Perché chi ha scelto la propria mente, il proprio demone e i riti della potenza di questo.

Μὴ τιμήσῃς ποτὲ ὡς συμφέρον σεαυτοῦ, ὃ ἀναγκάσει σέ ποτε τὴν πίστιν παραβῆναι, τὴν αἰδῶ ἐγκαταλιπεῖν, μισῆσαί τινα, ὑποπτεῦσαι, καταράσασθαι, ὑποκρίνασθαι, ἐπιθυμῆσαί τινος τοίχων καὶ παραπετασμάτων δεομένου. ὁ γὰρ τὸν ἑαυτοῦ νοῦν καὶ δαίμονα καὶ τὰ ὄργια τῆς τούτου ἀρετῆς προελόμενος τραγῳ δίαν οὐ ποιεῖ, οὐ στενάζει, οὐκ ἐρημίας, οὐ πολυπληθείας δεήσεται˙ τὸ μέγιστον, ζήσει μήτε διώκων μήτε φεύγων, πότερον δὲ ἐπὶ πλέον διάστημα χρόνου τῷ σώματι περιεχομένῃ τῇ ψυχῇ ἢ ἐπ ἔλασσον χρήσεται, οὐδ ὁτιοῦν αὐτῷ μέλει˙ κἂν γὰρ ἤδη ἀπαλλάσσεσθαι δέῃ, οὕτως εὔλυτος ἄπεισιν, ὡς ‹ἂν› ἄλλο τι τῶν αἰδημόνως καὶ κοσμίως ἐνεργεῖσθαι δυναμένων ἐνεργήσειεν, τοῦτο μόνον παῤ ὅλον τὸν βίον εὐλαβούμενος, τὸ τὴν διάνοιαν ἔν τινι ἀνοικείῳ νοεροῦ πολιτικοῦ ζῴου τροπῇ γενέσθαι.

“Non considerare mai come vantaggioso per te ciò che ti potrebbe costringere un giorno a tradire la tua fede, ad abbandonare la tua dignità, a odiare qualcuno, a sospettare, a maledire, a fingere, o a desiderare qualcosa che richiede mura e tende.
Perché chi ha scelto la propria mente, il proprio demone e i riti della sua virtù non recita tragedie, non si lamenta, non ha bisogno né di solitudine né di folla.
La cosa più grande è vivere senza inseguire né fuggire, e non gli importa se la sua anima rimarrà più o meno a lungo nel corpo; e anche se deve già andarsene, se ne va con facilità, come farebbe qualsiasi altra cosa che può essere compiuta con decenza e ordine, preoccupandosi per tutta la vita solo di questo: che la sua mente non si trovi in una condizione estranea alla natura di un essere razionale e sociale.”

MARCO AURELIO III,7

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