”Il potere maieutico” di risvegliare lo spirito combattivo, il suscitare desiderio della sfida , stimolare la grinta e la determinazione, indurre lo sforzo per andare oltre la paura, come elemento motivatore, come sfida da affrontare e non minaccia da evitare, un percorso formativo fondamentale per gli individui che intendano approcciarsi alle arti di combattimento .
Un viaggio rivolto sia ai praticanti marzialisti, che nella pratica cercano una via interiore, sia a chi si vuole cimentarsi nel lato agonistico sportivo.
Ogni storia รจ un viaggio speciale ma qualcuno parte da piรน lontano ed arriva in terre inesplorate
maiรจutica s. f. ([dal gr. ฮผฮฑฮนฮตฯ ฯฮนฮบฮฎ (ฯฮญฯฮฝฮท), propr. ยซ(arte) ostetrica confer Socrate
Travolto dalle onde, sbattuto dai mulinelli, inghiottito dai gorghi, cosa temi ? cosa tremi ? non capisci che questo รจ il gioco dell’esistenza e vedi solo i fili contorti dell’arazzo alzati girati e combatti etiam si cecidit de genu pugnat anche se cade a terra combatte in ginocchio e nella mischia che batte il cuore forte e nella paura che trovi il vero volto…. Abbandona ogni illusione e come fuggire da una prigione ventorum ferita sape fit aura levis la violenza del vento spesso diviene una brezza leggera medita, prega, combatti ,senza paura, senza attaccamento ne repulsione e alla fine torni un leone
In questo intervento al Festival della Cosapevolezza, Selene Calloni Williams esplora la fusione tra le sue radici nello sciamanismo e nel buddismo Theravada per guidare gli ascoltatori verso l’intelligenza spirituale. L’autrice descrive lo sciamanismo come una tecnica dell’estasi che utilizza il ritmo dei tamburi e il respiro circolare per risvegliare l’energia vitale e superare i confini dell’io. Parallelamente, introduce la pratica della meditazione Vipassana, focalizzata sulla consapevolezza dell’attimo presente, sull’osservazione dell’impermanenza e sull’accoglienza delle proprie emozioni senza giudizio. Attraverso formule meditative poetiche, la relatrice insegna a percepire il corpo e gli eventi come fenomeni di relazione privi di un io solido, invitando a una vita libera dalla paura. L’obiettivo finale del percorso รจ raggiungere il Samadhi, ovvero l’unione con il tutto, ricordando la propria natura autentica di esseri risvegliati.
L’approccio di Selene Calloni Williams si fonda su due pilastri fondamentali:
โข Lo sciamanismo: Definito come la “tecnica dell’estasi”, รจ una forma di yoga arcaico e primordiale attraverso cui l’uomo puรฒ conoscere veramente la realtร In questa prospettiva, l’intelligenza spirituale coincide con l’estasi.
โข Il buddismo Theravada: Appreso durante sei anni di vita in un romitaggio nella foresta in Sri Lanka, dove l’autrice ha ricevuto gli ordini monastici. Qui, l’intelligenza spirituale รจ intesa come consapevolezza e attenzione cosciente nell’attimo presente, senza giudizio o analisi razionale.
La Pratica Sciamanica: Il Tamburo e il Respiro
L’esperienza inizia con il risveglio dell’energia attraverso strumenti e tecniche fisiche:
โข Il Tamburo: ร considerato il linguaggio della natura e dell’anima. Selene utilizza diversi tamburi: uno triangolare per risvegliare la Kundalini (l’energia vitale) e uno di pelle di lupo (sognato secondo la tradizione turco-mongola) per indurre il ricordo di sรฉ….
โข Il Respiro Circolare e di Fuoco: Una tecnica di respirazione veloce, continua e senza pause che mira a raggiungere un livello energetico superiore. Il cosiddetto “respiro di fuoco” serve a far salire l’aria nella testa per “bruciare la mente” razionale e lasciare andare pensieri e identitร Dalle fonti emerge che, in una prospettiva sciamanica, l’intelligenza spirituale รจ definita come estasi1.
Questa visione si fonda su diversi concetti chiave espressi dall’autrice:
โข La tecnica dell’estasi: Lo sciamanismo รจ descritto come uno yoga arcaico, primitivo e primordiale che trova la sua essenza proprio nel fenomeno dell’estasi. Citando Mircea Eliade, l’autrice sottolinea che รจ solo nell’estasi che l’uomo conosce veramente la realtร , superando i limiti della filosofia razionale.
โข Identitร tra coscienza ed energia: Nello sciamanismo, l’intelligenza spirituale รจ legata alla consapevolezza che la coscienza รจ energia e l’energia รจ coscienza. Per questo motivo, la pratica sciamanica utilizza strumenti come il tamburo e tecniche di respirazione circolare per innalzare il livello energetico del praticante, conducendolo verso lo stato estatico.
โข Superamento della mente razionale: L’estasi sciamanica permette di accedere a una “mente piรน vasta” o “sovramente”, che l’autrice paragona al “pensiero del cuore” di James Hillman o alla capacitร di “pensare come la foresta”.
โข Il ruolo del tamburo: Il tamburo รจ considerato il linguaggio della natura e dell’anima; il suo suono รจ lo strumento principale per condurre l’individuo nell’estasi, permettendo all’anima di parlare prima della ragione.
