(italiano) ยซOra, conosciamo il Brahman da cui questo [mondo] originaยป
(Brahmasลซtra’, I,1,1-2)
Ilย Brahmasลซtraย (devanฤgarฤซ: เคฌเฅเคฐเคนเฅเคฎเคธเฅเคคเฅเคฐ; lett. “Iย sลซtraย (aforismi) sulย Brahman“), noto anche comeย Vedฤntasลซtraย Uttaramฤซmฤแนsฤsลซtra, testo religioso composto inย lingua sanscritaย posto a fondamento delย darลanaย hindลซย indicato comeย Vedฤntaย (“Fine dei Veda”), questo noto anche comeย Uttaramฤซmฤแนsฤย (“Esegesi aggiunta”), dove ne compone, unitamente alleย Upaniแนฃadย e allaย Bhagavadgฤซtฤย e ai relativi commentari, il “triplice canone” (prasthanฤtraya).
ยซna prayojanavattvฤtlokavat tu lฤซlฤkaivalyamยป Egli non ha motivo di essere. Allo stesso modo il mondo รจ semplicemente un suo gioco. (Brahmasลซtraย II, 1, 32-33) ย lฤซlฤย เคฒเฅเคฒเคพ gioco cosmico
เฅ เคจ เคชเฅเคฐเคฏเฅเคเคจเคตเคคเฅเคคเฅเคตเคพเคคเฅ เฅเฅ เคฒเฅเคเคตเคคเฅเคคเฅ เคฒเฅเคฒเคพเคเฅเคตเคฒเฅเคฏเคฎเฅ เฅ เฅ “Non a causa di uno scopo” เฅเฅ “Ma come il mondo, รจ solo un gioco (lฤซlฤ)”
La prima parte, “เคจ เคชเฅเคฐเคฏเฅเคเคจเคตเคคเฅเคคเฅเคตเคพเคคเฅ” (na prayojanavattvฤt), si traduce come “Non a causa di uno scopo”, indicando che l’azione divina non รจ motivata da un fine utilitaristico. La seconda parte, “เคฒเฅเคเคตเคคเฅเคคเฅ เคฒเฅเคฒเคพเคเฅเคตเคฒเฅเคฏเคฎเฅ” (lokavattu lฤซlฤkaivalyam), si traduce come “Ma come il mondo, รจ solo un gioco”, suggerendo che la creazione del mondo da parte del divino รจ un atto spontaneo, simile a un gioco (lฤซlฤ), senza un motivo specifico.
Chi erano gli Spartani? Quale il loro stile di vita e i metodi pedagogici? Quale il ruolo delle donne nella cittร ? Le regole e le pratiche spartane possono suscitare sia orrore sia fascino anche ai giorni nostri. Da una parte lo spietato sfruttamento degli Iloti, i riti di passaggio, gli addestramenti sfinenti, dallโaltra un sistema educativo che includeva anche le ragazze. Questo libro ricostruisce una nuova storia avvincente e documentata degli Spartani e di Sparta, sfatando alcuni miti e rivelando gli aspetti salienti di questa antica societร , le strutture civiche, le tradizioni, la vita quotidiana, i tratti arcaici brutali accanto a quelli inaspettatamente innovativi.
ๆณ็ๆฎฟใฏใไบบใซๅใค้ใฏๅใใใพใใใ่ชๅใซๅใค้ใฏๅใใใพใใใใ Il samurai avanza giorno dopo giorno: oggi diventa piรน abile di ieri, domani piรน abile di oggi. Lโaddestramento non finisce mai.
“Non considerare mai come vantaggioso per te ciรฒ che ti potrebbe costringere un giorno a tradire la tua fede, ad abbandonare la tua dignitร , a odiare qualcuno, a sospettare, a maledire, a fingere, o a desiderare qualcosa che richiede mura e tende. Perchรฉ chi ha scelto la propria mente, il proprio demone e i riti della sua virtรน non recita tragedie, non si lamenta, non ha bisogno nรฉ di solitudine nรฉ di folla. La cosa piรน grande รจ vivere senza inseguire nรฉ fuggire, e non gli importa se la sua anima rimarrร piรน o meno a lungo nel corpo; e anche se deve giร andarsene, se ne va con facilitร , come farebbe qualsiasi altra cosa che puรฒ essere compiuta con decenza e ordine, preoccupandosi per tutta la vita solo di questo: che la sua mente non si trovi in una condizione estranea alla natura di un essere razionale e sociale.”
