Ormesi kombat portarsi oltre il limite mettersi alla prova in una singolar tenzone adeguato per difficolta ma pur sempre impegnativo Il concetto di ormesi applicato al combattimento o alla sfida individuale (la singolar tenzone) รจ straordinario. L'ormesi รจ, per definizione, quel principio biologico per cui uno stress a piccole dosi fa bene e fortifica, mentre a dosi eccessive distrugge.
Trovare quel perfetto punto di equilibrio โ una sfida che ti porti oltre il limite senza perรฒ spezzarti โ รจ una vera e propria arte.
Il termine deriva dal greco antico โhormรกeinโ (แฝฯฮผฮฌฮตฮนฮฝ), che significa:
Eccitare Stimolare Mettere in movimento ร la stessa radice da cui deriva la parola ormone, i messaggeri chimici del nostro corpo che โmettono in motoโ diverse funzioni biologiche. Ormesi: Lโesposizione controllata a fattori di stress (freddo, apnea, sforzo fisico estremo) per rinforzare il sistema immunitario e la resilienza mentale, creando le basi per una mente piรน lucida.
La Zona Ormetica: Tra Comfort e Rottura Perchรฉ questo approccio funzioni nel "Kombat" (sia esso fisico, mentale o sportivo), bisogna sapersi muovere su un filo sottile:
Troppo facile: Non c'รจ adattamento. Rimani dove sei, NON ESPERISCI NON TI SFIDI
Troppo difficile: rischio di ecessivo trauma, frustrazione che porta all'abbandono.
La via dell'Ormesi: Un'intensitร che ti costringe a dare il 100% delle tue capacitร attuali e a attingere a quel 5% in piรน che non sapevi di avere. ร quella difficoltร che ti fa battere il cuore, ti mette pressione, ma ti lascia lo spazio strategico per reagire.
I Pilastri dell' "Ormesi Kombat" Per mettersi alla prova in una singolar tenzone che sia adeguata ma comunque impegnativa, puoi usare queste linee guida:
Stress Controllato (Volontario):Scegli tu il terreno e la regola della sfida. Entrare nel limite deve essere un atto consapevole, non un caos subรฌto.
Il Focus sul Duello: Nella "singolar tenzone", l'avversario (o l'ostacolo) funge da specchio. Non serve un nemico imbattibile, serve un elemento perturbatore che metta in luce i tuoi punti deboli obbligandoti a correggerli in tempo reale.
Supercompensazione: L'ormesi non funziona durante lo sforzo, ma dopo. Il picco di stress deve essere seguito da un recupero profondo (mentale e fisico) per permettere al corpo e alla mente di ricostruirsi piรน forti.
La Muay Thai, conosciuta in tutto il mondo come Thai Boxe, non รจ semplicemente uno sport da combattimento o un sistema di difesa personale. In Thailandia รจ considerata una vera e propria estensione della cultura, della spiritualitร e della storia di un popolo.
Viene chiamata “L’Arte delle Otto Armi” perchรฉ, a differenza della boxe occidentale (che usa solo i pugni) o della Kickboxing (pugni e calci), la Muay Thai permette l’uso combinato di otto punti di contatto: due pugni, due calci (tibiata), due ginocchiate e due gomitate. Le Origini: Nata per la Sopravvivenza
Le radici della Muay Thai affondano nel Muay Boran (l’antico pugilato), un sistema di combattimento corpo a corpo sviluppato nei secoli passati dai soldati siamesi. Quando in guerra si perdevano le armi tradizionali come spade o lance, il corpo stesso doveva trasformarsi in un’arma.
I due pugni (Mani): เธซเธกเธฑเธ (Mat) โ Usati come spade o giavellotti.
I due gomiti: เธจเธญเธ (Sok) โ Taglienti come accette per colpire a distanza ravvicinata.
Le due ginocchia: เนเธเนเธฒ (Khao) โ Potenti come lance o mazze per sfondare la difesa.
I due tibie/piedi (Gambe): เนเธเนเธ / เนเธเนเธฒ (Khaeng / Thao) โ Utilizzati come bastoni pesanti o scudi nei calci.
