Völva di Fyrkat, giusquiamo nero, e Berserker

Una veggente di Fyrkat?
La bacchetta della veggente vichinga. Lo spiedo era già leggermente piegato quando fu deposto nella sepoltura.

Forse, prima di un’importante battaglia, diede del giusquiamo ai guerrieri e agli abitanti di Fyrkat per infondere loro forza e coraggio?

I ritrovamenti principali e più significativi di giusquiamo nero (Hyoscyamus niger) sono avvenuti in siti archeologici legati all’epoca vichinga, in contesti costantemente rituali e mai domestici.

La scoperta più famosa e importante è avvenuta nel 1977 a Fircat, in Danimarca, all’interno di una fortezza anulare costruita durante il regno di re Harald Bluetooth. In questo sito, gli archeologi danesi hanno esaminato la tomba di una donna di altissimo rango, vissuta intorno al 980 d.C. e identificata come una völva (un’esperta di rituali norrena). Tra i suoi oggetti funerari è stata rinvenuta una piccola borsa di cuoio sigillata che conteneva diverse centinaia di semi di giusquiamo nero.

Questa non è stata l’unica scoperta. Scavi successivi in tutta la Scandinavia hanno portato alla luce ulteriori semi di giusquiamo. Questi rinvenimenti sono stati effettuati in siti specifici, come:

  • Sepolture di guerrieri
  • Tombe di individui di alto rango
  • Depositi rituali

Queste scoperte archeologiche hanno confermato che il giusquiamo non era una semplice erba da cucina, ma una vera e propria sostanza controllata: veniva deliberatamente coltivata, raccolta, conservata e somministrata da specialisti all’interno di un’istituzione organizzata
BERSERKER

I composti attivi del giusquiamo nero, in particolare gli alcaloidi tropanici come la iosciamina e la scopolamina, provocavano una serie di reazioni sul sistema nervoso che combaciano in modo millimetrico con i resoconti delle saghe norrene. Gli effetti specifici sul corpo e sulla mente dei guerrieri includevano:

Esaurimento e collasso prolungato: Una volta terminato lo scontro e svanito l’effetto della droga, i guerrieri andavano incontro a un crollo fisico devastante. Entravano in una fase di spossatezza così profonda da lasciarli inabili a funzionare per diversi giorni.

Forte agitazione e tremori: A differenza di altre sostanze sedative, il giusquiamo induceva un’intensa attività violenta; i tremori che i Berserker manifestavano prima del combattimento corrispondono alla fase iniziale di agitazione tipica di questo avvelenamento.

Allucinazioni vivide e paranoia: La pianta alterava profondamente la mente, causando deliri spesso associati a contenuti violenti, portando i guerrieri a ululare e mordere i bordi dei propri scudi.

Dissociazione dal dolore: Il giusquiamo produceva un’analgesia dissociativa. Questa drastica riduzione della sensibilità al dolore conferiva ai guerrieri un’apparente immunità alle ferite in battaglia, permettendo loro di mantenere un’efficienza coordinata nonostante traumi che avrebbero fermato un uomo comune.

Tachicardia e calore estremo: L’intossicazione causava un drastico aumento della frequenza cardiaca e una tipica sensazione di pelle arrossata e calda, spiegando così perché questi uomini combattessero sfidando il freddo, senza armatura o addirittura a torso nudo.

Schiuma alla bocca: Questo famigerato tratto distintivo dei Berserker era un sintomo clinico diretto causato dalla scopolamina, che agisce sopprimendo il normale riflesso della deglutizione dell’individuo.

A volte si fanno ritrovamenti archeologici davvero insoliti. Ad esempio, c’è la singolare tomba di una donna vichinga, rinvenuta nella fortezza circolare di Fyrkat, vicino a Hobro, in Danimarca. Tra le circa 30 tombe del sito, si distingue per il suo insolito corredo funerario. Si tratta della tomba di una donna, forse una veggente.

La veggente sepolta di Fyrkat – disegno di ricostruzione di Thomas Hjejle Bredsdorff.

le ricerche tossicologiche hanno delineato chiaramente le differenze chimiche e sintomatologiche tra l’Amanita muscaria (il fungo erroneamente associato ai guerrieri) e il giusquiamo nero (la vera sostanza utilizzata). Ecco i dettagli:

Giusquiamo Nero (Hyoscyamus niger)

  • Composizione chimica: I composti attivi della pianta sono alcaloidi tropanici, in particolare la iosciamina e la scopolamina. Appartengono alla stessa famiglia chimica che produce gli effetti della belladonna e della datura.
  • Effetti sul corpo: A differenza dei depressivi, il giusquiamo scatenava reazioni eccitanti e dissociative che corrispondono perfettamente ai racconti delle saghe norrene.
    • Provoca forte agitazione iniziale (compatibile con i tremori dei Berserker) e allucinazioni vivide, spesso con contenuti violenti o paranoici.
    • Genera un’estrema analgesia dissociativa, che riduce la sensibilità al dolore permettendo di combattere nonostante le ferite.
    • Induce tachicardia (aumento drastico della frequenza cardiaca) e una sensazione di forte calore sulla pelle.
    • La scopolamina inibisce specificamente il normale riflesso della deglutizione, causando il celebre sintomo della schiuma alla bocca.
    • Nella fase di recupero, causa un profondo collasso e un esaurimento che può lasciare l’individuo inabile per diversi giorni.

