Addestramento graduale difesa personale femminile

Metodo ed un programma didattico di addestramento graduale, generato  dopo anni di esperienza sul campo dal  team dojo ruan boxing, per difesa personale femminile  utilizzando tecniche derivate dalle discipline di  combattimento e sport da ring.

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Le praticanti sperimentano gradualmente l’approccio al contatto fisico e al confronto/scontro con un possibile ed eventuale aggressore, imparando a gestire le proprie emozioni in un processo graduale e sistematico di apprendimento, che include un’ampia parte di preparazione atletica cardiovascolare oltre ad un adeguato risveglio delle potenzialità psicofisiche di reattività e di riattivazione dell’atteggiamento vitale naturale di resilienza e combattività. Le tecniche prevedono l’impostazione pugilistica, l’utilizzo degli arti inferiori calci e ginocchiate, e degli arti superiori gomiti (derivati dalla thai boxe ed altre discipline),  svincolamenti da prese e tecniche di base di lotta, simulazione di aggressione e simulazioni di pressing con panico
(provenienti dalle scuole di addestramento militare).
Durante l’apprendimento si utilizzano diversificate strumentazioni guantoni da boxe per imparare a colpire in sicurezza;
guantini da mix martial arts per utilizzare anche la prensilità
approccio alla mano non guantata.

Il metodo prevede l’utilizzo esercitazioni ai sacchi  focus dinamici e sessioni di sparring con praticanti esperti di sesso maschile che si prestano a essere bersagliati da colpi, evitando e schivando gli attacchi al fine di far apprendere un reale impatto su un aggressore superando le inibizioni culturali psicologiche del colpire un essere umano.
Sono previste sperimentazioni con pressing psicologico e seminari di
addestramento all’attitudine mentale (teoria del predatore/predato).

道場 Dōjō Ruan

dojo-ruan-logo-copia道場 Dōjō  termine giapponese che indica il luogo ove si svolgono gli allenamenti alle arti marziali, etimologicamente significa luogo (jō) dove si segue la via (dō). In origine il termine, ereditato dalla tradizione buddhista cinese, indicava il luogo in cui il Buddha ottenne il risveglio e per estensione i luoghi deputati alla pratica religiosa nei templi buddhisti. Il termine venne poi adottato nel mondo militare e nella pratica del Bujutsu, che durante il periodo Tokugawa fu influenzata dalla tradizione Zen, perciò è a tutt’oggi diffuso nell’ambiente delle arti marziali.
In questo spirito, con questa mission, abbiamo generato un luogo nato dalla PASSIONE, un luogo ESSENZIALE ring sacchi e sbarre per trazioni, un luogo per scelta spartano nell’intento, dove studiare arti della Tradizione marziale in sintonia con arti di rigenerazione psicofisica e rilassamento profondo DOJO RUAN 

Presso il Dojo Ruan Boxing
operano l’Associazione sportiva Dilettantistca DOJO RUAN BOXING
e la sua generatrice Associazione Ruan ONLUS.

SHUGYO 修行

AUTODISCIPLINA secondo un espressione frequente in giappone far sparire la ruggine del corpo….quando l’acqua è alta la barca si solleva…. nelle avversità ci vuole autodisciplina come nel piacere….. nell’apprezzare il momento presente.

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Kisshomaru Ueshiba 植芝 吉祥丸

 

 

Zen 禅

” Lo Zen consiste nel trovare la forza autentica e illimitata nelle profondità dell’essere e obbedendo a questa energia creatrice, divenire attivi.”
Taisen Deshimaru
弟子丸泰仙

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pancrazio πανκράτιον

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Pankration fighter, Louvre Museum, Paris.

Il pancrazio antica arte di combattimento, in greco antico πανκράτιον pankràtion 
παν tutto e kràtos potere, forza.
Era uno agone,ἀγών, agōn, “gara”, “disputa”, combattimento totale dove tutte le tecniche erano ammesse,gli incontri di pancrazio venivano effettuati a mani nude.
Questa disciplina era un insieme di tecniche prese dalla lotta  Pale πάλη e dal pugilato Pygme greco πυγμαχία pygmachía, in latino pugilātus con tecniche sviluppate solo per questo contesto, che permettevano l’uso di qualsiasi abilità in uno scontro totale .
Il pancrazio si può considerare l’origine delle contemporanee  discipline come il vale tudo e le arti marziali miste .

 

Keysi metodo di autodifesa

Keysi Fighting Method (KFM) è un sistema di autodifesa istintuale ispirato da tecniche di combattimento e diverse tecniche di combattimento di strada, sviluppato da Justo Dieguez Serrano con la collaborazione di Andy Norman.
Caratteristica del keysi è l’uomo pensante (Pensador) e l’attacco dell’uomo pensante (pensataq), che si avvale di una forma di difesa per proteggere la parte più a rischio del corpo : la testa. Il Keysi  mantiene protetta la testa utilizzando le braccia, che vengono anche impiegate per infierire colpi potenti e a corto raggio. (codos)

 

VEGVISIR

Vegvísir,   è considerato un simbolo magico, avente lo scopo di aiutare il portatore a trovare la giusta strada lungo il percorso della vita fisica e di quella metafisica.
La parola deriva da due termini islandesi: Veg e Vísir. Veg è un abbreviativo di “Vegur” e significa “strada” o “percorso”, e “Vísir” sta per “guida” o “guide”.
Le leggende narrano che i vichinghi islandesi, già intorno alla fine del IX° sec., lo tracciassero abitualmente sulle navi per non perdere la rotta e sapersi orientare anche nelle peggiori condizioni meteorologiche.
In molti casi veniva tracciato con la saliva, con un carboncino o con il sangue anche sulla fronte o nella parte interna dell’elmo.
L’attestazione più importante si riscontra nel cosiddetto “Manoscritto Huld”.
L’“HULD MANUSCRIPT”, ossia il Manoscritto Oscuro è il nome dato ad un grimorio islandese, una raccolta di racconti e incantesimi, compilato da Geir Vigfusson
(Geir Vigfússyni ) nel 1847.
Dalle poche fonti disponibili sembra che per tale redazione egli abbia attinto da altri tre codici più antichi, di cui uno proveniente da Seltjarnarnesi, vicino Reykjavik (1810), un altro era intitolato “Galdrastafir og Náttúra þeirra” ossia “Magia e Natura”, e conteneva i sigilli magici ma non le iscrizioni; del terzo , invece, a parte la citazione non sappiamo nulla.
Huld è anche il nome di una maga e veggente che compare in due saghe norrene: la “Yngling”
[1] e “Sturlunga”[2]. In un racconto islandese di Snorri Sturlusson (1178-1241) scopriamo che era un’amante di Odino e genitrice di due semi-dee, che presero il nome Þorgerðr e Irpa.
Se guardiamo l’etimologia, “Huld” significa “nascosto” o “Segreto” e deriva dal norreno “Hulda”: è una radice presente anche in molti altri termini di derivazione germanica.
In una pagina del manoscritto, nel quale viene mostrato, oltre al nome è riportata la seguente frase:
“if this sign is carried, one will never lose one’s way in storms or bad weather, even when the way is not known”
(Se qualcuno porta con sé questo simbolo, non perderà mai la propria strada nella tempesta o nel cattivo tempo, anche se percorre una strada a lui sconosciuta).

Fonte Claudio Dionisi per Esoterismo e Misteri

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