“Ogni cosa รจ opinione, e questa dipende da te. Dunque, eliminala quando vuoi l’opinione, e come quando si doppia un promontorio si trova la bonaccia, cosรฌ ogni cosa sarร stabile e un golfo senza onde.” libro XII , 22 MARCO AURELIO
ๅฎฎๆฌ็กไธๅ (Miyamoto Musashi): Miyamoto Musashi – Questo รจ il nome del celebre spadaccino. “Musashi” รจ il suo nome, e “Miyamoto” รจ il suo cognome. “็กไธๅ” (Musashi) puรฒ essere letto in diversi modi, questo รจ uno di quelli. ไฝใ ๆจๅทๆต (Sasaki Ganryลซ): Sasaki Ganryลซ -Sasaki Kojirล, spesso chiamato con il suo nome d’arte “Ganryลซ”.
Nella sua seconda vita Miyamoto Musashi, oltre a continuare lo studio della spada e gettare le basi pratiche e filosofiche della sua scuola, il Niten Ichi ryu, ไบๅคฉไธๆต, questa tecnica Niten Ichi (ไบๅคฉไธ, “due cieli in uno”) o Nitล Ichi (ไบๅไธ, “due spade in una”). divenne un rinomato artista. In contrasto con la fama di uomo rude, scostante e in definitiva sgradevole che accompagnava la sua vita di ronin,ๆตชไบบ ๆตช (rล): che significa “onda” o “vagabondo”. ไบบ (nin): che significa “persona”. le sue opere rivelano una personalitร sensibile nella ricezione degli stimoli forniti dalla natura o dalla riflessione interna, e altrettanto delicata ma potente nel rendere nei manufatti le sue sensazioni. Eccelse nell’arte del kakemono, o kakejiku, lunghi rotoli di carta destinati ad essere appesi come decorazione nella parete d’onore delle stanze dedicate ad attivitร significative, come ad esempio il lato kamiza del dojo, la sala destinata all’allenamento delle arti marziali, o nelle essenziali stanzette dedicate al chanoyu. L’opera viene normalmente tracciata ad inchiostro, non consentendo ripensamenti ed aggiustamenti: ogni tratto รจ definitivo e fatale, come il colpo di una spada.
Miyamoto Musashi: la parola sunyata (vuoto, o nulla).็ฉบ (kลซ).
ๆฌๆๆญฆๆ่ฑๅๅณ (Honchล Buringi Eimei Den): Illustri Guerrieri del Nostro Paese (letteralmente: “Trasmissione dei Nomi Illustri del Mondo Marziale del Nostro Paese”) –
ไฝใ ๆจๅทๆต (Sasaki Ganryลซ): Sasaki Ganryลซ – Questo รจ il nome di Sasaki Kojirล, spesso chiamato con il suo nome d’arte “Ganryลซ”, il quale perse il duello mortale con Miamoto Musashi ,sull’isola di Ganryลซjima.
[Testo in alto a destra] Questo testo descrive Sasaki Kojirล, menzionando la sua abilitร con la spada nodachi (una spada lunga), la sua tecnica “Tsubame Gaeshi” (rondine che ritorna), e la sua fama.
[Testo a sinistra] Questo testo continua la descrizione di Sasaki Kojirล, parlando della sua audacia e della sua sfida a Miyamoto Musashi.
ไธๅ้ฝๅ่ณ็ป (Ichiyลซsai Kuniyoshi Ga): Dipinto da Ichiyลซsai Kuniyoshi – Questo indica l’artista che ha creato la stampa, Utagawa Kuniyoshi, usando uno dei suoi pseudonimi.
Ecco i punti chiave sulla meditazione secondo Jiri Prochazka:
Consiglio per chi non ama la solitudine: Suggerisce di iniziare a meditare per coloro che hanno difficoltร a stare da soli e godersi la propria compagnia.
Scopo della meditazione: La meditazione serve a riconoscere se stessi, la propria mente e i propri “demoni” interiori. Aiuta a conoscere la voce nella propria testa e a realizzare che i pensieri negativi non sono reali.
“Qui e Ora” e Gioia Pura: Attraverso la meditazione, si puรฒ raggiungere una comprensione del puro “qui e ora”, che Jiri associa alla gioia pura.
Consapevolezza: Meditare significa riconoscere se stessi, la propria mente, i sentimenti, i pensieri e le cose che ci circondano, come il respiro e gli odori.
