Un progetto musicale che evoca arcaiche atmosfere cariche di intense emozioni, una ricerca del suono ipnotico ancestrale, catartico, il gruppo si chiama , cura, indubbiamente cura sciamanica un’esperienza turbolenta e intimidatoriacon l’intento di squotere gli animi antichi.
Il gruppo musicale dichiara di aver usato tutto, dall’acqua corrente, alle ossa umane, alle spade ricostruite e agli scudi fino ai tamburi dell’antichità.
I testi contengono contenuti originali provenienti da incisioni su pietre, scritti runici , poesie, che si occupano di eventi storici o sono traduzioni / interpretazioni degli originali.
Heilung significa guarigione in tedesco e descrive il nucleo del suono, cura, passando per la dolorosa catarsi.
Un viaggio musicale talvolta turbolento, talvolta cruento nelle sue evocazioni
Il Dan tian (cinese: Dāntián 丹田; giapponese: Tanden 丹田; coreano: 단전 DanJeon 丹田; tailandese Dantian ตันเถียน) letteralmente significa “campo tian di cinabro dan”
E’ un elemento rilevante nell’Alchimia Interiore del taoismo, nelle tecniche meditative interne di origine cinesi, nelle arti marziali orientali.
Nella Medicina tradizionale cinese, si suppone sia il luogo nel corpo dove il chi /qi, 氣viene conservato, accumulato e dal quale poi si irradia nei diversi meridiani del corpo.
Dan (丹) che viene tradotto con Rosso, Pillola, Polveri farmaceutiche; Tian (田) che viene tradotto con Campo, Appezzamento, Terreno Coltivato. “campo dell’elisir”
“L’antenato della vita, la fonte della rabbia, la radice degli organi interni, le radici dei dodici meridiani, l’incontro di yin e yang, la porta della respirazione, la città natale dell’acqua e del fuoco”
下丹田是“性命之祖,生气之源,五脏六腑之本,十二经脉之根,阴阳之会,呼吸之门,水火交会之乡。”所以气功家多以下丹田为锻炼、汇聚、储存真气的主要部位。 下丹田 (xià dāntán): letteralmente significa “dan tien inferiore”. Dan tien è un termine fondamentale nella medicina tradizionale cinese e nelle arti marziali, spesso tradotto come “campo di cinabro” o “fornace cinabro”.
性命之祖 (xìng mìng zhī zǔ): “L’origine della vita e dell’energia vitale”.
阴阳之会 (yīn yáng zhī huì): “Il punto d’incontro dello yin e dello yang”.
呼吸之门 (hū xī zhī mén): “La porta della respirazione”. 水火交会之乡 (shuǐ huǒ jiāo huì zhī xiāng): “La dimora dell’incontro tra acqua e fuoco”.
Il cinabro o cinnabrite o cinnabarite o solfuro di mercurio è un minerale, appartenente alla classe dei solfuri dall’aspetto rossiccio; noto già ai Greci (greco antico Κιννάβαρι, έως, τό e dal latino cinnàbaris). Chimicamente è un’unione di zolfo e mercurio (formula chimica HgS) pertanto, dato il suo contenuto in mercurio, è da considerarsi minerale tossico. Da questo minerale, tramite arrostimento e successiva condensazione, si estrae il mercurio. I più importanti giacimenti si trovano ad Almadén in Spagna (oggi i giacimenti più produttivi), in Italia nella zona del Monte Amiata (con quelli che furono i secondi giacimenti più produttivi al mondo) e a Idria in Slovenia. I cristalli sono ancora più rari dello stesso minerale e si trovano nella regione cinese dello Hunan.
Per la sua capacità di trasformarsi in mercurio che viene estratto dal minerale per arrostimento, il Cinabro è alla base di tutto il pensiero alchemico cinese dell’antichità e riveste un ruolo di primaria importanza anche nelle ricerche di longevità e di immortalità del Taoismo. L’esoterista Julius Evolariprende il nome del minerale per il titolo del suo libro ‘Il cammino del Cinabro’, che è la metafora in forma autobiografica del pensiero esoterico e alchemico dell’autore. In medicina fu utilizzato dal filosofo, poeta, medico autodidatta, Tommaso Campanella come uno dei componenti nella cura della sifilide. In pittura il Cinabro, sia naturale che sintetizzato, è stato usato per produrre il pigmento vermiglione.