In passato, nel Muay Boran (la forma antica e militare della disciplina), si parlava a volte di “Nove Armi” (เธเธงเธญเธฒเธงเธธเธ – Nawa Awut), includendo anche la testa (Chon) per dare testate, pratica oggi vietata nel regolamento sportivo moderno per motivi di sicurezza.
L’origine รจ strettamente legata alla difesa del Regno del Siam (l’odierna Thailandia) dalle costanti invasioni dei regni vicini, in particolare dei birmani. Una delle figure leggendarie piรน venerate รจ Nai Khanom Tom, un prigioniero di guerra che nel 1774, secondo la leggenda, sconfisse dieci dei migliori schermidori birmani uno dopo l’altro usando solo il proprio corpo, guadagnandosi la libertร e lo status di eroe nazionale.
โIl mio vecchio professore Gregory Nagy, studioso di storia antica, sosteneva che nellโantichitร gli atleti subivano una trasformazione durante le competizioni e perchรฉ ciรฒ avvenisse, lโatleta doveva esser unito a qualcosa piรน grande di lui, di lei.โ Come molti maestri insegnano, in un momento inaspettato, giunge la quiete nella caos dello scontro, รจ il centro dellโuragano, attimo di pura consapevolezza, in cui si รจ totalmente presenti a se stessi nel โpotere dellโadessoโ
Le Tradizioni Sacre sul Ring
Per capire l’essenza della Thai Boxe bisogna guardare cosa succede prima che inizi il combattimento vero e proprio. Ogni match รจ intriso di rituali sacri:
Il Mongkhon: ร una corona di corda sacra che l’atleta indossa sulla testa entrando sul ring. Viene benedetta dai monaci buddisti o dal maestro (Kru) e serve a proteggere il guerriero dagli spiriti maligni e a portargli fortuna. Viene tolta dal maestro solo dopo i rituali pre-gara.
Il Prajiad: Sono fasce di stoffa legate intorno ai bicipiti. Anticamente contenevano amuleti o preghiere scritti dalle madri o dai monaci per proteggere i soldati in battaglia. Oggi rimangono sul braccio del nak muay (il combattente) per tutta la durata del match.
La Wai Kru Ram Muay: ร la danza rituale eseguita dai combattenti prima del suono della campana. La Wai Kru mostra rispetto e gratitudine verso i genitori, i maestri e gli antenati; la Ram Muay mostra l’abilitร dell’atleta e serve a “marcare il territorio” sul ring, oltre che come riscaldamento psicofisico.
La Musica Sarama: I match sono accompagnati dal vivo da una musica ipnotica suonata con strumenti tradizionali. Il ritmo accelera man mano che l’intensitร del combattimento aumenta, guidando l’energia e i colpi degli atleti sul ring.
1. Hanuman (เธซเธเธธเธกเธฒn) โ Il Re Scimmia ร senza dubbio la figura mitologica piรน iconica per un Nak Muay. Nel poema epico Ramakien, Hanuman รจ il comandante dell’esercito delle scimmie: un guerriero immortale, incredibilmente forte, agile, astuto e leale. Cosa rappresenta: Forza fisica, agilitร suprema, invulnerabilitร e lo spirito combattivo indomito. Molti lottatori si tatuano Hanuman (tatuaggi sacri Sak Yant) proprio per assorbire la sua energia e la sua protezione in battaglia. 2. Phra Mae Thorani (เธเธฃเธฐเนเธกเนเธเธฃเธเธต) โ La Dea della Terra ร la dea della Terra nel buddismo thailandese. ร colei che, testimoniando le azioni del Buddha, strizzรฒ i suoi lunghi capelli creando un’alluvione che spazzรฒ via le armate del demone Mara. Cosa rappresenta: Protezione assoluta contro il male, stabilitร e fermezza. I lottatori spesso toccano il suolo del ring e si portano la mano al capo per rendere omaggio alla terra e chiedere la sua protezione. 3. I Maestri del Passato (Khru Muay – เธเธฃเธนเธกเธงเธข) e Re Naresuan Nella Muay Thai, lo spirito dei maestri defunti e degli antenati ha un valore divino. Un ruolo centrale รจ occupato da figure storiche divinizzate come il Re Naresuan il Grande (che usรฒ la Muay Thai per liberare il paese) e Nai Khanom Tom (il padre della Muay Thai, che sconfisse dieci schermidori birmani consecutivamente). A loro vengono dedicati altari e preghiere per ricevere la benedizione prima di combattere.
