Il professore sul ring. Perché gli uomini combattono e a noi piace guardarli

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Roky Marciano

“L’attitudine maschile al duello, una volta che diventi attiva nel corso dello sviluppo, prosegue senza sosta. Non ha mai fine, soltanto momenti di temporanea sazietà”

Jhon L. Locke

Una cosa e scrivere di violenza e di scontro fisico, ben altra provarla sulla propria pelle…

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Ricerche storiche, studi sociologici, riferimenti scientifici, aneddoti, situazioni personali, racconti, dalla storia dei duelli andando indietro nei secoli, l’autore cita dal notissimo poeta e scrittore russo Puskin, che perse la vita proprio a causa di un duello del tutto evitabile, alle culture basate sull’onore, dal sistema carcerario fondato sul rispetto fino alle teorie di Darwin sulla selezione.

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Tra gli autori letterari chiamati in causa,  F.X. Toole ,creatore di molti racconti sul mondo della boxe, primo fra tutti quello da cui Clint Eastwood ha tratto il capolavoro Million Dollar Baby, Sun Tzu,celebre per il trattato di strategia militare L’arte della guerra e Guy de Maupassant con un estratto dal racconto Un vile.

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Alessio Sakara

Oltre alla componente biologica, Gottschall individua la diffusa tendenza negli uomini, soprattutto giovani, a infilarsi in situazioni rischiose per ostentare la propria forza e il proprio coraggio, come attraversare la strada senza molta attenzione oppure, appunto, entrare in una ed affrontare uno scontro cruento con un altro…
Nei maschi, sin da piccoli, i giochi sono orientati al contatto, alla dominanza, e si instaura una lotta aggressiva e competitiva , nelle femmine invece la lotta è più leggera e votata al divertimento; in ogni caso, le ragazze sono più interessate alla coesione e alla collaborazione che alla dominanza e alla competizione, ma in alcune arde la fiamma combattiva, che discende dall’archetipo della dea Freya.

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Holly Holmes vs Ronda Rousey

Dal gioco competitivo poi, con la crescita, si passa allo sport, attraverso il quale si possono esibire forza fisica, coraggio, abilità atletica in una maniera codificata.
Le discipline di combattimento favorirebbero inoltre la socializzazione, il cameratismo e la correttezza.
Discipline come guerre simulate, in special modo quelli di squadra, basti pensare al football americano, che anche nella terminologia riprende il gergo bellico.
E la guerra, invece, quella vera e propria, espressione massima dell’attrazione innata per la violenza da parte dell’essere umano, che trova nel combattimento orrore ma allo stesso tempo brivido d’eccitazione, persino esaltazione, un amore controverso simile all’effetto di una droga.

Gottschall spiega quanto una lotta possa essere seducente e di come ci piaccia guardarla, perché, in sostanza, il pubblico ha sete di combattimenti come metafora e come rito catartico collettivo per superare il timore inconscio della PAURA.

  • L’enigma del duello
  • La danza della scimmia
  • Uomini duri
  • Abbattere Golia
  • La sopravvivenza del più sportivo
  • Giochi di guerra
  • Sete di sangue
  • Il significato del combattimento
Davide Passaretti Dojo Ruan Boxing Vs Orellla KICK BOXING SUPER STARS

Saperne di più sulle Discipline di combattimento

Dove Praticare Discipline di Combattimento 

Scienza e Discipline di Combattimento

Un esperto è un uomo che ha fatto tutti gli errori che sia possibile compiere in un campo molto ristretto.
An expert is a man who has made all the mistakes which can be made in a very narrow field.

Niels Henrik David Bohr
(premio Nobel per la fisica)

Il metodo scientifico, o metodo sperimentale, è la modalità tipica con cui la scienza procede per raggiungere una conoscenza della realtà oggettiva, affidabile, verificabile e condivisibile. Esso consiste, da una parte, nella raccolta di dati empirici sotto la guida delle ipotesi e teorie da vagliare; dall’altra, nell’analisi matematica e rigorosa di questi dati.

“Nessuna quantità di esperimenti potrà dimostrare che ho ragione; un unico esperimento potrà dimostrare che ho sbagliato.”

