“Poiché quale è l’impressione (o pensiero), tale anche il flusso; infatti la pische è tinta dalle impressioni (o pensieri).” Marco Aurelio

βάπτεται γὰρ ὑπὸ τῶν φαντασιῶν ἡ ψυχή” che significa letteralmente “infatti la psiche è tinta dalle impressioni (o pensieri)

Οἷα ἂν πολλάκις φαντασθῇς, τοιαύτη σοι ἔσται ἡ διάνοια˙ βάπτεται γὰρ ὑπὸ τῶν φαντασιῶν ἡ ψυχή. βάπτε οὖν αὐτὴν τῇ συνεχείᾳ τῶν τοιούτων φαντασιῶν˙ οἷον, ὅτι ὅπου ζῆν ἐστιν, ἐκεῖ καὶ εὖ ζῆν˙ ἐν αὐλῇ δὲ ζῆν ἐστιν˙ ἔστιν ἄρα καὶ εὖ ζῆν ἐν αὐλῇ. καὶ πάλιν, ὅτι οὗπερ ἕνεκεν ἕκαστον κατεσκεύασται, ‹πρὸς τοῦτο κατεσκεύασται˙› πρὸς ὃ δὲ κατεσκεύασται, πρὸς τοῦτο φέρεται˙ πρὸς ὃ φέρεται δέ, ἐν τούτῳ τὸ τέλος αὐτοῦ˙ ὅπου δὲ τὸ τέλος, ἐκεῖ καὶ τὸ συμφέρον καὶ τὸ ἀγαθὸν ἑκάστου˙ τὸ ἄρα ἀγαθὸν τοῦ λογικοῦ ζῴου κοινωνία. ὅτι γὰρ πρὸς κοινωνίαν γεγόναμεν, πάλαι δέδεικται˙ ἢ οὐκ ἦν ἐναργὲς ὅτι τὰ χείρω τῶν κρειττόνων ἕνεκεν, τὰ δὲ κρείττω ἀλλήλων; κρείττω δὲ τῶν μὲν ἀψύχων τὰ ἔμψυχα, τῶν δὲ ἐμψύχων τὰ λογικά.
“Quali sono le impressioni che ricevi più spesso, tale sarà anche la tua mente; infatti l’anima si tinge del colore delle impressioni.

Tingila dunque con la continuità di tali impressioni: per esempio, [il pensiero] che dove c’è la possibilità di vivere, lì c’è anche la possibilità di vivere bene; e nella corte (imperiale) c’è la possibilità di vivere; dunque c’è anche la possibilità di vivere bene nella corte.

E ancora, [il pensiero] che in vista di ciò per cui ogni cosa è stata costruita, per quello è stata costruita; e verso ciò per cui è stata costruita, verso questo si muove; e in ciò verso cui si muove, in questo è il suo fine; e dove è il fine, lì è anche il vantaggio e il bene di ciascuna cosa.

Dunque il bene dell’essere razionale è la società. Infatti, che siamo nati per la società, è stato dimostrato da tempo; o non era evidente che le cose inferiori esistono in funzione delle superiori, e le superiori in funzione reciproca? Sono superiori tra le cose inanimate quelle animate, e tra le animate quelle razionali.

A sé stesso (o Meditazioni) Libro: V Capitolo: 16

La mente libera da passioni è una fortezza Marco Aurelio

«Ricordati che il tuo principio direttivo diventa invincibile quando, rinserrato in se stesso, si contenta di sé e non fa niente che non voglia […] La mente libera da passioni è una fortezza [akrópolis]: l’essere umano non ha niente di più forte dove rifugiarsi ed essere sempre inespugnabile».

