I simboli mistici dei Tatuaggi Muay Thai Sak Yant “Bidhi sak” พิธี สัก

Molti combattenti della Muay Thai indossano tatuaggi Sak Yant, tatuaggi mistici dal misterioso significato riservato agli esperti , un evidente retaggio tribale ancestrale di evocazione sciamanica.

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Non sono decorazione, si dice che abbiano poteri magici che proteggono colui che li porta . I tatuaggi Sak Yant sono parte di  un rituale buddista, con venature animistico-sciamniche, con richiami alle divinità induiste.


sak  “(tatuaggio)” yant – derivato dal sanskrito Yantra  “figura geometrica sacra”.
Il rituale dei tatuaggi Sak Yant è anche chiamato “Bidhi sak” พิธี สัก.
Il maestro del tatuaggio punge il simbolo con il tradizionale “Mai Sak”
(bastone di bambù) sotto la pelle.
Oltre ai monaci buddisti sono i guaritori tradizionali o altri specialisti religiosi in grado di evocare  nei tatuaggi di poteri magici.

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Solo in questo modo il tatuaggio possono sviluppare/attivare il loro effetto magico come desiderato.Usano solitamente inchiostro cinese, che è fortificato con altri ingredienti magici, come le ceneri di un monaco defunto mescolato con altre sostanze magiche e vengono recitati incantesimi durante il processo del tatuaggio, affinchè si risvegliano gli effetti di protezione magici.

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I tatuaggi Sak Yant sono incisi in modo tradizionale con un ago attaccato ad un tubo di bambù. Questo richiede rispetto alle moderne macchine da tatuaggio molto più tempo ed è più doloroso.
Molti combattenti della Muay Thai indossano questi tatuaggi  per l’effetto protettivo.
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Dopo l’effettivo processo di puntura, il tatuaggio di Sak Yant deve essere consacrato. Dopo questo passaggio, Sak Yant può finalmente sviluppare la sua completa protezione per chi lo indossa.
Uno dei templi più famosi per i tatuaggi di Sak Yant in Thailandia è il Wat Bang Phra vicino a Bangkok
Durante Il festival (rituale collettivo) del tatuaggio presso  Wat Bang Phra, a Nakhon Pathom viene celebrata la benedizione del tatuaggio .
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La gente viene a Wat Bang Phra per ottenere che i loro tatuaggi benedetti, possano attivarsi sbloccando il potere spirituale del tatuaggio.
Maestri del tatuaggio, sia monaci o laici profondamente religiosi, effettuano tatuaggi o benedicono tatuaggi esistenti.
Dopo che il tatuaggio è completato, il monaco (o maestro del tatuaggio) prega con il destinatario del tatuaggio.
A volte il destinatario entra in trance e scatena i poteri mistici dei tatuaggi.

 


Per tutta la mattinata gli uomini si alzano, incanalando lo spirito del loro tatuaggio. Se è una tigre, diventa una tigre e si precipita sul palco. Se è un serpente, striscia sul palco. Se è una scimmia, inizia a chiacchierare come una scimmia e corre sul palco con mosse simili a quelle di una scimmia.
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Sono popolari tra soldati, poliziotti e gangster, persone che generalmente vivono in pericolo. Il tatuaggio deve essere attivato per rimanere potente e l’annuale Cerimonia al tempio attira migliaia di devoti che vengono al tempio per attivare o rinnovare i tatuaggi, le persone entrano in trance assumono la personalità del loro tatuaggio.

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Confer Cerimonia del tatuaggio Wat Bang Phra in bianco e nero – Immagini di Jack Kurtz

Alcuni glifi con significato semplificato, il significato più profondo è da ricercarsi con esperti ed esperienza diretta in loco, con estremo rispetto.

 

Tiger-Thai-Tattoo

Tiger Yant La tigre è un simbolo di forza e potenza. Inoltre, è considerato senza paura. Proprio questo è il motivo per cui questo tatuaggio è molto popolare soprattutto tra i combattenti della Muay Thai.

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Hah Taew – Le 5 linee sacre Ognuna delle cinque linee ha il suo significato magico e sacro. In genere, proteggono gli indossatori dagli spiriti maligni.