Il Senso Piรน Profondo: L’Arte del Cuore (Heart)
Se ci si ferma all’apparenza, la Muay Thai puรฒ sembrare brutale. Le gomitate possono tagliare il viso e i calci alla tibia richiedono un condizionamento osseo dolorosissimo. Tuttavia, il suo senso piรน profondo risiede in tre pilastri etici:
1. Rispetto e Umiltร
In Thailandia, la testa รจ la parte piรน sacra del corpo e i piedi quella piรน umile. Nonostante si usino i piedi per colpire, l’atteggiamento mentale del combattente deve essere di assoluto rispetto. Finire un match significa inchinarsi davanti all’avversario e al suo angolo, indipendentemente dal risultato. L’arroganza non appartiene alla vera Muay Thai.
2. Lo Spirito del Nak Muay เธเธฑเธเธกเธงเธข lottatore
In Occidente si parla spesso di tecnica o di forza fisica. In Thailandia si parla di “Cuore” (Jai). Un combattente puรฒ anche essere tecnicamente inferiore, ma se dimostra Cuore โ ovvero la capacitร di non arrendersi di fronte al dolore, di avanzare con calma olimpica anche sotto una tempesta di colpi โ guadagnerร il rispetto eterno del pubblico e dei maestri. I maestri e i commentatori nei grandi stadi come il Lumpinee o il Rajadamnern usano espressioni precise per definire lo spirito di un lottatore:
เธเธดเนเธ (Ning): Non contiene la parola cuore, ma descrive quella “calma olimpica” di cui parlavi. ร la capacitร di rimanere lucidi, impassibili e imperturbabili nel bel mezzo della tempesta.
เธซเธฑเธงเนเธ (Hua Jai): Il cuore fisico, ma usato anche per definire il “cuore” inteso come coraggio profondo.
เนเธเธชเธนเน (Jai Soo): Traducibile letteralmente come “Cuore che combatte”. ร lo spirito indomito, la determinazione assoluta a non mollare mai, indipendentemente dal dolore o dallo svantaggio.
เนเธเนเธเธเธฃ (Jai Phet): Significa “Cuore di diamante”. Descrive un lottatore indistruttibile, la cui mente non si spezza sotto i colpi dell’avversario.
3. La Calma nella Tempesta (Sabai Sabai) เธชเธเธฒเธขเธชเธเธฒเธข
Il concetto di Sabai (rilassato/tranquillo) รจ fondamentale. Un vero artista della Muay Thai non combatte guidato dalla rabbia. La rabbia consuma energia e offusca la mente. Il nak muay ideale combatte con un sorriso accennato, gli occhi lucidi e una mente immobile come quella di un monaco in meditazione, muovendosi con una grazia fluida che si trasforma in violenta efficacia solo nell’esatto millesimo di secondo del guardare l’impatto.
La Muay Thai รจ una forma di meditazione in movimento dove il corpo diventa arte, il dolore diventa maestro e il ring diventa lo specchio della propria anima.
Era il tempo del monsone, la stagione delle piogge, e anche se Bangkok era allโasciutto, il Nord non lo era. Le piogge arrivavano spesso, accompagnate prima da una brezza e poi da un vento che correva fra gli alberi, che frullava e mulinava il fogliame in potenti turbini, mentre il cielo si raffreddava e si oscurava. A volte cโera il tuono, altre volte no, solo la pioggia, che poteva trasformarsi in un rovescio spettacolare, o restare per ore un picchiettio costante, che gocciolava fra le foglie larghe e pesanti.
Da solo nella mia stanza, con i sensi acuiti, sentivo le lucertole sul tetto mentre pattugliavano i bordi delle finestre, in cerca di insetti attratti dalla luce. A volte, dalle finestre filtrava chiaramente della musica rock o pop thailandese, e allโinizio pensavo che provenisse dal paese sottostante. ยซOh no, qualcuno ha messo a palla quella schifezzaยป pensavo. Un giorno, appena terminata la mia mezzโora di meditazione, era partita la techno e mi ero precipitato fuori, per capire da dove provenisse, scoprendo che veniva dal seminterrato del mio cottage. Bussai alla porta ma non ricevetti risposta. Piรน tardi, Ajahn si mostrรฒ contrito quando glielo raccontai: ยซAh, sรฌ, รจ un monaco, รจ mio cuginoยป.
