Il sentiero del marzialista

La differenza tra un marzialista ed uno sportivo è che il marzialista finché mantiene il fuoco interiore acceso pratica in ogni modo e forma…

Lo sportivo appende i guantoni al chiodo..

Pratica l’insegnamento senza parole

行不言之教

xing bu yan zhi jiao

Tao Te Ching 道德經

八卦 bagua  pakua  otto simboli  

无极生有极, 有极是太极, 太极生两仪, 即阴阳; 两仪生四象: 即少阳、太阳、少阴、太阴, 四象演八卦, 八八六十四卦
Il senza-limiti Wuji
有极 produce il limitato, e questo è l’Assoluto 太极 Taiji
Il Taiji produce due forme, chiamate yin e yang.
Le due forme producono quattro fenomeni:
piccolo Yang, grande Yang, piccolo Yin e grande Yin.
I fenomeni sono rappresentati dagli otto trigrammi (ba gua),
otto serie di otto sono sessantaquattro esagrammi.

古代哲学术语。一种说法认为:无极生有极,有极生太极,太极分阴阳,有极介于无极、太极之间。相当于古籍中所说 的“宇宙卵”,即天地混沌如鸡子,鸡子有阴阳二气,方能生成生命。有极犹如《老子道德经》二十一章对道的论述:“道之物,唯恍唯惚。惚兮恍兮,其中有象。恍兮惚兮,其中有物。”有极处于无极至太极的萌动阶段,在太极拳中引申为:指介于预备势和开始动作之间的身心状态。

Seguaci del Tao 道 Ribelli nei secoli

Il Tao Te Ching 道德 經 ha esercitato un’influenza sottile su gran parte del pensiero cinese. A esso si richiama direttamente la scuola mistica del taoismo dei secoli seguenti. Il taoismo come religione istituzionale,  pur venerando Lao-tzu come una divinità, ha ben poco a che fare con il suo insegnamento. Esso riflette assai più l’antico animismo della religione popolare cinese, con una spiccata preoccupazione per il destino e per l’immortalità personale e con una struttura rituale e gerarchica.

Wai Khru Ram Muay ไหว้ครู รำ มวย . Danza Marziale di Rispetto

Wai Khru Ram Muay ไหว้ครู รำ มวย , è un rituale eseguito  dai combattenti nelle competizioni muay tailandesi .
ไหว้ wai è un tradizionale saluto thailandese con i palmi uniti in segno di rispetto. ครู Khru è la forma tailandese della parola sanscrita guru devanāgarī गुरू,  significa insegnante, maestro.
รำ Ram danza in stile classico e muay มวย significa boxe.
Il termine completo può quindi essere tradotto come “danza di guerra che saluta l’insegnante”, Il ram muay mostra rispetto e gratitudine per l’insegnante del pugile, i suoi genitori e i loro antenati, rispetto al re.

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La Muay Thai è connotata da una serie di rituali, tra cui la Ram Muay, una danza rituale che i pugili eseguono prima del  combattimento e che viene  accompagnata da una musica  caratteristica, lo Dontree Muay, e che  inizia sempre con il Wai Kruh (omaggio  al Maestro) con cui il thai-boxer si inginocchia in direzione della sua Scuola  o della città natale e compie tre profondi  inchini in segno di ringraziamento devozione.

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All’ingresso sul ring, i combattenti fanno il giro dell’ring in senso antiorario e pregano ad ogni angolo.
Chinano la testa ad ogni angolo tre volte salutando Buddha , Rama  (devanāgarī: राम) è l’eroe dell’epica del Rāmāyaṇa, considerato, nella religione induista, come avatara di Visnù) il sangha dei monaci. (Saṃgha anche saṅgha (sanscrito e pāli; in scrittura devanāgarī: संघ; cinese: 僧伽 pinyin: sēngqié, coreano: 승가, seungga, giapponese: 僧伽 sōgya, tibetano: dge-‘dun) è il termine sanscrito e pāli che indica, nel suo più ampio significato, la comunità dei monaci.