Esercizio con un Fiore: Jiri descrive un esercizio di meditazione in cui si pone un oggetto, come un fiore, di fronte a sรฉ e lo si osserva per circa 10 minuti. Durante questo tempo, ci si immerge completamente nel momento presente, osservando solo l’oggetto e prendendo coscienza dei pensieri che sopraggiungono.
Disciplina Mentale: L’obiettivo di questo esercizio รจ disciplinare la mente a rimanere focalizzata su un unico punto e a ritornarvi ogni volta che viene distratta.
Libertร e Gratitudine: Dopo aver disciplinato la mente, si puรฒ godere della libertร di osservare ciรฒ che ci circonda ed essere grati per tutte le cose che si hanno. Questa disciplina si puรฒ estendere anche alle scelte quotidiane, come quelle alimentari, portando a una maggiore apprezzamento delle decisioni consapevoli.
Connessione con il Combattimento: Jiri paragona la disciplina e la concentrazione sviluppate con la meditazione alla capacitร di godersi il combattimento, rimanendo presenti nel momento invece di essere preda della paura o delle reazioni istintive.
Secondo Jiri Prochazka, il “flow” รจ di fondamentale importanza nel combattimento. Ecco i punti chiave che emergono dalle sue interazioni:
Non perdere il flow: Jiri esorta a non perdere il flusso durante il combattimento. Questo รจ cruciale indipendentemente dalla situazione in cui ci si trova.
Rimanere nel flow anche in situazioni difficili: ร importante sapere come entrare nel flusso e rimanerci, anche durante esercizi difficili o situazioni complicate, che si stia vincendo o perdendo.
Il flow quando si vince: Spesso, quando si sta vincendo e si sente che l’avversario รจ vicino alla sconfitta, si viene sopraffatti dall’emozione e dal desiderio di finire l’incontro rapidamente. Invece, Prochazka raccomanda di rimanere nel “qui e ora”, di essere nel flusso.
Il flow quando si perde: Anche quando si sta perdendo, si viene colpiti o si รจ feriti, รจ essenziale realizzare e mantenere una mentalitร positiva, respirare e procedere passo dopo passo, con la convinzione di poter vincere. Questo รจ strettamente legato al rimanere nel flusso.
Connessione con l’essere nel momento: Essere nel flusso รจ collegato all’essere nel “qui e ora”.
In sintesi, per Jiri Prochazka, il “flow” rappresenta uno stato mentale di presenza e continuitร nell’azione, che permette di rimanere efficaci e lucidi sia nei momenti favorevoli che in quelli avversi del combattimento. Non perdere il flusso significa non farsi sopraffare dalle emozioni o dalle difficoltร , ma rimanere concentrati sul momento presente e sull’obiettivo di vincere.
Jiri Prochazka descrive il suo stile di combattimento enfatizzando diversi principi e approcci. Inizialmente, viene presentato come un combattente che รจ diventato campione UFC “combattendo come nessun altro”. Viene notato il suo stile unico, con “mani basse, mento in avanti”, che inizialmente potrebbe sembrare inefficace, ma che in realtร lo rende molto bravo.
Un elemento fondamentale del suo stile รจ la capacitร di “rendere confortevole ciรฒ che รจ scomodo”. Questo suggerisce una mentalitร di adattamento e di superamento delle difficoltร .
Prochazka sottolinea anche l’importanza di essere adattabili e di usare la tecnica dell’avversario come propria tecnica. Questa filosofia รจ paragonata al concetto di Bruce Lee dell’acqua che si adatta al contenitore, evidenziando la sua capacitร di adattarsi a ogni momento. Sostiene di poter “vedere l’avversario veloce come lento e l’avversario lento come veramente veloce” con la sua mente, e di poter “rallentare un avversario veloce o velocizzare uno lento” per poi “cogliere il momento giusto”.
Un altro aspetto cruciale รจ la distanza, che lui considera la sua “protezione”. Spiega che il suo obiettivo principale รจ connettersi con l’avversario e sentire il ritmo. Il controllo della distanza gli permette di decidere quando puรฒ essere colpito e quando puรฒ allontanarsi. Durante lo sparring, cerca attivamente la distanza e applica pressione.
Prochazka descrive il suo approccio al combattimento come semplice, riducendolo a “boom e vincere”. Crede che le persone tendano a “eccessiva intellettualizzazione” e che la chiave sia essere nel “qui e ora” e agire in modo diretto. Afferma che se si รจ “leggeri” e “calmi”, si possono vedere le opportunitร e godersi il combattimento.
