Alchimia consapevole Wim Hof

Il freddo ci mostra solo se il nostro potere innato è presente e se siamo in grado di controllarlo perchè lo facciamo consapevolmente 

Possiamo considerare il freddo uno specchio che riflette le reazioni del nostro corpo (….)
il risultato che otterrai impegnandoti ,sacrificando il confort sotto la doccia, (in un lago, in mare od altrove) è straodinario (…) una vita migliore perchè l’energia (scaturita dagli effetti sul sistema vascolare) sarà accopagnata dall’elettricità e tutto il corpo (ne sarà coinvolto)… la chimica perfetta funge da conduttore della nostra mente, nei processi neurologici nel nostro cervello.

il respiro è una porta , che ci conduce in  corridoi che ci fanno entrare 
nelle profondità di noi stessi 


La mente segue il respiro ma non cerca di trattenerlo, lascia stare la mente il respiro è più grande e ti porta più lontano, nella parte più profonda di te stesso , dunque segui il flusso, segui l’onda ….

L'uomo in natura originariamente era vigile , pienamente presente, impegnato solo a esistere 

Confer. Wim Hof il Metodo del Ghiaccio

Per info wimhofmethod

Ἐρᾷ μὲν ὄμβρου γαῖα, ἐρᾷ δὲ ὁ σεμνὸς αἰθήρ La terra vuole la pioggia e la vuole anche l’etere venerabile Marco Aurelio

Συμφέρει ἑκάστῳ ὃ φέρει ἑκάστῳ ἡ τῶν ὅλων φύσις, καὶ τότεσυμφέρει ὅτε ἐκείνη φέρει.

Giova ad ognuno ciò che ad ognuno viene dalla natura Universale, e giova proprio nel momento in cui gli viene.

Ἐρᾷ μὲν ὄμβρου γαῖα, ἐρᾷ δὲ ὁ σεμνὸς αἰθήρ, ἐρᾷ δὲ ὁ κόσμοςποιῆσαι ὃ ἂν μέλλῃ γίνεσθαι. λέγω οὖν τῷ κόσμῳ ὅτι σοὶ συνερῶ.μήτι δὲ οὕτω κἀκεῖνο λέγεται, ὅτι˙ φιλεῖ τοῦτο γίνεσθαι;

”La terra vuole la pioggia, e la vuole anche l’etere venerabile”
E L’universo vuole ciò che è destino avvenga.
Perciò disco all’universo:” Io voglio insieme con te ”
Non si dice infatti che tal cosa vuole accadere?

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Ἤτοι ἐνταῦθα ζῇς καὶ ἤδη εἴθικας˙ ἢ ἔξω ὑπάγεις καὶ τοῦτοἤθελες˙ ἢ ἀποθνῄσκεις καὶ ἀπελειτούργησας. παρὰ δὲ ταῦταοὐδέν. οὐκοῦν εὐθύμει

O continui a vivere in questo modo, e ti ci sei abituato , o te ne vai, e la tua missione è conclusa
Non V’è altro, all’infuori di questo. Coraggio, quindi!

Τὰ εἰς ἑαυτόν
Συγγραφέας: Μάρκος Αυρήλιος

X, 20, 21,22

Vocatus Atque Non Vocatus Deus Aderit

Chiamato o non chiamato, il dio sarà presente!

”καλούμενός τε κἄκλητος θεὸς παρέσται ‘”

Questa iscrizione è stata incisa sopra la porta d’ingresso della casa che Carl Gustav Jung  a Küsnacht, in Svizzera vicino Zurigo.
E’ tratta dall’Oracolo di Delfi e costituisce la risposta che ottennero gli spartani, quando consultarono l’oracolo, prima di portare la guerra ad Atene, chiesero al dio Apollo presso Delphi
“se fosse meglio entrare in guerra” e ricevettero la risposta:

”..che se avessero messo tutta la loro forza nella guerra, la vittoria sarebbe stata loro e la promessa che lui stesso sarebbe stato con loro, sia invocato che non invocato.”

La versione latina “Vocatus atque invocatus deus aderit” pare si  diffuse grazie a  Erasmo da Rotterdam

“per esprimere  qualcosa, che anche se non lo si chiede e non si è intenzionati a farlo, si verificherà comunque, che ci piaccia o no.
Si dice che ,  Jung  sostenesse che questa frase  volesse esprimere
”il mio senso di precarietà, la sensazione di trovarmi sempre immerso in possibilità che trascendono la mia volontà

ma anche che  fosse un promemoria per se stesso e per i suoi pazienti,  l’inizio della saggezza è il timore del Divino: “timor dei initium sapientiae”.

Tucidide , La guerra del Peloponneso 1.118.3

” αὐτὸς ἔφη ξυλλήψεσθαι καὶ παρακαλούμενος καὶ ἄκλητος. 