Hanuman-Thai-Tattoo

Muay Thai Hanuman Tattoo (Hindu Monkey God)
Uno dei tatuaggi Muay Thai più popolari è quello di Hanuman. Questo è il dio indù delle scimmie e il portatore di questo tatuaggio è benedetto con coraggio e coraggio. Hanuman è adorato da molte persone come simbolo di forza, perseveranza e devozione.

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Il tatuaggio di Gao Yord Il disegno geometrico incarna le nove vette sacre del Monte Meru e comprende anche i simboli del Buddha.
Chi indossa un Gao Yang Yord Sak è protetto dagli spiriti maligni

 

Guardiani di Pietra le stele lunigianesi

Disposti in allineamento a ricordare antiche e mai perdute tradizioni culturali….

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I gruppi di statue stele appaiono sempre dislocati lungo direttrici ben precise, in situazioni geografiche ed ambientali altrettanto caratteristiche e ricorrenti, in prossimità di corsi d’acqua ed in zone montuose, lungo grandi valli di collegamento e in zone montane in corrispondenza di importanti vie di comunicazione tra vaste regioni d’Europa.Fig._9_mapa

una duplice interpretazione di questi monumenti megalitici, sia “sacra” che “profana”.
In un caso le statue stele potevano rivestire significati simbolici e astratti, legati alla sfera del culto religioso, e rappresentare immagini di divinità celesti, nell’altro potevano raffigurare personaggi reali viventi o defunti che, comunque, dovevano aver avuto una posizione sociale emergente all’interno della comunità (antenati eroizzati, capi o capostipiti del clan patriarcale).

Le statue stele potevano rappresentare immagini di entità protettrici o di personaggi reali posti come punti di riferimento o di “guardia ” alla sommità dei villaggi, in zone di caccia, di transito o di interesse economico.

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Come nel Neolitico con la scoperta dell’agricoltura si era affermata e diffusa l’immagine femminile, nell’età dei Metalli, all’interno di comunità di mercanti-nomadi-guerrieri, assume maggiore importanza la figura maschile. Le statue stele appaiono così riflessi di credenze e probabilmente di attività che facevano perno su entità “sovrumane” (nel senso di divinità), o almeno “superumane”, connesse non a uomini singoli ma a gruppi sociali o tribali dotati di competenze tali da acquisire valore e prestigio.

confer Museo delle Statue Stele Lunigianesi castello del Piagnaro  Pontremoli (MS). 

 

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I Numi CG Jung e Michel Harner

Occasionalmente Jung definiva i poteri numinosi della psiche in termini animistici,
”come certi fattori dinamici che concepiamo come ”poteri’: spiriti, demoni,  dei, leggi, ideali o qualsiasi altro nome l’uomo abbia dato a certi fattori nel proprio mondo per lui tanto potenti , pericolosi o utili da essere osservati con attenzione, oppure tanto grandi belli e significativi da essere devotamente venerati e amati.”
The Collected Works di CG Jung 17 p.8

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Jung trasse ispirazione da Rudolf Otto, nell’opera L’idea del sacro, relativamente al  termine numen inteso come numinosum , qualunque possa esserne la causa è un esperienza del soggetto indipendente dalla sua volontà…è una qualità appartenente a un oggetto visibile o all’influenza di una presenza invisibile che causa un’alterazione peculiare della coscienza.
The Collected Works di CG Jung 11 op. cit, par.6

Fairy Tree In Mystic Forest

 

Per Jung gli archetipi sono dotati di una qualità numinosa e danno origine alle immagini numinose , la fenomenolgia dei numi, delle loro manifestazione empirica come fantasmi,spiriti,demoni ecc… è assodata seppur solamente in una interpretazione psicologica.
Nella visione sciamanica gli spiriti sono una realtà sui generis essi sono semplicemente ciò che sono , non dovrebbero essere ridotti ad altri termini.
L’antropologo Michel Harner  sosteneva che il contatto con gli spiriti , i numi è sperimentato sia in uno stato di coscienza non ordinario sia in stato di coscienza ordinario. Nel così detto stato di coscienza sciamanico gli esseri spirituali sono reali, godono di una condizione ontologica oggettiva esterna  ad ogni ipotetica struttura mentale personale,  mentre in stato ordinario possono apparire come illusioni o come mere proiezioni psicologiche.

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Secondo Harner le strutture mentali dell’immaginazione aprono una porta alla realtà alternativa e a quella non ordinaria, attraverso questa porta si accede al mondo degli spiriti anche essi si manifestano come immagini.

