L’uomo tende a rimettersi agli apparati e a far loro posto anche quando dovrebbe attingere alle proprie intime risorse. Dà prova in tal modo di mancanza di immaginazione. Eppure dovrebbe conoscere i punti in cui non è lecito mercanteggiare la propria sovrana libertà di decisione. Fintantoché regna l’ordine, l’acqua scorre nelle tubature e la corrente arriva alle prese. Non appena la vita e la proprietà sono in pericolo, come d’incanto un allarme chiama i vigili del fuoco e la polizia. Ma il grande rischio è che l’uomo confidi troppo in questi aiuti e si senta perduto se essi vengono a mancare. Ogni comodità ha il suo prezzo. La condizione dell’animale domestico si porta dietro quella della bestia da macello.
Le catastrofi dimostrano quanto uomini e popoli siano radicati nel loro territorio originario.
E’ importante che almeno un fascio di radici attinga ancora direttamente a quale terreno poichè è da questo che dipende la salute e la prospettiva di sopravvivenza anche oltre la civiltà e le sue rassicurazioni.
Tutto questo appare evidente nei periodi in cui si addensa la minaccia, quando gli apparati non solo abbandonano l’essere umano a se stesso, ma sembrano addirittura precludergli ogni via di scampo.
A quel punto sta a lui decidere se darsi per vinto o continuare la lotta attingendo alle sue risorse più profonde. Nel qual caso deciderà di passare al bosco.
Ernst Jünger – “Trattato del ribelle”
La descrizione del misterioso con mezzi logici
può riuscire solo ove si faccia uso di inchiostro fosforescente
Ernst Jünger, Epigrammen da Blätter und Steine, 1934

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