Χάος kósmos

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Nel pensiero arcaico Χάος, Cháos e κόσμος si susseguivano in ciclica ondulazione di frequenza sia nel Macro che nel Micro.
Resta da comprendere quale sia lo spazio di azione individuale nella propria sfera vitale, che resta da percorrere…

 

Mjöllnir

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Il Martello di Thor, è l’arma di Thor, il dio del fulmine e del tuono della mitologia norrena, il suo significato simbolico, teologico o teorico-sapienziale, è comparabile a quello del Vajra vedico (il “fulmine” o “diamante”, arma di Indra).Esso rappresenta dunque la struttura fondamentale della realtà nella sua scaturigine dal principio divino originante, un significato che è presente negli Axis Mundi Yggdrasill e Irminsul, alberi del cosmo.

 

 

 

L’Edda di Snorri descrive le qualità del Mjöllnir dicendo che, possedendolo, il dio Thor «sarebbe stato in grado di colpire quanto fermamente volesse, qualsiasi fosse il suo bersaglio, e il martello non avrebbe mai fallito, e se lanciato a qualcosa, non l’avrebbe mai mancato e non sarebbe mai volato tanto lontano dalla sua mano da non poter tornare indietro, e, quando lo avesse voluto, esso sarebbe diventato tanto piccolo da poter essere custodito sotto la tunica».

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Per maneggiare quest’arma formidabile,  Thor  utilizzava  speciali guanti in ferro forgiati dai nani, possedeva una speciale cintura magica che raddoppiava la sua potenza divina quando indossata. L’impatto di Mjöllnir causava potenti rombi di tuono, e dal nome di questa divinità deriva la parola “tuono” in molte lingue germaniche (norreno Þórr, islandese Þór, tedesco antico e nederlandese Donar, inglese antico Þūnor, faroese Tórur, svedese, norvegese e danese Tor, frisone Tonger)  dio del tuono, del fulmine e della tempesta. La mitologia norrena è ricca di racconti sulle gesta di Thor e sulla sua perenne lotta contro gli Jǫtnar. La lettera runica Þ si pronuncia “Th”.

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Il nome “Thor” e le sue varianti derivano tutte dal proto-germanico Thunraz, cioè “fulmine”, “tuono” (nelle lingue germaniche odierne: inglese thunder, olandese donder, tedesco Donner).

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Thor rappresenta teologicamente il dio (e l’uomo) che possiede, oppure è totalmente identificato, con l'”arma” divina, la “virtù”, ossia la “vista” del principio cosmico (il Martello di Thor, comparato al Vajra vedico-tibetano). È il protettore dell’umanità.

Confer Georges Dumézil. Gli dèi dei germani. Adelphi, 1974. p. 121

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amuleto vichingo del X secolo scoperto a Købelev, sull’isola danese di Lolland, ha fornito una risposta definitiva. Le rune inscritte sul piccolo amuleto recitano “Hmar x is”. Tradotte, significano: “Questo è un martello”.

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Thurisaz Affrontare  il Nemico

   LA DIFESA, LA NON-AZIONE, IL GIGANTE, IL DIO THOR

 

Cum gladio te vallare scieris, vallum ferre desinito.

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”Il simbolo religioso della spada confitta nel terreno e’ oggetto di un culto”
Franco Cardini

“Alle radici della Cavalleria”, Firenze 1981

Cum gladio te vallare scieris, vallum ferre desinito.

Quando avrai imparato a fare della tua spada un vallo, allora smetterai di portarti dietro il vallo

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Publio Cornelio Scipione Emiliano citato in Livio, Periocha 57, che incoraggiava i suoi soldati a fare dell’attacco la miglior difesa, senza il timore di ripararsi dietro strutture fortificate.

Le origini sciamaniche della cultura europea

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I saggi raccolti in questo volume, all’intersezione di etnofilologia, antropologia culturale e fenomenologia della percezione, affrontano il problema della sostanziale continuità millenaria della nostra tradizione, identificando nello sciamanesimo un’immagine cruciale per comprenderne alcuni aspetti. Dando per scontato il fitto dibattito degli ultimi trent’anni sulla natura e sulle origini del fenomeno sciamanico (un dibattito che non appare ancora in grado di uscire dall’opposizione, dimostratasi fondamentalmente sterile, tra diffusionismo ed evoluzionismo), gli autori analizzano, con riferimento ai rispettivi ambiti, quegli elementi strutturali e portanti che consentono di attribuire al “professionista della parola” un ruolo cruciale, dal Paleolitico a oggi, nella costruzione del nostro immaginario.