Durante l’allenamento, emerge anche l’idea di “giocare con la pressione” e di controllare la tensione e l’atteggiamento mentale dell’avversario, per anticiparne le reazioni.
Nel contesto dello sparring, viene definito un “savage striker” Attaccante selvaggio” e viene evidenziato come cerchi di trovare la distanza rapidamente. La sua capacitร di passare rapidamente da attacchi in piedi a tentativi di takedown, e viceversa, dimostra la sua natura imprevedibile.
Bishamonten รจ noto per essere raffigurato come un guerriero in armatura completa, spesso con una pagoda in una mano e una lancia o bastone nell’altra, il che corrisponde alla descrizione della statua che tiene un oggetto simile a una pagoda e un bastone, situata in un ambiente naturale. Bishamonten (ๆฏๆฒ้ๅคฉ), noto anche come Tamonten, รจ uno dei Quattro Re Celestiali nel buddismo, responsabile della protezione del nord. ร venerato come dio della guerra, della ricchezza e protettore dei guerrieri. Le sue statue lo raffigurano tipicamente come un guerriero in armatura completa, spesso con una lancia o bastone nella mano sinistra e una pagoda (simbolo del tesoro buddhista) nella destra, talvolta in piedi su un demone o leoncino.
la statua al tempio Tลdai-ji, alta 4,2 m, in legno di cipresso, che mostra Bishamonten in armatura, con una lancia e una stuppa, in piedi su un demone Un’altra fonte menziona che Bishamonten รจ spesso raffigurato con armatura che arriva oltre le ginocchia, tenendo una lancia e una pagoda, il che corrisponde alla descrizione della statua con un oggetto simile a una pagoda e un bastone.
Bishamonten รจ centrale nel buddismo esoterico giapponese, associato alla protezione e alla ricchezza, con statue comuni nei templi buddisti. Hachiman, invece, ha un ruolo piรน ampio, venerato dai samurai e associato all’agricoltura e alla cultura, con circa 25.000 templi dedicati in Giappone. La sua iconografia, tuttavia, tende a enfatizzare la forma monastica, specialmente nelle statue storiche, mentre Bishamonten รจ piรน uniformemente raffigurato come guerriero.
Di seguito, una tabella che confronta Hachiman e Bishamonten per chiarire le differenze:
Aspetto
Hachiman
Bishamonten
Ruolo Principale
Dio shintoista della guerra, arco, cultura, protettore dei guerrieri
Dio buddhista della guerra, ricchezza, protettore del nord
Tipica Raffigurazione
Spesso come monaco buddista (Sลgyล Hachiman), a volte con arco o staffa
Guerriero in armatura completa, con pagoda e lancia, in piedi su un demone
Oggetti Tenuti
Arco, staffa, gioiello (in forma monastica)
Pagoda, lancia o bastone
Materiale Comune
Legno, dipinto, a volte pietra
Legno, pietra, spesso dipinto
Posizione Tipica
Santuari shintoisti, templi buddisti, ambienti naturali
Statue al Kimbell Art Museum (Hachiman), Tลdai-ji (Bishamonten)
CONOGRAFIA.Bishamonten e Tamonten sono quasi identici nell’iconografia. Entrambi indossano quasi sempre un’armatura (yoroi ้ง), hanno un aspetto feroce (funnusล ๅฟฟๆ็ธ) e stanno in piedi (calpestando) uno o due demoni ( jyaki ้ช้ฌผ), a simboleggiare la sottomissione del male. Una mano impugna un’arma (ad esempio, un’alabarda, una lancia, un bastone) per eliminare le influenze maligne e sopprimere i nemici del Buddhismo. L’altra regge una pagoda preziosa (hลtล ๅฎๅก, ๅฏถๅก; sanscrito = stupa). Lo stupa รจ il principale attributo identificativo della divinitร . Rappresenta il tesoro divino degli insegnamenti del Buddha e contiene simbolicamente le preziose reliquie (ceneri, ossa, unghie, capelli, denti, ecc.) del corpo cremato del Buddha . Bishamon (Tamon) รจ sia protettore che dispensatore dei suoi doni: condivide i vasti tesori della pagoda solo con “i degni”. Nonostante la loro iconografia quasi identica, Bishamon/Tamon possono ancora essere distinti in base ad alcune regole empiriche (ad esempio, la posizione dello stupa nella mano destra o sinistra, il tipo di armatura, le divinitร che lo accompagnano). Tali questioni sono affrontate in questo rapporto.