Iniziano quindi il Ram Muay, i cui movimenti si dice siano basati sui movimenti effettuati da Hanuman ,nell’induismo, Hanumat (devanāgarī: हनुमत्; nominativo singolare हनुमान् Hanumān), anche noto come Anjaneya, è una delle figure più importanti del poema epico indiano Rāmāyaṇa; è un vānara (spirito dall’aspetto di scimmia) che aiutò il Signore Rāma (avatar di Viṣṇu) a liberare la sua consorte, Sītā, dal re rakshasa Rāvaṇa.

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Il ram muay è un rituale personale, che va dal molto complesso al molto semplice, e spesso contiene indizi su chi ha addestrato il combattente e da dove proviene il combattente. Il ram muay è accompagnato da musica, che fornisce un ritmo ai movimenti del pugile.

THAI BOXE MUAY THAI มวยไทย

Riti sciamanici e Muay thai มวยไทย Boxe thailandese

Sciamanismo

I simboli mistici dei Tatuaggi Muay Thai Sak Yant “Bidhi sak” พิธี สัก

Nurikabe yokai 塗壁 妖怪

Il nurikabe  塗 り 壁 o 塗 壁  è uno Yōkai  妖怪 ,  “fantasma”; “strana apparizione” sono una classe di mostri ,spiriti e demoni soprannaturali nel folclore giapponese 民間伝承 minkan denshō, letteralmente “comunicazione tra la gente” è una parte fondamentale ed integrante della civiltà giapponese.

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Il suo nome si traduce in “muro di gesso” e si dice che si manifesti come un muro invisibile che impedisce o trascura i viaggiatori che camminano di notte.

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A volte indicato in inglese come “The Wall” o “Mr. Wall”, questo yōkai è descritto come piuttosto alto, per impedire alle persone di arrampicarsi su di esso, e abbastanza largo da smorzare qualsiasi tentativo di aggirarlo, sbarrano la strada alle loro vittime, spingendole a credere di essersi perse. Spesso si divertono a tormentare un essere umano fino a portarlo alla disperazione. È difficile riconoscerli, poiché possono diventare invisibili quando sono in pericolo.

Coltivare l’energia vitale 氣

氣功QI GONG Arte millenaria(quasi dimenticata la dove è stata generata) di condizionamento psicofisico cosciente,  ginnastica aerobica isometrica ed isotonica,  meditazione, rilassamento,per il mantenimento della buona salute e del benessere sia fisici sia psicologici, tramite la cura e l’accrescimento della propria energia interna 氣il Qi.

 

Movimenti di rigenerazione psicofisica e Discipline del Sentire 自由運動 jiyū undo

E’ impossibile in modo univoco ed inequivocabile definire esattamente quando, come e sopratutto dove sorsero le prime manifestazioni di queste discipline atte sostanzialmente ad un processo di recupero dell’equilibrio psicofisico e alla ricerca della sensazione di integrità, discipline e pratiche dai mille volti e rivoli definibili con il termine “olotropiche” ὅλος intero e τρεπὲιν ”muoversi verso l’interezza”, o bioenergetiche comunque riguardanti la soggettiva energia vitale, che nelle disparate culture assume termini diversi, prana प्राण, Pneuma πνεῦμα, mana, qi,ki 氣

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Nell’antica Cina,per quel che si sa’, si é conservata traccia, come citato, da molti autori tra cui,  Wang Xuanjie e J.MFFET Nell’arte di nutrire (SoWEN Jaca Book)


Si narra che la Medicina Tradizionale cinese  designasse una varietà di denominazioni per definire individui che praticano movimenti rigenerativi nell’alveo della coltivazione del QI氣.

