意念攻擊力 Il POTERE di attacco del Pensiero

意念攻擊力,是一種非主導意識內力。意思是,並不是每個人自然就會使用這種力。而是通過長期鍛鍊、體會,才能學會的一種力。

Il potere di attacco dei pensieri è una forza interna non dominante della coscienza.
Ciò significa che non tutti usano naturalmente questa forza. È una forza che può essere appresa solo attraverso l’esercizio e l’esperienza a lungo termine.
好的,以下是這段文字的義大利文翻譯:

義大利文翻譯:

Il potere di attacco mentale è una forza interiore non dominante. Ciò significa che non tutti sono in grado di utilizzare naturalmente questa forza. È una forza che si può imparare solo attraverso un lungo periodo di allenamento ed esperienza.

義大利文詞彙解釋:

  • 意念攻擊力 (Yìniàn gōngjī lì): Potere di attacco mentale, forza mentale offensiva
  • 非主導意識內力 (Fēi zhǔdǎo yìshí nèi lì): Forza interiore non dominante della coscienza
  • 長期鍛鍊 (Chángqí duànliàn): Allenamento a lungo termine
  • 體會 (Tǐhuì): Esperienza, comprensione attraverso l’esperienza

重點摘要:

這段文字強調了「意念攻擊力」並非與生俱來,而是一種需要透過後天努力學習的技能。它需要長時間的訓練和經驗累積才能掌握。

意念攻擊有兩種方式:一是意念凝聚力攻擊,二是意念蠻力攻擊。

首先,談談意念凝聚力攻擊。

好的,以下是這段文字的義大利文翻譯:

義大利文翻譯:

Questo testo sottolinea che il “potere di attacco mentale” non è innato, ma un’abilità che si apprende attraverso uno sforzo acquisito. Richiede un lungo periodo di allenamento e accumulo di esperienza per essere padroneggiata.

Esistono due modi di attacco mentale: uno è l’attacco di forza di concentrazione mentale, e l’altro è l’attacco di forza bruta mentale.

Per prima cosa, parliamo dell’attacco di forza di concentrazione mentale.

義大利文詞彙解釋:

  • 意念攻擊力 (Yìniàn gōngjī lì): Potere di attacco mentale, forza mentale offensiva
  • 與生俱來 (Yǔ shēng jù lái): Innato, con cui si nasce
  • 後天努力 (Hòutiān nǔlì): Sforzo acquisito, sforzo successivo alla nascita
  • 長時間的訓練 (Cháng shíjiān de xùnliàn): Allenamento a lungo termine
  • 經驗累積 (Jīngyàn lěijī): Accumulo di esperienza
  • 意念凝聚力攻擊 (Yìniàn níngjù lì gōngjī): Attacco di forza di concentrazione mentale
  • 意念蠻力攻擊 (Yìniàn mánlì gōngjī): Attacco di forza bruta mentale
心身をひとつにする。  Riunisci mente e corpo.

強烈的意念體會——得氣——這是意念凝聚力的核心。舉一例子,以手指直指兩眼中間印堂部位,以不接觸的距離為限,集中精力,凝神去想印堂深處,過一會兒會感覺到印堂深處有一種麻脹感,這就是強烈意念的感覺。相當於中醫針灸學中所說的得氣,即扎針進入人體所需深度後,反覆提插、捻轉,使被針者機體深部有強烈的麻脹感,即為得氣。這也就是衡量其他部位是否達到了強烈意念凝聚力感覺的自我標準。使用意念凝聚力時,雖然任何部位肌肉都不用力,但我們也會感到有些累,這就是功力到了。

Esistono due modi per attaccare con la mente: uno è l’attacco di coesione della tua mente e l’altro è l’attacco di forza bruta della tua mente.

Innanzitutto parliamo dell’attacco alla coesione mentale.

Una forte esperienza mentale – De Qi – è il nucleo della forza di concentrazione mentale. Per fare un esempio, puntate un dito direttamente al punto Yintang tra i due occhi, mantenendo una distanza senza toccare, concentrate la vostra energia e pensate intensamente alla profondità del punto Yintang. Dopo un po’, sentirete una sensazione di intorpidimento e gonfiore nella profondità del punto Yintang. Questa è la sensazione di una forte concentrazione mentale, equivalente al concetto di De Qi nell’agopuntura della medicina cinese. De Qi si riferisce alla sensazione di forte intorpidimento e gonfiore che si avverte nelle profondità del corpo quando l’ago viene inserito alla profondità desiderata e ripetutamente spinto e ruotato. Questa è anche l’autovalutazione per misurare se altre parti del corpo hanno raggiunto la sensazione di una forte forza di concentrazione mentale. Quando si usa la forza di concentrazione mentale, anche se nessun muscolo del corpo è teso, ci sentiremo comunque un po’ stanchi. Questo significa che la vostra abilità ha raggiunto un certo livello.