โข La paura come ostacolo: Viene esplicitamente affermato che la paura รจ l’unico vero ostacolo all’intelligenza spirituale e all’estasi. Solo dissolvendo la paura e ricordando la propria natura profonda (attraverso il concetto di Sammasati) รจ possibile accedere pienamente a questa forma di intelligenza
In sintesi, mentre nel buddismo l’intelligenza spirituale รจ associata all’attenzione cosciente nel presente, nello sciamanismo essa coincide con la capacitร di uscire da sรฉ attraverso l’estasi per attingere a una conoscenza superiore e primordiale
La Meditazione Buddistha: Satipattana e Anapanasati
La sessione prosegue con la meditazione seduta, focalizzata sulla piena attenzione cosciente (Vipassana):
โข Asana Samadhi: Il primo livello di unione con il tutto si raggiunge attraverso l’immobilitร e la nobiltร della postura.
โข Anapanasati: L’attenzione al respiro spontaneo. Il respiro รจ descritto come un ponte che collega l’individuo a tutti gli esseri e al cosmo intero.
โข Anicca (Impermanenza): La pratica di osservare come ogni cellula e ogni fenomeno “appaia e svanisca” incessantemente, come luce di lampo. Comprendere che vita e morte sono simultanee permette di dissolvere la paura
Concetti Chiave e Trasformazione Interiore
โข Cittamaia (Inganno della Coscienza): La mente crea l’illusione di un “io” separato e di oggetti materiali solidi per esercitare controllo, ma in realtร siamo onde in un oceano infinito
โข Il Dharma: ร la legge o la corrente che muove gli eventi. Comprendere il proprio Dharma significa non subire piรน gli eventi, ma imparare a co-creare con essi, trasformando la vita in una “suprema protezione”
โข Gestione delle Emozioni e dei “Demoni”: Selene insegna a non respingere le emozioni negative o i disagi fisici, ma ad accoglierli come “dei antichi” o “alleati”… Respirare dentro il fastidio e offrirgli un posto permette di andare oltre la mente egoica.
โข Sammasati: ร il mantra finale, l’ultima parola del Buddha, che significa “ricorda chi sei”. L’invito รจ ricordare la propria natura di “Buddha”, ovvero di essere risvegliato e privo di paura.
Per chiarire il concetto di Cittamaia e del superamento dell’io, si puรฒ pensare alla materia come a una danza di Shiva o a un’onda: proprio come non รจ possibile separare un’onda dall’oceano, non รจ possibile separare il corpo o l’individuo dal resto del cosmo, sebbene i nostri sensi ci ingannino facendoci credere il contrario
Nella visione sciamanica di Selene Calloni Williams, il tamburo non รจ un semplice strumento musicale, ma un elemento sacro e funzionale che riveste molteplici significati profondi:
โข Linguaggio dell’anima e della natura: Il tamburo รจ definito esplicitamente come il linguaggio della natura e dell’anima. Esso viene utilizzato per far parlare queste parti profonde prima di ogni altra cosa.
โข Strumento per l’estasi: Coerentemente con la definizione di sciamanismo come “tecnica dell’estasi”, il tamburo rappresenta il mezzo principale che conduce il praticante nello stato estatico. ร solo attraverso l’estasi, infatti, che l’essere umano puรฒ conoscere veramente la realtร .
โข Risveglio dell’energia (Kundalini): Esistono diverse tipologie di tamburi con funzioni specifiche. Ad esempio, il tamburo triangolare ha lo scopo di risvegliare la Kundalini, ovvero l’energia vitale, partendo dal presupposto che la coscienza รจ energia e viceversa.
โข Guida per l’inconscio e gli antenati: Il suono del tamburo funge da guida per evocare gli spiriti, gli antenati, le forze inconsce e la propria ombra. Aiuta il praticante a navigare in dimensioni che vanno oltre la mente razionale.
โข Dissoluzione dell’identitร : Durante pratiche come il “respiro di fuoco”, il tamburo (come quello di pelle di wapiti) sostiene il processo di “bruciare la mente”, permettendo di lasciare andare i pensieri, la pesantezza e persino la propria identitร individuale.
โข Oggetto sognato e sacro: Secondo la tradizione turco-mongola citata dall’autrice, lo sciamano non costruisce il tamburo arbitrariamente, ma lo sogna, insieme all’animale che ne donerร la pelle (come nel caso del lupo). Questi strumenti possono recare incisioni di figure mitologiche, come Amirani, il primo sciamano sulla terra, rafforzando il legame con l’origine della pratica6.
โข Richiamo al Ricordo di Sรฉ: Il suono del tamburo accompagna il mantra Sammasati, che significa “ricorda chi sei”. In questo contesto, rappresenta un invito a non avere paura e a ricordare la propria natura di “Buddha” o essere risvegliato.
In sintesi, il tamburo agisce come un ponte vibrazionale che scardina i limiti della ragione per connettere l’individuo alla vastitร del cosmo e alla veritร del proprio essere.
Nel contesto del Satipattana Sutta, definito dall’autrice come “il cammino della piena attenzione cosciente”, i quattro fondamenti della consapevolezza sono i seguenti:
1. Il Corpo: Questo primo fondamento riguarda la consapevolezza della postura fisica, che deve ispirare nobiltร e dignitร (Asana Samadhi), e l’attenzione al respiro spontaneo (Anapanasati)…. L’autrice invita a vedere il corpo non come un’entitร solida o un “io” separato, ma come un’onda dell’oceano che nasce e svanisce, o come una “danza di elementi” (acqua, aria, terra e fuoco) in costante aggregazione e disgregazione. Include anche la visualizzazione degli organi interni, considerati “dei” che la mente tenta di oggettivare per esercitare controllo.
