“人生何處不相逢,一葉浮萍歸大海” Nella vita, prima o poi, tutti i sentieri si incrociano. È come una foglia che galleggia, destinata a tornare nell’oceano.”

人生何處不相逢: Nella vita, dove non ci si incontra?
“Nella vita, prima o poi, tutti i sentieri si incrociano.”

葉浮萍歸大海: Una foglia galleggiante di lenticchia ritorna al mare.


Il proverbio “人生何處不相逢” è spesso attribuito al poeta cinese Liu Yong,
柳永 vissuto durante la dinastia Song.
Simbolismo della foglia: La foglia di lenticchia è un simbolo comune nella poesia cinese, che rappresenta la fragilità della vita umana e la sua connessione con la natura.

百世修来同船渡,千载修得共枕眠

Ci vogliono centinaia di rinascite per portare due persone a salire sulla stessa barca; ci vuole un migliaio di eoni per portare due persone a condividere lo stesso cuscino

qui letteralmente vuol dire perfezionarsi, mettersi a posto, riparare ai danni karmici in molti cicli di vita-morte-rinascita (per i buddisti) o un lunghissimo perfezionamento della propria essenza spirituale (per i taoisti)

Graeci συμπάθειαν dicunt Pico della Mirandola

Haec universi consensum, quem significantius Graeci συμπάθειαν dicunt, introrsus perscrutantius rimata et mutuam naturarum cognitionem habens perspectam, nativas adhibens unicuique rei et suas illecebras, quae magorum ἴυγγες nominantur, in mundi recessibus, in naturae gremio, in promptuariis arcanisque Dei latitantia miracula, quasi ipsa sit artifex, promit in publicum, et sicut agricola ulmos vitibus, ita Magus terram caelo, idest inferiora superiorum dotibus virtutibusque maritat

 
«Essa [= La magia], intimamente scrutando il consenso dell’universo, che in modo più espressivo i Greci chiamano “simpatia”, esplorato il mutuo rapporto delle nature, recando a ogni cosa le adatte lusinghe, che si chiamano i “sortilegi” dei maghi, porta alla luce, quasi ne fosse l’artefice, i miracoli ascosi nei penetrali del mondo, nel grembo della natura, nei misteri di Dio, e, come il contadino sposa gli olmi alle viti, così il Mago marita la terra al cielo, e cioè le forze inferiori alle doti e alle proprietà superne».
Pico Mirandulae Oratio de hominis dignitate, ed. E. Garin, Pordenone 1994, 66-67:

Marco Maculotti “OLTRE: Ufologia & Esoterismo.” con Società dello Zolfo

Quando oggi si usa il termine «alieno», lo si utilizza sempre nell’accezione di «extraterrestre». Ma l’«alio» latino, da cui deriva l’«alieno» italiano, indica più generalmente una situazione di alterità rispetto all’essere umano, o meglio agli esseri umani viventi. «Alii» erano quindi, per gli antichi Romani, gli spiriti dei morti, nonché tutte quelle entità dell’Altro Mondo che esulavano dalla «norma» umana, e quindi, semplificando, sia gli dèi che i demoni. In questa sede, partendo dall’ipotesi parafisica di John Keel e Jacques Vallée, vogliamo analizzare i numerosi aspetti del moderno fenomeno UFO (e soprattutto delle «abduction») che appaiono correlati con le antiche tradizioni e con il folklore riguardante le entità fatate e “sottili” dell’Altro Mondo, dal rapimento di esseri umani da parte di questi ultimi al «Changeling», dal misterioso fenomeno del «Missing Time» a quello altrettanto enigmatico dei «cerchi nel grano».
ARTICOLI RILEVANTI DELL’AUTORE: – Il culto dei Fairies nei paesi celtici: una escatologia di morte e rinascita, su Arthos n.29 – Chi si nasconde dietro la maschera? Le visite dall’Altrove e l’ipotesi parafisica https://axismundi.blog/2018/06/06/chi… – I rapimenti dei fairies: il “changeling” e il “rinnovamento della stirpe” https://axismundi.blog/2017/10/31/i-r… – I rapimenti dei Fairies e il mistero dei “Missing 411” https://axismundi.blog/2020/01/14/i-r… – Fairies, streghe e dee: il “nutrimento sottile” e il “rinnovamento delle ossa” https://axismundi.blog/2019/03/20/fai… – “Il ritorno dei Popoli delle Stelle”: gli X-Files delle Riserve Indiane https://axismundi.blog/2021/03/07/il-… – L’accesso all’Altro Mondo nella tradizione sciamanica, nel folklore e nelle “abduction” https://axismundi.blog/2018/01/05/lac… – Il fenomeno della paralisi nel sonno: interpretazioni folkloriche e ipotesi recenti https://axismundi.blog/2016/04/07/il-… LIBRI RILEVANTI E/O CITATI NELLA PRESENTAZIONE: – W.Y Evans-Wentz, The Fairy Faith in Celtic Countries, 1911 (it. Fate: una fede celtica) – L. Spence, British Fairy Origins, 1946 – R. Kirk, The Secret Commonwealth… (it. Il Regno Segreto) – W. Sikes, British Goblins, 1880 (it. Elfi, Fate e Pooka) – G. Hancock, Supernatural. Meetings with the Ancient Teachers of Mankind (it. Sciamani) – J. Bord, Fairies. Real Encounters with Little People (it. Fate) – J. Vallée, Passport to Magonia. From Folklore to Flying Saucers (it. Passaporto per Magonia) – J. Keel, U.F.O.s Operation Trojan Horse (it. UFO: Operazione Cavallo di Troia) – J. Mack, Passport to the Cosmos (it. Passaporto per il cosmo) – W. Strieber, Communion – B. Hopkins, Intruders – B. Hopkins, Missing Time – M. Conese, La malattia delle fate – W.B. Yeats, The Celtic Twilight (it. Il crepuscolo celtico) – M. Eliade, Le chamanisme et les techniques archaïques de l’extase (it. Lo sciamanismo e le tecniche dell’estasi) – W. Deonna, Télesphore et le “genius cucullatus” celtique (it. Dèi, geni e demoni incappucciati) – A. Machen, The Novel of the Black Seal (it. La storia del sigillo nero) – A. Machen, The White People/A Fragment of Life (it. Un frammento di vita/Il popolo bianco) – W. Irving, Rip van Winkle – A. Blackwood, May Day Eve (it. La Vigilia del Primo Maggio) VISIONI: – Communion (1989) – Intruders (1992) – Nightmare (2015) – Enquete sur le Monde Invisible (2002) – Fire in the Sky (it. Bagliori nel buio, 1993)

Si ringrazia Marco Maculotti e Società dello Zolfo

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L’arte pura può dirsi il preludio della magia

Il tratto più caratteristico nel dadaismo era anche la sdrammatizzazione di codeste negazioni, cui si voleva togliere ogni pathos traducendole nelle forme del paradosso freddo e della pura contraddizione. “Dada non è serio – diceva ancora lo stesso Tzara. – Non si commuove per le disfatte dell’intelligenza. Con tutte le forze, lavora per l’introduzione, dappertutto, dell’idiozia”. “Il vero dadaismo è contro il dadaismo, si trasforma, afferma, dice nello stesso istante il contrario, senza darvi importanza”. (Si possono trovare tali espressioni nei 7 Manifestes Dada di T. Tzara, raccolti in un volume uscito poi a Parigi nel 1924). Esteriormente, queste posizioni non erano prive di una certa analogia col metodo dell’assurdo usato da alcune scuole esoteriche estremo-orientali – il Ch’an e lo Zen – per far saltare tutte le sovrastrutture del mentale: anche se, naturalmente, in queste lo sfondo è del tutto diverso. Si sarebbe potuto anche riandare alle parole di Rimbaud sul metodo della veggenza ottenuto con uno “sregolamento ragionato di tutti i sensi”.

di Julius Evola

tratta da “Il cammino del Cinabro” (capitolo II)

L’arte astratta e il dadaismo

«si avventurò in terrae incognitae raramente o mai frequentate sia ieri che oggi dagli uomini di cultura del Bel Paese, esplorandole, descrivendole in opere spesso ancora uniche nel loro genere».
Gianfranco de Turris


”espressione pura dello spirito con riferimenti ermetici ed esoterici; infine, gli anni Sessanta con le repliche delle sue opere storiche e alcuni dipinti figurativi che si discostano dalla sua produzione giovanile. Pur dedicandosi alla pittura per un arco di tempo brevissimo, Evola ha attraversato la stagione delle Avanguardie interpretandone con originalità i temi e le istanze. Denominatore comune della sua pratica: la ricerca spirituale”.
Vittorio Sgarbi