義大利文詞彙解釋:

  • 意念體會 (Yìniàn tǐhuì): Esperienza mentale
  • 得氣 (Dé qì): De Qi (un termine dell’agopuntura cinese che si riferisce alla sensazione di energia che si prova quando l’ago viene inserito correttamente)
  • 意念凝聚力 (Yìniàn níngjù lì): Forza di concentrazione mentale
  • 印堂 (Yìntáng): Punto Yintang (il punto tra le sopracciglia)
  • 麻脹感 (Má zhàng gǎn): Sensazione di intorpidimento e gonfiore
  • 中醫針灸學 (Zhōngyī zhēnjiǔ xué): Agopuntura della medicina cinese
  • 功力 (Gōnglì): Abilità, livello di competenza

使用意念力時,需要定神、定氣,有時還要動作輔助,以增強效果。

定神。相當於佛教禪功,破除雜念,意念集中,屏神靜氣。

定氣。有意控制呼吸,用氣輔助,相當於人們常說的定氣。

Quando usi il potere della tua mente, devi calmare la mente e l’energia e, a volte, hai bisogno di assistenza nel movimento per potenziare l’effetto.

Calmati. È equivalente alla pratica buddista Zen, che elimina i pensieri che distraggono, concentra la mente e la calma.

Calma la tua energia. Controllare deliberatamente la respirazione e usare il Qi per assistere equivale a ciò che le persone spesso chiamano Qi calmante.

當然,以下是這段文字的義大利文翻譯:

義大利文翻譯:

Quando si utilizza il potere della mente, è necessario concentrarsi e controllare il respiro, a volte con l’ausilio di movimenti, per potenziarne l’effetto.

  • 定神 (Dìng shén): Concentrazione mentale. Simile alla meditazione buddista, eliminando i pensieri distrattivi, concentrando la mente e calmando lo spirito.
  • 定氣 (Dìng qì): Controllo del respiro. Controllo intenzionale della respirazione, utilizzando il respiro come ausilio, simile a ciò che la gente comunemente chiama controllo del respiro.

義大利文詞彙解釋:

  • 意念力 (Yìniàn lì): Potere della mente, forza di volontà
  • 定神 (Dìng shén): Concentrazione mentale, focalizzazione dello spirito
  • 定氣 (Dìng qì): Controllo del respiro, regolazione della respirazione
  • 動作輔助 (Dòngzuò fǔzhù): Ausilio di movimenti, supporto attraverso azioni
  • 佛教禪功 (Fójiào chán gōng): Meditazione buddista, pratica zen buddista
  • 破除雜念 (Pòchú zániàn): Eliminare i pensieri distrattivi, liberarsi dai pensieri vaganti
  • 意念集中 (Yìniàn jízhōng): Concentrare la mente, focalizzare la volontà
  • 屏神靜氣 (Bǐng shén jìng qì): Calmare lo spirito, tranquillizzare la mente
  • 有意控制呼吸 (Yǒuyì kòngzhì hūxī): Controllo intenzionale del respiro, regolazione consapevole della respirazione
  • 用氣輔助 (Yòng qì fǔzhù): Utilizzare il respiro come ausilio, supportare con il respiro

重點摘要:

這段文字描述了在使用意念力時的兩個重要方面:定神和定氣。定神強調精神的集中和雜念的排除,類似於冥想;定氣則強調對呼吸的有意控制,以輔助意念力的發揮。此外,有時還需要動作的輔助,以達到更好的效果。

V.I.T.R.I.O.L.U.M

Visita Interiora Terrae, Rectificando Invenies Occultum Lapidem Veram Medicinam»

Visita l’interno della terra, operando con rettitudine troverai la Pietra nascosta vero Rimedio.

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Aurora Consurgens manuscript, Zurich

Alcuni narrano che fosse il procedimento alchemico della Grande Opera, consistente nel dissolvimento, “Solve et Coagula“,degli aspetti più duri e vili della persona, così come degli elementi fisici più grossolani, per ricomporli in forma nobile e giungere alla realizzazione della pietra filosofale.

