Travolto dalle onde, sbattuto dai mulinelli, inghiottito dai gorghi, cosa temi ? cosa tremi ? non capisci che questo è il gioco dell’esistenza e vedi solo i fili contorti dell’arazzo alzati girati e combatti etiam si cecidit de genu pugnat anche se cade a terra combatte in ginocchio e nella mischia che batte il cuore forte e nella paura che trovi il vero volto…. Abbandona ogni illusione e come fuggire da una prigione ventorum ferita sape fit aura levis la violenza del vento spesso diviene una brezza leggera medita, prega, combatti ,senza paura, senza attaccamento ne repulsione e alla fine torni un leone
Amico mio, dedicati all’arte che hai imparato; e il resto della tua vita trascorrila come se avessi affidato tutto te stesso agli dèi con tutta l’anima, senza renderti né tiranno né schiavo di nessun uomo.”
Federico Faggin integra scienza e spiritualità nella sua visione del mondo partendo dal presupposto che la coscienza e il libero arbitrio siano fondamentali e preesistano alla materia. Questa visione si basa sulla sua esperienza personale di coscienza extracorporea e sulle sue ricerche nel campo delle reti neurali e dell’intelligenza artificiale.
Faggin sostiene che la coscienza non può essere spiegata come un semplice fenomeno del cervello, in quanto non esiste nulla in fisica che trasformi segnali elettrici o biochimici in significato, che è ciò che noi proviamo con la coscienza. La coscienza deve quindi essere una proprietà fondamentale dell’universo, esistente prima o simultaneamente alla materia.
Per spiegare la coscienza, Faggin, in collaborazione con il professor D’Ariano, ha sviluppato una teoria basata sull’informazione quantistica, secondo la quale la coscienza è una proprietà intrinseca dei campi quantistici da cui deriva tutta la realtà. Questi campi, essendo coscienti e dotati di libero arbitrio, comunicano tra loro creando la realtà fisica.
La fisica quantistica, con le sue proprietà “incomprensibili”, come la non-clonabilità dell’informazione quantistica e la sua natura probabilistica, non descrive il mondo esterno, ma l’interiorità dell’universo, ovvero la spiritualità. Da questa interiorità emerge poi il mondo classico della scienza, fatto di simboli condivisibili ma privi di significato intrinseco.
Faggin ritiene che la meditazione sia uno strumento fondamentale per la conoscenza di sé, in quanto permette di calmare la mente e di aprirsi all’ascolto del silenzio interiore. Attraverso la meditazione, possiamo accedere a stati di coscienza più profondi e comprendere la vera natura di noi stessi come campi coscienti con libero arbitrio.
In conclusione, la visione di Faggin unisce scienza e spiritualità, riconoscendo l’importanza della coscienza e del libero arbitrio come fondamenti della realtà. La sua teoria, basata sull’informazione quantistica, offre una nuova interpretazione della fisica quantistica e apre la strada a una comprensione più profonda della natura umana e del nostro posto nell’universo.
Quando la squadra (meglio il Klan ) focalizza la strategia sui punti di forza ogni match è una racconto, ogni sfida è una storia, osservare, riflettere e gettarsi nell’Azione
116 大困難、大変事に逢っても狼狽えないというのは、まだまだです。大変な事態に逢っては、喜び、踊って、勇み進むべきものです。それが、一つ越えたところです。「水増されば、船高し」ということです。 116 C’è ancora molta strada da fare per non lasciarsi sgomentare anche di fronte alle grandi difficoltà e ai grandi eventi. Di fronte a una situazione difficile, dovremmo rallegrarci, ballare e andare avanti con coraggio. Questo è un passo oltre. “Più alta è l’acqua, più alta è la barca.” Hagakure 葉隠聞書
(I, 45) Un maestro di spada, ormai anziano, dichiaro: “Nella vita, ci sono diversi gradi di apprendimento. Al primo si studia, ma non si ricava niente e ci si sente inesperti.
