Ἐρᾷ μὲν ὄμβρου γαῖα, ἐρᾷ δὲ ὁ σεμνὸς αἰθήρ La terra vuole la pioggia e la vuole anche l’etere venerabile Marco Aurelio

Συμφέρει ἑκάστῳ ὃ φέρει ἑκάστῳ ἡ τῶν ὅλων φύσις, καὶ τότεσυμφέρει ὅτε ἐκείνη φέρει.

Giova ad ognuno ciò che ad ognuno viene dalla natura Universale, e giova proprio nel momento in cui gli viene.

Ἐρᾷ μὲν ὄμβρου γαῖα, ἐρᾷ δὲ ὁ σεμνὸς αἰθήρ, ἐρᾷ δὲ ὁ κόσμοςποιῆσαι ὃ ἂν μέλλῃ γίνεσθαι. λέγω οὖν τῷ κόσμῳ ὅτι σοὶ συνερῶ.μήτι δὲ οὕτω κἀκεῖνο λέγεται, ὅτι˙ φιλεῖ τοῦτο γίνεσθαι;

”La terra vuole la pioggia, e la vuole anche l’etere venerabile”
E L’universo vuole ciò che è destino avvenga.
Perciò disco all’universo:” Io voglio insieme con te ”
Non si dice infatti che tal cosa vuole accadere?

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Ἤτοι ἐνταῦθα ζῇς καὶ ἤδη εἴθικας˙ ἢ ἔξω ὑπάγεις καὶ τοῦτοἤθελες˙ ἢ ἀποθνῄσκεις καὶ ἀπελειτούργησας. παρὰ δὲ ταῦταοὐδέν. οὐκοῦν εὐθύμει

O continui a vivere in questo modo, e ti ci sei abituato , o te ne vai, e la tua missione è conclusa
Non V’è altro, all’infuori di questo. Coraggio, quindi!

Τὰ εἰς ἑαυτόν
Συγγραφέας: Μάρκος Αυρήλιος

X, 20, 21,22

Vocatus Atque Non Vocatus Deus Aderit

Chiamato o non chiamato, il dio sarà presente!

”καλούμενός τε κἄκλητος θεὸς παρέσται ‘”

Questa iscrizione è stata incisa sopra la porta d’ingresso della casa che Carl Gustav Jung  a Küsnacht, in Svizzera vicino Zurigo.
E’ tratta dall’Oracolo di Delfi e costituisce la risposta che ottennero gli spartani, quando consultarono l’oracolo, prima di portare la guerra ad Atene, chiesero al dio Apollo presso Delphi
“se fosse meglio entrare in guerra”e ricevettero la risposta:

”..che se avessero messo tutta la loro forza nella guerra, la vittoria sarebbe stata loro e la promessa che lui stesso sarebbe stato con loro, sia invocato che non invocato.”

La versione latina “Vocatus atque invocatus deus aderit”pare si  diffuse grazie a  Erasmo da Rotterdam

“per esprimere  qualcosa, che anche se non lo si chiede e non si è intenzionati a farlo, si verificherà comunque, che ci piaccia o no.
Si dice che ,  Jung  sostenesse che questa frase  volesse
esprimere il mio senso di precarietà, la sensazione di trovarmi sempre immerso in possibilità che trascendono la mia volontà“ ma anche che  fosse un promemoria per se stesso e per i suoi pazienti,  l’inizio della saggezza è il timore del Divino: “timor dei initium sapientiae”.

Tucidide , La guerra del Peloponneso 1.118.3

” αὐτὸς ἔφη ξυλλήψεσθαι καὶ παρακαλούμενος καὶ ἄκλητος. 


 Lui stesso, ha detto, sarebbe intervenuto per aiutare, sia chiamato che non invitato. “

1.118.3
αὐτοῖς μὲν οὖν τοῖς Λακεδαιμονίοις διέγνωστο λελύσθαι τε τὰς σπονδὰς καὶ τοὺς Ἀθηναίους ἀδικεῖν, πέμψαντες δὲ ἐς Δελφοὺς ἐπηρώτων τὸν θεὸν εἰ πολεμοῦσιν ἄμεινον ἔσται· ὁ δὲ ἀνεῖλεν αὐτοῖς, ὡς λέγεται, κατὰ κράτος πολεμοῦσι νίκην ἔσεσθαι, καὶ αὐτὸς ἔφη ξυλλήψεσθαι καὶ παρακαλούμενος καὶ ἄκλητος.