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Un percorso che necessita  di scendere nelle viscere della terra, cioè negli anfratti oscuri dell’anima,l’Ombra, per conseguire l’iniziazione, operando quella trasmutazione della materia nello spirito che avrebbe permesso di conseguire l’immortalità e riportare alla luce la sapienza,σοφία,  attraversando le diverse fasi dell’Opera alchemica, nigredoalbedorubedo.

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Il processo alche ico inizia con la putrefazione e la disintegrazione della materia, per liberarla da tutte le impurità, fino a ridurla alla materia prima che l’aveva generata, per poi essere ricostruita in altra forma più elevata.
Nigredo”, o Opera al Nero, fase di distruzione e disgregazione, la materia grezza è posta dall’alchimista in un crogiolo e fatta cuocere lentamente nel forno alchemico chiamato “Athanor” affinché, sotto l’influenza del fuoco, la materia possa sciogliersi e disgregarsi.

Albedo o opera al bianco, durante la quale la sostanza si purifica, sublimandosi;

Rubedo o opera al rosso, che rappresenta lo stadio in cui si ricompone, fissandosi.

Un processo metaforicamente rappresentabile da un cammino che ha per meta la completa conoscenza di se stessi, il contatto col vero Sé, la scoperta di quanto è celato alla coscienza.

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UROBORUS

«L ‘individuazione non ha altro scopo che di liberare il Sé, per un lato, dai falsi involucri della “Persona” , dall’altro lato, dal potere suggestivo delle immagini dell’inconscio». 

C.G. Jung,

 

 

 

 

 

“DE UMBRIS IDEARUM”

Umbra profunda sumus, ne nos vexetis inepti, Non vos, sed doctos tam grave quaerit opus.
 
 

Ombra profonda siamo. Non tormentateci, voi che non siete degni : non voi richiede un’opera così importante, ma coloro che sono idonei

 

”Ad internam scripturam, et non vulgares per memoriam operationes explicatis”.

 

Giordano Bruno

 
Ombre che sono state “estese” (explicatis), o che si sono “allungate”, oltre la superficie, costituita dalle “solite operazioni mnemoniche” (vulgares per memoriam operationes), fino ad una “scrittura interna” (ad internam scripturam), fino a comprendere il senso “riposto” delle cose.
 
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“tutto ciò che si conosce, si conosce via anima, cioè viene trasmesso attraverso immagini psichiche che sono la nostra realtà prima”
Carl Gustav Jung

(Collected Works, 11 par. 769).

”Ogni processo psichico è un’immagine e un «immaginare» senza cui non esisterebbe alcuna coscienza.”
Carl Gustav Jung
CW, 11 par. 889)

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Gli ermetisti neoplatonici come Marsilio Ficino e Pico della Mirandola credevano che le idee fossero modelli eterni ed immutabili.

Il mondo reale secondo tale dottrina è frutto di una “progressiva emanazione”: le idee dell’Iperuranio (dal greco hyper, “sopra, al di sopra di”, e ouranòs, “celeste”) si riverberano nelle corrispondenti immagini e forme nello spirito del mondo, e da questo esse sono di nuovo riflesse nelle forme materiali.

Questo pensiero comporta una “visione”, cioè una rappresentazione mentale dello sviluppo ideale.
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Giordano Bruno conosceva tali principi e li fece suoi uniformandoli con l’arte di cui era maestro: la mnemotecnica.

L’esperienza ermetica della riflessione dell’universo nella mente è, infatti, alla base di tale tecnica “magica”, che rispetto alla mnemotecnica classica, basata su luoghi e immagini, viene concepita come un sistema per conseguire l’esperienza spirituale, attraverso l’impressione nella memoria di immagini archetipe, “magicamente” attivate.

 
 
Servendosi di immagini archetipe come di immagini mnemoniche,l’iniziato a tale tecnica mirava a conseguire la conoscenza e poteri universali sulla materia, che derivavano dalla comprensione e dalla sintonia con le sfere più elevate del cosmo.

Fissando indelebilmente nella mente tali immagini, secondo Bruno, si otteneva il riflesso mentale dell’intero cosmo, acquisendo un enorme potenziamento della memoria e dell’intelletto.

 
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Il lavoro dell’iniziato alla mnemotecnica consiste nel sentire tali figurazioni come simboli-ponte per raggiungere la comprensione delle idee divine seguendo un processo di elevazione verso L’Assoluto

 
Le idee creano il mondo, se l’uomo riesce ad arrivare all’“iperuranio” dove sono le idee e da li all’origine di queste, li da dove Tutto emana da Uno, allora egli potrà essere partecipe della forza creativa dell’Assoluto.
 