Copertina del libro 'Dall'arte di nutrire la vita: gli esercizi del palo eretto' sul Qi Gong, con figure di persone che praticano


”Agli albori della Medicina Tradizionale Cinese nel periodo delle ossa oracolari dove abbiamo testimonianza della cura attraverso ”esorcismo” tramite tecniche di movimento fisico ed emissione vocale..”

(confer Medicina Cinese la radice e i fiori corso di sinologia per medici e appassionati Giulia Boschi)

(confer Medicina Cinese la radice e i fiori corso di sinologia per medici e appassionati Giulia Boschi)

” È un ritorno dunque all’Uomo-Medicina, all’antica figura da cui il cammino medico dell’umanità prese un tempo avvio. Uomo-Medicina, termine generico questo, che la tradizione medico-esoterica cinese diligentemente valutava in varie e complementari esperienze e sensibilità. Fra queste realtà mediche vanno considerati certo i Wu ( 巫 ), Coloro che curano assumendo adeguate posizioni corporee e danzando, gli Xian ( 僊 ), Coloro che curano saltando e facendo capriole ed alzandosi da terra, e gli Zhu ( 巫 彭 ), Coloro che curano evocando ed esorcizzando, ed i Fang Shi ( 巫 咸 ), il variegato campo degli Stregoni, Coloro che conoscono le formule magiche e che sanno come utilizzarle. In ogni caso, tutti quanti Sha Men ( 沙 門 ), Sciamani. Non si intende qui sostenere che la tradizione medica cinese si sia totalmente svolta nello sciamanesimo. Essa, anzi, bene conobbe sia essoterismo che esoterismo. A volte fra essi regnò l’armonia, non raramente prevalse l’intransigenza.”

Illustrazione che descrive l'uomo-medicina nelle antiche tradizioni della medicina cinese, inclusi Wu, Zhu, Xian e Fang Shi.

Numerosissime sono i diversi approcci, riferimenti e discipline, scuole, ed implicazioni originarie dell’oriente, dove meglio conservate, grazie ad un diverso svolgersi di fattori storici e filosofici, poichè le concezioni tecnologiche riduzioniste e positiviste nonchè le credenze ”monoteiste” e le loro conseguenze sono giunte più tardi .

In occidente, più in era moderna, sono state divulgate discipline in tale direzione, poichè non è dato sapere, in modo certo, di conservazione di antiche tradizioni e pratiche, come quelle che si svolgevano  durante i culti riservati agli iniziati si ha memoria di Abari  Ἄβᾱρις Ὑπερβόρειος, Ábaris Hyperbóreios e Aristea di Proconneso, Ἀριστέας τοῦ Προκονησίου, leggendari ἱερόμαντές ieromanti , ϑαυματουργόι taumaturgi e sacerdoti di Apollo .

 

E similmente si può dire per il mondo delle tradizione nordiche germano-celtiche
pratiche e culti di cui resta poca testimonianza.

Hado 波動  movimento ondulatorio o vibrazione, percezione di ambienti e persone.
波 (ha / bō): onda, flutto, increspatura.
動 (dō / dòng): movimento, moto, azione.

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SEITAI Katsugen Undo
Movimento Rigeneratore
Katsugen Undo 活元運動 “movimento dall’interno”
Secondo Itsuo Tsuda:
“Il movimento rigeneratore si pratica mediante la sospensione momentanea del sistema volontario.
Non necessita di alcuna conoscenza, né tecnica.
Al contrario, bisogna liberarsene.
La ricerca di una finalità preliminarmente determinata, non fa che ostacolare l’evoluzione naturale del nostro essere.
Il principio che noi abbiamo formulato è dunque:
«SENZA CONOSCENZA, SENZA TECNICA, SENZA SCOPO».”

 

Reiki 靈氣  運動  Undo movimenti spontanei generati dalla liberazione di tensioni psicofisiche

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metodo TRE Trauma Releasing Exercises, “esercizi di rilascio del trauma

La vibrazione muscolare è un’esperienza somatica primordiale, che si origina nei processi naturali del sistema di memoria procedurale del cervello.
E’ metodo naturale che l’organismo utilizza per scaricare l’eccessiva eccitazione.
La scarica dell’organismo ha un’origine fisiologica, attraverso l’effetto rilassante sul corpo, il tremore facilita la percezione di sè stessi, rilassando al contempo la mente.