Albert Einstein, lettera a Max Born del 4 dicembre 1926

Considerato ciò, ed escludendo i sostegni informativi chimici efficaci denominati dopping,sulle mille ipotesi e teorie relative all’alimentazione, circuiti di allenamento, incidenze metaboliche, corsa o non corsa,utile alla preparazione,resta il fatto che l’indagine metodologia scientifica attuale non può tenere conto della soggettività dell’individuo:

  • stato mentale
  • stato emotivo
  • quali siano le leve motivazionali
  • quale sia il livello di vitalità individuale , se volete Ki o qi 氣 , in quel preciso istante..

Cuore guerriero   

La pratica intensa conduce alla trasmutazione..

Davide Passaretti dojo Ruan boxing

Un ottimo libro, di Sam Sheridan, ricco di spunti di riflessione, per tutti coloro che amano le pratiche marziali e le discipline di combattimento, e cercano il senso più profondo della pratica.
Come sostiene Sam
“Avere un cuore da temerari ha a che fare con il conoscere se stessi e il non avere paura della sconfitta.
È così che diventi una versione migliore di te stesso.
La nobiltà è una conseguenza di questo atteggiamento.”

Davide Passaretti e Francesco Dal Pino Dojo Ruan Boxing

“Quel potere nei grandi Fighter produce, equilibrio, discernimento , saggezza, persino gentilezza, eccetto che sul ring..”
Per quanto non si possano attribuire a tutti i combattenti e praticanti queste considerazioni, poiché non di rado, non pochi, cadono nel lato “più cupo”, non riuscendo ad andare oltre, ebbri di adrenalina, o prigionieri dei condizionamenti sociali ,culturali o in autosabotaggi psicologici, non riescono ad apprezzare il disvelamento, ἀλήθεια , anche se certamente, è vero, per molti, che l’intensa pratica trasformi, plasmando l’individuo tramite la dedizione, l’impegno, la resilienza, la durezza dello confronto e la temperanza.

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Sam racconta che
“Quando l’atleta si trova a muoversi in “acque profonde” si ritrova a faccia a faccia con la divinità ” forse allude ad un assaggio del non Ordinario, a ciò che è non esplicito,  ciò che è misterioso, ineffabile emozione , ciò che resta invisibile e non manifesto nell’ordinarieta’ del quotidiano privo del rischio, dell’ignoto, della sfida, seppur presente in senso metaforico per tutti.

Cecilia Attalla dojo Ruan boxing

“Il mio vecchio professore Gregory Nagy, studioso di storia antica, sosteneva che nell’antichità gli atleti subivano una trasformazione durante le competizioni e perché ciò avvenisse, l’atleta doveva esser unito a qualcosa più grande di lui, di lei.”
Come molti maestri insegnano, in un momento inaspettato, giunge la quiete nella caos dello scontro, è il centro dell’uragano, attimo di pura consapevolezza, in cui si è totalmente presenti a se stessi nel “potere dell’adesso”

Francesco Dal Pino –Davide Passaretti-Sandro Cardelli DOJO RUAN BOXING

Ulteriori approfondimenti

  • La responsabilità di combattere
  • Regola numero sette, fight club
  • Il fiume di gennaio
  • Il Rai del pugno
  • Un gioco freddo
  • Ritorno in punta di piedi
  • Temerarieta’
  • Realistico ed anche figo
  • Nel cuore del combattente

Arti Combat 

Meditazione dinamica marziale

Fiducia in se stessi ed arti combat

Centauro mente e corpo

Mathias Cassarino
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Pugilato un arte da nutrire e aggiornare

Il pugilato è un arte è come tale unisce la tecnica acquisita , l’abilità individuale e la passione del praticante ad ogni livello. Come ogni fenomeno e disciplina è soggetto a mutamenti e necessita di costanti aggiornamenti, e della disponibilità ad accettare e cogliere il cambiamento.
Corso d Aggiornamento Tecnici ” Il recupero dell Atleta dal punto di vista psicologico e traumatologico “


