Riflessioni sul Dharma dell’origine धर्म (ciò che sostiene)
”Le implicazioni della nozione di risveglio sono completamente differenti
l’essere umano non è un essere caduco o colpevole come creatura separata dal creatore da uno iato ontologico…di contro all’idea di conversione, redenzione…
il motivo conduttore è la distruzione dell’ignoranza avidya …
avidyā अविद्या, in sanscrito,in cinese 無明 wúmíngnon Luce/mancanza di luce
Essa ignora il complesso del peccato e dell automortificazione
la sua ascesi è chiara e secca è priva di autosadismo o masochismo..
Il significato più profondo di dukkha दुक्ख è agitazione (difficile da sopportare)”
“Tutte le acque dell’oceano non hanno che un unico sapore quello del sale
così il senso dell’intero Dhamma è uno solo: quello della liberazione”
Riccardo Bertani, contadino poliglotta dopo le elementari ha studiato da autodidatta idiomi dimenticati: dal mongolo alle lingue siberiane, pubblicando oltre 1000 volumi. La sua casa è diventata un Fondo e lui invita gli appassionati di lingue scomparse ad andarlo a trovare in 70 anni di studi e traduzioni ha scritto e realizzato più di 1000 volumi, arrivando a conoscere da autodidatta oltre 100 lingue, Era un uomo lucido, visionario, estremamente appassionato. “Non so l’inglese, né il tedesco – racconta seduto alla sua scrivania – non ho la patente e a parte per i documentari di animali e scienza, non guardo la televisione. Internet? Ma va là”. È difficile parlare di web o connessioni ad un uomo che scriveva sulla carta del mangime per le vacche e ha provato a battere a macchina “ma riuscivo solo con un dito”, un uomo che viaggia tantissimo ma solo con la mente. VIDEO ESTREMO MATTINO
Osservava e traduceva come le correnti migratorie mescolano e spostano le lingue. Scrive libri che vanno da Verso l’estremo mattino – Antologia epica dei popoli siberiani a Lo sciamano ci parla, uno dei suoi ultimi testi, convinto che “ci sia un ritorno allo sciamanismo, soprattutto fra i giovani”. Nel corso della sua lunga storia è stato invitato a parlare in diverse Università Italiane, ha discusso di lingue con Franco Battiato, è stato insignito di premi di vario genere appesi fra la polvere sul muro dietro alla sua poltrona, “un ribelle, in tante cose” e non accetta filosofie e religioni: “Finché potrò continuerò a scrivere e tradurre. Poi ho capito che il tutto è niente e sono certo che non ci sia una fine: c’è l’infinito”
道場Dōjō termine giapponese che indica il luogo ove si svolgono gli allenamenti alle arti marziali, etimologicamente significa luogo 場(jō) dove si segue la via 道(dō). In origine il termine, ereditato dalla tradizione buddhista cinese, indicava il luogo in cui il Buddha ottenne il risveglio e per estensione i luoghi deputati alla pratica religiosa nei templi buddhisti. Il termine venne poi adottato nel mondo militare e nella pratica del Bujutsu, 武術che durante il periodo Tokugawa fu influenzata dalla tradizione Zen, 禅 a tutt’oggi è una definizione diffuso nell’ambiente delle arti marziali.
In questo spirito, con questa missio operandi, abbiamo generato un luogo nato dalla PASSIONE e determinazione
un luogo ESSENZIALE ring sacchi e sbarre per trazioni, un luogo per scelta spartano nell’intento, dove studiare arti della Tradizione marziale in sintonia con arti di rigenerazione psicofisica e rilassamento profondo DOJO RUAN
Il termine si può intendere come”respiro”, “aria”, “soffio vitale” Nelle diverse epoche e nei diversi sistemi di credenza e approcci filosofici varia l’accezione, anche all’interno di medesime correnti di pensiero. Presso i presocratici con questo termine si intendeva l’anima, principio originario, l’arché ἀρχή, connesso alla vita, impalpabile e invisibile. Per i filosofi stoici στοά ποικίλη (portico dipinto in cui si radunavano ) il termine è assimilato allo spirito (essenza). Il pneuma come spirito appartiene al dio che dà vita alle cose e le guida secondo i suoi voleri. Il pneuma, che è riscaldato dal fuoco, raffreddandosi dà quindi origine all’acqua, e infine all’elemento solido (terra): sono i quattro elementi che compongono l’universo. Nello gnosticismo (γνῶσις conoscenza ) il termine è presente nella tricotomia πνεῦμα, ψυχήe σῶμα, che porta alla distinzione, tra ‘uomo pneumatico’, ‘uomo psichico’ e ‘uomo ilico’ (o ‘materiale’). Nella filosofia negli autori rinascimentali, come Agrippa di Nettesheim, Paracelso, Giordano Bruno che secondo le credenze magiche e le scienze occulte del tempo intendevano il pneuma come strumento di cui si serviva la divinità per influire sulle azioni umane.