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Lo sciamano tradizionale potrebbe sostenere che tali entità spirituali esistono esternamente alla psiche individuale e occasionalmente la invadono o la possiedono, mentre in Jung , sembrerebbe che essi restino confinati nella psiche e che la loro esistenza sia solo apparente , sono trascendenti l’individuo, la coscienza viaggio sciamanico sarebbe un processo per accedere all’inconscio collettivo da parte dell’emisfero destro, mentre per Harner, Castaneda ed altri erano semplicemente realtà non ordinarie.

Confer

Jung e lo sciamanesimo L’anima fra psicanalisi e sciamanesimo

Il Mito e Mircea Eliade

38057348_1984436588274131_1735212498920931328_n“Il mito non è il contrario della realtà, è prima di tutto un racconto la cui funzione è
ri­velare in che modo qualcosa è avvenuto all’essere. Io studio i miti antichi, le storie vecchie, ma racconto storie nuove nelle quali sono rintracciabili gli archetipi e le collego al mondo dei sogni, alla psicologia del profondo. All’uomo moderno piacciono i miti non perché sono esotici, ma perché, credo, possono fornire un punto di partenza verso una nuova visione del mondo che sostituisce le immagini e i valori oggi scaduti. E ama, l’uomo moderno, sentir raccontare delle storie e raccontarne, perché è un modo per reinserirsi in un mondo articolato e significante”.

Mircea Eliade

Centro Archetipico

Per Jung l’ego andava oltre l’identità e la continuità dell ego cognitivo percettivo discriminativo, l’ego non era l’intera personalità.
Sebbene sia essenziale per la vita  e il funzionamento quotidiano esso è solo la punta dell’ iceberg psichico.
Jung credeva che a dispetto della sua tendenza a voler dirigere la vita dell’individuo l’ego dovesse relativizzarsi e subordinarsi a un centro più profondo di ordinamento e di significato all’interno della psiche.
Questo centro fu chiamato archetipo del Sè
confer Jung e lo sciamanismo C. Michael Smith

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La conquista della Saggezza nella Mitologia Nordica
Odino si cava un occhio e lo offre in pegno a Mímir per attingere un sorso di idromele da Mímisbrunnr, la fonte della saggezza che il gigante custodisce.
L’occhio di Odino rimane, quindi, nella fontana dalla quale lo stesso Mímir ne beve ogni giorno l’idromele. Da quella mutilazione derivano gli epiteti di Bileygr “guercio” e Báleygr “occhio fiammeggiante”.

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Ein sat hon úti,
þás enn aldni kom
yggiungr ása
ok í augu leit.
– Hvers fregnið mik?
hví freistið mín?
Alt veitk, Óðinn,
hvar auga falt
í enum mæra
Mímis brunni -;
drekkr miǫð Mímir
morgin hverian
af veði Valfǫðrs.
Vituð ég enn eða hvat? »

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« Sola sedeva di fuori
quando il vecchio giunse
Yggiungr degli Æsir
e la fissò negli occhi.
– Che cosa mi chiedete?
Perché mi mettete alla prova?
Tutto io so, Odino,
dove tu nascondesti l’occhio
nella famosa
Mímisbrunnr! –
Mímir beve idromele
ogni mattino
dal pegno pagato da Valfǫðr.
Che altro tu sai? »

(Edda poetica – Vǫluspá – Profezia della Veggente XXVII

 

Odino Viandante Magico

Georges Dumézil storico delle religioni, linguista e filologo francese interpretò  la radice Wut come sostantivo che significa “ebbrezza”, “eccitazione”, e “genio poetico”, ma anche come il movimento terribile del mare, del fuoco e del temporale, come aggettivo che significa “violento”, “furioso” e “rapido.

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Odino ierofania di policrome funzioni Guerriero, Vate, conoscitore delle rune, Sciamano, protettore dei viandanti…

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Rúnar munt þú finna
ok ráðna stafi,
miök stóra stafi,
miök stinna stafi,

er fáði fimbulþulr
ok gerðu ginnregin
ok reist Hroftr rögna. »

« Rune tu troverai
lettere chiare,
lettere grandi,
lettere possenti,
che dipinse il terribile vate,
che crearono i supremi numi,
che incise Hroftr degli dèi. »

Mjöllnir

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Il Martello di Thor, è l’arma di Thor, il dio del fulmine e del tuono della mitologia norrena, il suo significato simbolico, teologico o teorico-sapienziale, è comparabile a quello del Vajra vedico (il “fulmine” o “diamante”, arma di Indra).Esso rappresenta dunque la struttura fondamentale della realtà nella sua scaturigine dal principio divino originante, un significato che è presente negli Axis Mundi Yggdrasill e Irminsul, alberi del cosmo.