dai Pensieri (Ta eis heauton) di Marco Aurelio, precisamente dal libro VIII, paragrafo 48. I
«Μέμνησο ὅτι τὸ ἡγεμονικόν σου ἀνίκητον γίνεται, ὅταν εἰς ἑαυτὸ συσταλῇ καὶ ἀρκεῖται ἑαυτῷ, μηδὲν ποιῶν ὃ μὴ θέλει, κἂν ἀλόγως ἀντιτάσσηται. […] Ἀπαθὴς νοῦς ἀκρόπολις· οὐ γὰρ ἔχει ἄνθρωπος οὐδὲν ἰσχυρότερον τούτου, εἰς ὃ καταφυγὼν ἀνάλωτος ἔσται.»
Traduzione in latino (approssimativa, poiché non esiste una versione latina originale):
«Memento quod principatus tuus invictus fit, cum in se ipsum contractus sibi sufficit, nihil faciens quod nolit, etiam si irrationabiliter resistat. […] Mens sine passionibus arx est; nihil enim homo fortius habet, in quod confugiens inexpugnabilis sit.»

Perché chi ha scelto la propria mente, il proprio demone e i riti della potenza di questo.

Μὴ τιμήσῃς ποτὲ ὡς συμφέρον σεαυτοῦ, ὃ ἀναγκάσει σέ ποτε τὴν πίστιν παραβῆναι, τὴν αἰδῶ ἐγκαταλιπεῖν, μισῆσαί τινα, ὑποπτεῦσαι, καταράσασθαι, ὑποκρίνασθαι, ἐπιθυμῆσαί τινος τοίχων καὶ παραπετασμάτων δεομένου. ὁ γὰρ τὸν ἑαυτοῦ νοῦν καὶ δαίμονα καὶ τὰ ὄργια τῆς τούτου ἀρετῆς προελόμενος τραγῳ δίαν οὐ ποιεῖ, οὐ στενάζει, οὐκ ἐρημίας, οὐ πολυπληθείας δεήσεται˙ τὸ μέγιστον, ζήσει μήτε διώκων μήτε φεύγων, πότερον δὲ ἐπὶ πλέον διάστημα χρόνου τῷ σώματι περιεχομένῃ τῇ ψυχῇ ἢ ἐπ ἔλασσον χρήσεται, οὐδ ὁτιοῦν αὐτῷ μέλει˙ κἂν γὰρ ἤδη ἀπαλλάσσεσθαι δέῃ, οὕτως εὔλυτος ἄπεισιν, ὡς ‹ἂν› ἄλλο τι τῶν αἰδημόνως καὶ κοσμίως ἐνεργεῖσθαι δυναμένων ἐνεργήσειεν, τοῦτο μόνον παῤ ὅλον τὸν βίον εὐλαβούμενος, τὸ τὴν διάνοιαν ἔν τινι ἀνοικείῳ νοεροῦ πολιτικοῦ ζῴου τροπῇ γενέσθαι.

“Non considerare mai come vantaggioso per te ciò che ti potrebbe costringere un giorno a tradire la tua fede, ad abbandonare la tua dignità, a odiare qualcuno, a sospettare, a maledire, a fingere, o a desiderare qualcosa che richiede mura e tende.
Perché chi ha scelto la propria mente, il proprio demone e i riti della sua virtù non recita tragedie, non si lamenta, non ha bisogno né di solitudine né di folla.
La cosa più grande è vivere senza inseguire né fuggire, e non gli importa se la sua anima rimarrà più o meno a lungo nel corpo; e anche se deve già andarsene, se ne va con facilità, come farebbe qualsiasi altra cosa che può essere compiuta con decenza e ordine, preoccupandosi per tutta la vita solo di questo: che la sua mente non si trovi in una condizione estranea alla natura di un essere razionale e sociale.”