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Nota Nel panorama olistico e della cosiddetta medicina vibrazionale, il concetto espresso dal termine hadō (frequenza, risonanza ed energia sottile) affonda le radici nel lavoro di diversi medici, scienziati eterodossi e ricercatori che hanno teorizzato l’interazione tra materia, coscienza e oscillazioni energetiche.

I principali esponenti e filoni collegati includono:

La “Hadō Igaku” (波動医学) in Giappone: Oltre a Emoto, in Giappone studiosi e medici integrativi come il dottor Ryikyu Tsuda e vari divulgatori della medicina complementare hanno utilizzato l’espressione Hadō Igaku (medicina vibrazionale) per descrivere l’uso combinato di agopuntura, biorisonanza e tecniche di consapevolezza mentale per riequilibrare il campo energetico della persona.

Richard Gerber: Medico statunitense autore di Vibrational Medicine (1988), considerato il testo di riferimento della medicina energetica contemporanea. Gerber ha unificato concetti orientali (chakra, meridiani del prana e del qi) con la fisica quantistica ed elettromagnetica, descrivendo l’essere umano come una complessa rete di campi energetici multidimensionali in grado di rispondere a vibrazioni luminose, sonore o floreali.

Albert Abrams e la radionica: Considerato all’inizio del Novecento il fondatore della radionica, Abrams sosteneva che ogni cellula, tessuto e patologia emettesse una specifica frequenza elettromagnetica (chiamata “ERA” o Electronic Reactions of Abrams). La strumentazione di Abrams ha ispirato la maggior parte dei dispositivi di biorisonanza moderni, compreso l’MRA (Magnetic Resonance Analyzer) di Ronald Weinstock, lo strumento su cui Masaru Emoto basò le sue prime rilevazioni di hadō in Giappone.

Georges Lakhovsky: Ingegnere e biologo di origine russa, ideatore dell’Oscillatore a Onde Multiple negli anni ’20. Lakhovsky sosteneva che ogni cellula vivente fungesse da piccolo circuito risonante: secondo la sua teoria, la salute è mantenuta dall’oscillazione armonica cellulare, mentre la malattia subentra quando le frequenze esterne o interne ne alterano il ritmo naturale.

Royal Raymond Rife: Negli anni ’30 sviluppò una teoria basata sulla frequenza di risonanza mortale (Mortal Oscillatory Rate), sostenendo che ogni microrganismo patogeno potesse essere neutralizzato esponendolo alla sua esatta frequenza vibratoria naturale, concetto ripreso da molta medicina alternativa delle frequenze.

Edward Bach: Il medico britannico creatore della floriterapia ha anticipato l’idea che l’acqua possa trattenere “l’impronta vibratoria” delle piante. Secondo Bach, i rimedi floreali non agiscono chimicamente, ma trasmettono una qualità energetica sottile all’organismo per armonizzare gli stati emotivi dissonanti.

Jacques Benveniste e Luc Montagnier: Sul fronte della biologia molecolare , Benveniste (nel 1988 con la contestata “memoria dell’acqua”) e successivamente il premio Nobel Montagnier hanno sostenuto che soluzioni acquose ad altissima diluizione potessero conservare ed emettere onde elettromagnetiche a bassa frequenza tipiche del DNA o delle molecole disciolte in precedenza, offrendo una base teorica spesso adottata sia dall’omeopatia sia dai sostenitori del concetto di hadō.

Il fisico teorico Emilio Del Giudice (1940–2014) rappresenta una delle figure più rilevanti e citate quando si cerca un ponte rigoroso tra fisica teorica, biofisica e paradigmi olistici. Ricercatore dell’INFN (Istituto Nazionale di Fisica Nucleare), Del Giudice ha portato il dibattito sulla memoria dell’acqua e sulle vibrazioni biologiche su un piano matematico e fisico formale.

