Milano pugilare è un’Arte

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Praticare la boxe è un’arte, se si trova il luogo adatto con i trainer qualificati… Il Dojo Ruan boxing è uno di questi luoghi, dove tra un mix d’arti d’oriente e discipline d’occidente in una caratteristica struttura vecchia milano si pratica con grande passione la nobile arte, in un’atmosfera di sapore agonistico per tutti…

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Resilienza

Forse derivante dal latino resalio,  l’azione di risalire da una barca che si è capovolta a causa delle forze tempestose del mare. In metallurgia designa la capacità di un metallo di resistere alle forze. Resilienza  indica la capacità di far fronte in maniera positiva a eventi traumatici, di riorganizzare positivamente la propria vita dinanzi alle difficoltà, di ricostruirsi restando sensibili alle opportunità positive che la vita offre, senza alienare la propria identità. In questo video l’atleta davide Passaretti Dojo Ruan Boxing nonostante abbia la mano destra con principio di frattura accetta e disputa un match.

 

Addestramento graduale difesa personale femminile

Metodo ed un programma didattico di addestramento graduale, generato  dopo anni di esperienza sul campo dal  team dojo ruan boxing, per difesa personale femminile  utilizzando tecniche derivate dalle discipline di  combattimento e sport da ring.

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Le praticanti sperimentano gradualmente l’approccio al contatto fisico e al confronto/scontro con un possibile ed eventuale aggressore, imparando a gestire le proprie emozioni in un processo graduale e sistematico di apprendimento, che include un’ampia parte di preparazione atletica cardiovascolare oltre ad un adeguato risveglio delle potenzialità psicofisiche di reattività e di riattivazione dell’atteggiamento vitale naturale di resilienza e combattività. Le tecniche prevedono l’impostazione pugilistica, l’utilizzo degli arti inferiori calci e ginocchiate, e degli arti superiori gomiti (derivati dalla thai boxe ed altre discipline),  svincolamenti da prese e tecniche di base di lotta, simulazione di aggressione e simulazioni di pressing con panico
(provenienti dalle scuole di addestramento militare).
Durante l’apprendimento si utilizzano diversificate strumentazioni guantoni da boxe per imparare a colpire in sicurezza;
guantini da mix martial arts per utilizzare anche la prensilità
approccio alla mano non guantata.

Il metodo prevede l’utilizzo esercitazioni ai sacchi  focus dinamici e sessioni di sparring con praticanti esperti di sesso maschile che si prestano a essere bersagliati da colpi, evitando e schivando gli attacchi al fine di far apprendere un reale impatto su un aggressore superando le inibizioni culturali psicologiche del colpire un essere umano.
Sono previste sperimentazioni con pressing psicologico e seminari di
addestramento all’attitudine mentale (teoria del predatore/predato).

Educazione al Confronto/Scontro negli sport da ring

L’apprendimento al confronto in termini di ‘‘duello codificato”
( scontro che segue un codice rispettato reciprocamente dai contendenti)
nasce in un contesto di disciplina ed autodisciplina marziale,dove regna sovrano il principio  di OPPONIBILITA’ e di CONFRONTO SIMMETRICO.


”I contendenti” scelgono volontariamente di contrapporre le proprie abilità individuali e di rischiare la propria incolumità in un contesto regolamentato da rigide regole (più o meno ampie a seconda della disciplina)
in un confronto dove  l’abilità di un singolo individuo trova la sua massima espressione nella somma delle abilità di entrambi i contendenti, più gli atleti sono di alto livello maggiore sarà la soddisfazione agonistica di entrambi i contendenti.

 

Trovare il tempismo reclutare la grinta combattiva

Trovare il tempismo reclutare la grinta combattiva è un arte che richiede dedizione passione e tanta pratica, necessita di un adeguato atteggiamento mentale, di una elevata   focalizzazione un addestramento  costante d’affinamento.
Fondamentale la sperimentazione monitorata dall’istruttore con suggerimenti,indicazioni,valutazioni,
direttive.
L’intento è coordinare gli automatismi con le azioni del compagno/a di addestramento anche su assi differenti di combattimento, ricercando le distanze adeguate e il tempismo necessario, comprendendo le azioni dell’avversario , interpretando e recependo l’informazione sulla scelta tattica dell’avversario.