Melusina e Sheela na gig

Secondo la leggenda le melusine dovrebbero sposare un cavaliere a condizione di un tabù particolare: non essere viste nella loro vera forma, quella di una fata dell'acqua, con la coda di pesce o di serpente, al posto delle gambe. La rottura del tabù della melusina, fonte dell'autorità e della ricchezza cavalleresca, può condurre il cavaliere alla rovina e condannare la fata a rimanere una sirena per sempre.
Le più antiche notizie sulla natura delle melusine risalgono al XII secolo. Possibili origini si trovano già in saghe pre-cristiane, greche, celtiche, così come nella cultura del Vicino Oriente. In qualità di leggenda storico-genealogica, risale alla famiglia Lusignano della regione francese di Poitou


Parco di Bomarzo Melusina Fata appartenete alla specie delle sirene
La sirena bicaudata all’entrata della Pieve a Corsignano
La Melusina di Sant’Ambrogio, a Milano nell’ambone marmoreo, datato inizi del XII secolo, periodo templare.
Il logo della catena ‘Starbucks’
Como
Il simbolismo della Melusina o sirena bicuadata si riferisce alla natura duale della donna che collega mondi tra loro differenti, unendo la terra con l'acqua, sospesa tra carnalità e spiritualità: la cultura occidentale vede nella donna un passaggio tra più mondi, tra la vita e la morte. 
Per questo la donna nelle società celto-germaniche, come quella longobarda, erano sempre molto rispettate e particolarmente tutelate anche dal diritto germanico (vedi Editto di Rotari).

La melusina è rappresentata come una figura chimerica: una sirena che in entrambe le mani tiene le sue due code, nell’architettura e nella geometria del “sacro” rappresenta la vescica piscis, elemento vulvare per eccellenza, come scaturisce dallo stesso nome, vesica in latino vuol dire proprio vagina.

Sin dalla Preistoria l’uomo ha sempre cercato nei simboli sessuali un qualche elemento per allontanare le forze maligne e assicurare fertilità e procreazione a una famiglia o a una comunità intera.
La fecondità veniva spesso rappresentata da donne formose che mostravano i propri genitali in pose provocanti, simboli di lussuria e attrazione fatale.

La doppia natura della melusina di donna e pesce può essere oltretutto interpretata come allegoria della dualità della natura umana: carnale e spirituale.

impressa sull’ambone longobardo della Pieve romanica di San Pietro a Gropina presso Loro Ciuffenna. Rimanda ad antichissimi culti pagani della Terra-madre della tradizione celto-germanica di cui ci parla lo storico romano Tacito nel suo saggio Germania del I sec. d.C. il culto di Nerthus.
descrivendo dettagliatamente il rituale che prevedeva l’immersione della dea nelle acque di una isola del Mar Baltico, dove aveva luogo una misteriosa trasformazione, così segreta che tutti coloro che vi assistevano venivano poi inghiottiti dalle acque.

L’origine di questa storia probabilmente tramandata di padre in figlio fin da epoche primordiali è celtica. Le zone dove sono stati trovati riferimenti culturali a questa leggenda sono tutte aree di cultura celtica, dalla Scozia (Pitti), alla Bretagna, alla Normandia, al Poitou, ai Paesi Bassi. L’iconografia delle sirene bicaudate è particolarmente diffusa in Toscana, in tutte le pievi più antiche del contado tra cui spiccano quelle di San Pietro a Gropina e quella di Corsignano presso Pienza.

Capitello nella navata della chiesa di san Michele a Pavia, anche i cistercensi, pur condannando il bestiario ne riconoscevano l’invincibile attrattiva sui fedeli, la “mira sed perversa delectatio”, il piacere meraviglioso e perverso che esso procurava alla fantasia dei devoti cristiani, culti anteriori con una valenza archetipica non facilmente cancellabili con la repressione.
Sheela na gig
Naga Kanya considerata anche figlia dei Naga, è protettrice dei serpenti, ma come Melusina è anche legata al culto dell’acqua, dei fiumi e della pioggia ed ha un posto d’onore nella religione Indù e Buddista non solo in India. Sheela Na Gig e la divinità indiana della fertilità Lajja Gauri. Sheela Na Gig che si trova nella chiesa di Notre-Dame de Bruyères-et-Montbérault e due sculture di Lajja Gauri in India. 