E sebbene i Lacedemoni avessero deciso sul fatto della violazione del trattato e della colpa degli ateniesi, tuttavia inviarono a Delphi per chiedere al dio se avrebbe avuto un buon esito  se fossero andati in guerra; e, come si dice, ricevettero da lui la risposta che se avessero messo tutta la loro forza nella guerra, la vittoria sarebbe stata loro e la promessa che lui stesso sarebbe stato con loro, sia invocato che non invocato.

Non omnibus datum

Ciò che si cela, nella qualità e nell’intensità degli intenti , appare scontatamente evidente …. l’ardua e costante pratica sprofonda in Interiora Terrae…

non basta mai

ricerca senza fine

”imboccando naturalmente una via pericolosa …avventurandosi in un paese selvaggio,senza avere credenziali nè una carta geografica esatta…”

Julius Evola
La Dottrina del Risveglio

ποριεῖς δέ, ἂν ὡς ἐσχάτην τοῦ βίου ἑκάστην πρᾶξιν ἐνεργῇς. compiendo ogni singola azione come fosse l’ultima della tua vita Marco Aurelio

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 ποριεῖς δέ, ἂν ὡς ἐσχάτην τοῦ βίου ἑκάστην πρᾶξιν ἐνεργῇς,

Τὰ εἰς ἑαυτόν
Συγγραφέας: Μάρκος Αυρήλιος

Perfice Omnia facta vitae quasi haec postrema essent

Te ne affrancherai compiendo ogni singola azione come fosse l’ultima della tua vita, lontano da ogni superficialità e da ogni
avversione passionale alle scelte della ragione e da ogni finzione, egoismo e malcontento per la tua sorte.

Marco Aurelio
A se stesso
(pensieri)

Umbra feralis…nigra scuta, tincta corpora Tacito

Valentissimas nominasse sufficiet, Harios, Helveconas, Manimos, Helisios, Nahanarvalos. Apud Nahanarvalos antiquae religionis lucus ostenditur. Praesidet sacerdos muliebri ornatu, sed deos interpretatione Romana Castorem Pollucemque memorant. Ea vis numini, nomen Alcis. Nulla simulacra, nullum peregrinae superstitionis vestigium; ut fratres tamen, ut iuvenes venerantur. Ceterum Harii super vires, quibus enumeratos paulo ante populos antecedunt, truces insitae feritati arte ac tempore lenocinantur: nigra scuta, tincta corpora; atras ad proelia noctes legunt ipsaque formidine atque umbra feralis exercitus terrorem inferunt, nullo hostium sustinente novum ac velut infernum adspectum; nam primi in omnibus proeliis oculi vincuntur.

XLIII De origine et situ Germanorum(Germania) Tacito

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Basti ricordare le più forti: gli Arii, gli Elveconi, i Manimi, gli Elisii, i Naanarvali. Presso questi ultimi viene indicato un bosco, sede di un antico culto: vi presiede un sacerdote in abbigliamento muliebre, e gli dèi, secondo le corrispondenze romane, sono identificati con Castore e Polluce. Le caratteristiche divine sono le stesse; il nome è Alci.
Non esistono statue, né tracce che indichino la provenienza straniera del culto; li venerano però come fratelli e come giovani.
Quanto agli Arii, a parte la forza che li fa emergere fra i popoli or ora enumerati, con artifici e scelta di tempo esaltano la ferocia, già insita nel loro aspetto truce: hanno scudi neri e il corpo tinto di scuro; per combattere scelgono notti tenebrose, e la sola raccapricciante comparsa di questo esercito di fantasmi semina panico, poiché nessun nemico sa reggere a quella stupefacente e quasi infernale visione; infatti in ogni battaglia i primi a essere vinti sono appunto gli occhi.