 
 

L’archetipo è un agente psichico da intendere come principio attivo. Pare che per Jung, non esistano immagini innate bensì una «facoltà» – ‘facultas praeformandi’ – umana in grado di cogliere gli archetipi, e che rende possibile il loro emergere e sorgere come immagini . Ciò significa inequivocabilmente che, nella psicologia di Jung, la psiche di ogni individuo – la cui modalità è fatta d’immagini – partecipa, sottilmente, alla vita archetipica; ciò significa pure che le collettività ne sono un catalizzatore potente.

 
 
 
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«Egli [Simonide], pertanto, a quanti esercitino questa facoltà dello spirito, consiglia di fissare nel cervello dei luoghi e di disporvi quindi le immagini delle cose che vogliono ricordare. Con questo sistema l’ordine dei luoghi conserverà l’ordine delle idee, le immagini delle cose richiameranno le cose stesse, i luoghi fungeranno da tavolette per scriverci sopra e le immagini serviranno da lettere con cui scrivere.»
(M. T. Cicerone, Dell’oratore, a cura di A. Pacitti, 3 voll., Zanichelli, Bologna 1974, vol. II, libro II, LXXXVI, 354.)
«Ben vide Simonide o chiunque ne sia stato l’inventore che le impressioni trasmesse dai nostri sensi rimangono scolpite nelle nostre menti e che di tutti i sensi il più acuto è quello della vista. Per cui dedusse che la memoria conserva molto più facilmente il possesso di quanto si ascolta o si pensa quando le loro sensazioni entrano nel cervello con l’aiuto della vista. In questo modo la rappresentazione con immagini e simboli concretizza le cose astratte ed invisibili con tanta efficacia, che riusciamo quasi a vedere realmente mediante immagini concrete quel che non siano capaci di percepire col pensiero.»
(M. T. Cicerone, Dell’oratore, cit., II, LXXXVII, 357)
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informazioni sull’ ARS MEMORIAE  GIANNI GOLFERA 

Vigyana Bhairava Tantra विज्ञान भैरव तन्त्र

”Graziosa, gioca.
L’universo è una conchiglia vuota in cui la tua mente si diverte infinitamente.”

Vijñānabhairava Tantra, 110

”Vigyana” significa consapevolezza, e “bhairava” è un termine specifico, un termine tantrico per indicare colui che è andato oltre. Per questo Śiva è noto come “bhairava” e Devī come “bhairavī”: coloro che sono andati oltre ogni dualità.”

OSHO

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Shakti si rivolge a Śiva e gli pone alcune domande, pregandolo così di dissiparle i dubbi riguardo alla sua stessa natura divina e a quella dell’universo. Amorevolmente («o radiosa») il consorte le risponde elencando 112 insegnamenti, un compendio di tecniche di meditazione: il Tantra in oggetto. Śiva non espone dunque alcuna dottrina o filosofia, non risponde direttamente alle domande di Pārvatī/shakti : la via della razionalità non è quella adatta per giungere alla comprensione della realtà delle cose. Śiva non spiega cosa, ma come.

Allerta sensoriale Arousal

In neuropsicologia viene definito larousal (dall’inglese eccitazionerisveglio) è una condizione temporanea del sistema nervoso, in risposta ad uno stimolo significativo e di intensità variabile, di un generale stato di eccitazione, caratterizzato da un maggiore stato attentivo-cognitivo di vigilanza e di pronta reazione agli stimoli esterne.

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Sul piano psicologico orienta le nostre capacità di memoria, attenzione, presa di decisioni , espressione delle emozioni e messa in atto di comportamenti.
L’aumento o la diminuzione dell’attività neurovegetativa ci permette di perseguire i nostri bisogni o di fronteggiare situazioni di emergenza ed è quindi particolarmente coinvolta nelle scelte legate alla ‘sopravvivenza’ quali soddisfazione dei bisogni primari (fame, sete, sonno, attività sessuale,..) e risposte a stimoli percepiti come pericolosi (fuga, attacco, svenimento, blocco dell’azione).

Francesco Dal Pino addestramento pugilato

Questo fenomeno neuropsicologico  è presente negli animali e nell’uomo, durante i momenti in cui vengono richieste maggiori prestazioni psicofisiche di abilità come, ad esempio, una verifica, un esame, una competizione agonistica, l’attacco a una preda o durante una sfida, anche durante l’attività sessuale.