2. Le Sensazioni: La pratica consiste nell’osservare ciรฒ che si prova a livello fisico (dolore, fastidio, calore, formicolio) senza definirlo o giudicarlo. Queste sensazioni sono descritte come pura energia o “vibrazioni” nello stato della non-mente. L’istruzione รจ quella di respirare dentro il disagio, offrendo “un posto al proprio demone” invece di respingerlo.
3. Gli Stati Mentali: Questo pilastro riguarda l’osservazione delle emozioni e dei sentimenti (come rabbia, frustrazione, eccitazione o serenitร ). L’autrice suggerisce di accogliere ogni emozione come un “Dio antico” che bussa alla porta, permettendo a tale forza di bruciare ciรฒ che non siamo piรน affinchรฉ possa emergere la nostra vera natura.
4. I Fenomeni (o Eventi): L’ultimo fondamento riguarda la comprensione che gli eventi della vita non hanno un “io” come soggetto, ma accadono in virtรน di una relazione universale guidata dal Dharma (la legge o corrente universale). Comprendere questo fondamento significa smettere di essere vittime degli eventi e imparare a “cavalcare la corrente” insieme ad essi.
Attraverso la meditazione su questi quattro elementi, si realizza l’Anicca (l’impermanenza), comprendendo che tutto “appare e svanisce” come luce di lampo, il che permette di dissolvere la paura e raggiungere una mente liberata….
Per comprendere meglio questa visione, si puรฒ immaginare la realtร come un grande oceano: i quattro fondamenti ci insegnano a non identificarci con la singola onda (il corpo o l’evento passeggero), ma a riconoscere che siamo l’intero oceano in movimento, dove ogni vibrazione รจ parte di un’unica, incessante relazione
Ci sono eventi nella vita che non ci cambiano, ma ci rivelano. Selene, ragazzina persa in una provincia italiana degli anni Ottanta che insegue esclusivamente valori materiali, si ritrova a fuggire – piena di ferite e di nevrosi, dovute anche alla morte di suo padre – in Sri Lanka, per lavorare in un villaggio turistico italiano. In questa terra martoriata da una sanguinosa guerra civile, Selene incontra e perde altri padri, maestri spirituali come Michael Williams, colui che le insegna le pratiche arcaiche dello yoga e delle arti marziali e che le lascia in ereditร il sigillo sciamanico; come Gatha Thera, il maestro di meditazione con il quale vive in un eremo nella giungla, dove viene iniziata monaco, poichรฉ il lignaggio femminile, scomparso da tempo, sarร ripristinato solo negli anni Novanta. Come James Hillman, il grande psicoanalista, che diventa suo maestro in Occidente. Il mito di Selene si consuma nel flusso delle iniziazioni, ogni perdita รจ un rito di passaggio, un’occasione di ascolto del legame con l’universo sotto nuove forme. La natura diventa sua interlocutrice silenziosa e viva, rifugio e guida, facendole ritrovare la sua integritร e dissolvendo il suo Io, fino al ritorno in Europa. Con parole intense e luminose, l’autrice racconta il suo percorso interiore: fino al tentativo di suicidio e all’emergere dalla depressione. Tutto si compie e anche la ricerca dell’amore si rivela un espediente della grande avventura dell’anima verso l’invincibilitร . Selene Calloni Williams, tra le counselor piรน famose e accreditate nel mondo del buddismo internazionale, seguitissima sui social, racconta per la prima volta la sua storia in questo nuovo libro, che lascia un’impronta nell’anima e apre porte che non si possono piรน richiudere.
Nel buddismo Theravada, secondo quanto spiegato da Selene Calloni Williams, l’intelligenza spirituale รจ definita come consapevolezza e attenzione cosciente.
Questa forma di intelligenza si manifesta attraverso le seguenti caratteristiche:
โข Presenza nell’attimo: Essere pienamente attenti nel momento presente, evitando di analizzare, giudicare o ragionare.
โข Oltre la mente razionale: L’analisi e il giudizio sono visti come ostacoli perchรฉ portano la mente nel passato o nel futuro, inducendo a fare comparazioni e facendo perdere il contatto con l’istante attuale1.
โข Accesso a una “sovramente”: Praticare questa consapevolezza permette di accedere a una mente piรน vasta, che l’autrice definisce anche come “sovramente” (overmind) o “pensiero del cuore”.
โข Istinto risvegliato: Tale stato รจ descritto come un istinto risvegliato e consapevole, paragonabile alla capacitร di “pensare come la foresta”.
โข Assenza di paura: La paura รจ identificata come l’unico vero ostacolo al raggiungimento della piena attenzione cosciente e dell’intelligenza spirituale.
Per comprendere meglio questo concetto, si puรฒ immaginare l’intelligenza spirituale come uno specchio d’acqua perfettamente immobile: se l’acqua รจ agitata dal vento del giudizio o dell’analisi, l’immagine riflessa (la realtร ) risulta distorta; solo quando l’acqua รจ ferma e silente puรฒ riflettere le cose esattamente come sono nell’attimo presente.