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anche…

Gli Harii, a parte la forza in cui superano i popoli appena elencati, sono di natura feroce e ingannano questa ferocia naturale con l’aiuto dell’arte e della scelta del tempo: anneriscono i loro scudi e tingono i loro corpi; scelgono notti pungenti per le loro battaglie; per puro panico ed effetto oscuro colpiscono il terrore come un esercito di fantasmi…

企者不立 chi sta in punta di piedi non è stabile 道德經. XXIV 24 Dao De Jing

企者不立;跨者不行;自見者不明;自是者不彰;自伐者無功;自矜者不長。其在道也,曰:餘食贅行。物或惡之,故有道者不處。
道德經. XXIV 24 Dao De Jing

Ogni traduzione è solo una possibile interpretazione

 

企者不立

Chi si alza in punta di piedi non è stabile
跨者不行

 

 

chi cammina a gradi passi non va lontano
自見者不明

 chi si mostra non brilla
自是者不彰

chi afferma le proprie opinioni non spicca
自伐者無功

chi si vanta non trova riconosciuto il suo merito
自矜者不長

chi è orgoglioso non dura
其在道也

queste cose nel Dao son dette
曰: 食贅行

 

 

eccesso di cibo azione superflua
物或惡之

tra gli esseri alcuni le destestano
故有道者不處

 

 

perciò chi al Dao non si sofferma

Il cerchio Ermetico Herman Hesse carl Gustav Jung

“Nulla accade mai per caso.
Qui arrivano solo gli ospiti giusti.
Questo è il Cerchio Ermetico … ”
Hermann Hesse

Un  intensa amicizia tra Hermann Hesse, Carl Gustav Jung e Miguel Serrano, tra la fine degli anni cinquanta e l’inizio degli anni sessanta  espressa con  conversazioni e epistolari tra questi tre uomini straordinari su temi fondamentali quali l’Amicizia, l’Amore e la Morte.
Il Cerchio Ermetico,  appare come  lo spazio magico, che si apre talora, in certe misteriose circostanze, nella nostra vita terrestre, aldilà delle barriere spazio-temporali della dimensione puramente terrena, in cui avvengono gli incontri tra persone che appartengono alla stessa Tradizione, perchè tra le stesse esiste un sottile ed in visibile filo, una sincronicità…

In tale spazio magico” le cose vengono a noi desiderose di trasformarsi in simboli”

La qualità, potrebbe realizzarsi solo rivivendo e rivitalizzando  i simboli, un compito solitario, non importa quanto tu isolato tu sia e quanto solo ti senta, se realizzi il tuo lavoro secondo coscienza e sinceramente, amici sconosciuti ti cercheranno ed arriveranno a te…

Nel Cerchio Ermetico non vige la legge di causa ed effetto che regola il mondo della materia, ma la legge di sincronicità, delle “coincidenze significative”, dei “casi pieni di destino e significato”, in cui svaniscono la comune concezione del tempo e la dicotomia tra materia e spirito, tra esseri animati ed esseri inanimati ed in cui “le cose vengono a noi desiderose di trasformarsi in simboli”.
Libri come questo hanno una vita autonoma, sono fatti di materia vivente, decidono da soli dove e quando circolare e a quale lettore regalare il loro prezioso messaggio, che essi trasportano, attraverso percorsi misteriosi, da insondabili dimensioni dello spazio e del tempo. Tale messaggio, di fondamentale importanza, può essere compreso solo con l’intelligenza del cuore, ma rimarrà oscuro ed inaccessibile a chi cerchi di decifrarlo con la mente razionale.

Armonia Marco Aurelio

Ὅταν ἀναγκασθῇς ὑπὸ τῶν περιεστηκότων οἱονεὶ διαταραχθῆναι, ταχέως ἐπάνιθι εἰς ἑαυτὸν καὶ μὴ ὑπὲρ τὰ ἀναγκαῖα ἐξίστασο τοῦ ῥυθμοῦ˙ ἔσῃ γὰρ ἐγκρατέστερος τῆς ἁρμονίας τῷ συνεχῶς εἰς αὐτὴν ἐπανέρχεσθαι.

Quando sei come costretto dalle circostanze a turbarti, rientra subito in te stesso, e non uscir di misura più di quanto sia  necessario, perchè tornando continuamente all’armonia ne diverrai sempre più padrone

Marco Aurelio

Τὰ εἰς ἑαυτόν Pensieri Meditazioni – Ricordi – A sé stesso

libro VI, 11

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