ยซPuoi chiedergli di usare le cuffie o qualcosa del genere?ยป Ajahn mi guardรฒ a lungo. ยซTi spostiamoยป disse poi. ยซLui รจ un poโ disturbato.ยป
Se dovessi mai fare un monologo di cabaret sulla mia permanenza in un centro di meditazione buddhista nel Nord della Thailandia, ci sarebbe di sicuro un pezzo chiamato โIl monaco nel sottoscalaโ. Un altro monaco, un thailandese che aveva frequentato lโuniversitร nellโIndiana, mi accompagnรฒ nel cammino del giorno seguente e mi diede la sua solidarietร . ยซร terribile, disturbarti cosรฌยป disse. ยซSei venuto per lโisolamento piรน totale e quello ti spara la techno. E che cazzo!ยป
Il quarto giorno, dopo il canto serale, quando tutti lentamente si erano alzati e iniziavano a camminare, Panyavudo mi si avvicinรฒ e mi chiese, senza giri di parole: ยซTi hanno mai fatto un rito di magia nera?ยป nello stesso modo con cui avrebbe potuto chiedere a un ubriaco se aveva bevuto.
ยซNon credo proprioยป risposi io. ยซVedo delle strisce rosse intorno al tuo petto, proprio qui, sopra le costoleยป e mi passรฒ le mani sopra le costole, dove mi ero fatto male. Fui piuttosto scioccato.
Le costole mi stavano dando fastidio, e forse aveva notato che le massaggiavo, ma di certo non ne avevo parlato con nessuno. Mi condusse in un angolo tranquillo, mi sedetti e lui sedette dietro di me, mi poggiรฒ i piedi contro la schiena, concentrando lโenergia su di me per sciogliere i nodi e โ chi lo sa? โ forse mi sentii meglio.
Devi stare attentoยป mi disse poi. ยซCapita a volte, prima di un incontro, che a un combattente diano qualcosa di strano da mangiare o da bere o che gli lancino una maledizioneยป. Avevo mangiato qualcosa che mi aveva fatto sentire strano? Non era un evento raro, in Thailandia.
Ci volle tempo, ma alla fine convinsi Panyavudo a parlarmi della magia nera. Cโerano alcuni monaci che praticavano la magia, la capivano e la usavano per contrastare la magia negativa che incontravano, quelli che realizzavano amuleti benedetti e che lavoravano con i thailandesi piรน superstiziosi. A quanto pare, Panyavudo era uno di loro. Certamente Ajahn Suthep non lo era, invece. Rideva e poi raccontava la storia di un famoso monaco mago, che faceva potenti incantesimi. ยซMa quando era malato, andava comunque allโospedale. Perchรฉ? Morirร comunque. Non ci credo, alla magiaยป. E Ajahn rideva, un bambino grasso e soddisfatto di sรฉ.
A Panyavudo era stato detto di ignorare la magia e per quattro anni aveva seguito lโindicazione. Di recente aveva deciso che doveva invece abbracciarla e conoscerla, per poterla lasciare in seguito e proseguire nel cammino verso lโilluminazione. Aveva percepito che il comprenderla, ora, faceva parte del suo dovere, un concetto molto importante per i monaci.
ยซLa magia รจ frutto di intensa concentrazioneยป mi spiegรฒ, sbattendo le palpebre dietro le lenti (spesse, ma non quanto quelle di Ajahn). Un esperto di arti magiche puรฒ concentrarsi, entrare in contatto con la tua mente e influenzarla con pensieri estranei.Per combatterlo bisogna ricorrere alla coscienza e alla consapevolezza, e mantenere forte la mente in modo che sia in grado di difendersi, riconoscendo i pensieri che le sono propri rispetto a quelli che potrebbero esservi stati introdotti da qualcun altro. Non devi dire l’ora della tua nascita a nessunoยป mi disse Panyavudo, perchรฉ questo dato, stando a lui, poteva aiutarli a individuarti.
