Il termine deriva dal greco antico “hormáein” (ὁρμάειν), che significa:
Eccitare
Stimolare
Mettere in movimento
È la stessa radice da cui deriva la parola ormone, i messaggeri chimici del nostro corpo che “mettono in moto” diverse funzioni biologiche. Ormesi: L’esposizione controllata a fattori di stress (freddo, apnea, sforzo fisico estremo) per rinforzare il sistema immunitario e la resilienza mentale, creando le basi per una mente più lucida.
L’ormesi è un fenomeno biologico in cui bassi livelli di stress (fisico, chimico o ambientale) inducono risposte adattative positive, rafforzando l’organismo.
Un maestro di spada, ormai anziano, dichiaro: “Nella vita, ci sono diversi gradi di apprendimento. Al primo si studia, ma non si ricava niente e ci si sente inesperti. Al livello intermedio l’uomo è ancora inesperto, ma consapevole delle proprie mancanze e riesce anche a vedere quelle altrui. Al livello superiore diventa orgoglioso della propria abilità, si rallegra nel ricevere lodi e deplora la mancanza di perizia dei compagni. Costui ha valore e si comporta come se non sapesse nulla. “Questi sono i livelli in generale. Ma ce n’è uno che li trascende, ed è il più eccellente di tutti. Chi penetra profondamente in questa Via è consapevole che non finirà mai di percorrerla. Egli conosce veramente le proprie lacune e non crede mai, per tutta la vita, di aver raggiunto la perfezione. Senza orgoglio, ma con modestia, arriva a conoscere la Via”. Si dice che una volta il maestro Yagyu osservò:
“Io non conosco il modo di sconfiggere gli altri, ma la Via per sconfiggere me stesso”.
柳生殿は『人に勝つ道は分かりません。自分に勝つ道は分かりました。』 Il samurai avanza giorno dopo giorno: oggi diventa più abile di ieri, domani più abile di oggi. L’addestramento non finisce mai.
Quando la squadra (meglio il Klan ) focalizza la strategia sui punti di forza ogni match è una racconto, ogni sfida è una storia, osservare, riflettere e gettarsi nell’Azione
116 大困難、大変事に逢っても狼狽えないというのは、まだまだです。大変な事態に逢っては、喜び、踊って、勇み進むべきものです。それが、一つ越えたところです。「水増されば、船高し」ということです。 116 C’è ancora molta strada da fare per non lasciarsi sgomentare anche di fronte alle grandi difficoltà e ai grandi eventi. Di fronte a una situazione difficile, dovremmo rallegrarci, ballare e andare avanti con coraggio. Questo è un passo oltre. “Più alta è l’acqua, più alta è la barca.” Hagakure 葉隠聞書
”A qualunque costo imprimere ad ogni occupazione, anche quella più modesta, un carattere di completezza fino a rendere intero il frammento e dritto il curvo..” Julius Evola
Andrew D. Huberman è un neuroscienziato americano e professore associato presso il Dipartimento di Neurobiologia della Stanford University School of Medicine che ha contribuito allo sviluppo del cervello, alla plasticità cerebrale e ai campi di rigenerazione e riparazione neurale, con la partecipazione di David Goggins, (nato il 17 febbraio 1975), noto anche come The Toughest Man Alive , è un SEAL della Marina degli Stati Uniti in pensione , maratoneta americano , ciclista di ultra-distanza , ex detentore del Guinness World Record , triatleta , oratore pubblico e autore delle sue due memorie, una delle quali è il best seller del New York Times Can’t Hurt Me pubblicato nel 2018 ha venduto oltre 4 milioni di copie. Goggins ha scritto un sequel Never Finished che è stato rilasciato nel 2022. Nel 2019 è stato inserito nella International Sports Hall of Fameper i suoi incredibili successi nello sport . Goggins ha ricevuto anche il premio VFW Americanism nel 2018, uno dei premi più prestigiosi che un individuo possa ottenere per il proprio servizio nelle forze armate degli Stati Uniti .
Si ringrazia per il montaggio, interpretazione e doppiaggio da parte il team. IMPRENDITOR TIPS
”Per quanto ne sò più faticoso che sopportare il carico emozionale del perseguire la vera eccellenza è solo il peso emozionale del non perseguire la vera eccellenza….. più ricco di significato non vuol dire più piacevole.’ Steven Kotler
''Nessuna pressione, nessun Diamante '' Thomas Carlyle
Un testo molto interessante, per chi sia interessato ad accedere alla maestria in un arte o in una disciplina, narra dei passaggi rigorosi per accedere ad un percorso metodico, secondo l’autore, per giungere al flow.
Un analisi metodica di procedure sistemiche quotidiane, basate su un estremo pragmatismo, che spaziano, nelle tematiche più diffuse nell’ambito della motivazione e nella crescita personale, fino ad arrivare al biohacking, tentativo di modificare il proprio stile di vita, attraverso l’utilizzo di diversi metodi che possano in qualche modo, “hackerare” la biologia del proprio corpo per migliorarsi e sentirsi meglio con se stessi sotto ogni profilo, fisico e mentale.