“se vuoi capire l’universo, pensa in termini di energia, frequenza e vibrazioni” Nikola Tesla
Con il termine cimatica ci si riferisce alla teoria, dello studioso e antroposofo svizzero Hans Jenny, che suppose un effetto morfogenetico delle onde sonore. Il nome cimatica è stato coniato dallo stesso Hans Jenny, e deriva dal greco kymatika κυματικά che significa “studio riguardante le onde” da kyma (κΰμα) che significa “onda, flutto”.
Hans Jenny fu colpito profondamente da un’osservazione: imponendo una vocalizzazione in antico sanscrito come l’Oṃ ॐ (conosciuto dagli induisti e buddhisti come il suono della creazione) la polvere di licopodio rispondeva alle vibrazioni sonore generando un cerchio con un punto centrale, simbolo con il quale antiche popolazioni indiane rappresentavano lo stesso mantra devanāgarī मन्त्र Oṃ (Aum).
Porfirio e Giamblico narrano che Pitagora sostenesse che la musica, il suono curasse le malattie e regolasse l’anima, restituendole il suo equilibrio armonioso.
Confer
Piastra del fisico Ernst Chladni Christiane L. Joost-Gaugier Pitagora e il suo influsso sul pensiero e sull’arte ed.Arkeios
Thanks to Jeremy Pfeiffer demonstrates how a Navajo healing chant translates to the observable world. On the left we see the chant through a cymatic transposition in water. The right shows the same transposition through a symmetrical kaleidoscope set at a golden mean angle. Music provided by Primeaux & Mike with Joe Jakob – Sacred Path
La nostra scuola Dojo Ruanutilizza il termine Attivazione, intesa come attivazione di campo/dominio del sentire, percepire in modo più intenso, tramite un rito/procedura svolto dal Reiki Master. Il termine iniziazione, nella sua accezione di passaggio di status è un’acquisizione che avviene in un processo temporale di pratica. Il 氣 KI QI Prana प्राण Pneuma πνεύμα o energia si manifesta in noi, tuttavia, solo nella pratica continuativa e costante del sentire, si percepisce uno stato un’atmosfera profonda.
Mana un termine spesso ricorrente per designare una “forza sovrannaturale”, “potere spirituale”o “efficacia simbolica”. Può essere definita una “forza vitale”, una quantità di forza vitale che un individuo, un luogo, un oggetto detiene o accumula, poteva essere accumulato combattendo, con l’arte della retorica o mangiando un nemico. I grandi capi tribù cercavano e possedevano grandi quantità di mana. E’ è un termine d’origine melanesiana diffuso in molte lingue austronesiane ,melanesiana e polinesiana in hawaiano significa “forza che viene da dentro”, termine legato alla cultura dei Kahuna,uomo di conoscenza spirituale, un esperto, un maestro di arti e discipline, uno sciamano della cultura Huna (segreto) L’ideogramma德 De in cinese antico aveva una valenza similiare a mana inteso come potere o forza vitale di talismani, persone, piante oggetti o di potere spirituale come tramite tra cielo e terra. (confer Giulia Boschi Medicina Cinese Le radice e i fiori ed.Erga)
De scrittura del piccolo sigillo
Il noto storico delle religioni Mircea Eliade riguardo al mana sostiene che un essere animato sia visibile o invisibile, oppure inanimato, per l’uomo arcaico è dotato di una sua forza vitale latente; l’evocazione della forza latente delle cose da parte di colui che compie il rito è l’essenza stessa delle pratiche sciamaniche proprie delle religioni arcaiche. Secondo il Vocabolario Treccani (Istituto dell’Enciclopedia Italiana) il termine si è si diffuse in occidente con il testo The Melanesians (1891) del missionario ed etnologo inglese e può avere una valenza di significanto fluttantecome lo definì Claude Lévi-Strauss il termine mana detiene un significante fluttuante, “permettere al pensiero simbolico di operare nonostante la contraddizione ad esso inerente” dovuta ad un significato potenzialmente vasto e non definito. Più di recente l’antropologo R. Keesing ha rianalizzato, alla luce di ricerche storiche, etnografiche e comparative, i vari usi del termine nelle società melanesiane e polinesiane: viene usato come verbo per indicare «l’essere efficace», «l’essere potente» o il «rendere efficace»; come un sostantivo indicante «l’efficacia», il «potere», la «benedizione», la «potenza».
Keesing sottolinea l’ambivalenza e la molteplicità dei significati di mana nelle lingue locali, un concetto legato a particolari azioni e pratiche (curare una malattia, avviare una coltivazione, pescare ecc.).