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E’ presente il coinvolto sia il sistema nervoso centrale che il periferico e vegetativo, con conseguente aumento della frequenza cardiaca e della pressione arteriosa, al fine di generare in tutto il corpo una condizione generale di maggiore allerta sensoriale, mobilità e prontezza di riflessi

 

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Per la teorie espresse sull’attenzione, durante l’arousal il sistema nervoso viene coinvolto attraverso una maggior produzione di neurotrasmettitori quali l’acetilcolina, la noradrenalina, la dopamina e la serotonina. Anatomicamente vengono attivati principalmente alcuni organi interni, ghiandole e parti legate al sistema nervoso, quali il sistema limbico cerebrale (soprattutto ipotalamo e amigdala), i lobi frontali e temporali, più il pancreas endocrino.

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L’organismo può prepararsi attraverso due opposte strategie, entrambe utili e adattive:

Iper-arousal: “stato di iper-vigilanza” che generalmente si manifesta con tachicardia, sudorazione eccessiva, respiro accelerato, agitazione fisica e motoria, tensione muscolare, tendenza all’azione, aumento delle capacità attentive, di memoria e decisionali (es: attacco, fuga, blocco dell’azione)

Ipo-arousal: “stato di accasciamento” che generalmente si manifesta con rallentamento del battito cardiaco, riduzione della pressione arteriosa, respiro lento, assenza di energie, ridotto tono muscolare, diminuzione delle capacità attentive, di memoria e di elaborazione ragionamento (svenimento).
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Nella famosa teoria del “flusso” di Csíkszentmihályi, che coniò questo termine per indicare un’esperienza di forte concentrazione durante un’attività agonistica e/o competitiva in genere.

Un esperienza di trance agonistica , è uno stato di coscienza in cui la persona è completamente immersa in un’attività.
Questa condizione è caratterizzata da un totale coinvolgimento dell’individuo: focalizzazione sull’obiettivo, motivazione intrinseca, positività e gratificazione nello svolgimento di un particolare compito.
Le Esperienze Ottimali sembrano implicate anche nella Qualità di Vita percepita e nella regolazione dell’asse dello Stress (Ipotalamo Ipofisi Surrene)
I correlati neurofunzionali delle Esperienza Ottimali sono in parte sconosciuti ma alcuni recenti lavori scientifici evidenziano la correlazione con il circuito dopaminergico e l’attivazione della corteccia cerebrale prefrontale.
La dinamica che caratterizza le Esperienze Ottimali è connessa anche allo sviluppo della capacità psicologica chiamata Resilienza

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Lo sport in genere ed in particolare gli sport da ring e le discipline marziali, favoriscono situazioni limite di sforzo intenso e di elevata concentrazione, di forti emozioni, in cui insorge ciò che viene definito THE ZONE , uno stato di  flusso  esperienza ottimale ,uno stato di  trance agonistica,  in cui la persona è completamente immersa in un’attività, in totale coinvolgimento, focalizzata sull’obiettivo, con una forte motivazione intrinseca, con positività e gratificazione nello svolgimento del compito…. un modo più moderno di esprimere i temi dello zen ed altre splendide antiche discipline….e di nuove rielaborazioni…

 

 

 

Riflessi ARCAICI

Si tratta di automatismi, non volontari, che si attivano come reazione ad uno stimolo
– i riflessi ed i movimenti primordiali sono costituiti da riflessi uterini e reazioni arcaiche di recupero, risposte di equilibrio, gesti e schemi motori innati
– essi rappresentano la nostra eredità ancestrale poiché sono con noi fin dalla notte dei tempi
– sono alla base del nostro sviluppo motorio, cognitivo ed emotivo
– in breve, un movimento primordiale è uno schema sensoromotorio fondamentale nel nostro sviluppo, che se non installato correttamente, creerà stress nella nostra organizzazione mente-corpo

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il sistema recettoriale riceve le informazioni, queste vengono portate ai Centri superiori per essere elaborate tramite vie di trasmissione, poi un sistema garantisce il controllo motorio e posturale attraverso il tono