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il duello nell’arte rupestre camusa: simbolo di passaggio, della danza armata

L’ipotesi di fondo è che, quando riflettiamo sulle origini dell’Europa, intesa nella sua accezione geoculturale più vasta, più che con i temi e le forme del cristianesimo, dell’islamismo, della civiltà carolingia, della civiltà ellenistica alessandrina, dei vari apparati statali e meta-statali che, in quanto macchine di asservimento, ne hanno segmentato e ne segmentano i territori, siamo costretti a fare i conti, già dalla preistoria, con un’ipotesi diversa e più radicata: forse è proprio in Homo poeta, e non nei vari stadi di evoluzione culturale, tecnica e sociale di Homo sapiens (faber, religiosus, politicus, laborans, o economicus, ludens, aestheticus, technologicus) che dobbiamo riconoscere il segreto (sciamanico) della nostra civiltà.

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duello nell’arte rupestre camusa: simbolo di passaggio, della danza armata 

Nella Grotta di Fumane uno dei maggiori siti archeologici preistorici in cui è stato rinvenuto un provabile uso simbolico di alcuni oggetti di Neanderthal, questo lavoro presenta nuove prove della rimozione deliberata di artigli rapaci avvenuta nell’Europa mediterranea

Discipline olistiche ed arti Combat

Una serie di motivi per cui la pratica delle discipline olistiche può facilitare la pratica delle discipline Combat

QI GONG kiko氣功
Meditazione ध्यान Mindfulness
Reiki 靈氣 e Discipline olistiche

L’addestramento alla combattività nel tempo lineare necessita di EVOLUZIONE di modalità
Martialia Fluens Motus®

Questa disciplina/modalità di addestramento è frutto di 34 anni di pratica costante
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(MFM) Martialia Fluens Motus® movimenti marziali di flusso libero per facilitare la rigenerazione psicofisica indurre stati psicofisici di piacevole armonia.
Nell’ esecuzione libera si esprimono sequenze miste di discipline varie movimenti spontanei generati che inducono sensazione di liberazione da blocchi psicofisici a fasi più esplosive tipici della boxe delle ombre, a fasi di stato meditativo dinamico che esprimono uno stato di piacevole quiete.
Un mix di arti di combattimento e qi gong 氣功 e yoga योग

 

L’oscurità Carl Gustav Jung

Non raggiungeremo mai la nostra totalità, se non ci assumiamo l’oscurità che è in noi, poiché non c’è corpo che, nella sua totalità, non proietti un’ombra, e questo non in virtù di certi motivi ragionevoli, bensì perché è sempre stato così e perché tale è il mondo.

Carl Gustav Jung

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Gli ”strati’  profondi della psiche perdono la loro unicità individuale quando si ritirano sempre più nell’oscurità ”Giù in fondo” ovvero quando si avvicinano al sistema funzionale autonomo essi diventano sempre più collettivi fino a universalizzarsi ed estinguersi nella materialità del corpo, ovvero delle sostanze chimiche.
Il carbone del corpo è semplicemente carbone
Per cui ” in fondo” la psiche è semplicemente ”mondo”

 

不動如山,難知如陰,動如雷震 “Immobile come una montagna, imperscrutabile come l’oscurità, rapido come fulmine e tuono”

不動如山,難知如陰,動如雷震 “Immobile come una montagna, imperscrutabile come l’oscurità, rapido come fulmine e tuono”

Sunzi, Arte della guerra, cap. 7, par. 40.

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IL NOSTRO INTENTO

Suscitare Potenzialità
Risvegliare il Profondo
Addestrarsi al combattimento
Facilitare processi catartici
Stimolare il recupero del equilibrio psicofisico
Immergersi nel profondo rilassamento potenziando il proprio livello di motivazione.

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