ZALMOXIS, APOLLO SORANUS & LE MANNERBรœNDE

diย Marco MaculottiEstratto dal cap. I ยง8 deย lโ€™angelo dellโ€™abisso.
apollo, avalon, il mito polare e lโ€™apocalisse,
Axis Mundi edizioni 2022

Esperto di morte apparente era infatti anche un personaggio semi-mitico che viene talvolta ricordato nellโ€™alveo degli iatromanti pur non essendo greco: trattasi di Zalmoxis [1], definito da Mircea Eliade ยซun daimon o un theos che โ€˜rivelaโ€™ una dottrina escatologica e โ€˜fondaโ€™ un culto iniziatico da cui dipende lo stato ontologico dellโ€™esistenza ultraterrenaยป [2]. Venerato dai Geti, tribรน semi-nomade della Tracia il cui territorio faceva da ponte tra lโ€™ecumene ellenico e le steppe eurasiatiche, alcuni autori greci lo consideravano un discepolo o addirittura uno schiavo di Pitagora, narrando che questi lo avrebbe iniziato alle ยซscienze dei cieliยป a Samo. Va da sรฉ che leggende di questo genere sono il risultato di processi tardo-antichi di evemerizzazione e banalizzazione di processi storici e metastorici assai piรน complessi; nondimeno, per chi sappia leggere โ€œtra le righeโ€, esse sono in grado di fornire piรน di unโ€™informazione implicita, ad esempio, in questo specifico caso, una connessione tangibile per il tramite della Scuola Pitagorica con lโ€™alveo sacrale apollineo. Le confraternite estatiche dacio-gete, dโ€™altronde, sono state sovente paragonate a quelle iatromantiche e orfiche, nonchรฉ a quelle druidiche [3].

Di Zalmoxis, i Geti tramandano che trasmise ai suoi discepoli la dottrina dellโ€™immortalitร  dellโ€™anima, insegnando loro che dopo la morte sarebbero passati in un luogo dove avrebbero goduto di tutte le benedizioni immaginabili per lโ€™eternitร . Poi si ritirรฒ in una cava naturale (andreon) sulla montagna sacra di Kogainon [4] nei monti Bucegi in Dacia (nellโ€™odierna Romania) e discese nel mondo sotterraneo, dove restรฒ per tre anni (alcuni racconti vogliono che durante questo periodo sia stato nellโ€™Ade) [5]. I suoi fedeli โ€” a cui egli appariva in visione sotto forma di ยซanima disincarnataยป โ€” piansero la sua prematura dipartita, ma al quarto anno egli ritornรฒ in superficie, confermando cosรฌ il suo insegnamento [6]. Quindi sparรฌ nuovamente per comparire qua e lร  di tanto in tanto, presso le sue genti: e non con il corpo fisico che aveva in vita, ma sotto forma di daimon (ยซspirito immortaleยป). Come commenta Eliade,

ยซ la โ€˜scomparsaโ€™ (occultazione) e la โ€˜ricomparsaโ€™ (epifania) di un essere divino o semi-divino (re messianico, profeta, mago, legislatore) costituisce parte di uno scenario mitico-rituale assai diffuso nel mondo mediterraneo e asiatico. ยป[7]

La caverna di Zalmoxis [via RomaniaJournal]

Erodoto riferisce le dottrine religiose dei Geti: essi credevano nellโ€™immortalitร  dellโ€™anima e, una volta iniziati ai Misteri correlati, reputavano la morte semplicemente un viaggio per ricongiungersi al loro dio Zalmoxis nella dimensione altra che egli per primo aveva scoperto (similmente allo Yama/Yima indo-iranico, che รจ al tempo stesso lโ€™ยซUomo Primordialeยป e il Giudice dei Morti). Ellenico parla inoltre di due tribรน tracie confinanti con i Geti, segnatamente i Terizi e i Crobizi, che pure credevano di raggiungere, dopo la dipartita fisica, il semidio Zalmoxis; tuttavia, a parere di questi ultimi, ยซla permanenza presso il dio non era definitiva e si consolavano pensando che i morti sarebbero tornatiยป [8]

La tradizione armena conosce una caverna dove si diceva che Meher (cioรจ Mihr/Mithra) si appartasse per uscirne soltanto una volta allโ€™anno [9]; tema iranico che si ripercuote anche sulle leggende cristiane della Nativitร  nella grotta di Betlemme. Sullโ€™etimologia del nome Zalmoxis, che i manoscritti greci riportano anche in forme alternative come Salmoxis, Zamolxis, Samolxis, gli antichi hanno avanzato diverse teorie. Quella preponderante accosta il suo nome a quello di divinitร  telluriche come Zemelo e ลฝemelฤ—, frigia la prima baltica la seconda, nonchรฉ con il dio lituano Zjameluks. Se questa etimologia fosse corretta, sarebbe innegabile anche la correlazione con Semele, madre del Dioniso trace (ricordiamo che i Geti erano Traci). Tutti questi termini derivano dalla radice indoeuropea *Gโ€™HEMEL (ยซterra, suolo, appartenente alla terraยป), che ci riporta allโ€™ร mbito simbolico ctonio-tellurico: e infatti a quanto pare Zalmoxis era anche chiamato Gebelezis [10].