Visioni estatiche

Impossibile stabilire quanto un ” impatto”estetico sia foriero di essenza ontologica ,scavalcando l’ovvieta’ si slanci “oltre il visibile… trascendendolo

Disciplina cavalcando la Tigre (騎虎難下 È difficile cavalcare una tigre)

”il misurare se stessi in una speciale contemplazione della morte, vivere ogni giorno in un presente, come se fosse l’ultimo giorno , la direzione da imprimere al proprio essere come una forza magnetica che potrà anche non manifestarsi in questa esistenza con la rottura completa di livello ontologico propria alla ”iniziazione” ma che non mancherà di scattare al momento giusto, per portare oltre”

Julius Evola Cavalcare la Tigre

Nicholas Roerich

Echi della ”Via stoica” da Marco Aurelio Perficie omnia facta vitae quasi heac postrema essent a Seneca Protinus vive giungendo ad altre imprevedibili sentieri Castaneda

Nicholas Roerich

Don Juan: Non ho detto che devi preoccuparti della morte”
Castaneda: Allora cosa devo fare?
Don Juan : Usala. Metti a fuoco la tua attenzione sul legame tra te e la tua morte, senza rimorsi o tristezza o inquietudine. Metti a fuoco la tua attenzione sul fatto che non hai tempo e lascia che le tue azioni fluiscano di conseguenza.
Fai che ognuna delle tue azioni sia la tua ultima battaglia sulla terra.
Solo a queste condizioni le tue azioni avranno il loro potere legittimo.
Altrimenti per quanto tu possa vivere ,saranno le azioni di un uomo timido.
Castaneda: E’tanto terribile essere un uomo timido?
Don Juan: No, Non lo è se sei immortale, ma se devi morire , non c’è tempo per la timidezza ,semplicemente perchè la timidezza ti fa attaccare a qualcosa che esiste solo nei tuoi pensieri
Ti sostiene finchè c’è bonaccia ,ma poi il mondo terribile e misterioso aprirà la bocca per te, come l’aprirà per ciascuno di noi, e allora tu ti renderai conto che i tuoi modi sicuri non erano sicuri per niente.
Essere timidi ci impedisce di esaminare e approfittare del nostro destino di uomini.

La consapevolezza che si deve morire e che quindi si ha un tempo limitato può tagliar via un enorme quantità di meschinità e di autoindulgenze dalla propria vita.
Tutti quei pensieri che la gente ha in punto di morte ,rimpianti per il tempo sprecato e le opportunità perdute, per i rischi non corsi e i cedimenti all’inerzia, tutti quei pensieri ”se potessi rifarlo” ,tutto questo può essere portato al presente ,prima che le opportunità siano passate, finchè le porte sono ancora aperte, e una persona possa essere galvanizzata e spinta a cominciare ad assumersi consapevolmente delle responsabilità per vivere una vita piena.


成語(2):騎虎難下。 Proverbio cinese: Chi cavalca una tigre ha paura di smontare.
Si dice che l’idioma inglese “Ride a Tiger” derivi da un proverbio cinese “Chi cavalca (騎) una tigre (虎) ha paura (難) di smontare (下). ” John Ayto nel suo Oxford Dictionary of English Idioms spiega molto bene questo proverbio cinese.
Dice che “cavalcare una tigre” denota “assumersi una responsabilità o intraprendere una linea d’azione che successivamente non può essere abbandonata in sicurezza”.
Perché non può essere abbandonato in sicurezza?
Perché la responsabilità o la linea d’azione è ora cambiata in una “tigre” – incontrollabile, non ti ascolta, difficile dire di smettere.
Non c’era nessuna “tigre” in primo luogo, ma ora ce l’hai.
Le persone di lingua cinese dicono “ora tu 騎虎難下了”, mentre quelle di lingua inglese dicono
“Ora stai cavalcando una tigre”.
Pronuncialo: 騎(chiˊ)虎(huˇ)難(nanˊ)下(shiaˋ)。
A proposito, la parola cinese「難」non è ‘paura’, ma ‘difficile, difficile.’
Questo proverbio cinese non ha detto nulla su qualcuno che ha “paura” di fare qualcosa.
Dice che il dilemma – cavalcare una tigre (騎虎) – è difficile (難) o difficile (難) da risolvere.

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