 Lui stesso, ha detto, sarebbe intervenuto per aiutare, sia chiamato che non invitato. “

1.118.3
αὐτοῖς μὲν οὖν τοῖς Λακεδαιμονίοις διέγνωστο λελύσθαι τε τὰς σπονδὰς καὶ τοὺς Ἀθηναίους ἀδικεῖν, πέμψαντες δὲ ἐς Δελφοὺς ἐπηρώτων τὸν θεὸν εἰ πολεμοῦσιν ἄμεινον ἔσται· ὁ δὲ ἀνεῖλεν αὐτοῖς, ὡς λέγεται, κατὰ κράτος πολεμοῦσι νίκην ἔσεσθαι, καὶ αὐτὸς ἔφη ξυλλήψεσθαι καὶ παρακαλούμενος καὶ ἄκλητος.

E sebbene i Lacedemoni avessero deciso sul fatto della violazione del trattato e della colpa degli ateniesi, tuttavia inviarono a Delphi per chiedere al dio se avrebbe avuto un buon esito  se fossero andati in guerra; e, come si dice, ricevettero da lui la risposta che se avessero messo tutta la loro forza nella guerra, la vittoria sarebbe stata loro e la promessa che lui stesso sarebbe stato con loro, sia invocato che non invocato.

 

Jung e lo sciamanesimo L’anima fra psicanalisi e sciamanesimo

Melusina e Sheela na gig
Sheela na gig o forse Atargatide o Melusina entità sirenica bicaudata rappresentante …
Dolmen di Soto Andalusia
forse 4.500 e 5.000 anni fa

“meglio, combatteremo nell’ombra. υπό σκιή εσοίμην προς ημάς η μάχη in umbra enim proeliabimur

 Λακεδαιμονίων δὲ καὶ Θεσπιέων τοιούτων γενομένων ὅμως λέγεται ἀνὴρ ἄριστος γενέσθαι Σπαρτιήτης Διηνέκης· τὸν τόδε φασὶ εἰπεῖν τὸ ἔπος πρὶν ἢ συμμεῖξαί σφεας τοῖσι Μήδοισι, πυθόμενον πρός τευ τῶν Τρηχινίων ὡς ἐπεὰν οἱ βάρβαροι ἀπίωσι τὰ τοξεύματα, τὸν ἥλιον ὑπὸ τοῦ πλήθεος τῶν ὀϊστῶν ἀποκρύπτουσι· τοσοῦτο πλῆθος αὐτῶν εἶναι· τὸν δὲ οὐκ ἐκπλαγέντα τούτοισι εἰπεῖν, ἐν ἀλογίῃ ποιεύμενον τὸ τῶν Μήδων πλῆθος, ὡς πάντα σφι ἀγαθὰ ὁ Τρηχίνιος ξεῖνος ἀγγέλλοι, εἰ ἀποκρυπτόντων τῶν Μήδων τὸν ἥλιον ὑπὸ σκιῇ ἔσοιτο πρὸς αὐτοὺς ἡ μάχη καὶ οὐκ ἐν ἡλίῳ. ταῦτα μὲν καὶ ἄλλα τοιουτότροπα ἔπεά φασι Διηνέκεα τὸν Λακεδαιμόνιον λιπέσθαι μνημόσυνα.

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Erodoto

Tra i Lacedemoniani (Spartani) e Thespiani, l’uomo migliore fu chiamato lo Spartano Dienekes., prima dell’inizio della battaglia, i medi (persiani) mandarono un emissario al fianco di Dienekes (Trichinion), per vantarsi delle frecce dei barbari, dicendo che sarebbero stati così tanti, che avrebbero oscurato il  sole. Ma i messaggeri stranieri furono sorpresi nel sentire Dienekes rispondere, che sarebbe stato bello se i persiani avessero cancellato il sole, perché avrebbero condotto la battaglia all’ombra .

Questo è in terza persona plurale. Quindi, se vuoi dire “combatteremo all’ombra”:

υπό σκιή εσοίμην προς ημάς η μάχη (και ουκ εν ήλιω)

Il modo laconico di dire che sarebbe probabilmente:

υπό σκιή η μάχη (la battaglia sarà all’ombra) o υπό σκιή μαχόμεσθα

(combatteremo all’ombra)

La ” frase laconica “ “allora noi combatteremo all’ombra” è stato citato , da Cicerone ( in umbra igitur pugnabimus , tuscolani Dispute I.42) e Valerio Massimo ( in umbra enim proeliabimur , III.7, ext. 8).

聖人為腹 il saggio agisce dall’interno…道德經 XII , 12

五色令人目盲;五音令人耳聾;五味令人口爽;馳騁田獵,令人心發狂;難得之貨,令人行妨。是以聖人為腹不為目,故去彼取此。

道德經 XII , 12

I cinque colori rendono ciechi gli occhi dell’uomo;
Le cinque note rendono le orecchie sorde;
I cinque gusti feriscono il suo palato;
inseguire e galoppare nella caccia
Fanno si che il cuore si lanci nella furia
i beni  difficile da ottenere
spingono l’uomo alla disputa

Quindi il saggio è
per la pancia, (ventre)
non per l’occhio.

oppure

il saggio agisce dall’interno
non considera la vista…

oppure

il saggio si cura dall’interno
non si cura dell’occhio.