Per contrattaccare dovevi essere consapevole e conoscere te stesso, avere fiducia nelle tue sensazioni. Se una persona ti passa qualcosa da mangiare, prova a sentirlo per qualche minuto, avverti che tipo di vibrazione trasmette.
Spiegรฒ che la pratica del tai chi mi avrebbe aiutato, come la meditazione e la consapevolezza. Potevo anche sperimentare la โmeditazione compassionevoleโ, in cui dirigi pensieri positivi sulle persone che ami, che ti piacciono, che ti sono indifferenti, che non ti piacciono, purchรฉ siano del tuo stesso sesso. ยซMa non sui defunti, perchรฉ quello puรฒ attirare gli spiritiยป. Il dolore puรฒ essere il residuo di spiriti che sono stati feriti โ quello delle formiche che avevo…
eliminato dal bagno, per esempio, o di qualcuno a cui avevo fatto un torto. Quest’ultima cosa mi diede da pensare.
ยซLe energie negative possono ritorcersi contro di noi e abbiamo a disposizione ottant’anni di vitaยป lo disse come se fosse un dato assodato ยซper cui sii cauto, perchรฉ possono accumularsi e farti del male. Sii gentile e dimostra il tuo amoreยป.
Panyavudo era un uomo intelligente e colto, che aveva vissuto in Olanda e in Germania fra i ventidue e i ventiquattro anni, per poi lavorare nel settore dell’import-export e al parlamento di Bangkok. Non era uno sciocco contadino superstizioso, faceva parte a pieno titolo del mondo moderno.
Mi guardรฒ a lungo, e poi disse: ยซC’รจ una fascia di metallo intorno alla tua testa e alla tua fronte, una stretta fascia d’oroยป. Si passรฒ le dita intorno al capo, per farmi capire cosa intendeva. ยซSignifica qualcosa, per te?ยป
Scossi il capo.
ยซAllora forse dovresti occuparteneยป disse, sorridente come sempre. ยซHai bisogno di vedere il lato spirituale del combattimento e dell’autodifesa, oltre al lato fisico e mentale. Le persone si allenano per costruire la volontร di combattere, ma la magia nera puรฒ distruggerlaยป.
A partire dal sesto giorno si era verificata una specie di svolta e i miei attacchi di noia assoluta stavano sparendo. In fondo, che cosโรจ la noia? ร solo unโaltra sensazione, solo unโemozione, unโillusione โ non รจ reale. La noia รจ come il dolore, arriva per farti vedere il carattere della noia stessa. Il dolore insorge per insegnarti il dolore. Una volta sedetti per quarantacinque minuti e smisi piรน per via dello shock che per la sofferenza. Quando Ajahn sโimmergeva profondamente nella meditazione, stava seduto per sei ore e mezza. La mia consapevolezza stava crescendo e mi riusciva piรน facile accostarmi a essa, potevo caderci dentro e sentirla piรน familiare. Le cose incominciarono a diventare piรน chiare. Potevo vedere i miei pensieri da piรน punti di vista โ stavo incominciando a vedere i miei problemi a trecentosessanta gradi.
Mi ero anche adattato alla mancanza di cibo e alle sei ore di sonno, e mi sentivo energico e forte per tutto il giorno senza il sostegno del caffรจ. In parte l’appagamento derivava anche dalla mancanza di tutte le intrusioni tecnologiche che avevano fatto parte della mia vita, l’interminabile brusio di sottofondo dei microchip che mi circondavano. Era come essere di nuovo bambino. Avevo la sensazione che quella situazione si sarebbe potuta protrarre all’infinito, ma fuori dalla finestra, attraverso la giungla, mi giungeva anche il richiamo del mondo. Il vento sibilava insinuandosi fra gli…alberi e nel folto dei bambรน, le gocce incontravano le foglie. C’era un rumore costante, il rombo di motori lontani, uno scooter per strada, il vento, le cicale, i ragazzi alla porta accanto che chiacchieravano in un fluido thailandese, i monaci solitari che camminavano appena fuori dalla mia finestra.