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Per quanto riguarda il suo nome piรน noto, comuque, sembra che la questione non cambi: essendo xais un termine scito per indicare ยซsignore, re, capoยป, possiamo tradurre Zalmoxis come ยซSignore della Terraยป o ยซRe del Suoloยป [11] (o probabilmente, meglio, del sottosuolo, inteso nel senso esoterico di dimensione sotto o piuttosto dietro quella ordinaria). Geticus propose la traduzione di ยซRe del Mondoยป [12], citando Guรฉnon e Ossendowski, e Porfirio registrรฒ anche lโ€™esistenza di un termine tracio, zalmon, che avrebbe il significato di ยซnascostoยป: se fondata, farebbe di Zalmoxis il ยซdio nascostoยป, o il ยซdio occultoยป. Da ciรฒ, alcuni vedrebbero in Zalmoxis anche il ยซSignore dei Mortiยป, ma a parere di altri, tra cui il celebre ricercatore di storia tracia I.I. Russu, ยซil valore semantico del tema zamol โ€“ รจ โ€œla terraโ€, โ€œil potere della terraโ€ e Zalmoxis non puรฒ significare altro che il โ€œdio della terraโ€, personificazione di ogni forma di vita e del grembo materno in cui ritornano tutti gli uominiยป [13]. Nondimeno, resta da sottolineare lโ€™utilizzo del termine ยซnascostoยป nella tradizione ungherese con riferimento allo stato degli sciamani durante la trance catalettica [14].

Tuttavia Diogene Laerzio testimoniรฒ che in tracio Zalmosside significa ยซpelle dโ€™orsoยป, il che effettivamente potrebbe aver senso se letto in unโ€™ottica iniziatica di mรคnnerbรผnde [15] del tipo dei Luperci romani o dei Berserkir e degli Ulfhedhinn โ€” ovvero rispettivamente ยซcoloro che hanno la pelle dโ€™orsoยป e ยซcoloro che hanno la pelle di lupoยป [16] โ€” e al tempo stesso in connessione con lโ€™incubatio praticata dagli iatromanti apollinei, oltre che da Zalmoxis.

Questa connessione non รจ da sottovalutare se confrontata con le pratiche rituali dello โ€œsciamanesimo apollineoโ€, in quanto si suppone che lโ€™istituzione dei Luperci e la celebrazione dei Lupercali [17] fossero originariamente competenza dei sacerdoti di Sur/Soranus, detto lโ€™ยซApollo Neroยป โ€” ยซdio-lupoยป pre-romano, italico ed etrusco, che trova nellโ€™Apollo Lyceus dei Licรฎ [18] una perfetta corrispondenza), venerato con riti ancestrali sulla vetta del monte Soratte. I suoi sacerdoti divennero famosi nellโ€™antica Roma con il nome di Hirpi Sorani (ยซLupi di Soranusยป; dalla lingua osca-sannita-sabina hirpus = ยซlupoยป), tra le altre cose perchรฉ la ritualistica ad essi riferita era profondamente imbevuta da suggestioni sciamaniche: nel corso delle cerimonie, essi camminavano sui carboni ardenti, tenendo in mano le interiora delle capre sacrificate. Secondo unโ€™antica tradizione, ยซun oracolo consigliรฒ ai loro antenati di condurre una vita dedita a rapine e razzie per sfuggire a una pestilenzaยป e di compiere un sacrificio annuale in onore di Apollo presso il Monte Soratte [19]. Con questa premessa, forse, si puรฒ azzardare lโ€™ipotesi che Zalmoxis non fosse tanto una divinitร , quanto piuttosto una funzione sacrale, fondata appunto sullโ€™esperienza iniziatica dellโ€™incubatio e del letargo visionario, allโ€™interno dellโ€™alveo cultuale e rituale apollineo.

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I riti misterici correlati allo spirito di uno iatromante di nome Anfiarao, che si diceva essere stato โ€œrisucchiatoโ€ dalla terra a Tebe e reso immortale in guisa di daimon sotterraneo [20] โ€” che, a pensarci bene, รจ praticamente la stessa identica storia che viene raccontata su Zalmoxis [21] โ€” ci possono dare motivo del perchรฉ potremmo propendere per lโ€™interpretazione di Diogene Laerzio. Nellโ€™ipogeo in cui Anfiarao fungeva da oracolo, infatti, lโ€™incubatio avveniva allโ€™interno di pelli di ariete appena scuoiato, pratica iniziatica che si ritrova anche in diversi centri oracoli della Puglia nonchรฉ, in etร  arcaica, nella ritualistica dellโ€™India vedica. La pelle degli animali sacrificati conosceva un ampio utilizzo in questi centri sapienzali, dalla previsione del futuro alla magia meteorologica ai riti purificatorรฎ; pratiche simili sono ancora oggi in vigore nelle steppe mongolo-siberiane e caucasiche.