Quindi scarta l’uno e prende l’altro.

Un ulteriore invito a portare l’attenzione all’interno , lo stato ordinario della mente di superficie è perso nell’attenzione e repulsione degli stimoli esterni.

il saggio riporta l’attenzione all’interno .

意到則氣到 dove si dirige l’attenzione si dirige il Qi/KI

Fylgja

Nella mitologia norrena, una fylgja è un essere o uno spirito soprannaturale che accompagna una persona in relazione al proprio destino o fortuna, si ritiene che fosse uno spirito custode, entità tutelare, che si riteneva seguisse ogni persona o famiglia e la relazione fosse apposta o legata al processo o alla cerimonia della nomina.
Fylgjur può anche “contrassegnare le trasformazioni tra uomo e animale” o cambiare forma. Nella saga di Egil, ci sono riferimenti sia a Egil che a Skallagrim che si trasformano in lupi o orsi, e ci sono esempi di cambiamento di forma nella saga del re Hrolf Kraki, dove Bodvar Bjarki si trasforma in un orso durante l’ultima battaglia.
Queste trasformazioni sono probabilmente implicite nelle descrizioni di saga di berserker che si trasformano in animali o mostrano abilità bestiali.

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In  altre versioni  Fylgja è  un’ entità femminile della mitologia settentrionale, una specie di spirito protettivo che accompagna una persona. Questi esseri sono paragonabili agli elfi e ai nori.
Il Fylguur non sono normalmente visibili nella loro forma umana, ma sono presenti in qualsiasi forma quando il loro bambino è nato.
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Quando appaiono, appaiono come un volto da sogno a forma di donna, o in forma di animale che assomiglia all’anima di una persona.
Così un uomo guerriero potrebbe avere un lupo, un orso, un cavallo o un uccello a Fylgja.

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Si mostra a suo protettore solo al momento della morte. Nella sua forma femminile, poi, arriva alla sua tomba, lo ravviva per il suo amore e la sua vitalità, e poi lo porta fino  alle porte del  Valhalla.

Le tre soluzioni di Julius Evola Sandro Consolato

Le tre soluzioni di Julius Evola (Arya edizioni Genova)  è il terzo libro dedicato dall’autore al filosofo oltre  Evola e il Buddhismo (1995) e Evola e Dante (2014).

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Nikolaj Konstantinovič Roerich

Una raccolta di scritti imprescindibile per gli appassionati ed i cultori del ‘‘magico barone”, con una velata nostalgia, ed un distacco critico maturo,  sempre rispettoso del percorso del dialogo con ”il maestro immaginario’ ricco di spunti di riflessione in un mondo di agitazione e di nebbia”.
Ogni passaggio affrontato nella raccolta, lascia aperte riflessioni pur  essendo accuratissimo nelle puntualizzazioni.
Una narrazione che oscilla tra la dimensione verticale, ‘l’esistenzialismo esoterico” del filosofo, ed una dimensione orizzontale,  le soluzioni  rivolte agli anarca ribelli.
Le tre soluzioni rivolte ai  tipi umani archetipali : il “Ribelle ascetico” che segue una via dove  si “mantengono sotterraneamente le linee di vetta. non appartengono a questo mondo. Pur essendo sparsi sulla terra e spesso ignorandosi a vicenda sono uniti invisibilmente e formano una catena infrangibile nello spirito tradizionale” , vi e poi chi necessita di essere orientato a “prepararsi allo slancio che porti oltre l’onda ultima”,una sorta di nichilismo attivo , un attivismo teso a forzare i tempi della decadenza, ed in fine, il  tipo umano che “cavalca la tigre”, colui che sceglie di ”opporsi lentamente, tenacemente ”  e che con alacre sforzo,  tenda di  far rivivere la Sapienza.
L’autore si spinge poi in altri territori delineando, altri racconti dalle  riflessioni sul rapporto di libertà, tra l’individuo  e le comunità umane, in relazione ‘‘al divenire cosmico, e storico’ ,  passando , alla visione di Evola e le donne, scivolando sull’operatività alchemica, dove la metafisca è vista come ‘‘stato dell’essere  non legato allo spazio e al tempo…. dimensione in cui l’esperienza può realizzare una coscienza…”
fino ad approdare all”’ Evola mithraico ”e procedere trattando, altri temi giungendo a narrazioni molto personali…. sincronicità inaspettate, intravvedendo una chiave ermetica”di interpretazione dei fatti, e mostrandoci come il ”maestro immaginario” abbia seminato influenze, anche su personaggi, impensabili della cultura e del cinema, lontani da ambienti più accoglienti.

Confidando che l’autore non mantenga le sue premesse della raccolta

” Con questo libro si chiude un ciclo”

‘Colui che appare anormale rispetto all’ambiente esterno  è probabile che sia lui il ”normale”, che in lui esista un resto di energia vitale integra….”
L’arco e la Clava

 

 

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