
È estremamente limitante non prendere in considerazione le origini culturali di una disciplina se pur efficacie sul piano pratico a prescindere dalla conoscenza, ma foriera di concetti filosofici ed implicazioni interiori a volte sottili.
Il primo passo è l’osservazione dei I kanji 漢字 i caratteri della scrittura giapponese e l’omologo della scrittura classica cinese 漢字, 汉字, hànzì.
Il carattere Nen 念 è presente nella composizione di un simbolo della
disciplina REIKI 靈氣 esso è collegato con un profondo concetto filosofico e pratico
la presenza mentale un richiamo costante nel simbolo
HONSHAZESHO- NEN
L’uso di comporre un simbolo agglomerando più ideogrammi o caratteri potrebbe essere riconducibile ai seguaci del Tao 道, gli influssi del taoismo sono giunti in Giappone dalla Cina tramite i monaci buddisti mikkyo 密教 che hanno diffuso il lato esoterico del Dharma.
I Fulu 符籙 sono dei sigilli, associati ad un essenza, tessere e simboli e talismani.
A ciascun segno simbolico corrisponde un suono una vocalizzazione legata alle forze del Universo靈 sono Shenfu 神符 (tessere degli spiriti) erano ritenuti simboli di connessione con gli spiriti, strumenti di esorcismo, potenziali vettori per facilitare l’equilibrio psicofisico degli individui.
Vi è un richiamo anche all’usanza rituale degli ofuda 御札“carta venerabile”, talvolta detti shinpu 神符, sono un popolare tipo di gofu 護符 talismani distribuiti dai templi shintoisti e in alcune tradizioni esoteriche buddiste.
La figura del 巫女 miko oltre alla pratica di danze cerimoniali includeva la composizione di talismani. 巫 Wu in cinese Mi in giapponese è un ideogramma presente in 靈…


Inoltre SHO NEN (giapponese) 正念 Zheng Nien (in cinese)
Retta presenza mentale è il settimo raggio
del “Nobile ottuplice sentiero”
Si dice che Buddha Shakyamuni trasmise, nel suo primo sermone, l’insegnamento della dottrina del “Nobile ottuplice sentiero” intendendo offrire ai suoi discepoli il percorso di liberazione dall’ignoranza.



Secondo l’ antico pensiero cinese (e allo stesso modo recenti teorie della fisica quantistica) nell’Universo non esisterebbe alcuna realtà statica , tutto è in costante e perpetua trasformazione tutto deriverebbe da un unico flusso articolato che va sotto il termine QI 氣

道場 Dōjō termine giapponese che indica il luogo ove si svolgono gli allenamenti alle arti marziali, etimologicamente significa luogo 場(jō) dove si segue la via 道(dō). In origine il termine, ereditato dalla tradizione buddhista cinese, indicava il luogo in cui il Buddha ottenne il risveglio e per estensione i luoghi deputati alla pratica religiosa nei templi buddhisti. Il termine venne poi adottato nel mondo militare e nella pratica del Bujutsu, 武術che durante il periodo Tokugawa fu influenzata dalla tradizione Zen, 禅 a tutt’oggi è una definizione diffuso nell’ambiente delle arti marziali.