Al livello intermedio l’uomo è ancora inesperto, ma consapevole delle proprie mancanze e riesce anche a vedere quelle altrui. Al livello superiore diventa orgoglioso della propria abilità, si rallegra nel ricevere lodi e deplora la mancanza di perizia dei compagni. Costui ha valore e si comporta come se non sapesse nulla. “Questi sono i livelli in generale.
Ma ce n’è uno che li trascende, ed è il più eccellente di tutti. Chi penetra profondamente in questa Via è consapevole che non finirà mai di percorrerla. Egli conosce veramente le proprie lacune e non crede mai, per tutta la vita, di aver raggiunto la perfezione. Senza orgoglio, ma con modestia, arriva a conoscere la Via”.
Si dice che una volta il maestro Yagyu osservò: “Io non conosco il modo di sconfiggere gli altri, ma la Via per sconfiggere me stesso”. Il samurai avanza giorno dopo giorno: oggi diventa più abile di ieri, domani più abile di oggi. L’addestramento non finisce mai.
Hagakure ni ciritodomareru hana nomi zo shinobishi hito ni au kokochi suru
葉隠れに / 散りとどまれる / 花のみぞ / 忍びし人に / 逢ふ心地する dal Sankashū, “Raccolta da un eremo sui monti”
Quell’unico fiore che ancora rimane nel folto delle foglie mi riporta al cuore il mio amore segreto
Fu molto probabilmente questa poesia di Saigyō, monaco del XII secolo, che suggerì il titolo allo Hagakurekikigaki (Note dettate nel folto delle foglie), in genere abbreviato in Hagakure. Nel verso denso di suggestioni che il poeta antico compose nel suo eremo sui monti, si riflette un’altra capanna su altri monti, anche questa raccolta in un’ombrosa quiete, dove il maestro Jōchō (al secolo Yamamoto Tsunetomo) raccoglie a sua volta l’ultimo fiore di una primavera ormai trascorsa, quella del mondo e della cultura samurai. Da quel nucleo di valori sottratto all’estinzione ricaverà le lezioni morali destinate a diventare la più compiuta rappresentazione del bushidō, il codice di comportamento e di pensiero del samurai.
Termini, definizioni, mappe che descrivono stati improvvisi, indescrivibili, passeggeri , permanenti …..
”il soggetto non agisce ma viene agito ” Beppe Perteghella
Dedicato al Maestro Beppe Perteghella
THE ZONE , uno stato di flusso esperienza ottimale, uno stato di trance agonistica, in cui la persona è completamente immersa in un’attività, in totale coinvolgimento, focalizzata sull’obiettivo, con una forte motivazione intrinseca, con positività e gratificazione nello svolgimento del compito. un modo più moderno di esprimere i temi dello zened altre splendide antiche discipline e di nuove rielaborazioni…
Concentrazione ASSOLUTA rivolta unicamente all’attività che viene svolta, con grande coinvolgimento e appagamento in stato di
assorbimento totale nel QUI ED ORA HIC ET NUNC
Unione di Azione e Consapevolezza , sensazione di unità con il Tutto, La Dualità scompare ed emerge la sensazione di essere al contempo un osservatore esterno e un partecipante attivo. Non si è più in grado di distinguere il sè da ciò che il sè sta facendo.
Dissoluzione del senso del sè , il critico interiore è in silenzio, esperienza di libertà senza dubbi.
Alterazione del della percezione del tempo ”dilatazione del tempo” il tempo rallenta si ferma o accellera…
Paradosso del controllo , forte senso di controllo della situazione
Esperienza autotelica intensamente e intrinsecamente soddisafcente, racchiude in sè il τέλος il senso, il significato della propria realizzazione, talmente piacevole da stimolare la ripetizione anche se a rischio personale .
Esiste un detto che afferma: “Quando le acque salgono, la barca fa altrettanto”. In altri termini, di fronte al bisogno l’ingegno si aguzza. E’ vero che gli uomini coraggiosi coltivano tanto più assiduamente le loro qualità quanto maggiori sono le difficoltà con le quali si confrontano. E’ un errore imperdonabile lasciarsi abbattere dalla prove.