Questa tradizione รจ riportata anche con riguardo allโ€™eroe Podalirio, che si diceva essere figlio di Asclepio, e dunque apollineo. Anchโ€™egli era diventato, dopo la morte fisica, un daimon sotterraneo, e i pellegrini che giungevano sulla sua tomba ยซsacrificavano un montone e dopo averlo scuoiato si avvolgevano nella sua pelle coricandosi a dormire proprio sul sepolcroยป, in quanto, per prendere in prestito le parole di Licofrone, ยซa tutti quelli che si addormenteranno sulla sua tomba in pelli di montone egli rivelerร  in sogno oracoli veritieri e [โ€ฆ] sarร  invocato come guaritore di malattieยป [22].

In piรน, tornando a Zalmoxis e allโ€™ipotesi di Diogene, si deve aggiungere che lโ€™orso รจ lโ€™animale sciamanico per antonomasia in Asia come in America (dove ricopre il ruolo di Antenato mitico e di Iniziatore [23]) ed รจ sempre presente simbolicamente nei rituali di incubatio di questo genere, in quanto il neofita o lโ€™adepto, emulando il letargo del plantigrado, riuscirebbe simpaticamente (vale a dire, con lโ€™utilizzo della cd. ยซmagia simpaticaยป) a mettersi nei suoi panni. Tali pratiche sono state vive a lungo non solo in Siberia e in Eurasia, ma anche nellโ€™Europa occidentale, soprattutto sui Pirenei โ€” dove lโ€™Orso รจ ancora oggi il personaggio centrale della celebrazione del Carnevale, nei panni del ยซcapro espiatorioยป da sacrificare per ยซcacciare lโ€™invernoยป โ€” e nelle Isole Britanniche. Philippe Walter (autore di un pregevole studio sul mito del re Artรน che ci verrร  utile piรน avanti in questo nostro studio [24]) pone il dio-sciamano dei Geti in relazione con lโ€™Artรน bretone, basandosi anchโ€™egli sul profilo etimologico e arrivando alle stesse conclusioni suggerite dal Laerzio:

ยซ Questo nome derivato dal trace zalmos, โ€œpelliccia, pelleโ€, ricorda il carattere ursino dellโ€™essere divino avvolto alla nascita in una pelle dโ€™orso [25]. [โ€ฆ] Non solo Zalmoxis esalta lโ€™esistenza di un Oltretomba in cui vivere in compagnia dei suoi fedeli, ma il suo destino โ€œpostumoโ€ ha moltissimi punti in comune con quello di Artรน, che parte provvisoriamente per Avalon, per poi tornare a regnare sui suoi. ยป[26]


Note:

[1] Cfr. Mircea Eliade, Da Zalmoxis a Gengis Khan, Astrolabio-Ubaldini, Roma 1975, cap. II, โ€œZalmoxisโ€, pp. 26-71.

[2] Id., ivi, p. 33.

[3] Id., ivi, p. 61.

[4] Id., ivi, p. 56.

[5]  Id., ivi, pp. 34-35. Anche i Narti e gli Osseti, discendenti dagli Sciti, hanno tradizioni simili. Essi ritengono che post-mortem lโ€™anima ยซgiung[a] a un crocicchio di tre strade: le due laterali conducono lโ€™una al cielo, lโ€™altra allโ€™inferno; si deve preferire quella di mezzo: il morto che la imbocca giunge al luogo dove, fra i Narti assisi, troneggia Barastyr, re dei Mortiยป. Troviamo qui un tema importante ai fini della nostra ricerca: tradizionalmente si ritiene che lโ€™anima dopo il decesso debba imboccare una via a discapito delle altre e che solo chi conosce la via giusta puรฒ arrivare nellโ€™aldilร  del dio. Questo รจ un punto di primaria importanza. La conoscenza delle vie celesti, sovente rappresentate sotto forma di fiumi (si pensi ad es. ai quattro fiumi inferi della mitologia greca, o agli altrettanti che sorgono dalla vetta del monte Meru nella cosmologia vedica) รจ indispensabile per arrivare al cospetto del dio, in uno stato post-mortem preferenziale rispetto alla massa indifferenziata di non-iniziati. Kowalewski fa derivare la figura del sovrano dei morti Barastyr dal mazdeismo, mettendolo in relazione con lo Yima indo-iranico. Tuttavia Dumรฉzil, che lo cita, รจ dellโ€™opinione che Barastyr sia un dio specificamente osseto, derivante, ad ogni modo, da una mitologia comune alla quale appartiene anche lโ€™aldilร  dellโ€™India vedica che, a parere dellโ€™autore, รจ piรน vicino alla descrizione dellโ€™Oltretomba osseto [George Dumรฉzil, Storie degli Sciti, Rizzoli, Milano 1980, p. 254].

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[6] Eliade, Zalmoxis, cit., p. 26.

[7] Id., ivi, p. 31.

[8] Id., ivi, p. 34.

