VEGVISIR

Vegvísir,   è considerato un simbolo magico, avente lo scopo di aiutare il portatore a trovare la giusta strada lungo il percorso della vita fisica e di quella metafisica.
La parola deriva da due termini islandesi: Veg e Vísir. Veg è un abbreviativo di “Vegur” e significa “strada” o “percorso”, e “Vísir” sta per “guida” o “guide”.
Le leggende narrano che i vichinghi islandesi, già intorno alla fine del IX° sec., lo tracciassero abitualmente sulle navi per non perdere la rotta e sapersi orientare anche nelle peggiori condizioni meteorologiche.
In molti casi veniva tracciato con la saliva, con un carboncino o con il sangue anche sulla fronte o nella parte interna dell’elmo.
L’attestazione più importante si riscontra nel cosiddetto “Manoscritto Huld”.
L’“HULD MANUSCRIPT”, ossia il Manoscritto Oscuro è il nome dato ad un grimorio islandese, una raccolta di racconti e incantesimi, compilato da Geir Vigfusson
(Geir Vigfússyni ) nel 1847.
Dalle poche fonti disponibili sembra che per tale redazione egli abbia attinto da altri tre codici più antichi, di cui uno proveniente da Seltjarnarnesi, vicino Reykjavik (1810), un altro era intitolato “Galdrastafir og Náttúra þeirra” ossia “Magia e Natura”, e conteneva i sigilli magici ma non le iscrizioni; del terzo , invece, a parte la citazione non sappiamo nulla.
Huld è anche il nome di una maga e veggente che compare in due saghe norrene: la “Yngling”
[1] e “Sturlunga”[2]. In un racconto islandese di Snorri Sturlusson (1178-1241) scopriamo che era un’amante di Odino e genitrice di due semi-dee, che presero il nome Þorgerðr e Irpa.
Se guardiamo l’etimologia, “Huld” significa “nascosto” o “Segreto” e deriva dal norreno “Hulda”: è una radice presente anche in molti altri termini di derivazione germanica.
In una pagina del manoscritto, nel quale viene mostrato, oltre al nome è riportata la seguente frase:
“if this sign is carried, one will never lose one’s way in storms or bad weather, even when the way is not known”
(Se qualcuno porta con sé questo simbolo, non perderà mai la propria strada nella tempesta o nel cattivo tempo, anche se percorre una strada a lui sconosciuta).

Fonte Claudio Dionisi per Esoterismo e Misteri

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