Si possono distinguere 3 fasi cruciali per lo sviluppo dei riflessi e dei movimenti primordiali:
– la fase gestazionale intra-uterina
– la fase relativa al processo di nascita
– la fase del primo anno dopo la nascita
I Riflessi Arcaici seguono una evoluzione suddivisa in 5 fasi:
– emergenza del riflesso: alcuni si presentano durante la vita intra-uterina, altri durante il parto ed altri dopo il parto
– prima evoluzione: dove il riflesso si sviluppa e cambia all’interno del suo principale schema
– crisi: dove ciascun riflesso, all’interno della sua evoluzione supera una fase di crisi
– seconda evoluzione: dove il riflesso, superata la crisi, evolve nuovamente
– maturazione: questa fase rappresenta il momento di integrazione della struttura e della dinamica dello sviluppo del riflesso
Ad esempio il Riflesso Tonico Assimetrico del Collo si evolve in questo modo:
Emergenza: alla 13^ settimana uterina
Durata: dalla sua comparsa fino al 7^ mese di vita
Evoluzione: dalla nascita a 3,5 mesi
Crisi: 3^- 3,5^ mese
Evoluzione: 3,5^- 4^ mese
Maturazione: 5,5^- 6,5^ mese
Integrazione: tra il 6^ e 7^ mese

La loro integrazione, nei casi ad esempio di disturbi sui riflessi posturali
(i riflessi arcaici evolvono in riflessi posturali), avviene attraverso 5 tecniche:
– rimodellamento isometrico
– movimenti ritmici
– esercizi con i sacchetti di grano
– auto-rimodellamento
– esercizi di Kinesiologia Educativa

 

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Movimento ed equilibrio 

Nel mondo delle arti combat si sottovalutano alcuni aspetti legati a meccanismi dovuti ad esperienze pregresse…..
Fondamentale per recuperare l’equilibrio psicomotorio

 

 

per Informazioni

Sergio Rocco – Terapista, Posturologo e osteopata

cell. 348/2237706

 

 

Mithra archetipo del cacciatore ermetico

”Il mitraismo ha lasciato un importante messaggio.
I misteri di Mithra 
ci pongono in contatto con la presenza radicale e archetipica di forze terribili che, se ignorate e negate, immancabilmente ci travolgono; dobbiamo, invece, conoscere e apprendere la loro costituzione e divenire pronti e capaci di cavalcarle e domarle, fino al punto in cui la mano ferma sappia trarne la vita…”

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”I Misteri introducevano a quel sapere e a quell’arte.
Si trattava, 
beninteso, di un sapere arduo e di un’arte severa che aspiravano ad aprire una strada di speranza in un periodo di angoscia.
Tuttavia le religioni, anche dopo il loro tramonto, lasciano un insegnamento valido per ogni analogo tempo di smarrimento e di inquietudine.
Sta a noi 
ascoltarlo e adattarlo alla nuova forma dei problemi…”

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”La figura di Mithra si apre sullo sfondo dell’universo religioso, culturale, psicologico dei cacciatoriper i quali l’uccisione stabilisce nel tempo stesso la propria identità, istituisce la comunità ,garantisce la vita.

L’uccisione del toro o del Grande vivente rappresenta, in essa, l’inizio e insieme la conclusione.

Dal sangue che sgorga prende inizio una nuova umanità salva

et nos seruasti aeternali sanguine fuso

si leggeva nel mitreo di Santa Prisca a Roma.

Ma nessuno si salva se non sa percorrere il duro itinerario iniziatico, se non riesce ad avviare la trasformazione e il sacrificio di sé.

L’uccisione per eccellenza vede l’uomo al centro, vittima e sacrificatore, animale e cacciatore, morto e vivo.

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Le forze elementari che spingono alla caccia e ad aggredire la vittima in fuga sono le stesse che spingono a nutrirsi e a stringere il patto fra solidali che condividono il destino.
Sussiste un circolo inscindibile tra istinto di vita e istinto di

morte, tra creazione della morte e creazione della vita.

Il tema è l’incontro con la morte, e arcaicamente ogni morte è un’uccisione.
La morte, la morte data, è l’atto eminentemente sacro e creativo, che investe l’essere realissimo.
Su questo 
scenario si è sviluppata l’immensa problematica del sacrificio…
Il punto cruciale è rappresentato dal sacrificio, costituito da un atto di sangue, un atto di morte.
Al centro del mitraismo sta il tema formidabile del sacrificio del toro, cavalcato, sfiancato e infine iugulato senza tracotanza dal dio sereno e forte.

Nel sacrificio, la morte non si presenta volgare decadenza subìta, ma atto di creazione e di intensa padronanza della vita.”

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”Il culto mitriaco propone un itinerario di liberazione dal destino basato sulla capacità di sacrificio di sé.”
 