[9] Id., ivi, p. 32.

[10] Id., ivi, p. 26.

[11] Id., ivi, p. 46.

[12] Geticus [alias Vasile Lovinescu], La Dacia iperborea, Edizioni allโ€™insegna del Veltro, Parma 1984, op. cit., p. 42.

[13] Eliade, Zalmoxis, cit., p. 47.

[14] Anikรณ Steiner, Sciamanesimo e folclore, Edizioni allโ€™insegna del Veltro, Parma 1980, pp. 34-36.

[15] Id., ivi, cap. I, โ€œI daci e i lupiโ€, pp. 10-25.

[16] Cfr. Marco Maculotti, Metamorfosi e battaglie rituali nel mito e nel folklore delle popolazioni eurasiatiche, su ยซAxisMundi.blogยป, 18 maggio 2016.

[17] Per due brevi ma acuti commenti sulla confraternita prisca dei Luperci e i riti da compiuti in occasione dei Lupercali, cfr. George Dumรฉzil, La religione romana antica, Rizzoli, Milano 1977; Renato Del Ponte, Dei e miti italici. Archetipi e forme della sacralitร  romano-italica, Arya โ€“ Compagnia della Tradizione, Genova 2020, pp. 129-135.

[18] Cfr. infra, cap. II ยง6.

[19] Christian Sighinolfi, I guerrieri-lupo nellโ€™Europa arcaica. Aspetti della funzione guerriera e metamorfosi rituali presso gli indoeuropei, il Cerchio, Rimini 2011, pp. 91-92.

[20] Cfr. infra, ยง13.

[21] รˆ interessante a riguardo il passo di Mneso di Patara, discepolo di Eratostene, secondo cui ยซi Geti veneravano Cronos e lo denominavano Zalmoxisยป, che Eliade considera da connettere al culto di Saturno come ยซsovrano delle Isole Felici dove soggiornano le anime dei giustiยป [Eliade, Zalmoxis, cit., p. 34]; a riguardo, cfr. infra, soprattutto capp. III ยง8 &  IV ยง1, 3.

[22] Mariateresa Fumagalli Beoni Brocchieri &  Giulio Guidorizzi, Corpi gloriosi. Eroi greci e santi cristiani, Laterza, Bari 2012, p. 62.

[23] Cfr. Antonio Bonifacio, I popoli dellโ€™Orsa Maggiore: Lungo la via degli orsi e degli sciamani. Lo sciamano, lโ€™orso e il cacciatore celeste, Simmetria Edizioni, Roma 2021. 

[24] Cfr. infra, cap. IV ยงยง5 sgg.

[25] Lโ€™orso รจ inoltre legato anche alla regalitร , oltre che alle pratiche sciamaniche: Artรน dellโ€™orso รจ infatti โ€œdoppioโ€ antropomorfo, e al tempo stesso lโ€™orso รจ suo โ€œdoppioโ€ zoomorfo. Non รจ un caso se nellโ€™antica Irlanda celtica la parola art stava indifferentemente per ยซOrsoยป e per ยซReยป; sicuramente il ciclo arturiano, storicamente nato in Bretagna (ovvero in unโ€™altra terra gaelica) ha riutilizzato motivi mitici assai piรน arcaici sotto una veste nuova, adatta al periodo medievale e โ€œcavallerescoโ€.

[26] Philippe Walter, Artรน. Lโ€™orso e il re, Arkeios, Roma 2005, p. 86. CATEGORIZZATO IN:ANTROPOLOGIAESOTERISMOESTRATTIMITOSCIAMANESIMOSTORIA DELLE RELIGIONI

Religione e Spiritualitร 

Spiritualitร  e religione sono due concetti apparentemente molto simili e spesso confusi tra loro ma, nella realtร , molto diversi. Generalmente sono termini utilizzati in modo analogo e interscambiabile, seppur rilevino aspetti differenti della loro natura. Spesso possono sfociare in un unico grande costrutto, altre volte invece possono essere profondamente differenti e, a tratti, contrastanti.ย 
Religione e spiritualitร  condividono lโ€™aspetto della ricerca che tende a qualcosa di profondo, trascendente, oltre il fisico e la natura umana e che rappresenta lo spirito profondo dellโ€™essenza del mondo.

Enrico Baccarini chiaro ed essenziale

si ringraziaย Enrico Baccariniย ricercatore indipendenteย giornalista, scrittore e editore.
Ha una laurea in Psicologia e ha conseguito successivamente un Bachelor in Antropologia e uno in Studi Asiatici.
รˆ docente di Orientalistica, come professore emerito, presso lโ€™Universitร  Popolare Maitri.