Nel Satipattana Sutta, definito dall’autrice come “il cammino della piena attenzione cosciente”, vengono individuati quattro fondamenti della consapevolezza: il corpo, le sensazioni, gli stati mentali e i fenomeni (o eventi).
Ecco un’analisi dettagliata di ciascun fondamento basata sulle fonti:
โข Il Corpo: La pratica inizia con la consapevolezza della postura, che deve essere nobile e dignitosa per raggiungere l’asana samadhi, ovvero l’unione con il tutto attraverso l’immobilitร …. Il corpo non รจ visto come un’entitร solida o un “io” separato, ma come un’onda dell’oceano che appare e svanisce, una danza di elementi (acqua, aria, terra e fuoco) in costante aggregazione e disgregazione. La consapevolezza include anche l’anapanasati (attenzione al respiro spontaneo) e la visualizzazione degli organi interni, considerati “dei” che la mente tenta di oggettivare per esercitare controllo….
โข Le Sensazioni: Questo livello riguarda l’osservazione di ciรฒ che si prova fisicamente, come dolore, fastidio o calore, senza definirlo o giudicarlo…. L’autrice suggerisce di non respingere il disagio, ma di “offrire un posto al proprio demone”, riconoscendo che ogni sensazione, se non definita dalla mente, รจ pura energia e vibrazione
โข Gli Stati Mentali: Si tratta di accogliere le emozioni (rabbia, frustrazione, serenitร ) come “dei antichi” che bussano alla porta. Invece di analizzarle, bisogna lasciare che queste forze “brucino ciรฒ che non siamo piรน” affinchรฉ possa emergere la nostra vera natura, trasformando l’emozione in una via verso una mente liberata.
โข I Fenomeni (o Eventi): L’ultimo fondamento insegna che gli eventi della vita non hanno un “io” come soggetto, ma accadono in virtรน di una relazione universale…. Essi sono guidati dal Dharma, la legge o corrente che muove le onde dell’oceano. Comprendere questo significa smettere di subire gli eventi per imparare a “cavalcare la corrente”, trasformando la comprensione del proprio Dharma in una “suprema protezione”.
Attraverso la meditazione su questi quattro pilastri, il praticante realizza l’Anicca (l’impermanenza): la comprensione che ogni cellula, pensiero o evento “appare e svanisce” incessantemente come luce di lampo. Questa consapevolezza profonda permette di lasciare andare la paura, che รจ descritta come l’unico vero ostacolo all’intelligenza spirituale.
Per comprendere questa visione, si puรฒ immaginare la realtร come un grande oceano: i quattro fondamenti ci insegnano a non identificarci con la singola onda (il corpo o l’evento passeggero), ma a riconoscere che siamo l’intero oceano in movimento, dove ogni vibrazione รจ parte di un’unica, incessante relazione
โข Il primo livello: L’autrice identifica il gradino iniziale di questo stato come asana samadi, ovvero il samadi della postura.
โข Il ruolo dell’immobilitร : Questo primo livello si raggiunge attraverso l’immobilitร del corpo durante la meditazione; il testo afferma infatti che “non c’รจ libertร senza immobilitร ”.
โข Esperienza personale: Selene Calloni Williams racconta di aver sperimentato il suo primo samadi quando, seguendo il consiglio del suo maestro, รจ riuscita finalmente a “pensare come la foresta”.
โข Superamento dell’io: Il samadi รจ strettamente legato alla comprensione che il corpo non ha un’individualitร separata, ma รจ come un’onda dell’oceano che non puรฒ essere divisa dalla vastitร dell’acqua stessa.
In sintesi, il samadi rappresenta il momento in cui la percezione di essere un “io” separato svanisce per lasciare posto alla consapevolezza di essere parte di un’unica realtร universale.
Per visualizzare meglio questo concetto, si puรฒ immaginare il samadi come il momento in cui una goccia di pioggia cade nel mare: in quell’istante, la goccia non smette di esistere, ma smette di essere solo una goccia per diventare l’intero oceano.
Una pratica comune รจ la ripetizione mentale di “Buddho” (che significa “il Risvegliato”): si dice “Bud-” sull’inspirazione e “-dho” sull’espirazione, sincronizzata con il respiro. Questo aiuta a focalizzare la mente ed รจ insegnata nella tradizione della Foresta Thailandese (es. da maestri come Ajahn Chah o Ajahn Mun) jahn Mun (1870โ1949): Il Pioniere Solitario
Ajahn Mun Bhuridatta รจ considerato il padre della moderna tradizione della foresta. In un’epoca in cui il buddismo tailandese era diventato molto accademico e cerimoniale, lui scelse di tornare alle origini: vivere nella giungla come il Buddha.
L’Ereditร : Non scrisse libri. La sua vita ci รจ nota grazie ai racconti dei suoi discepoli. ร visto come un santo (Arhat) con capacitร intuitive e spirituali quasi leggendarie.
Lo Stile: Estremamente austero e rigoroso. Passรฒ quasi tutta la vita camminando nelle giungle piรน remote di Thailandia e Laos.
