mostra solo se il nostro potere innato รจ presente e se siamo in grado di controllarlo perchรจ lo facciamo consapevolmente 

Possiamo considerare il freddo uno specchio che riflette le reazioni del nostro corpo (….)
il risultato che otterrai impegnandoti ,sacrificando il confort sotto la doccia, (in un lago, in mare od altrove) รจ straodinario (…) una vita migliore perchรจ l’energia (scaturita dagli effetti sul sistema vascolare) sarร  accopagnata dall’elettricitร  e tutto il corpo (ne sarร  coinvolto)… la chimica perfetta funge da conduttore della nostra mente, nei processi neurologici nel nostro cervello.

il respiro รจ una porta , che ci conduce in  corridoi che ci fanno entrare 
nelle profonditร  di noi stessi 


La mente segue il respiro ma non cerca di trattenerlo, lascia stare la mente il respiro รจ piรน grande e ti porta piรน lontano, nella parte piรน profonda di te stesso , dunque segui il flusso, segui l’onda ….

L'uomo in natura originariamente era vigile , pienamente presente, impegnato solo a esistere 

Confer. Wim Hof il Metodo del Ghiaccio

Per info wimhofmethod

แผ˜ฯแพท ฮผแฝฒฮฝ แฝ„ฮผฮฒฯฮฟฯ… ฮณฮฑแฟ–ฮฑ, แผฯแพท ฮดแฝฒ แฝ ฯƒฮตฮผฮฝแฝธฯ‚ ฮฑแผฐฮธฮฎฯ La terra vuole la pioggia e la vuole anche l’etere venerabile Marco Aurelio

ฮฃฯ…ฮผฯ†ฮญฯฮตฮน แผ‘ฮบฮฌฯƒฯ„แฟณ แฝƒ ฯ†ฮญฯฮตฮน แผ‘ฮบฮฌฯƒฯ„แฟณ แผก ฯ„แฟถฮฝ แฝ…ฮปฯ‰ฮฝ ฯ†ฯฯƒฮนฯ‚, ฮบฮฑแฝถ ฯ„ฯŒฯ„ฮตฯƒฯ…ฮผฯ†ฮญฯฮตฮน แฝ…ฯ„ฮต แผฮบฮตฮฏฮฝฮท ฯ†ฮญฯฮตฮน.

Giova ad ognuno ciรฒ che ad ognuno viene dalla natura Universale, e giova proprio nel momento in cui gli viene.

แผ˜ฯแพท ฮผแฝฒฮฝ แฝ„ฮผฮฒฯฮฟฯ… ฮณฮฑแฟ–ฮฑ, แผฯแพท ฮดแฝฒ แฝ ฯƒฮตฮผฮฝแฝธฯ‚ ฮฑแผฐฮธฮฎฯ, แผฯแพท ฮดแฝฒ แฝ ฮบฯŒฯƒฮผฮฟฯ‚ฯ€ฮฟฮนแฟ†ฯƒฮฑฮน แฝƒ แผ‚ฮฝ ฮผฮญฮปฮปแฟƒ ฮณฮฏฮฝฮตฯƒฮธฮฑฮน. ฮปฮญฮณฯ‰ ฮฟแฝ–ฮฝ ฯ„แฟท ฮบฯŒฯƒฮผแฟณ แฝ…ฯ„ฮน ฯƒฮฟแฝถ ฯƒฯ…ฮฝฮตฯแฟถ.ฮผฮฎฯ„ฮน ฮดแฝฒ ฮฟแฝ•ฯ„ฯ‰ ฮบแผ€ฮบฮตแฟ–ฮฝฮฟ ฮปฮญฮณฮตฯ„ฮฑฮน, แฝ…ฯ„ฮนห™ ฯ†ฮนฮปฮตแฟ– ฯ„ฮฟแฟฆฯ„ฮฟ ฮณฮฏฮฝฮตฯƒฮธฮฑฮน;

”La terra vuole la pioggia, e la vuole anche l’etere venerabile”
E L’universo vuole ciรฒ che รจ destino avvenga.
Perciรฒ dico all’universo:” Io voglio insieme con te ”
Non si dice infatti che tal cosa vuole accadere?