Molte discipline utilizzano il respiro e la concentrazione nel Tan Tien
Meditazione degli Otto straordinari Meridiani
開通八脈法 eseguendo la grande e la piccola circolazione 大 周天,小周天
Da Xiao Zhou Tian dalle teorie del Taoismo
nella versione di meditazione in piedi 站樁, Zhan Zhuang
言霊 Kototama è una disciplina che presuppone che i suoni abbiano una azione creativa sulla realtà oggettiva, e che possano influenzare il nostro ambiente , il corpo , la mente e l’anima tramite l’emissione di suoni e mantra in un contesto rituale con il quale si cerca di generare stati interiori ed atmosfere evocative. Si riferisce alla antica credenza giapponese, che nelle parole e nei nomi risiedano poteri mistici , simili concetti si ritrovano anche in altre culture come nelle antiche formule evocative delle rune d’occidente o i mantra d’oriente. Si può tradurre l’anima del linguaggio”, “spirito del linguaggio”, “potere del linguaggio”, “parola potere”, “parola magica “, “suono sacro”. L’ ideogramma 霊 tama è la semplificazione dell’antico ideogramma 靈 Rei Spirito, atmosfera spirituale mentre 言 Koto può essere tradotto con parola/discorso. La teoria del Kototama, disciplina praticata nei culti esoterici come Omoto-kyo di Onisaburo Deguchi o nei culti Shinto 神道, presuppone che i suoni abbiano una azione creativa sulla realtà oggettiva, quindi che l’uso dei suoni delle parole nei rituali possa influenzare l’ ambiente , il corpo , la mente e l’anima. Morihei Ueshiba il noto fondatore dell’Aikido 合氣道 , amico e guardia del corpo di Onisaburo, fu un eccezionale e assiduo praticante di Kototama, esprimendolo nel suo kiai 氣合 sia in ambito marziale sia durante le sue pratiche meditative. Vi sono molte interconnessioni tra la pratica del kototama e la pratica del Reiki.
Su un piano spirituale la cosmologia dell’aikido descrive l’universo come una meravigliosa funzione di kototama ( le molteplici vibrazioni , lunghezza d’onda e schemi energetici che danno forma al nostro mondo) . A loro volta, queste ultime manifestano gli otto poteri ( hachi riki ), movimento/immobilità (gyo/kai), coagulazione/dissolvimento (bun/gou), tensione/liberazione (dou/sei), combinazione/separazione (inn/chi).Nell’Aikido come in altre discipline si ritiene che le vibrazioni di kototama abbiano creato il mondo(un’idea simile si trova ovunque sotto molte forme diverse) tale è il takemusubi dell’aikido. kototama è quello che noi forgiamo nel corso dell’addestramento di aikido.
Confer John Stevens ”Guerriero invincibile” 1997 ed. il Punto d’incontro Gleason, W. I fondamenti spirituali di Aikido , Destiny Books, 1995 Citazione dal libro – il cuore dell’aikido – di Ueshiba Morihei ed. mediterranee
Dalla tradizione Kototama descritta nella fonte di YouTube emergono diversi principi metafisici o spirituali fondamentali:
La natura vibratoria dell’universo: La tradizione Kototama si basa sull’idea che l’universo sia intrinsecamente vibratorio. Il termine stesso “Kototama” significa “conoscere la vibrazione dell’universo”.
Il potere creativo del suono: I suoni generati nella pratica Kototama sono ritenuti capaci di attivare e sostenere la Creazione, vista come un “progetto energetico” al di là dell’universo fisico ovvio. In questo senso, il suono non è solo un fenomeno fisico ma possiede una forza intrinseca che influenza la realtà.