Il decimo giorno, nel buio del primo mattino, salii in macchina, indossando di nuovo i miei soliti indumenti scuri, e non piรน quelli bianchi e puri, cosรฌ comodi, cosรฌ rilassanti per la mente. Mi ero messo il deodorante, il cui pungente odore filtrava dalla T-shirt di Bruce Lee. Tutte le catene e gli ammennicoli della societร โ tecnologia, denaro e carte di credito, biglietti e passaporti, un cellulare prestatomi da un amico: tante cose, ognuna piรน pesante dell’altra. Ajahn mi invitรฒ a tornare per scrivere un libro su ciรฒ che lui stava facendo, la meditazione e le esperienze dei farang in diversi templi. Penso che mi stesse invitando nel senso in cui i monaci buddhisti a volte invitano i laici a lavorare con loro, per costruire templi e cose del genere, per conquistarsi dei meriti.
ยซLa consapevolezza puรฒ arrivare a incidere su tutto, puรฒ essere una parte di ogni cosa, del tuo allenamento e della tua lottaยป mi disse Ajahn. Per i monaci non costituiva un problema il fatto che io fossi, anche solo a volte, un combattente. ยซSe usi la consapevolezza nella boxe, puoi essere conscio e non prigioniero dello stesso movimento, puoi essere senza forma, e ciรฒ che รจ privo di forma non puรฒ essere sconfitto, finchรฉ sei forte dentro e hai i piedi ben radicatiยป mi spiegรฒ Ajahn. Virgil si sarebbe sicuramente trovato d’accordo.
Mentre viaggiavamo attraverso la campagna nebbiosa, incontrando di tanto in tanto membri delle tribรน delle colline, nei loro abiti tradizionali, che camminavano lungo la strada, Ajahn, che sedeva davanti, si voltรฒ e mi disse: ยซLa consapevolezza ti aiuterร a vedere libero da illusioniยป.
Annuii. ยซHemingway parlava sempre di scrivere la frase โautenticaโยป dissi, quasi a me stesso.
ยซIl vecchio e il mareยป mi disse Ajahn, e sorrise. ยซUna bella storiaยป.
Un maestro di spada, ormai anziano, dichiaro: โNella vita, ci sono diversi gradi di apprendimento. Al primo si studia, ma non si ricava niente e ci si sente inesperti. Al livello intermedio lโuomo รจ ancora inesperto, ma consapevole delle proprie mancanze e riesce anche a vedere quelle altrui. Al livello superiore diventa orgoglioso della propria abilitร , si rallegra nel ricevere lodi e deplora la mancanza di perizia dei compagni. Costui ha valore e si comporta come se non sapesse nulla. โQuesti sono i livelli in generale. Ma ce nโรจ uno che li trascende, ed รจ il piรน eccellente di tutti. Chi penetra profondamente in questa Via รจ consapevole che non finirร mai di percorrerla. Egli conosce veramente le proprie lacune e non crede mai, per tutta la vita, di aver raggiunto la perfezione. Senza orgoglio, ma con modestia, arriva a conoscere la Viaโ. Si dice che una volta il maestro Yagyu osservรฒ:
โIo non conosco il modo di sconfiggere gli altri, ma la Via per sconfiggere me stessoโ.
ๆณ็ๆฎฟใฏใไบบใซๅใค้ใฏๅใใใพใใใ่ชๅใซๅใค้ใฏๅใใใพใใใใ Il samurai avanza giorno dopo giorno: oggi diventa piรน abile di ieri, domani piรน abile di oggi. Lโaddestramento non finisce mai.
Milano sempre di piรน si distingue come metropoli con una predilezione per gli sport da ringโฆ Sembrano riemergere ย da un lontano e atavico ย passato carico di ย simbolismi ย ed ย archetipi , o forse sono ย rimaste sempre vive ย galleggiando ย nellโimmaginario ย collettivo, se pur ย ย retaggio di pochi audaciโฆSono le disciplina da combattimento o piรน comunemente detteย sport da ring, comeย la nobile arte pugilisticaoย Boxe, laย Boxe thailandeseย ( il cui nome originaleย Muay Thai) o la piรน diffusaย Kick-boxing, con le sue varianti,ย eredi di antiche pratiche marziali millenarie sia occidentali che orientali..ย se insegnate daย personale competente e qualificato, permettono di acquisire consapevolezza di sรฉ e delle proprie abilitร , consapevolezza della propria corporeitร , permettono di instaurare un significativo ed equilibrato rapporto tra mente e corpo.