无为 (semplificato) 無爲 agire senza agire agire senza sforzo (tensione)
Un concetto, se così si può definire, proveniente dalla filosofia dei seguaci del Tao 道 di difficile comprensione, apparentemente richiama la passività ma è un invito ad una costante attenzione a tutto ciò che ci circonda per evitare interferenze con il suo inesauribile intrecciarsi di rapporti. Un’attenzione che esige la massima lucidità mentale, senza regole fisse e categorie immodificabili, che ostacolano il fluire spontaneo degli eventi. Richiama il concetto, che detiene un risvolto nella pratica di alcune discipline 柔 Ju, in giapponese, gentilezza, adattabilità, cedevolezza, morbidezza elemento rilevante nelle discipline quali il judo 柔道 la via della cedevolezza e nel jūjitsu柔術 la tecnica della cedevolezza, anche il termine ruan è caratterizzato da un simile intento, principi fondamentali nel 太極拳tàijíquán nel Qigong kiko氣功 e nell’ aikido合気道 Vi è poi una riflessione più squisitamente filosofica: Lo scopo del wu wei 無爲il mantenimento di un perfetto equilibrio, o allineamento con il Tao, e quindi con la natura, un agire che viene definito dal principio superiore, l’essere in sé, che pur permanendo intatto nella propria immutabilità, si manifesta nel soggetto agente, costruendone la legge interiore e guidandone l’azione dal inizio alla fine. Un concetto d’azione nobile che ha l’intento di superare l’ego e la sua necessità di profitto, difficile e assai raro…. ma poetico.
Il Dan tian (cinese: Dāntián 丹田; giapponese: Tanden 丹田; coreano: 단전 DanJeon 丹田; tailandese Dantian ตันเถียน) letteralmente significa “campo tian di cinabro dan”
E’ un elemento rilevante nell’Alchimia Interiore del taoismo, nelle tecniche meditative interne di origine cinesi, nelle arti marziali orientali.
Nella Medicina tradizionale cinese, si suppone sia il luogo nel corpo dove il chi /qi, 氣viene conservato, accumulato e dal quale poi si irradia nei diversi meridiani del corpo.
Dan (丹) che viene tradotto con Rosso, Pillola, Polveri farmaceutiche; Tian (田) che viene tradotto con Campo, Appezzamento, Terreno Coltivato. “campo dell’elisir”
“L’antenato della vita, la fonte della rabbia, la radice degli organi interni, le radici dei dodici meridiani, l’incontro di yin e yang, la porta della respirazione, la città natale dell’acqua e del fuoco”
下丹田是“性命之祖,生气之源,五脏六腑之本,十二经脉之根,阴阳之会,呼吸之门,水火交会之乡。”所以气功家多以下丹田为锻炼、汇聚、储存真气的主要部位。 下丹田 (xià dāntán): letteralmente significa “dan tien inferiore”. Dan tien è un termine fondamentale nella medicina tradizionale cinese e nelle arti marziali, spesso tradotto come “campo di cinabro” o “fornace cinabro”.
性命之祖 (xìng mìng zhī zǔ): “L’origine della vita e dell’energia vitale”.
阴阳之会 (yīn yáng zhī huì): “Il punto d’incontro dello yin e dello yang”.
呼吸之门 (hū xī zhī mén): “La porta della respirazione”. 水火交会之乡 (shuǐ huǒ jiāo huì zhī xiāng): “La dimora dell’incontro tra acqua e fuoco”.
Il cinabro o cinnabrite o cinnabarite o solfuro di mercurio è un minerale, appartenente alla classe dei solfuri dall’aspetto rossiccio; noto già ai Greci (greco antico Κιννάβαρι, έως, τό e dal latino cinnàbaris). Chimicamente è un’unione di zolfo e mercurio (formula chimica HgS) pertanto, dato il suo contenuto in mercurio, è da considerarsi minerale tossico. Da questo minerale, tramite arrostimento e successiva condensazione, si estrae il mercurio. I più importanti giacimenti si trovano ad Almadén in Spagna (oggi i giacimenti più produttivi), in Italia nella zona del Monte Amiata (con quelli che furono i secondi giacimenti più produttivi al mondo) e a Idria in Slovenia. I cristalli sono ancora più rari dello stesso minerale e si trovano nella regione cinese dello Hunan.