Kotler tenta di ”decodificare” la motivazione, considerando l’impossibile una forma di ”innovazione estrema” , tale percorso si sviluppa da ciò, che è misurabile: la biologia, dato che la personalità di un individuo è del tutto individuale, e non è misurabile (fattori genetico, ambientali)
L’intento è proporre una formula, simile alla scienza informatica, l’algoritmo, sequenza di passi per chiunque voglia ottenere risultati coerenti. Di fatti il linguaggio utilizzato dall’autore sarà improntato ad una terminologia cognitivistico/informatica, con la quale affronterà la questione delle spinte comportamentali, estrinseche ed intrinseche:
Denaro, fama, sesso, curiosità, passione, significato, scopo. Maestria, autonomia, in relazione alla neurochimica della ricompensa.
La metodica copre ogni singolo passaggio individuando l’equipaggiamento necessario per giungere ad attuare i propri obbiettivi, quando essi saranno identificati con chiarezza, tramite, idonei fattori come la grinta per ottenere una prestazione di eccellenza, peak performance espressa in tutte le sue sfaccettature dalla forza di volontà al mindset, sino alla passione, il self talking, il dialogo interiore, la gratitudine, la mindfulness, per finire con la paura, come elemento motivatore, come sfida da affrontare e non minaccia da evitare
La seconda parte del libro è dedicata all’apprendimento, la mentalità di crescita, i filtri di verità, passando al metodo per imparare ad acquisire nuove competenze, l’intelligenza emotiva, la creatività, e l’hackeraggio della creatività, come far lavorare la neurobiologia a nostro vantaggio anzichè contro di noi, il tempo e il Flow creativo.
L’analisi rigorosa sfocia nella ricerca della creatività, ” una competenza invisibile nascosta all’interno della nostra abilità più antica: la capacità di esplorare e di mettere in atto piani d’azione…” ”essere disposti a correre rischi.. la creatività è sempre un po’ pericolosa.. ma è sostenuta dalla “passione” del fare, o dal ”piacere” dalla pratica quotidiana’‘
”l’allenamento è la chiave”: gratitudine, esercizio fisico, mindfulness, giusto sonno.
Diciamo che la lunga serie metodologica, in sintesi, si risolve in un’operatività ampliamente nota agli appassionati di motivazione, che possono trovare in molti autori, tali temi, proposti ,già, molti anni or sono, anche nell’ambito della criticata, in quanto ”non scientifica” new age.
Anche se la rilevanza delle reazioni neurofisiologiche, talvolta, in chiave un pò riduzionista, sembra escludere l’intuito situazionale non riducibile a schemi e protocolli, insomma pur parlando di entusiasmo , c’è poco di approccio ”poetico” o se si vuole poco emisfero destro e molto sinistro, c’è un insistenza sul fatto biologico pur chiamando in causail flow, come ” uno stato di coscienza in cui ci sentiamo al meglio e diamo il meglio di noi”, come ben formulato da Mihaly Csikszentmihalyi, indubbiamente l’autore , nella sua ottima esposizione, assolutamente consigliabile , delinea un processo programmatico per giungere alla prestazione massima , abbracciando, prevalentemente il pensiero di William James, come molti altri autori, considera gli essere umani , prevalentemente, come”macchine di abitudini”.
Kotler, nel capitolo la scienza del flow, si lancia in un elaborazione seducente ma assai discutibile sugli accostamenti , tra la ”filosofia della prestazione d’eccellenza” nella sua espressione massima di flusso, e il concetto di ‘Übermensch di Nietzsche, tralasciando la poca simpatia del filosofo tedesco nei riguardi dell’evoluzionismo e del positivismo, connette al darwinismo la ”volontà di potenza” come battaglia di realizzazione del sè, dando per scontato una visione assai contrastante tra forza primordiale non riducibile a rigidi schemi razionalistici, probabilmente per Nietzsche la lotta per la volontà di potenza non è adattamento della specie migliore ma rifiuto eroico o titanismo romantico.
Riduzionismo : il comportamento di un sistema complesso può essere completamente descritto come somma dei componenti di tutte le parti
Su cosa sia Coscienza il dibattito è assai ampio ed aperto, ci piace di più ,come sostiene Federico Faggin’ ritenere la coscienza ‘ una dimensione «privata non riducibile ad algoritmi», pensare che sia la capacità di conoscere attraverso un esperienza fatta di qualia, , cioè mediante la sensazione e i sentimenti che portano il significato di ciò che si conosce.”
Confer I qualia plurale neutro latino di qualis, qualità, attributo, modo sono, nella filosofia della mente, gli aspetti qualitativi delle esperienze coscienti. Ogni esperienza cosciente ha una sensazione qualitativa diversa da un’altra. Ad esempio, l’esperienza che proviamo annusare una rosa è qualitativamente diversa da quella che cogliamo quando contempliamo La Gioconda di Leonardo. I qualia sono estremamente specifici e caratterizzano essenzialmente le singole esperienze coscienti.