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แผฌฯ„ฮฟฮน แผฮฝฯ„ฮฑแฟฆฮธฮฑ ฮถแฟ‡ฯ‚ ฮบฮฑแฝถ แผคฮดฮท ฮตแผดฮธฮนฮบฮฑฯ‚ห™ แผข แผ”ฮพฯ‰ แฝ‘ฯ€ฮฌฮณฮตฮนฯ‚ ฮบฮฑแฝถ ฯ„ฮฟแฟฆฯ„ฮฟแผคฮธฮตฮปฮตฯ‚ห™ แผข แผ€ฯ€ฮฟฮธฮฝแฟ„ฯƒฮบฮตฮนฯ‚ ฮบฮฑแฝถ แผ€ฯ€ฮตฮปฮตฮนฯ„ฮฟฯฯฮณฮทฯƒฮฑฯ‚. ฯ€ฮฑฯแฝฐ ฮดแฝฒ ฯ„ฮฑแฟฆฯ„ฮฑฮฟแฝฮดฮญฮฝ. ฮฟแฝฮบฮฟแฟฆฮฝ ฮตแฝฮธฯฮผฮตฮน

O continui a vivere in questo modo, e ti ci sei abituato , o te ne vai, e la tua missione รจ conclusa
Non V’รจ altro, all’infuori di questo. Coraggio, quindi!

ฮคแฝฐ ฮตแผฐฯ‚ แผ‘ฮฑฯ…ฯ„ฯŒฮฝ
ฮฃฯ…ฮณฮณฯฮฑฯ†ฮญฮฑฯ‚: ฮœฮฌฯฮบฮฟฯ‚ ฮ‘ฯ…ฯฮฎฮปฮนฮฟฯ‚

X, 20, 21,22

Vocatus Atque Non Vocatus Deus Aderit

Chiamato o non chiamato, il dio sarร  presente!

”ฮบฮฑฮปฮฟฯฮผฮตฮฝฯŒฯ‚ ฯ„ฮต ฮบแผ„ฮบฮปฮทฯ„ฮฟฯ‚ ฮธฮตแฝธฯ‚ ฯ€ฮฑฯฮญฯƒฯ„ฮฑฮน ‘”

Questa iscrizione รจ stata incisa sopra la porta dโ€™ingresso della casa che Carl Gustav Jung  a Kรผsnacht, in Svizzera vicino Zurigo.
Eโ€™ tratta dallโ€™Oracolo di Delfi e costituisce la risposta che ottennero gli spartani, quando consultarono lโ€™oracolo, prima di portare la guerra ad Atene, chiesero al dio Apollo presso Delphi
“se fosse meglio entrare in guerra” e ricevettero la risposta:

”..che se avessero messo tutta la loro forza nella guerra, la vittoria sarebbe stata loro e la promessa che lui stesso sarebbe stato con loro, sia invocato che non invocato.”

La versione latina “Vocatus atque invocatus deus aderit” pare si  diffuse grazie a  Erasmo da Rotterdam

“per esprimere  qualcosa, che anche se non lo si chiede e non si รจ intenzionati a farlo, si verificherร  comunque, che ci piaccia o no.
Si dice che ,  Jung  sostenesse che questa frase  volesse esprimere
”il mio senso di precarietร , la sensazione di trovarmi sempre immerso in possibilitร  che trascendono la mia volontร โ€œ

ma anche che  fosse un promemoria per se stesso e per i suoi pazienti,  l’inizio della saggezza รจ il timore del Divino: “timor dei initium sapientiae”.

Secondo alcune teorie vi รจ un richiamo ad Hillman, il quale propone una affascinante teoria da egli definita โ€œTeoria della Ghiandaโ€œ,ispirata alle teorie junhjiane secondo la quale ciascuno di noi giunge in questo mondo con una โ€œpreesistenteโ€ immagine che ci definisce. Una ghianda, germogliando, non puรฒ che creare una quercia. Allo stesso modo, ciascuno di noi non sarebbe nientโ€™altro che il frutto di un particolare โ€œsemeโ€ di cui la nostra intera essenza, in maniera affascinante e misteriosa, ne sarebbe in qualche modo impregnata.
Una vocazione puรฒ essere rimandata, elusa, a tratti perduta di vista. Oppure puรฒ possederci totalmente. Non importa: alla fine verrร  fuori. Il daimon non ci abbandonaโ€.