L’Insegnamento: Si concentrava sulla lotta diretta contro le impuritร della mente (kilesas) attraverso una disciplina ferrea e la meditazione profonda. L’Ereditร : Non scrisse libri. La sua vita ci รจ nota grazie ai racconti dei suoi discepoli. ร visto come un santo (Arhat) con capacitร intuitive e spirituali quasi leggendarie. Ajahn Chah (1918โ1992): Il Grande Comunicatore
Ajahn Chah fu un discepolo della stirpe di Ajahn Mun (lo incontrรฒ brevemente, ricevendo istruzioni che cambiarono la sua vita). ร probabilmente il monaco della foresta piรน amato e conosciuto in Occidente.
L’Ereditร : Fondรฒ il monastero Wat Pah Nanachat appositamente per gli stranieri, permettendo alla saggezza della foresta di arrivare in Europa e America.
Lo Stile: Estremamente semplice, diretto e dotato di un grande senso dell’umorismo. Sapeva spiegare concetti metafisici complessi usando metafore quotidiane (come “il bicchiere rotto” o “l’albero che cresce”).
L’Insegnamento: Il suo focus era la consapevolezza nella vita quotidiana e l’arte del lasciar andare. A differenza di Ajahn Mun, che era piรน solitario, Ajahn Chah creรฒ grandi comunitร monastiche. L’Ereditร : Fondรฒ il monastero Wat Pah Nanachat appositamente per gli stranieri, permettendo alla saggezza della foresta di arrivare in Europa e America.
Poichรฉ Ajahn Mun non ha mai scritto libri (preferiva insegnare oralmente nella giungla), i “testi” che abbiamo sono trascrizioni dei suoi discorsi raccolte dai suoi discepoli. Il testo piรน famoso che racchiude l’essenza del suo insegnamento รจ intitolato “Muttodaya” (che significa Un Cuore Liberato).
Ecco un estratto significativo che riassume la sua filosofia della pratica:
L’Essenza del Cuore (dal “Muttodaya”)
“Tutti i Dharma (insegnamenti) scaturiscono dal cuore. Il cuore รจ il precursore, il cuore รจ il capo. Se si comprende chiaramente il proprio cuore, si comprende tutto.
Il mondo esterno รจ un riflesso della mente. Non cercate la veritร lontano da voi stessi. Il corpo รจ come una cittร , i sensi sono le sue porte, e la mente รจ il re che vi risiede. Se il re รจ saggio e vigile, la cittร รจ sicura. Se il re รจ ottenebrato dal desiderio e dall’illusione, la cittร cade nel caos.
La pratica non consiste nel leggere molti libri, ma nel guardare direttamente il ‘Sapiente’ (la consapevolezza) dentro di sรฉ. Usate la parola ‘Buddho’ (Sveglio) come un’ancora. Inspirate ‘Bud-‘, espirate ‘dho’. Fatelo finchรฉ la mente non diventa una cosa sola con la consapevolezza, ferma come una roccia e chiara come l’acqua di sorgente.”
Punti chiave di questo testo:
Centralitร della Mente (Citta): Per Ajahn Mun, la mente non addestrata รจ la fonte di ogni sofferenza, ma la mente illuminata รจ la fonte della liberazione.
Pratica Diretta: Esortava a non perdersi nella teoria accademica, ma a “leggere il proprio cuore” attraverso la meditazione.
Il Mantra “Buddho”: ร la tecnica distintiva che ha tramandato: ripetere mentalmente “Buddho” per focalizzare l’attenzione e calmare i pensieri.
L’Austeritร : Il testo sottolinea che la vera saggezza nasce dalla disciplina e dalla rinuncia alle distrazioni mondane.
Un consiglio pratico di Ajahn Chah per la mente: Lui diceva spesso: "Se lasci andare un po', avrai un po' di pace. Se lasci andare molto, avrai molta pace. Se lasci andare completamente, avrai una pace completa." La metafora del bicchiere giร rotto "Potresti chiedere: 'Perchรฉ dovremmo praticare la consapevolezza?'.
Guarda questo bicchiere. Per me questo bicchiere รจ giร rotto. Mi piace, lo uso, ci bevo l'acqua e apprezzo come riflette la luce. Ma, nella mia mente, questo bicchiere รจ giร rotto.
Un giorno il vento lo farร cadere, o qualcuno lo urterร con il gomito e lui finirร in mille pezzi. In quel momento, se io non avessi capito la sua natura, proverei rabbia o dolore. Direi: 'Perchรฉ รจ successo al mio bicchiere preferito?'.
Ma poichรฉ lo vedo come 'giร rotto', quando succede davvero, dico semplicemente: 'Certo, รจ naturale'.
Quando comprendi che il bicchiere รจ giร rotto, ogni momento che passi con lui รจ prezioso. Lo usi, ti serve, e quando non c'รจ piรน, non c'รจ sofferenza. La vita รจ cosรฌ."
Sul corpo: (a) Due atleti che praticano il pugilato, nudi e barbuti, con un caestus sulle mani; quello a sinistra sanguina copiosamente dal naso; l’altro per una ferita alla fronte. Tra di loro รจ scritto: NIKOฮฃฮENEฮฃEฮ OIEฮฃEN, ฮฮนฮบฮฟฯฮธฮญฮฝฮทฯ ฮตฯฮฟฮฏฮทฯฮตฮฝ. (b) Due lottatori, ciascuno che afferra il braccio destro dell’altro, nudi e barbuti.