Marco Maculotti “OLTRE: Ufologia & Esoterismo.” con Societร  dello Zolfo

Quando oggi si usa il termine ยซalienoยป, lo si utilizza sempre nellโ€™accezione di ยซextraterrestreยป. Ma lโ€™ยซalioยป latino, da cui deriva lโ€™ยซalienoยป italiano, indica piรน generalmente una situazione di alteritร  rispetto allโ€™essere umano, o meglio agli esseri umani viventi. ยซAliiยป erano quindi, per gli antichi Romani, gli spiriti dei morti, nonchรฉ tutte quelle entitร  dellโ€™Altro Mondo che esulavano dalla ยซnormaยป umana, e quindi, semplificando, sia gli dรจi che i demoni. In questa sede, partendo dallโ€™ipotesi parafisica di John Keel e Jacques Vallรฉe, vogliamo analizzare i numerosi aspetti del moderno fenomeno UFO (e soprattutto delle ยซabductionยป) che appaiono correlati con le antiche tradizioni e con il folklore riguardante le entitร  fatate e โ€œsottiliโ€ dellโ€™Altro Mondo, dal rapimento di esseri umani da parte di questi ultimi al ยซChangelingยป, dal misterioso fenomeno del ยซMissing Timeยป a quello altrettanto enigmatico dei ยซcerchi nel granoยป.
ARTICOLI RILEVANTI DELL’AUTORE: – Il culto dei Fairies nei paesi celtici: una escatologia di morte e rinascita, su Arthos n.29 – Chi si nasconde dietro la maschera? Le visite dall’Altrove e l’ipotesi parafisica https://axismundi.blog/2018/06/06/chi… – I rapimenti dei fairies: il “changeling” e il “rinnovamento della stirpe” https://axismundi.blog/2017/10/31/i-r… – I rapimenti dei Fairies e il mistero dei “Missing 411” https://axismundi.blog/2020/01/14/i-r… – Fairies, streghe e dee: il “nutrimento sottile” e il “rinnovamento delle ossa” https://axismundi.blog/2019/03/20/fai… – “Il ritorno dei Popoli delle Stelle”: gli X-Files delle Riserve Indiane https://axismundi.blog/2021/03/07/il-… – L’accesso all’Altro Mondo nella tradizione sciamanica, nel folklore e nelle “abduction” https://axismundi.blog/2018/01/05/lac… – Il fenomeno della paralisi nel sonno: interpretazioni folkloriche e ipotesi recenti https://axismundi.blog/2016/04/07/il-… LIBRI RILEVANTI E/O CITATI NELLA PRESENTAZIONE: – W.Y Evans-Wentz, The Fairy Faith in Celtic Countries, 1911 (it. Fate: una fede celtica) – L. Spence, British Fairy Origins, 1946 – R. Kirk, The Secret Commonwealth… (it. Il Regno Segreto) – W. Sikes, British Goblins, 1880 (it. Elfi, Fate e Pooka) – G. Hancock, Supernatural. Meetings with the Ancient Teachers of Mankind (it. Sciamani) – J. Bord, Fairies. Real Encounters with Little People (it. Fate) – J. Vallรฉe, Passport to Magonia. From Folklore to Flying Saucers (it. Passaporto per Magonia) – J. Keel, U.F.O.s Operation Trojan Horse (it. UFO: Operazione Cavallo di Troia) – J. Mack, Passport to the Cosmos (it. Passaporto per il cosmo) – W. Strieber, Communion – B. Hopkins, Intruders – B. Hopkins, Missing Time – M. Conese, La malattia delle fate – W.B. Yeats, The Celtic Twilight (it. Il crepuscolo celtico) – M. Eliade, Le chamanisme et les techniques archaรฏques de l’extase (it. Lo sciamanismo e le tecniche dell’estasi) – W. Deonna, Tรฉlesphore et le “genius cucullatusโ€ celtique (it. Dรจi, geni e demoni incappucciati) – A. Machen, The Novel of the Black Seal (it. La storia del sigillo nero) – A. Machen, The White People/A Fragment of Life (it. Un frammento di vita/Il popolo bianco) – W. Irving, Rip van Winkle – A. Blackwood, May Day Eve (it. La Vigilia del Primo Maggio) VISIONI: – Communion (1989) – Intruders (1992) – Nightmare (2015) – Enquete sur le Monde Invisible (2002) – Fire in the Sky (it. Bagliori nel buio, 1993)

Si ringrazia Marco Maculotti e Societร  dello Zolfo

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Nan Madol misteri del Pacifico

Nan Madol, oggigiorno, รจ un cumulo di pietre situate lungo la costa orientale dell'isola di Pohnpei e costituรฌ lโ€™antica capitale della dinastia Saudeleur fino al 1500. Analisi al radiocarbonio ha permesso di datare le costruzioni di Nan Madol al 1200 d.C. ma scavi archeologici effettuati negli ultimi anni hanno retrodatato gli insediamenti umani nella zona almeno al 200 a.C. 
Scopriamo in questo video la sua storia e i suoi misteri.

si ringrazia Enrico Baccarini ricercatore indipendente giornalista, scrittore e editore. Ha una laurea in Psicologia e ha conseguito successivamente un Bachelor in Antropologia e uno in Studi Asiatici. รˆ docente di Orientalistica, come professore emerito, presso l’Universitร  Popolare Maitri.