Relatori Prof. Massimo Scioti, Dott. Imerio Tonelli, Prof. Mario Sturla.
Stage Atleti ” Tecnica e Tattica : le varie fasi dell allenamento “
Con il Maestro Maurizio Stecca

Stage di aggiornamento con il Maestro Aggiornamento istruttori fpi con Maurizio Stecca
1989-1989 Titolo mondiale WBO pesi piuma
1991-1992 Titolo mondiale WBO pesi piuma
1992-1993 Titolo europeo EBU pesi piuma
1993-1993 Titolo europeo EBU pesi piuma
1995- Titolo italiano pesi super piuma
Olympic flag.svg Olimpiadi
Oro Los Angeles 1984 Pesi gallo 

 

Fiducia in se stessi ed Arti Di Combattimento

Un grande campione Georges St-Pierre praticante di una disciplina assai complessa  quale le Arti Marziali Miste racconta di se dopo essere diventato un temibile combattente
”Un enorme terrore ho dovuto affrontare in periodo della mia vita, quando in classe appena suonata la campana era costretto a prendere i libri e a schizzare fuori da scuola più in fretta possibile, prima che i bulli riuscissero a prendermi.”
Il desiderio di difendersi spingerà GSP verso le arti marziali, prima il karate Kyokushinkai fondato del maestro Masutatsu Ōyama sino ad arrivare alle competizioni di MMA. In questa intervista dichiara l’importanza self confidence  (fiducia in se stessi) nel suo percorso formativo e quanto sia stato fondamentale il supporto delle discipline marziali per poterla ottenere.

Il Flusso the Flow, la Zona The Zone, nelle discipline di Combattimento

"La vita come un arco, l'anima come una freccia, lo Spirito Assoluto come bersaglio da trapassare. Unirsi con questo Spirito come una freccia scoccata si conficca nel suo bersaglio " (Mârkandeya-Purâna, XLII, 7-8)
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Nelle discipline da ring o sport di opposizione e contatto, l’abilità dei contendenti deve essere dimostrata in un contesto regolamentato, colui che liberamente sceglie di mettersi alla prova è consapevole dei rischi che corre, soprattutto se è arrivato a questa scelta tramite un percorso monitorato da istruttori competenti, sia a livello tecnico che sociopsicologico e motivazionale (coaching).
L’aggressività in questo contesto viene canalizzata ad esprimersi in una competizione di tipo simmetrico, dove il principio di opponibilità regolamenta la modalità, e dove esistono dei riferimenti chiari e predeterminati sulle finalità della competizione.
Il valore dell’abilità di un singolo contendente è dato dalla somma delle qualità espresse da entrambi i partecipanti alla sfida agonistica,da ciò si desume una possibile approccio educativo nell’utilizzo di queste discipline a fine pedagogico.
Il valore del singolo contendente e dato dalla somma dei duellanti.
Ma si evidenziano tratti singolarmente interessanti anche nello sviluppo delle potenzialità individuali, non solo per il senso di autostima e di sicurezza che proviene dall’intensa pratica, ma anche per la possibilità catartica e rigeneratrice, l’immersione nell’azione così come ne descrisse accuratamente il fenomeno, lo studioso Mihaly Csikszentmihalyi.

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In psicologia, il flusso (in inglese flow), o esperienza ottimale (trance agonistica nel linguaggio sportivo), è uno stato di coscienza in cui la persona è completamente immersa in un’attività.
Questa condizione è caratterizzata da un totale coinvolgimento dell’individuo: focalizzazione sull’obiettivo, motivazione intrinseca, positività e gratificazione nello svolgimento di un particolare compito.

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Fu all’inizio degli anni ’70, che questo ricercatore si occupò di fenomeni  in cui si manifestava l’insorgere di uno stato spontaneo di completa fusione tra azione e coscienza di totale “immersione” nella situazione, nell’istante, una fusione tra soggetto che agisce ed azione… il cosidetto stato di Flow, flusso, un momento magico
“lo stato in cui le persone sono così immerse in ciò che stanno facendo, che tutto il resto sembra non avere alcuna  importanza, l’esperienza in sé è talmente piacevole e fuori dall’ordinarietà , da indurre le persone a ripeterla anche a costo di grandi sacrifici.”