Era il tempo del monsone, la stagione delle piogge, e anche se Bangkok era allโasciutto, il Nord non lo era. Le piogge arrivavano spesso, accompagnate prima da una brezza e poi da un vento che correva fra gli alberi, che frullava e mulinava il fogliame in potenti turbini, mentre il cielo si raffreddava e si oscurava. A volte cโera il tuono, altre volte no, solo la pioggia, che poteva trasformarsi in un rovescio spettacolare, o restare per ore un picchiettio costante, che gocciolava fra le foglie larghe e pesanti.
Da solo nella mia stanza, con i sensi acuiti, sentivo le lucertole sul tetto mentre pattugliavano i bordi delle finestre, in cerca di insetti attratti dalla luce. A volte, dalle finestre filtrava chiaramente della musica rock o pop thailandese, e allโinizio pensavo che provenisse dal paese sottostante. ยซOh no, qualcuno ha messo a palla quella schifezzaยป pensavo. Un giorno, appena terminata la mia mezzโora di meditazione, era partita la techno e mi ero precipitato fuori, per capire da dove provenisse, scoprendo che veniva dal seminterrato del mio cottage. Bussai alla porta ma non ricevetti risposta. Piรน tardi, Ajahn si mostrรฒ contrito quando glielo raccontai: ยซAh, sรฌ, รจ un monaco, รจ mio cuginoยป.
ยซPuoi chiedergli di usare le cuffie o qualcosa del genere?ยป Ajahn mi guardรฒ a lungo. ยซTi spostiamoยป disse poi. ยซLui รจ un poโ disturbato.ยป
Se dovessi mai fare un monologo di cabaret sulla mia permanenza in un centro di meditazione buddhista nel Nord della Thailandia, ci sarebbe di sicuro un pezzo chiamato โIl monaco nel sottoscalaโ. Un altro monaco, un thailandese che aveva frequentato lโuniversitร nellโIndiana, mi accompagnรฒ nel cammino del giorno seguente e mi diede la sua solidarietร . ยซร terribile, disturbarti cosรฌยป disse. ยซSei venuto per lโisolamento piรน totale e quello ti spara la techno. E che cazzo!ยป
Il quarto giorno, dopo il canto serale, quando tutti lentamente si erano alzati e iniziavano a camminare, Panyavudo mi si avvicinรฒ e mi chiese, senza giri di parole: ยซTi hanno mai fatto un rito di magia nera?ยป nello stesso modo con cui avrebbe potuto chiedere a un ubriaco se aveva bevuto.
ยซNon credo proprioยป risposi io. ยซVedo delle strisce rosse intorno al tuo petto, proprio qui, sopra le costoleยป e mi passรฒ le mani sopra le costole, dove mi ero fatto male. Fui piuttosto scioccato.
Le costole mi stavano dando fastidio, e forse aveva notato che le massaggiavo, ma di certo non ne avevo parlato con nessuno. Mi condusse in un angolo tranquillo, mi sedetti e lui sedette dietro di me, mi poggiรฒ i piedi contro la schiena, concentrando lโenergia su di me per sciogliere i nodi e โ chi lo sa? โ forse mi sentii meglio.
Devi stare attentoยป mi disse poi. ยซCapita a volte, prima di un incontro, che a un combattente diano qualcosa di strano da mangiare o da bere o che gli lancino una maledizioneยป. Avevo mangiato qualcosa che mi aveva fatto sentire strano? Non era un evento raro, in Thailandia.
Ci volle tempo, ma alla fine convinsi Panyavudo a parlarmi della magia nera. Cโerano alcuni monaci che praticavano la magia, la capivano e la usavano per contrastare la magia negativa che incontravano, quelli che realizzavano amuleti benedetti e che lavoravano con i thailandesi piรน superstiziosi. A quanto pare, Panyavudo era uno di loro. Certamente Ajahn Suthep non lo era, invece. Rideva e poi raccontava la storia di un famoso monaco mago, che faceva potenti incantesimi. ยซMa quando era malato, andava comunque allโospedale. Perchรฉ? Morirร comunque. Non ci credo, alla magiaยป. E Ajahn rideva, un bambino grasso e soddisfatto di sรฉ.
A Panyavudo era stato detto di ignorare la magia e per quattro anni aveva seguito lโindicazione. Di recente aveva deciso che doveva invece abbracciarla e conoscerla, per poterla lasciare in seguito e proseguire nel cammino verso lโilluminazione. Aveva percepito che il comprenderla, ora, faceva parte del suo dovere, un concetto molto importante per i monaci.
ยซLa magia รจ frutto di intensa concentrazioneยป mi spiegรฒ, sbattendo le palpebre dietro le lenti (spesse, ma non quanto quelle di Ajahn). Un esperto di arti magiche puรฒ concentrarsi, entrare in contatto con la tua mente e influenzarla con pensieri estranei.Per combatterlo bisogna ricorrere alla coscienza e alla consapevolezza, e mantenere forte la mente in modo che sia in grado di difendersi, riconoscendo i pensieri che le sono propri rispetto a quelli che potrebbero esservi stati introdotti da qualcun altro. Non devi dire l’ora della tua nascita a nessunoยป mi disse Panyavudo, perchรฉ questo dato, stando a lui, poteva aiutarli a individuarti.
Per contrattaccare dovevi essere consapevole e conoscere te stesso, avere fiducia nelle tue sensazioni. Se una persona ti passa qualcosa da mangiare, prova a sentirlo per qualche minuto, avverti che tipo di vibrazione trasmette.
