八百万の神 Yaoyorozu-no-kami  “8 milioni di Kami”.

 Kami   La parte sinistra (礻, una forma semplificata di 示) significa “santuario”. La parte destra (申), invece, reca il significato di “parlare”.

Questo ideogramma era proveniente dall’antica Cina, dove 示 rappresentava un altare sacrificale in pietra a tre gambe (come lo stesso ideogramma in parte ci comunica). Per utilizzarlo in ideogrammi composti, 示 si trasforma in 礻, con la riga superiore che diventa una sorta di virgoletta. Spesso, a questo ideogramma si attribuiva la definizione di “manifestazione” o “venerazione”.

Rappresentai gli “dèi”, gli “spiriti”, ma anche “esseri supremi”, ma anche la “mente” e, in generale, “tutto ciò che è venerato”.

Dal momento che nella lingua giapponese non esiste singolare o plurale e nemmeno genere, Kami è un concetto fluido che pervade ogni cosa, abbracciando entità diverse, come tutto ciò che vive ed esiste in natura, dal tuono alla montagna. Possono essere animali, piante, protettori di specifici eventi della vita delle persone, come la nascita o la crescita, ma possono anche essere spiriti di eroi e spiriti degli antenati. Vi sono quelli della casata imperiale, ma anche gli antenati venerati da ogni famiglia.

Quanti sono i Kami? Il concetto di Yaoyorozu-no-kami

C’è un’espressione in lingua giapponese che dovrebbe indicare il numero di Kami venerati. Yaoyorozu-no-kami (八百万の神), letteralmente “8 milioni di Kami”.

Questa espressione, però, non va valutata per il suo significato letterale. L’utilizzo del numero 8 non è affatto un caso e sottende il significato che il numero dei Kami giapponesi sia infinito. Anzi, è in continuo aumento.

Nel Kojiki, il primo libro mai scritto nella storia del Giappone, si parla di 300 tipologie diverse di Kami, ognuna con la propria specifica funzione.

Anzi, così come i fedeli devono onorarli, onde evitare spiacevoli conseguenze, anche queste entità sono tenute a onorare chi li venera ottemperando il compito che è parte della loro natura o del contesto in cui vivono.

confer Elisa Borgato in merito all’etimologia degli ideogrammi https://leggimee.it

  1. Amaterasu-Ōmikami (天照大御神)
    • Significato: Dea del sole e antenata mitologica della famiglia imperiale giapponese.
    • Ruolo: È la kami più importante nello shintoismo, simbolo di luce, ordine e vita. È venerata principalmente nel santuario di Ise (Ise Jingū).
    • Caratteristiche: Rappresenta la prosperità e l’armonia. Secondo il mito, si nascose in una grotta, causando l’oscurità nel mondo, finché altri kami la convinsero a uscire.
  2. Susanoo-no-Mikoto (須佐之男命)
    • Significato: Dio delle tempeste, del mare e, in alcune interpretazioni, dell’agricoltura.
    • Ruolo: Fratello di Amaterasu, è noto per il suo carattere turbolento. Nel mito, uccise il serpente Yamata-no-Orochi, salvando una fanciulla e trovando la spada Kusanagi, uno dei tre tesori imperiali.
    • Caratteristiche: Simbolo di forza e caos, ma anche di protezione contro le calamità.
  3. Inari-Ōkami (稲荷大神)
    • Significato: Divinità del riso, dell’agricoltura, della fertilità e del commercio.
    • Ruolo: Molto popolare tra agricoltori e commercianti, è associata alle volpi (kitsune), considerate sue messaggere. I santuari dedicati a Inari, come Fushimi Inari a Kyoto, sono famosi per le migliaia di torii rossi.
    • Caratteristiche: Protettrice della prosperità economica e del raccolto.
  4. Tsukuyomi-no-Mikoto (月読命)
    • Significato: Dio della luna.
    • Ruolo: Fratello di Amaterasu e Susanoo, governa la notte e il ciclo lunare. È meno presente nei miti rispetto agli altri due, ma è venerato per il suo ruolo cosmico.
    • Caratteristiche: Simbolo di calma e mistero, spesso associato alla dualità con Amaterasu (sole/luna).
  5. Hachiman (八幡神)
    • Significato: Dio della guerra e protettore dei samurai.
    • Ruolo: Associato all’imperatore Ōjin, è venerato come patrono dei guerrieri e della nazione. Il santuario di Usa a Kyushu e il Tsurugaoka Hachimangū a Kamakura sono tra i più importanti dedicati a lui.
    • Caratteristiche: Simbolo di coraggio e lealtà.
  6. Tenjin (天神)
    • Significato: Dio degli studi e della letteratura.
    • Ruolo: Originariamente lo spirito divinizzato di Sugawara no Michizane, un erudito del periodo Heian. È venerato dagli studenti che pregano per il successo accademico nei santuari Kitano Tenmangū e Dazaifu Tenmangū.
    • Caratteristiche: Protettore della conoscenza e della giustizia.
  7. Ebisu (恵比寿)
    • Significato: Dio della pesca, del commercio e della prosperità.
    • Ruolo: Uno dei sette dèi della fortuna (Shichifukujin), è spesso raffigurato con una canna da pesca e un pesce. È venerato dai pescatori e dai commercianti.
    • Caratteristiche: Simbolo di abbondanza e buon auspicio.

Contesto dei kami

Ogni kami ha un ruolo specifico, ma la loro venerazione dipende dal contesto locale o dalle necessità personali (es. successo negli studi, protezione, fertilità). I santuari shintoisti (jingū o jinja) sono dedicati a uno o più kami, e i rituali includono offerte (come sake o cibo), preghiere e feste (matsuri) per onorarli. La credenza nei “Yaoyorozu-no-kami” implica che anche kami minori, come gli spiriti di un albero o di un fiume, sono parte integrante della spiritualità shintoista.

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