 

 

 

L’Edda di Snorri descrive le qualità del Mjöllnir dicendo che, possedendolo, il dio Thor «sarebbe stato in grado di colpire quanto fermamente volesse, qualsiasi fosse il suo bersaglio, e il martello non avrebbe mai fallito, e se lanciato a qualcosa, non l’avrebbe mai mancato e non sarebbe mai volato tanto lontano dalla sua mano da non poter tornare indietro, e, quando lo avesse voluto, esso sarebbe diventato tanto piccolo da poter essere custodito sotto la tunica».

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Per maneggiare quest’arma formidabile,  Thor  utilizzava  speciali guanti in ferro forgiati dai nani, possedeva una speciale cintura magica che raddoppiava la sua potenza divina quando indossata. L’impatto di Mjöllnir causava potenti rombi di tuono, e dal nome di questa divinità deriva la parola “tuono” in molte lingue germaniche (norreno Þórr, islandese Þór, tedesco antico e nederlandese Donar, inglese antico Þūnor, faroese Tórur, svedese, norvegese e danese Tor, frisone Tonger)  dio del tuono, del fulmine e della tempesta. La mitologia norrena è ricca di racconti sulle gesta di Thor e sulla sua perenne lotta contro gli Jǫtnar. La lettera runica Þ si pronuncia “Th”.

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Il nome “Thor” e le sue varianti derivano tutte dal proto-germanico Thunraz, cioè “fulmine”, “tuono” (nelle lingue germaniche odierne: inglese thunder, olandese donder, tedesco Donner).

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Thor rappresenta teologicamente il dio (e l’uomo) che possiede, oppure è totalmente identificato, con l'”arma” divina, la “virtù”, ossia la “vista” del principio cosmico (il Martello di Thor, comparato al Vajra vedico-tibetano). È il protettore dell’umanità.

Confer Georges Dumézil. Gli dèi dei germani. Adelphi, 1974. p. 121

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amuleto vichingo del X secolo scoperto a Købelev, sull’isola danese di Lolland, ha fornito una risposta definitiva. Le rune inscritte sul piccolo amuleto recitano “Hmar x is”. Tradotte, significano: “Questo è un martello”.

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Thurisaz Affrontare  il Nemico

   LA DIFESA, LA NON-AZIONE, IL GIGANTE, IL DIO THOR

 

 Herja La Valchiria

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La valchiria  attestata nel più lungo dei due elenchi di Nafnaþurur trovati nell’Edda in prosa.

 

 

Forse  herja antico norvegese o  l’antico herjón tedesco e deriva dalla parola proto-germanica * Herjaza  o forse  la dea germanica continentale nome Hariasa attestata da una pietra del II secolo ormai perduta rinvenuta a Colonia , in Germania.

 

La via della Valchiria 

Culti Nordici 

ψυχή Psiche ipotesi e teorie

ψυχή = soffio, alito, soffio vitale, respiro
fresco, freddo;
ò ψύχω = soffiare, respirare, raffreddarsi (forma
media e passiva).
ò ἄνεμος (anemos) = vento, soffio. Il latino animus
significa originariamente “sospiro”, “tensione
faticosa”.

Nell’era dell’ intelligenza artificiale , dell’ingegneria genetica, del realtà aumentata, del trapianto del cervello , qualcuno sente ancora il bisogno di porsi queste domande…

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dottor Corrado Malanga  Ricercatore Universitario Presso Dipartimento di Chimica dell’università di Pisa.

Fabio Marchesi  scienziato e ricercatore indipendente, inventore e scrittore

Giorgio Cerquetti scrittore.
Dal 1968 vive tra l’Italia, gli Stati Uniti, l’Africa e l’India, dove ha potuto approfondire la conoscenza del sanscrito, dello Yoga e della meditazione.

Antonio Pala Dottore in Psicologia ad indirizzo Applicativo
Psicoterapeuta ad indirizzo psicodinamico

psiche e mito della biga alta di Platone

 

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