Spiegรฒ che la pratica del tai chi mi avrebbe aiutato, come la meditazione e la consapevolezza. Potevo anche sperimentare la โmeditazione compassionevoleโ, in cui dirigi pensieri positivi sulle persone che ami, che ti piacciono, che ti sono indifferenti, che non ti piacciono, purchรฉ siano del tuo stesso sesso. ยซMa non sui defunti, perchรฉ quello puรฒ attirare gli spiritiยป. Il dolore puรฒ essere il residuo di spiriti che sono stati feriti โ quello delle formiche che avevo…
eliminato dal bagno, per esempio, o di qualcuno a cui avevo fatto un torto. Quest’ultima cosa mi diede da pensare.
ยซLe energie negative possono ritorcersi contro di noi e abbiamo a disposizione ottant’anni di vitaยป lo disse come se fosse un dato assodato ยซper cui sii cauto, perchรฉ possono accumularsi e farti del male. Sii gentile e dimostra il tuo amoreยป.
Panyavudo era un uomo intelligente e colto, che aveva vissuto in Olanda e in Germania fra i ventidue e i ventiquattro anni, per poi lavorare nel settore dell’import-export e al parlamento di Bangkok. Non era uno sciocco contadino superstizioso, faceva parte a pieno titolo del mondo moderno.
Mi guardรฒ a lungo, e poi disse: ยซC’รจ una fascia di metallo intorno alla tua testa e alla tua fronte, una stretta fascia d’oroยป. Si passรฒ le dita intorno al capo, per farmi capire cosa intendeva. ยซSignifica qualcosa, per te?ยป
Scossi il capo.
ยซAllora forse dovresti occuparteneยป disse, sorridente come sempre. ยซHai bisogno di vedere il lato spirituale del combattimento e dell’autodifesa, oltre al lato fisico e mentale. Le persone si allenano per costruire la volontร di combattere, ma la magia nera puรฒ distruggerlaยป.
A partire dal sesto giorno si era verificata una specie di svolta e i miei attacchi di noia assoluta stavano sparendo. In fondo, che cosโรจ la noia? ร solo unโaltra sensazione, solo unโemozione, unโillusione โ non รจ reale. La noia รจ come il dolore, arriva per farti vedere il carattere della noia stessa. Il dolore insorge per insegnarti il dolore. Una volta sedetti per quarantacinque minuti e smisi piรน per via dello shock che per la sofferenza. Quando Ajahn sโimmergeva profondamente nella meditazione, stava seduto per sei ore e mezza. La mia consapevolezza stava crescendo e mi riusciva piรน facile accostarmi a essa, potevo caderci dentro e sentirla piรน familiare. Le cose incominciarono a diventare piรน chiare. Potevo vedere i miei pensieri da piรน punti di vista โ stavo incominciando a vedere i miei problemi a trecentosessanta gradi.
Mi ero anche adattato alla mancanza di cibo e alle sei ore di sonno, e mi sentivo energico e forte per tutto il giorno senza il sostegno del caffรจ. In parte l’appagamento derivava anche dalla mancanza di tutte le intrusioni tecnologiche che avevano fatto parte della mia vita, l’interminabile brusio di sottofondo dei microchip che mi circondavano. Era come essere di nuovo bambino. Avevo la sensazione che quella situazione si sarebbe potuta protrarre all’infinito, ma fuori dalla finestra, attraverso la giungla, mi giungeva anche il richiamo del mondo. Il vento sibilava insinuandosi fra gli…alberi e nel folto dei bambรน, le gocce incontravano le foglie. C’era un rumore costante, il rombo di motori lontani, uno scooter per strada, il vento, le cicale, i ragazzi alla porta accanto che chiacchieravano in un fluido thailandese, i monaci solitari che camminavano appena fuori dalla mia finestra.
Il decimo giorno, nel buio del primo mattino, salii in macchina, indossando di nuovo i miei soliti indumenti scuri, e non piรน quelli bianchi e puri, cosรฌ comodi, cosรฌ rilassanti per la mente. Mi ero messo il deodorante, il cui pungente odore filtrava dalla T-shirt di Bruce Lee. Tutte le catene e gli ammennicoli della societร โ tecnologia, denaro e carte di credito, biglietti e passaporti, un cellulare prestatomi da un amico: tante cose, ognuna piรน pesante dell’altra. Ajahn mi invitรฒ a tornare per scrivere un libro su ciรฒ che lui stava facendo, la meditazione e le esperienze dei farang in diversi templi. Penso che mi stesse invitando nel senso in cui i monaci buddhisti a volte invitano i laici a lavorare con loro, per costruire templi e cose del genere, per conquistarsi dei meriti.
ยซLa consapevolezza puรฒ arrivare a incidere su tutto, puรฒ essere una parte di ogni cosa, del tuo allenamento e della tua lottaยป mi disse Ajahn. Per i monaci non costituiva un problema il fatto che io fossi, anche solo a volte, un combattente. ยซSe usi la consapevolezza nella boxe, puoi essere conscio e non prigioniero dello stesso movimento, puoi essere senza forma, e ciรฒ che รจ privo di forma non puรฒ essere sconfitto, finchรฉ sei forte dentro e hai i piedi ben radicatiยป mi spiegรฒ Ajahn. Virgil si sarebbe sicuramente trovato d’accordo.