MARCO AURELIO III,7

“Ogni cosa è opinione, e questa dipende da te. Dunque, eliminala quando vuoi l’opinione, e come quando si doppia un promontorio si trova la bonaccia, così ogni cosa sarà stabile e un golfo senza onde.”Marco Aurelio

Destino: Fitto intreccio di cause Marco Aurelio V libro Τὰ εἰς ἑαυτόν X a sè stesso

 Ὅ τι ἄν σοι συμβαίνῃ, τοῦτό σοι ἐξ αἰῶνος προκατεσκευάζετο καὶ ἡ ἐπιπλοκὴ τῶν αἰτίων συνέκλωθε τήν τε σὴν ὑπόστασιν ἐξ ἀιδίου καὶ τὴν τούτου σύμβασιν.
MARCUS AURELIUS – V libro Τὰ εἰς ἑαυτόν X

Ama il mestiere che hai imparato Marco Aurelio XXXI MARCUS AURELIUS – Τὰ εἰς ἑαυτόν IV

Τὸ τεχνίον ὃ ἔμαθες φίλει, τούτῳ προσαναπαύου· τὸ δὲ ὑπόλοιπον τοῦ βίου διέξελθε ὡς θεοῖς μὲν ἐπιτετροφὼς τὰ σεαυτοῦ πάντα ἐξ ὅλης τῆς ψυχῆς, ἀνθρώπων δὲ μηδενὸς μήτε τύραννον μήτε δοῦλον σεαυτὸν καθιστάς.
XXXI MARCUS AURELIUS – Τὰ εἰς ἑαυτόν IV

Amico mio, dedicati all’arte che hai imparato; e il resto della tua vita trascorrila come se avessi affidato tutto te stesso agli dèi con tutta l’anima, senza renderti né tiranno né schiavo di nessun uomo.”

Ὅμοιον εἶναι τῇ ἄκρᾳ, Sii simile allo scoglio

    Ὅμοιον εἶναι τῇ ἄκρᾳ, ᾗ διηνεκῶς τὰ κύματα προσρήσσεται· ἡ δὲ ἕστηκε καὶ περὶ αὐτὴν κοιμίζεται τὰ φλεγμήναντα τοῦ ὕδατος. MARCUS AURELIUS – Τὰ εἰς ἑαυτόν IV

Sii simile allo scoglio su cui si infrangono incessantemente i flutti: saldo, immobile e intorno ad esso finisce per placarsi il ribollire delle acque

Quale specie di anima ? Marco Aurelio libro V

Πρὸς τί ποτε ἄρα νῦν χρῶμαι τῇ ἐμαυτοῦ ψυχῇ; παῤ ἕκαστα τοῦτο ἐπανερωτᾶν ἑαυτὸν καὶ ἐξετάζειν τί μοί ἐστι νῦν ἐν τούτῳ τῷ μορίῳ, ὃ δὴ ἡγεμονικὸν καλοῦσι, καὶ τίνος ἄρα νῦν ἔχω ψυχήν; μήτι παιδίου; μήτι μειρακίου; μήτι γυναικαρίου; μήτι τυράννου; μήτι κτήνους; μήτι θηρίου;

A quale fine tende, allora, l’uso che stò facendo della mia anima?

Rivolgiti questa domanda in ogni circostanza e chiediti : che cosa sta avvenendo ora in quella parte di me che si chiama principio direttivo ( egemonicon) e quale specie di anima ho in questo momento ?
Forse quella di un bambino, o di un ragazzo, o di una femminuccia, o di un tiranno, o di una bestia da soma o di una belva?

Libro V, 11

‘Ηγεμονικόν EGEMONICON ”Sovrano Interiore, Rifugio, Principio Direttivo” Marco Aurelio

 Μέμνησο ὅτι ἀκαταμάχητον γίνεται τὸ ἡγεμονικόν, ὅταν εἰς ἑαυτὸ συστραφὲν ἀρκεσθῇ ἑαυτῷ, μὴ ποιοῦν τι ὃ μὴ θέλει, κἂν ἀλόγως παρατάξηται. τί οὖν, ὅταν καὶ μετὰ λόγου καὶ περιεσκεμμένως κρίνῃ περί τινος; διὰ τοῦτο ἀκρόπολίς ἐστιν ἡ ἐλευθέρα παθῶν διάνοια· οὐδὲν γὰρ ὀχυρώτερον ἔχει ἄνθρωπος, ἐφ’ ὃ καταφυγὼν ἀνάλωτος λοιπὸν ἂν εἴη. ὁ μὲν οὖν μὴ ἑωρακὼς τοῦτο ἀμαθής, ὁ δὲ ἑωρακὼς καὶ μὴ καταφεύγων ἀτυχής.