La connessione tra suono e anima/spirito: La parola “Kototama” è composta da “Koto” che significa parola e “Tama” che significa anima o spirito. Questo suggerisce che il Kototama sia la manifestazione spirituale o l’anima dell’universo espressa attraverso il suono.
L’importanza del Toro (Taurus) come modello dinamico: La sequenza sonora “Su”, centrale nella tradizione Kototama, è formata creando una dinamica toroidale con la bocca. Questa forma sembra essere fondamentale per la pratica.
L’allineamento del suono con il Toroidale per il potere trasformativo: Si afferma che il suono possieda un potere trasformativo quando è allineato con la forma del Toro, una conoscenza apparentemente antica.
Il legame tra Kototama e stati di coscienza elevati: La pratica del canto risonante e la visualizzazione di un campo di luce a forma di Toro, ispirate ai principi del Kototama e sperimentate anche al Monroe Institute, portano a stati di coscienza e chiarezza di proposito profondi. Questo suggerisce che il Kototama sia un mezzo per espandere la coscienza oltre la focalizzazione corporea abituale.
In sintesi, i principi fondamentali del Kototama descritti nella fonte ruotano attorno al potere vibrazionale e creativo del suono, alla sua connessione con la dimensione spirituale dell’universo e all’utilizzo di un modello energetico toroidale per influenzare la coscienza e la realtà.
霊 è traducibile con “spirito” o “anima”. Gli antichi Giapponesi utilizzavano almeno tre modi per indicare “spirito”: L’Origine e il Significato Sacro
Se analizziamo la forma antica e tradizionale del carattere (靈), la sua composizione svela la sua natura magica e sciamanica:
巫 (Sciamano / Stregone): La parte inferiore rappresenta la figura dello sciamano (spesso una sciamana), l’intermediario tra il mondo terreno e quello divino.
雨 (Pioggia): Rappresenta il cielo, l’elemento atmosferico e divino che cade dall’alto.
口 口 口 (Tre bocche / Contenitori): Simboleggiano le preghiere, i canti rituali o i vasi sacri usati durante le cerimonie per invocare la pioggia.
Ti: il termine più antico e per questo anche di più incerto significato. Il misterioso, divino, a tratto magico, potere che alberga in certe persone e cose. Tale termine è così antico che anche nei primi testi veniva usato come semplice suffisso per indicare le divinità.
Tama: sembra sia il secondo termine ad essere entrato in uso, per poi venire rapidamente sostituito anch’esso. Indicava l’entità che vive nelle persone, ma anche negli elementi della natura (paesaggi, alberi, ecc), e in certi preziosi e particolari oggetti d’arte. Interessante è notare come tama sia separato dall’oggetto che abita e che possa esistere al di là della morte fisica dello stesso. In questa particolare accezione, ovvero quando tama esiste senza un supporto materiale, è ritenuto in possesso di particolari e misteriose capacità, quasi sempre di natura benigna.
Kami: originato dal cinese shen (神), è il concetto più duraturo nel tempo. Si tratta di un termine generico per divinità ed entità soprannaturali. Gli antichi Cinesi, però, oltre a shen, utilizzavano anche altri due termini in questo ambito: hun (魂) e po (魄). Il primo, sembra alludere alla parte spirituale dell’uomo che ascende al cielo dopo la morte. Tale accezione sembra essere quella più vicina alla parola giapponese tama. Il secondo, invece, po, è lo spirito di livello inferiore che, dopo la morte del corpo, lo segue nella tomba.
Conclusioni sull’origine del termine kotodama
Analizzando l’origine di questa parola, vediamo come il significato di kotodama sia quello di uno spirito (tama) che viva all’interno del linguaggio (koto), un veicolo dal quale però può essere rimosso. È necessario quindi che lo spirito senza più un corpo venga invocato… e questo, signori e signore, è il rituale del kotoage (言挙げ, lett. “elevare, invocare le parole”), del quale però parleremo estesamente nei prossimi articoli.” confer Elisa Borgato