Danza del Soleย ย Wiwanyag Wachipi

รˆ cosรฌ facile giudicare e respingere ciรฒ che non capisci.
La maggior parte del mondo crede che la cerimonia indigena sia superstizione e qualcosa che non ha basi scientifiche.
Per gli indigeni del Nord America, tuttavia, questa รจ la veritร  della loro realtร .
Lo credono in ogni cellula del loro corpo.
L’umanitร  si รจ spostata dal cuore del mondo alla logica della mente, e la loro fede รจ nel chimico, nel fisico e nel matematico.
La scienza ha dimostrato loro che tutta questa antica credenza nella cerimonia รจ semplicemente ignoranza…
Eppure l’uomo moderno ha creato, con la sua grande scienza, che รจ certo la “veritร ” ultima, un mondo sull’orlo della distruzione totale in meno di duecento anni.
Mentre l’uomo antico, con le sue cerimonie, รจ riuscito a sostenersi per milioni di anni.
Forse dovremmo considerare questa antica saggezza, almeno per capire, anche con la nostra mente logica, come sia possibile che la cerimonia possa effettivamente creare un mondo in equilibrio.
L’unica ombra proiettata qui รจ quella del tuo stesso dubbio.

Tutti i miei parenti… Black Eagle

All My Relatives: Exploring Lakota Ontology, Belief, and Ritual

In All My Relatives David C. Posthumus offre la prima storia revisionista della religione e della cultura dei Lakota in una generazione. Applica le intuizioni chiave di quella che รจ stata chiamata la “svolta ontologica”, in particolare le nozioni duali di interioritร /anima/spirito e fisicitร /corpo e una nozione estesa di personalitร , come proposta da A. Irving Hallowell e Philippe Descola, che include gli esseri umani cosรฌ come i non umani. Tutti i miei parenti dimostra come una nuova struttura animista possa collegare e articolare elementi altrimenti disparati e oscuri dell’etnografia Lakota. Spogliato dei suoi problematici elementi evolutivi sociali del diciannovesimo secolo e visto come un’alternativa ontologica o spirituale, questo concetto rivalutato di animismo per una sensibilitร  del ventunesimo secolo fornisce una lente avvincente attraverso la quale la mitologia, i sogni, le visioni e le cerimonie tradizionali Lakota possono essere analizzato in modo produttivo e compreso piรน a fondo.

Posthumus esplora il modo in cui le credenze animiste Lakota permeano la comprensione del mondo reale in relazione a fenomeni come la personalitร  di rocce, fantasmi o spiriti di esseri umani e animali deceduti, fenomeni meteorologici, spiriti familiari o spiriti aiutanti e fasci di medicine. Tutti i miei parenti offre nuove intuizioni sulla cultura tradizionale Lakota per una comprensione piรน profonda e duratura della cosmologia, dell’ontologia e della religione indigene.

เค…เคชเคฐเฅ‡เคฏเคฎเคฟเคคเคธเฅเคคเฅเคตเคจเฅเคฏเคพเค‚ เคชเฅเคฐเค•เฅƒเคคเคฟเค‚ เคตเคฟเคฆเฅเคงเคฟ เคฎเฅ‡ เคชเคฐเคพเคฎเฅ |เคœเฅ€เคตเคญเฅ‚เคคเคพเค‚ เคฎเคนเคพเคฌเคพเคนเฅ‹ เคฏเคฏเฅ‡เคฆเค‚ เคงเคพเคฐเฅเคฏเคคเฅ‡ เคœเค—เคคเฅ ||ย 5||

Questa รจ la Mia energia inferiore.ย Ma al di lร  di esso, o Arjun dalle braccia potenti, ho un’energia superiore.ย Questa รจ laย jฤซva ล›haktiย (l’energia dell’anima), che comprende le anime incarnate che sono la base della vita in questo mondo.
Capitolo 7 verso 5 Bhagavad Gita

apareyam itas tvanyam prakritim viddhi me param
jiva-bhutam maha-baho yayedam dharyate jagat

La porta di Dite รจ sempre aperta Facilis descensus Averno

Facilis descensus Averno: noctes atque dies patet atri ianua Ditis; sed revocare gradum superasque evadere ad auras, hoc opus, hic labor

Virgilio Eneide, VI, 126-129

Scendere agli Inferi eฬ€ facile: la porta di Dite eฬ€ aperta notte e giorno; ma risalire i gradini e tornare a vedere il cielo qui sta il difficile, qui la vera fatica.

La Grotta della Sibilla. Prima dimora della celebre sacerdotessa

Il lago dโ€™Averno era considerato dagli antichi la bocca dellโ€™Inferno a causa della sua forma. Esso si trovava, e si trova ancora infatti, allโ€™interno di un cratere vulcanico formatosi quattromila anni fa. Inoltre proprio il termine โ€œAvernoโ€ deriva da โ€œa-ornisโ€, cioรฉ senza uccelli. Proprio perchรฉ a causa delle esalazioni sulfuree sprigionate dallโ€™acqua nessun volatile sorvolava la bocca ormai spenta del vulcano.