Lo sport in genere ed in particolare gli sport da ring e le discipline marziali, favoriscono situazioni limite di sforzo intenso e di elevata concentrazione, di forti emozioni, in cui insorge ciò che viene definito THE ZONE , uno stato di  flusso  esperienza ottimale ,uno stato di  trance agonistica,  in cui la persona è completamente immersa in un’attività, in totale coinvolgimento, focalizzata sull’obiettivo, con una forte motivazione intrinseca, con positività e gratificazione nello svolgimento del compito…. un modo più moderno di esprimere i temi dello zen ed altre splendide antiche discipline….e di nuove rielaborazioni…

 

Discipline di Combattimento

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Riemergono da un lontano e atavico  passato carico di  simbolismi  ed ritualità
Sono le disciplina da combattimento , come la nobile arte pugilistica 
la Boxe thailandese ( Muay Thai) o la più diffusa Kick-boxing, con le sue varianti, eredi di antiche pratiche marziali millenarie sia occidentali che orientali..
se insegnate da personale competente e qualificato, permettono di acquisire consapevolezza di sé e delle proprie abilità, consapevolezza della propria corporeità, permettono di instaurare un significativo ed equilibrato rapporto tra mente e corpo.
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Offrono l’occasione  di sviluppare  una sensibilità tra il  movimento fisico e l’atteggiamento mentale, favorendo nel individuo la concentrazione, l’autocontrollo, il concetto di sé e al contempo accrescendone il senso di maggiore sicurezza ed autostima.
Offrono, inoltre,  la possibilità di prendere consapevolezza della propria emotività, imparando a gestire l’istintività, e di esprimere l’aggressività in un contesto protetto e secondo modalità prestabilite
Costituiscono un ottimo strumento di espressione catartica di sfogo e di rigenerazione, favoriscono lo scaricamento delle tensioni apportando benefici al sistema cardiocircolatorio e in senso più ampio al sistema psicofisico, favorendo un valido supporto sul piano motivazionale.

BOXE 

THAI BOXE

KICK BOXING

ARTI MARZIALI MISTE

DIFESA PERSONALE

Entrare nella pratica Valore αὐτονόμος

«Chi va verso se stesso rischia l’incontro con se stesso.» (C.G. Jung)

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αὐτο auto e νόμος, nomos, “legge”, ovvero “legge propria” è il valore specifico della propria pratica che spinge l’individuo in una ricerca appassionata, svincolata dal parere e dall’approvazione sociale, libera da norme eteronome  dettate da ἕτερος éteros « altro» e νόμος nómos legge,  Solo trovando questo punto di agio nella pratica ci si appropria della disciplina in senso più profondo rendendola parte integrante di se, della propria auto-educazione.

Tutti i pini si assomigliano ( altrimenti non li potremmo classificare come pini ), ma nessuno è esattamente simile a un altro. Proprio per l’incidenza di questi fattori di similitudine e differenza, è difficile schematizzare le infinite possibilità di variazione del processo di individuazione. Il fatto è che ciascuno di noi deve fare qualche cosa di diverso, qualche cosa di assolutamente privato e personale.»
(Marie Louise von Franz, Il processo di individuazione. In “L’uomo e i suoi simboli”)

Efficacia ed arti di combattimento attuali e tradizionali

Una diatriba ampia di discussione tra praticanti di arti di combattimento ”moderne” spesso definite con il termine di sport di contatto e arti marziali tradizionali.
Un difficile scontro di idee che può essere a tratti semplificato con i fatti :
il combattimento reale

Per quanto sia assai difficile sapere per certo cosa si celi dietro queste sfide e chi siano realmente i partecipanti e i loro livelli di abilità….

Maestro di 太极拳 Tai ji chuan VS (versus) praticante MMA (mix martial ars)

o nel confronto/studio

Resta il fatto che un arte non è solo efficacia ma anche coltivazione del Se dell’equilibrio psicofisico, del benessere interiore , del nutrire il sentire e di una piacevole percezione estetica quando possibile….

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

MARZIALIA FLUENS MOTUS 

ARTI di COMBATTIMENTO 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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