Insieme a Giuliano Preparata, Del Giudice ha applicato l’Elettrodinamica Quantistica Coerente (QED) alla materia condensata, formulando la teoria dei domini di coerenza dell’acqua. Secondo questo modello, l’acqua liquida non è un insieme caotico di molecole isolate che collidono a caso (il modello puramente chimico-molecolare), ma si organizza spontaneamente in regioni microscopiche in cui le molecole oscillano all’unisono, sintonizzate con un campo elettromagnetico intrappolato.

Questi domini di coerenza agiscono come vere e proprie antenne capaci di ricevere, trattenere e trasmettere segnali elettromagnetici a bassissima intensità.
Per Del Giudice la materia vivente è coordinata non tanto da incontri chimici casuali (“chiave-serratura”), quanto da una risonanza di fase: le reazioni biochimiche avvengono perché attratte dalle frequenze elettromagnetiche emesse da questi domini d’acqua coerente, fornendo una spiegazione fisica al concetto di risonanza (hadō). Del Giudice ha poi collaborato strettamente con Luc Montagnier, Alberto Tedeschi e Giuseppe Vitiello proprio per indagare queste tracce elettromagnetiche nei sistemi biologici.

Accanto a Del Giudice, in questa specifica frontiera della biofisica e della biologia quantistica, meritano di essere ricordati:

  • Giuliano Preparata: Fisico teorico di statura internazionale, è stato il coautore della formulazione teorica della QED coerente e dei domini di coerenza, sostenitore convinto del superamento della visione puramente meccanicistica della chimica biologica.
  • Fritz-Albert Popp: Biofisico tedesco pioniere nello studio dei biofotoni. Dimostrò sperimentalmente che le cellule viventi emettono costantemente un’emissione ultra-debole di luce coerente (fotoni) che funge da rete di comunicazione intracellulare e intercellulare per orchestrare i processi vitali.
  • Herbert Fröhlich: Fisico teorico britannico di origine tedesca che già negli anni ’60-’70 teorizzò la “condensazione di Fröhlich”: l’idea che le macromolecole biologiche vibrassero a frequenze coerenti ad altissima velocità (onde di terahertz), coordinando le funzioni metaboliche attraverso campi elettromagnetici endogeni.
  • Gerald Pollack: Docente di bioingegneria all’Università di Washington, noto per la scoperta dell’acqua EZ (Exclusion Zone, o quarta fase dell’acqua). Ha dimostrato che a contatto con superfici idrofile l’acqua si struttura spontaneamente creando un gel carico negativamente, capace di immagazzinare energia radiante (specialmente luce infrarossa).
  • Mae-Wan Ho: Genetista e biofisica nota per il testo The Rainbow and the Worm, che ha teorizzato la “coerenza quantistica totale” degli organismi viventi, descrivendo il corpo non come una macchina, ma come un cristallo liquido dinamico sincronizzato da campi elettromagnetici coerenti.

Questi ricercatori, pur provenendo da percorsi e gradi di accoglienza accademica differenti, condividono l’idea che la vita sia coordinata prima da campi, risonanze e informazioni ondulatorie che dalla semplice diffusione chimica, offrendo le fondamenta teoriche occidentali a quello che in Oriente veniva intuitivamente descritto come hadō o circolazione del qi.

La biofisica di frontiera (Del Giudice, Popp, Fröhlich): Questi ricercatori partivano da un problema reale della biologia convenzionale: il modello puramente meccanicistico (molecole che collidono a caso nel citoplasma finché non si incastrano) fatica a spiegare la velocità, la precisione e la sincronizzazione di miliardi di reazioni biochimiche al secondo.