Nellโ€™Eneide, Virgilio colloca proprio nei pressi del lago di Averno lโ€™ingresso attraverso cui Eneide scese nellโ€™Oltretomba, il Regno dei Morti.

Alcune fonti storico-letterarie, tra cui gli scritti di Plinio e Strabone che a sua volta citava lo storico Eforo, lo individuano anche come il luogo in cui era situato il mitico paese dei Cimmeri, popolazione che viveva sotto terra lรฌ dove si aprivano le porte degli inferi.

Tra il 38 e il 36 a. C., Agrippa e Ottaviano posero un freno alle leggende che si sviluppavano intorno a questa zona decidendo di costruirvi un porto necessario per contrastare i pirati di Sesto Pompeo.

Per realizzare il Portus Iulius vollero unire, tramite un passaggio, lโ€™Averno al lago Lucrino. Questโ€™ultimo fu inoltre collegato al mare grazie a una frattura realizzata nella duna costiera. Il porto perรฒ non fu in uso per molti anni a causa del bradisismo.

Ancora oggi perรฒ possiamo osservare i resti di quel periodo in cui furono edificate diverse costruzioni in questa zona. Sulle sponde orientali dellโ€™Averno sono visibili i resti del cosiddetto Tempio di Apollo che in realtร  รจ una grande aula termale.

Sul lato nord vi รจ lo sbocco della Grotta del Cocceio, galleria militare lunga circa un chilometro, realizzata per collegare il porto con Cuma e che deve il nome al suo costruttore. Oggi รจ conosciuta anche come Grotta della Pace, dal nome del cavaliere spagnolo don Pedro de la Paz che, secondo gli storiografi, lโ€™avrebbe esplorata nel 1507.

Sulle coste meridionali รจ situata invece la Grotta della Sibilla, da non confondere con l’Antro individuato a Cuma.

Questa grotta ha origine nel lago di Averno, trapassa il Monte delle Ginestre dove il foro craterico si abbassa, e arriva nel lago di Lucrino.

Fu scoperta durante gli scavi archeologici promossi dai Borbone nel 1750 e 1792.

Il tunnel, scavato nel tufo, si allunga per circa duecento metri.

รˆ largo poco piรน di tre metri e ne รจ alto quattro. Coperta da una volta a botte, la grotta manca di un rivestimento murario e di pozzi di luce, visto anche la sua scarsa lunghezza.

Si distinguono perรฒ lungo le pareti delle piccole nicchie che potevano servire per ospitare le torce. Solo verso lโ€™estremitร  della galleria cโ€™รจ un vestibolo di laterizio e unโ€™opera reticolata lungo il quale si succedono due archi.

Poco prima di arrivare alla fine del tunnel, circa a metร  del cammino, sulla destra, si apre una diramazione lunga solo settanta centimetri che porta in un corridoio.

Da questo si possono scendere una trentina di gradini per arrivare ad alcune stanze sotterranee. Queste erano degli ambienti termali, usati per scopi terapeutici, conosciuti nel Medioevo come โ€œLavacro della Sibillaโ€, a causa della presenza di falde acquifere calde.

Per i viaggiatori del Grand Tour era qui che dimorava la Sibilla, prima che venisse scoperto il suo โ€œAntroโ€ agli inizi del Novecento con le campagne archeologiche condotte da Gabrici nel 1910 e da Maiuri nel 1932. Oggi queste stanze sono invase dalle acque per il bradisismo e quindi sono inaccessibili.

1 – Jacob Philipp Hackert Lago dAverno

ย ฮตฯ€ฮนฮผฮตฮปฮญฮนฮฑ ฮตฮฑฯ…ฯ„ฮฟฯย Cura di sรจ

ฮ ฮปฮฌฯ„ฯ‰ฮฝ ฯƒฯ„ฮฟฮฝ ฮดฮนฮฌฮปฮฟฮณฮฟ ”ฮ‘ฮปฮบฮนฮฒฮนฮฌฮดฮทฯ‚ ฮ™”:
”ฮŒฮปฮฟฮน ฮฟฮน ฮฌฮฝฮธฯฯ‰ฯ€ฮฟฮน ฮญฯ‡ฮฟฯ…ฮผฮต ฮฑฮฝฮฌฮณฮบฮท ฯ„ฮทฮฝ ฮตฯ€ฮนฮผฮญฮปฮตฮนฮฑ ฮตฮฑฯ…ฯ„ฮฟฯ”

come scrive Platone nel dialogo “Alcibiade I”
“Tutte le persone hanno bisogno di cura di sรฉ”

”Eฯ€ฮนฮผฮญฮปฮตฮนฮฑ ฮตฮฑฯ…ฯ„ฮฟฯ ฮบฮฑฮน ฮฑฯ…ฯ„ฮฟฮณฮฝฯ‰ฯƒฮฏฮฑ”. ฮ— ฮตฯ€ฮนฮผฮญฮปฮตฮนฮฑ ฮตฮฑฯ…ฯ„ฮฟฯ ฮฑฯ€ฮฟฯ„ฮตฮปฮตฮฏ ฮฒฮฑฯƒฮนฮบฮฎ ฮผฮญฯฮนฮผฮฝฮฑ ฯ„ฮทฯ‚ ฯ€ฮปฮฑฯ„ฯ‰ฮฝฮนฮบฮฎฯ‚ ฯ†ฮนฮปฮฟฯƒฮฟฯ†ฮฏฮฑฯ‚

“Cura di sรฉ e consapevolezza di sรฉ”.
La cura di sรฉ รจ una preoccupazione fondamentale della filosofia platonica.