”I gradi dell’iniziazione mitriaca rappresenterebbero simbolicamente le tappe di un viaggio interiore che fornisce una chiave per affrontare e risolvere l’ordine dei pianeti e, mediante successive integrazioni, abilita al dominio delle potenze esterne.”
 
”I pianeti, grazie alla credenza in uno stretto rapporto analogico tra macrocosmo(l’universo) e microcosmo (l’uomo), non sono vissuti come realtà esclusivamente esterne e oggettive; decifrati in esperienze interne, ad essi corrispondono suoni, colori, emozioni, passioni, immagini.
 
Un discorso affine, in estrema sintesi, tornerà con l’astrologia esoterica  di
 
Bruno pensa che un severo e complesso esercizio di controllo della mente metta l’uomo in grado di controllare il mondo in cui vive.
In particolare egli si 
dedicò all’esercizio evocativo della memoria.

Le immagini che vivono nell’uomo  non sarebbero eventi puramente interiori bensì proiezioni del cosmo, e colui che le sa governare può anche governare il cosmo e rendersi libero. ”
 
”Colui che abbia raggiunto il controllo di sé per mezzo del sacrificio e della trasformazione acquista il potere di governare il destino e raggiunge la liberazione e la salvezza dal male.
 
Il punto cruciale è rappresentato dal sacrificio, costituito da un atto di sangue, un atto di morte.
Al centro del mitraismo sta il tema 
formidabile del sacrificio del toro, cavalcato, sfiancato e infine iugulato senza tracotanza dal dio sereno e forte.
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Nel sacrificio, la morte non si presenta volgare decadenza subìta, ma atto di creazione e di intensa padronanza della vita.”
 
 
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”Il culto di Mithra si diffonde particolarmente in ambito militare
attecchisce tra coloro che praticano giochi ad 
alto rischio
(gladiatura, corse nei circhi ed altro)

Il culto di 
Mithra viene introdotto a Roma tramite i soldati di Pompeo che ne erano venuti in contatto durante le spedizioni in oriente nel I secolo a.C
Mithra  è una divinità minore del Pantheon persiano, i persiani con cui Roma si scontrò erano gli eredi d’una delle più importanti civiltà indoeuropee
 
Nel mitraismo non c’è ombra del sentimento della colpa.
 
L’eroe divino non è un dio che muore.
La salvezza che da lui promana verso gli uomini non dipende dalla sua morte, ma dal fatto che egli dà la morte.
Dalla vittima che lui sacrifica scaturisce la vita e la salute.
 
 
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Per i mitriaci, in breve, si instaura un circuito in cui l’uomo capace di compiere il gesto sacrificale si trasforma e libera, e reciprocamente è capace di compiere il gesto supremo solo chi si trasforma e libera.

In ultima analisi, si libera solo chi è disposto a essere sacrificato
(una similitudine fortemente presente nei culti arcaici sciamanici)


Un’ideologia severa, da reggitori e da soldati: il supremo atto di dare la morte – atto per eccellenza sacro – presuppone un’ascesi rigorosa per raggiungere la riappropriazione e la reintegrazione di sé.Le doti di equilibrio, dominio di sé,coraggio, attenzione non disincarnata e lunare per il mondo della laboriosa prassi,erano e sono le doti dei reggitori, tipiche di coloro che sono consapevoli che l’autentica arte del governo comporta un combattimento tra bene e male.
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La civiltà morale di Roma pagana va disciolta dalle sovrapposizioni cristiane che l’hanno inquadrata in una prospettiva rovesciata rispetto a quella stoica.
Il dominio di sé e l’attitudine alla sobrietà  non ha niente a che vedere con il sentimento della colpa del vivere e con la mortificazione, al contrario essi celebrano un gusto pieno della libertà nel mondo per il mondo e certo non dal mondo.
Il Marco Aurelio che elogia la temperanza non è un moralista e un intimista, è un uomo di stato( vir agendi)

”La temperantia è la severità, la sobrietà, l’operosità efficace e equilibrata di colui che tempera.
La temperanza si riferisce al lavorìo del tempo; essa è l’arte del tempo, la sua capacità di cuocere, rifondere, ridistribuire, preparare nel suo vaso.”

Il tempo si basa sul ritmo e sull’ordine.
E’ temperante colui che ha il sentimento del tempo.
Nessuna lentezza, nessuna fretta, nessuna eccitazione; piuttosto l’azione pacata e ferma che scaturisce dal dominio degli impulsi interni e degli impulsi esterni, dall’educazione a non cedere alle emozioni e alle passioni.