Per questo hanno applicato la fisica quantistica dei campi (QED) e l’ottica per proporre che siano onde, domini di coerenza e campi elettromagnetici a coordinare la materia.
Si tratta di ricerca teorica e sperimentale legittima, anche se spesso accolta con cautela o scetticismo dalla comunità accademica tradizionale per via delle difficoltà di replicazione indipendente su larga scala.

Zero Uno Mille rivoli del Dharma il buddismo è una religione?

Una domanda di non facile risposta appare sulla rivista Lions Roar “Is Buddhism a Religion?”.
Tre esperti, hanno provato a rispondere Charles Prebish (che risponde “Sì”),
Dzochen Ponlop Rinpoche (che risponde “No”)
e Joan Sutherland Roshi (che risponde “È una sorta di”).

Charles Prebish dice che una religione, per poter essere considerata tale, deve cercare la realtà ultima delle cose; un qualcosa di “ultimo” oltre il quale non è possibile andare. Questa realtà ultima può essere Dio, vari dèi, un assoluto impersonale, una forza della natura, o qualche altra entità.

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In aggiunta, per essere considerata una religione, deve indicare una via che conduca al fare esperienza di quella realtà ultima. Il buddhismo – dice Charles Prebish – indica questa realtà ultima. Alcune forme di buddhismo la chiamano “nirvana”, altre “bodhicitta”, e così via. E tutte le scuole del buddhismo indicano una via per raggiungere questa realtà ultima: il Theravada la chiama “Nobile ottuplice sentiero”, il Mahayana, la via del bodhisattva, eccetera. Tutte le scuole del buddhismo poi, indicano una serie di pratiche che culminano con l’illuminazione. Quindi, conclude Charles Prebish, il buddhismo è a tutti gli effetti una religione.

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La pensa in maniera opposta Dzochen Ponlop Rinpoche.

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Dice: “Il buddhismo è una filosofia di vita”. E aggiunge che l’insegnamento del Buddha è un metodo di ricerca mentre, al contrario, una religione dà tutte le risposte fin dall’inizio. Se prendiamo le parole del Buddha come risposte finali, senza la necessità di esaminarle, in questo caso pratichiamo il buddhismo come se fosse una religione. Dzochen Ponlop Rinpoche conclude così: “Siddhartha era un ricercatore della verità, niente di più di questo. Non cercava una religione. Non era particolarmente interessato alla religione. Cercava la verità. Cercava un vero cammino che conducesse alla libertà dalla sofferenza. Se guardiamo alla vita di Siddhartha, vediamo che trovò la verità e la libertà che cercava, solo dopo aver abbandonato le pratiche religiose. Colui che diventò il Buddha, il Risvegliato, non trovò l’illuminazione grazie alla religione; la trovò invece quando si lasciò la religione alle spalle”.

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L’ultima a intervenire nel dibattito è Joan Sutherland Roshi, una praticante del “koan”, la meditazione zen. Dice:

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“Il buddhismo comprende molte tradizioni che si sono evolute in una vasta area geografica e in un lungo arco temporale. Sotto l’ampia tenda del buddhismo trovano posto i religiosi, gli agnostici,coloro che rifiutano completamente la religione, oppure coloro che hanno inclinazioni psicologiche, mistiche, sciamaniche, socio-politiche”. Alla domanda se il buddhismo sia una religione, Joan Southerlan risponde: “Sì – no – una sorta di”. E precisa:
“ La tradizione del koan è una cultura del ‘risveglio’ piuttosto che una religione organizzata. Invece che basarsi su delle scritture infallibili, la pratica del koan usa conversazioni, storie, commenti, canzoni, poesie, barzellette, qualsiasi cosa sia utile al ‘risveglio’ delle persone”. E aggiunge: “Siamo follemente innamorati del ‘risveglio’e lo cerchiamo per qualsiasi essere dell’universo. Questo è un impulso religioso non da poco. E questo prova tutte le potenzialità del buddhismo che è profondamente religioso senza essere una religione”.

Confer Carlo Buldrini

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