ORMESI addestramento all’agio nel disagio

Potentissimum esse qui se habet in potestate
Potentissimo è colui che ha potere in se stesso 
Seneca
Epistuale morales ad Lucillum , Liber XIV

Rito invernale solstiziale

Travolto dalle onde, sbattuto dai mulinelli, inghiottito dai gorghi,
cosa temi ? cosa tremi ?
non capisci che questo è il gioco dell’esistenza e vedi solo i fili contorti dell’arazzo alzati girati e combatti etiam si cecidit de genu pugnat
anche se cade a terra combatte in ginocchio
e nella mischia che batte il cuore forte e nella paura che trovi il vero volto….
Abbandona ogni illusione e come fuggire da una prigione
ventorum ferita sape fit aura levis
la violenza del vento spesso diviene una brezza leggera
medita, prega, combatti ,senza paura, senza attaccamento ne repulsione e alla fine torni un leone

Dedica la tua vita all’arte che ami…. Marco Aurelio

Fisica quantistica, Spiritualità, Religione

Federico Faggin integra scienza e spiritualità nella sua visione del mondo partendo dal presupposto che la coscienza e il libero arbitrio siano fondamentali e preesistano alla materia.
Questa visione si basa sulla sua esperienza personale di coscienza extracorporea e sulle sue ricerche nel campo delle reti neurali e dell’intelligenza artificiale.

Faggin sostiene che la coscienza non può essere spiegata come un semplice fenomeno del cervello, in quanto non esiste nulla in fisica che trasformi segnali elettrici o biochimici in significato, che è ciò che noi proviamo con la coscienza.
La coscienza deve quindi essere una proprietà fondamentale dell’universo, esistente prima o simultaneamente alla materia.

Per spiegare la coscienza, Faggin, in collaborazione con il professor D’Ariano, ha sviluppato una teoria basata sull’informazione quantistica, secondo la quale la coscienza è una proprietà intrinseca dei campi quantistici da cui deriva tutta la realtà.
Questi campi, essendo coscienti e dotati di libero arbitrio, comunicano tra loro creando la realtà fisica.

La fisica quantistica, con le sue proprietà “incomprensibili”, come la non-clonabilità dell’informazione quantistica e la sua natura probabilistica, non descrive il mondo esterno, ma l’interiorità dell’universo, ovvero la spiritualità.
Da questa interiorità emerge poi il mondo classico della scienza, fatto di simboli condivisibili ma privi di significato intrinseco.

Faggin ritiene che la meditazione sia uno strumento fondamentale per la conoscenza di sé, in quanto permette di calmare la mente e di aprirsi all’ascolto del silenzio interiore.
Attraverso la meditazione, possiamo accedere a stati di coscienza più profondi e comprendere la vera natura di noi stessi come campi coscienti con libero arbitrio.

In conclusione, la visione di Faggin unisce scienza e spiritualità, riconoscendo l’importanza della coscienza e del libero arbitrio come fondamenti della realtà. La sua teoria, basata sull’informazione quantistica, offre una nuova interpretazione della fisica quantistica e apre la strada a una comprensione più profonda della natura umana e del nostro posto nell’universo.

Se l’acqua si alza, la nave si solleverà 水増されば、船高し

Quando la squadra (meglio il Klan ) focalizza la strategia sui punti di forza ogni match è una racconto, ogni sfida è una storia, osservare, riflettere e gettarsi nell’Azione


116 大困難、大変事に逢っても狼狽えないというのは、まだまだです。大変な事態に逢っては、喜び、踊って、勇み進むべきものです。それが、一つ越えたところです。「水増されば、船高し」ということです。
116 C’è ancora molta strada da fare per non lasciarsi sgomentare anche di fronte alle grandi difficoltà e ai grandi eventi. Di fronte a una situazione difficile, dovremmo rallegrarci, ballare e andare avanti con coraggio. Questo è un passo oltre. “Più alta è l’acqua, più alta è la barca.”
Hagakure 葉隠聞書

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L’addestramento non finisce mai.『人に勝つ道は分かりません。自分に勝つ道は分かりました。』と、言われたそうです。昨日よりは上達し、今日よりは上達しで、一生の間、日々、仕上げていくのです。それが、どこまでということはないということです。」Hagakure 葉隠聞書

(I, 45)
Un maestro di spada, ormai anziano, dichiaro:
“Nella vita, ci sono diversi gradi di
apprendimento. Al primo si studia, ma non si ricava niente e ci si sente inesperti.

Al livello
intermedio l’uomo è ancora inesperto, ma consapevole delle proprie mancanze e riesce
anche a vedere quelle altrui.
Al livello superiore diventa orgoglioso della propria abilità, si
rallegra nel ricevere lodi e deplora la mancanza di perizia dei compagni.
Costui ha valore e
si comporta come se non sapesse nulla.
“Questi sono i livelli in generale.


Ma ce n’è uno che li trascende, ed è il più eccellente di
tutti.

Chi penetra profondamente in questa Via è consapevole che non finirà mai di
percorrerla.
Egli conosce veramente le proprie lacune e non crede mai, per tutta la vita, di
aver raggiunto la perfezione.
Senza orgoglio, ma con modestia, arriva a conoscere la Via”.

Hagakure ni
ciritodomareru
hana nomi zo
shinobishi hito ni
au kokochi suru

葉隠れに / 散りとどまれる / 花のみぞ / 忍びし人に / 逢ふ心地する 
dal Sankashū, “Raccolta da un eremo sui monti”

Quell’unico fiore
che ancora rimane
nel folto delle foglie
mi riporta al cuore
il mio amore segreto

Fu molto probabilmente questa poesia di Saigyō, monaco del XII secolo, che suggerì il titolo allo Hagakure kikigaki (Note dettate nel folto delle foglie), in genere abbreviato in Hagakure. Nel verso denso di suggestioni che il poeta antico compose nel suo eremo sui monti, si riflette un’altra capanna su altri monti, anche questa raccolta in un’ombrosa quiete, dove il maestro Jōchō (al secolo Yamamoto Tsunetomo) raccoglie a sua volta l’ultimo fiore di una primavera ormai trascorsa, quella del mondo e della cultura samurai. Da quel nucleo di valori sottratto all’estinzione ricaverà le lezioni morali destinate a diventare la più compiuta rappresentazione del bushidō, il codice di comportamento e di pensiero del samurai.

Confer Ornella Civardi 

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