Mentre viaggiavamo attraverso la campagna nebbiosa, incontrando di tanto in tanto membri delle tribรน delle colline, nei loro abiti tradizionali, che camminavano lungo la strada, Ajahn, che sedeva davanti, si voltรฒ e mi disse: ยซLa consapevolezza ti aiuterร a vedere libero da illusioniยป.
Annuii. ยซHemingway parlava sempre di scrivere la frase โautenticaโยป dissi, quasi a me stesso.
ยซIl vecchio e il mareยป mi disse Ajahn, e sorrise. ยซUna bella storiaยป.
Sic verus ille animus et in alienum non venturus arbitrium probatur
Cosรฌ si sperimenta il coraggio vero, che non รจ sottoposto allโarbitrio altrui. รจ la prova del fuoco.
Un atleta non puรฒ combattere con accanimento se non รจ giร livido per le percosse: chi ha visto il proprio sangue e ha sentito i denti scricchiolare sotto i pugni, chi รจ stato messo a terra e schiacciato dallโavversario e, umiliato, non si รจ perso dโanimo, chi si รจ rialzato piรน fiero, dopo ogni caduta, va a combattere con buone speranze di vittoria.
Quindi, per continuare con questo paragone, molte volte ormai hai subito lโassalto del destino; tu, perรฒ non ti sei arreso, ma sei balzato in piedi e hai resistito con maggior fermezza: il valore, quando รจ sfidato, si moltiplica.
Omnia fert aetas, sed nondum
tutto porta via il tempo ma non ancora
Plura sunt, Lucili, quae nos terrent quam quae premunt, et saepius opinione quam re laboramus.
Sono piรน le cose che ci spaventano di quelle che ci minacciano effettivamente, Lucilio mio, e spesso soffriamo piรน per le nostre paure che per la realtร
Omnia fert aetas, sed nondum
tutto porta via il tempo ma non ancora
Omnia, aliena sunt, tempus tantum nostrum est.. nulla ci appartiene soltanto il tempo รจ nostro il resto รจ solo una goccia nell’oceano
Omnia fert aetas, animum quoque” (tradotta come “Il tempo porta via tutto, anche l’anima” o, piรน precisamente nel contesto, “Il tempo porta via tutto, anche la memoria/la mente”) si trova nell’Egloga IX delle Bucoliche di Virgilio, ed รจ pronunciata dal pastore Meri (Moeris) al verso 51. Egloga IX, vv. 49-56 (Il lamento di Meri)
Testo Latino (Virgilio)
Traduzione (circa)
LYCIDAS. Quid, quae te pura solum sub nocte canentem
LICIDA. E quelli che ti avevo udito cantare da solo
audieram? memini numeros, si uerba tenerem.
sotto la notte serena? Ricordo il ritmo, se solo ricordassi le parole.
MOERIS.โDaphni, quid antiquos signorum suspicis ortus?
MERI.“Dafni, perchรฉ osservi l’antico sorgere degli astri?
Ecce Dionaei processit Caesaris astrum,
Ecco, รจ apparsa la stella di Cesare, figlio di Dione,
astrum quo segetes gauderent frugibus et quo
stella per cui i campi si rallegrino per le messi e per cui
uiuida per uiridis fundet color uua colles.
l’uva viva si colori sui colli verdeggianti.
Insere, Daphni, piros: carpent tua poma nepotes.โ
Innesta, Dafni, i peri: i nipoti coglieranno i tuoi frutti.”
Omnia fert aetas, animum quoque; saepe ego longos
Il tempo porta via tutto, anche la memoria; spesso io ricordo
cantando puerum memini me condere soles;
di aver trascorso lunghe giornate cantando quando ero ragazzo;
nunc oblita mihi tot carmina, uox quoque Moerim
ora ho dimenticato tanti canti; persino la voce
iam fugit ipsa: lupi Moerim uidere priores.
abbandona Meri; i lupi hanno visto per primi Meri.
Sed tamen ista canat tibi saepe Menalcas.
Ma tuttavia questi canti te li potrร ripetere spesso Menalca.
ฮฒฮฌฯฯฮตฯฮฑฮน ฮณแฝฐฯ แฝฯแฝธ ฯแฟถฮฝ ฯฮฑฮฝฯฮฑฯฮนแฟถฮฝ แผก ฯฯ ฯฮฎ” che significa letteralmente “infatti la psiche รจ tinta dalle impressioni (o pensieri)
Tingila dunque con la continuitร di tali impressioni: per esempio, [il pensiero] che dove c’รจ la possibilitร di vivere, lรฌ c’รจ anche la possibilitร di vivere bene; e nella corte (imperiale) c’รจ la possibilitร di vivere; dunque c’รจ anche la possibilitร di vivere bene nella corte.
E ancora, [il pensiero] che in vista di ciรฒ per cui ogni cosa รจ stata costruita, per quello รจ stata costruita; e verso ciรฒ per cui รจ stata costruita, verso questo si muove; e in ciรฒ verso cui si muove, in questo รจ il suo fine; e dove รจ il fine, lรฌ รจ anche il vantaggio e il bene di ciascuna cosa.
Dunque il bene dell’essere razionale รจ la societร . Infatti, che siamo nati per la societร , รจ stato dimostrato da tempo; o non era evidente che le cose inferiori esistono in funzione delle superiori, e le superiori in funzione reciproca? Sono superiori tra le cose inanimate quelle animate, e tra le animate quelle razionali.