Il Pugilatore a riposo

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Secondo lo scrittore Gay Talese il non sapere è il fascino simbolico di questa opera.
A suo parere tutti dobbiamo affrontare pericoli, tutti un giorno ci troveremo ad affrontare il round finale e ci domanderemo cos’è successo?
Così come sembra domandarsi il Pugile…
Forse un stato confusionale dopo la lotta o alla ricerca di energie e motivazioni per battersi ancora fino alla fine usque ad finem

Concentrazione prima del match il confronto poi ed infine la realizzazione che la vita vissuta di ciascuno di noi sta per terminare svuotando la nostra dimensione spaziale… La sfida solitaria del pugile come manifestazione della vita..
Un capolavoro, il Pugile colto forse  in un momento di riposo dopo un incontro, le sue mani sono protette dai cesti  caestus le quattro dita sono infilate in un pesante anello costituito da tre fasce di cuoio tenute insieme da borchie metalliche.
La statua è basata sul contrasto fra la quiete e il contenimento geometrico espressi dalle braccia appoggiate sulle gambe, e l’improvviso scatto della testa

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Gli inserti in rame, sulla spalla destra, sull’avambraccio, sui guanti e sulla coscia, rappresentano gocce di sangue colate dalle ferite nell’atto del volgersi della testa.
 il viso, di cui si notano la cura della barba e della pettinatura, è di un uomo maturo e presenta i segni del tempo e dei numerosi incontri passati, le orecchie a forma di cavolo, tipico dei lottatori in cui lo sfregamento genera tumefazioni

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Nell’antico pugilato  ci si batteva completamente nudi, fatta eccezione per una sorta di “sospensorio” e per i guantoni di cuoio, corredati da cinghie con inserti metallici e decorati da rifiniture in pelliccitto.

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Il pugile mostra tagli sulla fronte, sulle orecchie gonfie e sulle guance e il suo naso porta ancora il segno di una frattura passata.
L’ aspetto più coinvolgente è la torsione del collo, che porta il suo sguardo, provato e serio, verso un punto preciso.
Questo movimento, l’intensità degli occhi che  si può intuire nonostante oggi siano andati persi e la bocca socchiusa fanno sembrare il Pugile vivo, come se fosse sul punto di dire qualcosa…

Riti sciamanici e Muay thai มวยไทย Boxe thailandese

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Mirko Faraone dojo ruan boxing

L’antico substrato della cultura sciamanica, presente in Thailandia, dove la cultura buddhismo theravāda थेरवाद  ha assimilato elementi preesistenti,  si riscontra fortemente nelle ritualità presenti nella Muay thai มวยไทย , sia la danza propiziatoria Ram Muay  natura mistico-religiosa si tratta di una danza rituale che i pugili eseguono prima del combattimento e che viene accompagnata da una musica caratteristica, lo Dontree Muay, e che inizia sempre con il Wai Kruh (omaggio al Maestro) con cui il thai-boxer si inginocchia in direzione della sua Scuola  compiendo tre profondi inchini in segno di rispetto e devozione, eseguita con  movimenti lenti e simbolici con il quale il praticante gira attorno al ring con l’intento  di scacciare gli spiriti (elemento riconducibile all’animismo) maligni dal terreno dello scontro e al fine di assicurarsi lo protezione degli spiriti favorevoli , l’esecuzione viene accompagnata dalla recitazione silenziosa di preghiere (mantra)  e formule magiche propiziatorie. I movimenti della Ram Muay possono differire notevolmente a seconda della Scuola di origine e della personalità del singolo atleta.

Alcuni combattenti utilizzano il rituale per indurre soggezione nel proprio avversario, ma l’intento principale e la devozione religiosa, l’umiltà e la gratitudine
nei confronti del  Re e del proprio mentore, o dell’organizzatore dell’incontro e dell’allenatore.
La stessa oggettistica rituale è legata con il mondo sciamanico in cui il guerriero cacciatore si sottoponeva ad un iniziazione per affrontare una buona caccia o un combattimento favorevole  tramite simboli e talismani protettivi o finalizzati ad aumentane il mana individuale o del proprio klan.

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Ne sono un esempio i bracciali di stoffa, di corda intrecciata o di qualsiasi altro tessuto, composto  dal proprio maestro, ritualizzato spesso dai monaci buddisti e nell’antichità dagli sciamani, portati  singolarmente o su entrambe le braccia del combattente, al suo interno possono essere incorporati  simboli e/o piccoli oggetti apotropaici
ed anche il Mongkon  มงคล di forma circolare che si indossa sul capo prima del combattimento apposto sul capo dell’atleta dal suo maestro e solo da lui rimosso con rito propiziatorio prima dell’inizio del match.
Il significato di questo oggetto apotropaico è il legame energetico-magico-simbolico con il proprio  maestro, il campo di appartenenza, gli insegnamenti ricevuti e tutti  praticanti del campo, un evidente riferimento al culto del klan, una fenomenologia sciamanica di prossimità tra il guerriero e gli spiriti animali predatori e l’appartenenza la klan.

Motivazione nella preparazione di atleti di elite

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M Francesco Dal Pino M Angelo Valente Silvia La Notte

Visualizazzione  degli obbiettivi dei passaggi tecnici e delle atmosfere per addestrare l’aspetto mentale e predisporre nuove possibilità mentali e nuove connessioni neuronali,

Focalizzazione e stimolazione dei neuroni specchio

Tecniche di riequilibrio emozionale energetico (test Muscolare)

Motivazione … PASSIONE nel trasmettere l’Arte.

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