(pag24)James Hillman Il codice dell’anima


Prima della nascita, lโ€™anima di ciascuno di noi sceglie unโ€™immagine o disegno che poi vivremo sulla terra, e riceve un compagno che ci guidi quassรน, un daimon, che รจ unico e tipico nostro. Tuttavia, nel venire al mondo, ci dimentichiamo tutto questo e crediamo di esserci venuti vuoti. รˆ il daimon che ricorda il contenuto della nostra immagine, gli elementi del disegno prescelto, รจ lui dunque il portatore del nostro destino. (pag. 23) James Hillman Il codice dell’anima

Tucidide , La guerra del Peloponneso 1.118.3

 ฮฑแฝฯ„แฝธฯ‚ แผ”ฯ†ฮท ฮพฯ…ฮปฮปฮฎฯˆฮตฯƒฮธฮฑฮน ฮบฮฑแฝถ ฯ€ฮฑฯฮฑฮบฮฑฮปฮฟฯฮผฮตฮฝฮฟฯ‚ ฮบฮฑแฝถ แผ„ฮบฮปฮทฯ„ฮฟฯ‚. 


 Lui stesso, ha detto, sarebbe intervenuto per aiutare, sia chiamato che non invitato.

1.118.3
ฮฑแฝฯ„ฮฟแฟ–ฯ‚ ฮผแฝฒฮฝ ฮฟแฝ–ฮฝ ฯ„ฮฟแฟ–ฯ‚ ฮ›ฮฑฮบฮตฮดฮฑฮนฮผฮฟฮฝฮฏฮฟฮนฯ‚ ฮดฮนฮญฮณฮฝฯ‰ฯƒฯ„ฮฟ ฮปฮตฮปฯฯƒฮธฮฑฮน ฯ„ฮต ฯ„แฝฐฯ‚ ฯƒฯ€ฮฟฮฝฮดแฝฐฯ‚ ฮบฮฑแฝถ ฯ„ฮฟแฝบฯ‚ แผˆฮธฮทฮฝฮฑฮฏฮฟฯ…ฯ‚ แผ€ฮดฮนฮบฮตแฟ–ฮฝ, ฯ€ฮญฮผฯˆฮฑฮฝฯ„ฮตฯ‚ ฮดแฝฒ แผฯ‚ ฮ”ฮตฮปฯ†ฮฟแฝบฯ‚ แผฯ€ฮทฯฯŽฯ„ฯ‰ฮฝ ฯ„แฝธฮฝ ฮธฮตแฝธฮฝ ฮตแผฐ ฯ€ฮฟฮปฮตฮผฮฟแฟฆฯƒฮนฮฝ แผ„ฮผฮตฮนฮฝฮฟฮฝ แผ”ฯƒฯ„ฮฑฮนยท แฝ ฮดแฝฒ แผ€ฮฝฮตแฟ–ฮปฮตฮฝ ฮฑแฝฯ„ฮฟแฟ–ฯ‚, แฝกฯ‚ ฮปฮญฮณฮตฯ„ฮฑฮน, ฮบฮฑฯ„แฝฐ ฮบฯฮฌฯ„ฮฟฯ‚ ฯ€ฮฟฮปฮตฮผฮฟแฟฆฯƒฮน ฮฝฮฏฮบฮทฮฝ แผ”ฯƒฮตฯƒฮธฮฑฮน, ฮบฮฑแฝถ ฮฑแฝฯ„แฝธฯ‚ แผ”ฯ†ฮท ฮพฯ…ฮปฮปฮฎฯˆฮตฯƒฮธฮฑฮน ฮบฮฑแฝถ ฯ€ฮฑฯฮฑฮบฮฑฮปฮฟฯฮผฮตฮฝฮฟฯ‚ ฮบฮฑแฝถ แผ„ฮบฮปฮทฯ„ฯ‚.

E sebbene i Lacedemoni avessero deciso sul fatto della violazione del trattato e della colpa degli ateniesi, tuttavia inviarono a Delphi per chiedere al dio se avrebbe avuto un buon esito  se fossero andati in guerra; e, come si dice, ricevettero da lui la risposta che se avessero messo tutta la loro forza nella guerra, la vittoria sarebbe stata loro e la promessa che lui stesso sarebbe stato con loro, sia invocato che non invocato.

 

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