MARCUS AURELIUS – Τὰ εἰς ἑαυτόν VIII, 48

  Ricordati che l’egemonico (principio direttivo, sovrano interiore) diventa invincibile, quando si rivolge a sè stesso e si accontenta di sè, e non faccia niente che non voglia, anche se la suo opposizione è irragionevole . 
Quanto più lo sarà , allora esprimerà un giudizio con razionalità e ponderatezza? 
per questo la mente libera da passioni è un baluardo:
l’uomo non ha niente di più forte dove rifugiarsi ed essere per sempre inespugnabile.

Chi non l’ha inteso è ignorante, chi l’ha inteso e non vi si rifugia, un infelice.

Τρέχε ἐπὶ τὸ σεαυτοῦ ἡγεμονικὸν καὶ τὸ τοῦ ὅλου καὶ τὸ τούτου.τὸ μὲν σεαυτοῦ, ἵνα νοῦν δικαϊκὸν αὐτὸ ποιήσῃς˙ τὸ δὲ τοῦ ὅλου,ἵνα συμμνημονεύσῃς τίνος μέρος εἶ˙ τὸ δὲ τούτου, ἵνα ἐπιστήσῃςπότερον ἄγνοια ἢ γνώμη, καὶ ἅμα λογίσῃ ὅτι συγγενές.

Τὰ εἰς ἑαυτόν Μάρκος Αυρήλιος IX,22

Affrettati a ricorrere alla tua facoltà sovrana, a quello dell’universo, e quello di costui.

Al tuo per farne una mente giusta , a quello dell’Universo , per ricordarti di che cosa tu sei parte, a quello di quest’uomo ,per sapere se la sua ignoranza o ragionata deliberazione, e insieme per tener conto del fatto che è un tuo parente.
(IX, 22)

“Penetra pure entro le loro facoltà sovrane e vedrai chi sono i giudici che ti fanno paura; e che genere di giudici sono per sè stessi
IX, 18

Δίελθε ἔσω εἰς τὰ ἡγεμονικὰ αὐτῶν καὶ ὄψει τίνας κριτὰςφοβῇ, οἵους καὶ περὶ αὑτῶν ὄντας κριτάς.

ἡγεμονικόν EGEMONICON principio sovrano forza interiore cosciente e dominatrice, capacità di calmo autodominio, di equanimità e di distacco, rifugio interiore.

Legemonikòn è concepito come un foro interiore, uno spazio interno in cui trovare rifugio e, in analogia, tale rifugio può trovarsi nell’egemonikòn universale.

”La correlazione fra i due princìpi ha una netta somiglianza con quella vedica e delle Upanishad fra àtman bràhman, fra scintilla divina individuale e principio spirituale universale. ”

confer  Stefano Arcella Cittadella n. 19. vedi “Sovrano interiore” e “visione del mondo” nel pensiero stoico di Marco Aurelio

Ciò che si frappone diventa via πρὸ ὁδοῦ γίνεται τὸ τῆς ὁδοῦ ταύτης ἐνστατικόν Ex impedimentum via fit.

Meditazioni Libro V.20, Marco Aurelio

Πρὸ ἔργου γίνεται τὸ τοῦ ἔργου τούτου ἐφεκτικὸν καὶ πρὸ ὁδοῦ τὸ τῆς ὁδοῦ ταύτης ἐνστατικόν.

“Ciò che è stato in grado di impedire quell’azione diventa l’azione e ciò che è stato in grado di bloccare quella via diventa la via.”

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