Per la sua capacità di trasformarsi in mercurio che viene estratto dal minerale per arrostimento, il Cinabro è alla base di tutto il pensiero alchemico cinese dell’antichità e riveste un ruolo di primaria importanza anche nelle ricerche di longevità e di immortalità del Taoismo. L’esoterista Julius Evolariprende il nome del minerale per il titolo del suo libro ‘Il cammino del Cinabro’, che è la metafora in forma autobiografica del pensiero esoterico e alchemico dell’autore. In medicina fu utilizzato dal filosofo, poeta, medico autodidatta, Tommaso Campanella come uno dei componenti nella cura della sifilide. In pittura il Cinabro, sia naturale che sintetizzato, è stato usato per produrre il pigmento vermiglione.
Molte discipline utilizzano il respiro e la concentrazione nel Tan Tien
Meditazione degli Otto straordinari Meridiani
開通八脈法 eseguendo la grande e la piccola circolazione 大 周天,小周天
Da Xiao Zhou Tian dalle teorie del Taoismo
nella versione di meditazione in piedi 站樁, Zhan Zhuang
IL Maestro Ueshiba Morihei fondatore dell’Aikido 合氣道
NEN presenza mentale è un elemento molto presente nella pratica dell’Aikido 合氣道 e in generale di tutte le arti di combattimento, nelle arti di ricerca interiore. Il M° Ueshiba Moriheisosteneva che durante l’allenamento, il primo compito consiste:
”nel disciplinare continuamente lo spirito, affinare il potere del Nen 念.”
Il Nen indica la concentrazione, un lampo di pensiero, la sincera e totale concentrazione su un punto. La parola giapponese “Nen” deriva dall’ideogramma cinese “Nian” 念 significa letteralmente “pensare a qualcosa, concentrarsi su qualcosa”. Il Nen è la linea che connette il ki-mente-corpo con il Ki Universale. Il M° Kisshomaru Ueshiba, figlio del fondatore, nel suo libro “The Spirit of Aikido” affermava che noi possiamo accentuarne l’aspetto spirituale 靈 , l’aspetto affettivo 心 senso, intuizione, sentimento; l’aspetto psicofisiologico tramite il “vero respiro” che consiste nel respirare in unione con l’universo così che si possa ottenere il potere della Natura. Formando una spirale a destra, il ki ascende, formando una spirale a sinistra, discende. Si formano spirali e rotazioni, liberamente, in cielo e in terra. Il punto cruciale consiste nel realizzare pienamente il principio di respirare e creare spirali così che si possa generare l’unificazione del fondamentale principio creativo, il ki che permea l’Universo e il ki individuale inseparabile dal potere del respiro di ogni persona. Attraverso il costante allenamento della mente e del corpo, il Ki individuale si armonizza con il ki Universale e questa unità appare nel dinamico e fluido movimento del potere del ki che è libero, fluido, indistruttibile e invincibile. Questa è l’essenza delle Arti Marziali giapponesi come si è incarnata nell’Aikido . Secondo la tradizione orientale e specificamente delle arti marziali giapponesi, esistono tre sedi naturali in cui il 氣 ki si localizza che nella lingua giapponese sono denominate “tanden” 丹田, sono dei punti virtuali dove viene localizzata la cosiddetta “presenza mentale” del praticante e precisamente: il “Kikai Tanden” 気海丹田, la sede viscerale, il “Chudan Tanden” 中段丹田, la sede mediana ed il “Jodan Tanden” 上段丹田, la sede superiore. Il ki 氣 è l’energia vitale che percorre i centri vitali e li rende funzionali e capaci di svolgere il loro compito essenziale per il mantenimento in vita dell’essere umano. I fattori che favoriscono il manifestarsi del ki nell’attività fisica sono:
l) Rilassamento 2) Respirazione 3) Svuotare la mente dai pensieri 4) Attività ritmica 5) Concentrazione
L’ideogramma Nen 念 è presente nel simbolo REIKI 靈氣 HONSHAZESHO- NEN L’uso di comporre un simbolo agglomerando più ideogrammi potrebbe essere riconducibile ai seguaci del Tao 道 I Fulu符籙 sono dei sigilli, associati ad un essenza, tessere e simboli, talismani. A ciascun segno simbolico corrisponde un suono una vocalizzazione legata alle forze del Universo sono Shenfu神符(tessere degli spiriti) erano ritenuti simboli di connessione con gli spiriti, strumenti di esorcismo , potenziali vettori per facilitare l’equilibrio psicofisico degli individui. Inoltre SHO NEN 正念 Retta presenza mentale è il settimo raggio del “Nobile ottuplice sentiero” Si dice che Buddha Shakyamuni trasmise, nel suo primo sermone, l’insegnamento della dottrina del “Nobile ottuplice sentiero” intendendo offrire ai suoi discepoli il percorso di liberazione dall’ ignoranza.
confer Kristofer Schipper il corpo taoista ed. Ubaldini 1981 Roma Kisshomaru Ueshiba The Spirit of Aikido ed. Kodansha International, Tokyo 1985