Nel vocabolario platonico ed ellenistico, per significare la Cura, compare la parola epimeleia, che designa la Cura come sollecitudine, attenzione, occupazione, ma anche scienza. La cura di sรฉ nel mondo antico significava anche dedicarsi a dare forma etica ed estetica alla propria vita.

Si Narra che nellโ€™attraversare un fiume, lโ€™attenzione della dea Cura ,in italiano ยซcuraยป, ยซpremuraยป, ma anche ยซpreoccupazioneยป, ยซinquietudineยป, sia stata attratta dal fango argilloso.
Pensosa, senza bene rendersi conto di quello che andava facendo, Cura si mise a modellarla, traendone la figura di un uomo.
Fu allora che sopraggiunse Giove, a cui la dea chiese di infondere spirito vitale nella scultura da lei plasmata, cosa a cui Giove acconsentรฌ con facilitร .
A questo punto, Cura chiese di poter imporre il proprio nome alla creatura, ma il dio glielo negรฒ, sostenendo che il nome di quellโ€™essere doveva provenire da lui, che gli aveva infuso la vita.
Ne nacque una disputa, che si complicรฒ quando a essa si unรฌ la Terra: questa riteneva, infatti, che il nome avrebbe dovuto essere il suo, essendo sua la materia con cui era stata plasmata la creatura.
Per risolvere la diatriba, fu chiamato a pronunciarsi Saturno, il cui giudizio distribuรฌ le rivendicazioni:
a Giove, che aveva infuso lo spirito sarebbe toccato, alla morte di quellโ€™essere, di rientrare in possesso dellโ€™anima;
alla Terra, della cui materia lโ€™essere era composto, sarebbe tornato il corpo dopo la morte;
ma a possederlo durante tutta la vita sarebbe stata lโ€™Inquietudine, la prima a plasmarlo.
Il nome, invece, non sarebbe toccato a nessuno dei tre contendenti: lโ€™essere si sarebbe chiamatoโ€uomoโ€, perchรฉ creato dallโ€™humus.

confer  Igino,  Gaius Iulius Hyginus Fabulae, CXX

โ€œCURA CUM QUENDAM FLUVIUM
TRANSIRET, VIDIT CRETOSUM LUTUM, SUSTULIT COGITABUNDA ET COEPIT FINGERE HOMINEM. DUM DELIBERAT SECUM QUIDNAM FECISSET, INTERVENIT IOVIS; ROGAT EUM CURA, UT EI DARET SPIRITUM, QUOD FACILE AB IOVE IMPETRAVIT. CUI CUM VELLET CURA NOMEN SUUM IMPONERE, IOVIS PROHIBUIT SUUMQUE NOMEN EI DANDUM ESSE DIXIT. DUM DE NOMINE CURA ET IOVIS DISCEPTARENT, SURREXIT ET TELLUS SUUMQUE NOMEN EI IMPONI DEBERE DICEBAT, QUANDOQUIDEM CORPUS SUUM PRAEBUISSET. SUMPSERUNT SATURNUM IUDICEM; QUIBUS SATURNUS AEQUUS VIDETUR IUDICASSE: โ€œTU, IOVIS, QUONIAM SPIRITUM DEDISTI, ANIMAM POST MORTEM ACCIPE; TELLUS, QUONIAM CORPUS PRAEBUIT, CORPUS RECIPITO. CURA QUONIAM PRIMA EUM FINXIT, QUAMDIU VIXERIT, CURA EUM POSSIDEAT; SED QUONIAM DE NOMINE EIUS CONTROVERSIA EST, HOMO VOCETUR, QUONIAM EX HUMO VIDETUR ESSE FACTUSโ€ย 

Saturno, in greco Chronos, ฮšฯฯŒฮฝฮฟฯ‚ una il tempo, definisce il possesso di ogni cosa che ci appartiene. La terra alla terra, lโ€™anima agli dei. In mezzo cโ€™รจ Cura.
Cura accompagna lโ€™uomo per tutta la vita. La morte differenzia gli dei dallโ€™umano, di conseguenza la cura si trasforma nella peculiaritร  umana per eccellenza.
Il prendersi cura diventa non complemento della vita ma essa stessa parte di ogni vissuto perchรฉ ne รจ la causa.
Questo mito, sconosciuto al grande pubblico fu riscoperto, pare , da Heidegger, si lega allโ€™esigenza di descrivere perchรฉ siamo qui.

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