”E non deve nemmeno riferirsi a un tempo estraneo e oggettivo, al giro degli astri di fronte al quale si sta passivi e che si subisce; il tempo deve essere governato e riavviato con creatività e originalità.”

 
 
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Confer
Maria Pia Rosati  e Giuseppe Lampis«átopon» rivista di Psicoantropologia
simbolica e Tradizioni religiose.

 
Storia di un Culto
 
Le prime notizie circa il Dio Mithra pervengono dall’arcaica tradizione dei Veda indù e precisamente dal più antico, il Rig-veda, risalente ad un epoca di diverse migliaia di anni fa più remota dalla nascita dell’età volgare, che inquadrano la divinità in questione come reggente di un mondo perfetto delle origini ormai dimenticato, protettore dell’Ordine Universale insieme al dio Varuna.
 
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Ritroviamo Mithra, poi, in un’altra tradizione di origine indoeuropea, precisamente in quella iranica, ove, oltre che nell’antico Iran, anche in zone come la Cappadocia, Commagene, del Ponto e le terra dei Mitanni-hurriti, assume la valenza del Numen Tutelare del Patto, del Giuramento: tale caratteristica, non solo valse l’acquisizione di un crisma prettamente guerriero, ma anche, nell’antica Persia, permise che il suo culto diventasse la base del sistema feudale dell’impero.

Il contatto con il mondo occidentale e quindi con la Romanità avvenne, con l’espandersi della stessa, ad opera dei legionari, anche se Plutarco nella “Vita di Pompeo” narra di “strani riti” celebrati dai pirati della Licia; il culto entrerà ufficialmente a Roma, poi, solo nel 66 d.C., portatovi da Tiridate, re dell’Armenia, in visita a Nerone.

Il contatto con il mondo greco-romano, con le sue istituzioni misteriche
(molte sono le similitudini con i Misteri di Eleusi) e con la filosofia neoplatonica – come dimostrano varie opere di Porfirio -forgiarono una vera e propria via iniziatica ermetica, riservata a pochi eletti, sempre al riparo nei suoi mitrei, nelle sue grotte sotterranee riservate al culto, che simbolicamente possiamo associare al mito platonico della caverna
Mithra nasce alchemicamente dalla pietra, come la vera Luce cova e si manifesta nell’oscurità della notte.
Solo una tarda volgarizzazione potè assimilargli il ruolo di Soter, Salvatore, spesso confuso erroneamente col Cristo, e una statalizzazione , voluta da Diocleziano, Galerio e Licino lo proclamò “Deo Soli Invicto Mithrae fautori imperii sui”, assimilando il culto a quello ufficiale ed imperiale di Helios, introdotto a Roma, da Emesa, da Aureliano.
 
 
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Il mito e la tradizione fanno ricordare Mithra per due momenti salienti del suo decorso esoterico, cioè per la sua nascita dalla roccia e per l’uccisione del toro sacrificale, che non assume il solo valore rinnovatore del cosmo, ma possiede una ben più alta e precisa valenza spirituale.

Tutto si inquadra in una visione del mondo prettamente solare, concepita tradizionalmente, militando, l’iniziato o il neofita, per lo schieramento avversario irriducibile delle Tenebre, di Arimanne, di Tifone-Seth, di Vediovis, ma anche di tutta la spiritualità lunare delle madri come Iside, Demetra e Astarte, quindi per lo schieramento di Eracle, del Marte romano, di Horus…naturalmente di Mithra.
Poco o nulla si potrà comprendere di tale culto misterico se non si farà propria tale prospettiva polare, tale atteggiamento guerriero, di superamento magico, quindi di superamento attivo.

 
confer Luca Valentini
Redattore del sito web EreticaMente, cultore di filosofia antica, di dottrina ermetico-alchimica e di misteriosofia arcaica e mediterranea
 
Ulteriori punti di vista

Sutra del cuore della perfezione della saggezza o Sutra del cuore 般若波羅蜜多心經

色不異空,空不異色;色即是空,空即是色

Rupan na prithak śunyata, śunyataya na prithag rupan, rupan śunyata śunyataiva rupan

”La forma non è diversa dal vuoto, il vuoto non è diverso dalla forma, la forma è proprio tale vuoto, il vuoto è proprio tale forma”.

Sutra del cuore della perfezione della saggezza o Sutra del cuore

प्रज्ञापारमिताहृदय

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