Fungo Amanita Muscaria

  • Composizione chimica: I composti attivi del fungo sono il muscimolo e l’acido ibotenico.
  • Effetti sul corpo: Si tratta di potenti neurotossine che funzionano come depressivi del sistema nervoso centrale, non come stimolanti.
    • I sintomi predominanti includono forte sedazione, nausea, vomito, profusa sudorazione e atassia (una grave perdita di coordinazione muscolare).
    • A dosi significative, causano confusione, difficoltà di linguaggio e perdita di coscienza.
    • Di conseguenza, un guerriero sotto l’effetto di questo fungo avrebbe avuto maggiori probabilità di rimettere e addormentarsi piuttosto che caricare una linea di scudi nemica con furia e coordinazione.

Al momento della sepoltura, la donna indossava abiti raffinati blu e rossi ornati con fili d’oro, segno di status regale. Fu sepolta, come le donne più ricche, nella cassa di una carrozza trainata da cavalli. Le erano stati offerti doni comuni a una donna, come fusi e forbici. Tuttavia, vi erano anche oggetti esotici provenienti da terre lontane, a indicare che la donna doveva essere benestante. Indossava anelli d’argento alle dita dei piedi, un tipo di anello che non si trova in nessun altro luogo della Scandinavia. Inoltre, nella tomba sono state rinvenute due ciotole di bronzo, che potrebbero essere arrivate addirittura dall’Asia centrale.

Nella tomba è stata rinvenuta anche una cosiddetta spilla a scatola proveniente da Gotland. La völva, a quanto pare, riutilizzava la spilla cava come contenitore per il biacca. Il biacca è un colorante bianco utilizzato in medicina da oltre 2000 anni, ad esempio nelle pomate per la pelle. È velenoso nella sua forma concentrata.

Tra gli oggetti insoliti, sono stati rinvenuti un bastone di metallo e semi della pianta velenosa di giusquiamo. Questi due oggetti sono associati alla veggente. L’oggetto più misterioso è il bastone di metallo, parzialmente disintegrato dopo la lunga permanenza nel terreno. Consiste in un’asta di ferro con finiture in bronzo. Potrebbe trattarsi di un bastone utilizzato nella pratica magica, un bastone da völva o un bastone magico.

I semi di giusquiamo sono stati trovati in una piccola borsa. Se gettati sul fuoco, questi semi producono un fumo leggermente allucinogeno. Assunti nelle giuste quantità, possono provocare allucinazioni ed euforia. Il giusquiamo era spesso usato dalle streghe in epoche successive. Poteva essere utilizzato come unguento magico per produrre un effetto psichedelico, se i praticanti di magia lo applicavano sulla pelle. La donna di Fyrkat faceva forse così? Nella fibbia della sua cintura è stato trovato del biacca, talvolta utilizzato come ingrediente in unguenti per la pelle.

Altri oggetti rinvenuti nella tomba avvalorano ulteriormente l’ipotesi che la donna fosse una veggente. Ai suoi piedi si trovava una scatola contenente vari oggetti, come borre di gufo e piccole ossa di uccelli e mammiferi. Oltre a questi, c’era un amuleto d’argento a forma di sedia: il seid, o sedia magica?

Coppa di bronzo, probabilmente proveniente dall’Asia centrale. Presentava un rivestimento in erba e conteneva una sostanza grassa
Una misteriosa tazzina, che la donna di Fyrkat aveva con sé nella tomba. La sua funzione è sconosciuta, ma potrebbe essere stata una piccola tazza per bere.

IPOTESI Per molto tempo si è ipotizzato che i Berserker rappresentassero una stirpe etnica distinta, una tribù biologicamente separata dai comuni contadini scandinavi. Tuttavia, un fondamentale studio del 2020 guidato dall’Università di Copenaghen, che ha sequenziato oltre 400 genomi di resti dell’epoca vichinga, ha smantellato completamente questa teoria.

I resti scheletrici appartenenti a questi guerrieri d’élite non hanno mostrato alcuna firma genetica unica o isolata. Al contrario, si inserivano perfettamente nella mappa genetica della Norvegia e della Svezia dell’epoca, risultando indistinguibili dai pescatori, dai contadini o dagli artigiani sepolti nelle tombe vicine. La loro spaventosa efficienza bellica non risiedeva nei geni, ma nel rigido sistema sociale che li selezionava, li addestrava e somministrava loro le dosi di giusquiamo nero. Il Berserker non era un’eccezione genetica, bensì un “prodotto” culturale e farmacologico.

Quando la Scandinavia fu cristianizzata e le leggi vietarono esplicitamente queste pratiche rituali, l’istituzione scomparve, ma gli uomini no. I testi documentano che questi guerrieri semplicemente smisero di essere Berserker e tornarono alla vita civile. Si stabilirono nei loro villaggi, coltivarono le valli, si sposarono e la loro linea genetica rifluì in modo naturale nel bacino della popolazione norrena principale.

Gli ampi studi sulle biobanche odierne confermano una continuità genetica diretta tra la popolazione dell’epoca vichinga e quella odierna. Gli stessi aplogruppi del cromosoma Y documentati nelle sepolture dei Berserker sono presenti oggi con alta frequenza negli uomini norvegesi. I discendenti di questi guerrieri non sono mai scomparsi: vivono ancora oggi nelle stesse valli e nelle stesse fattorie da cui i loro antenati partivano per le razzie, con lo stesso identico aspetto di tutti gli altri.

CONFER fonte

https://nationalmuseet.dk/en

Alle donne vichinghe venivano donati anche pendenti a forma di zampa d’anatra, realizzati in argento.
attorno alla sua vita erano concentrati diversi oggetti. Si pensa che fossero appesi alla cintura, come mostrato in questo disegno di Hayo Vierck. Vi si trovano un coltello, il cui fodero è avvolto in argento, e una cote di ardesia. Dato che i Vichinghi e gli Anglosassoni prediligevano le cote decorate, che spesso si trovano nelle tombe o in altri contesti cerimoniali, è plausibile immaginare che un sacrificio fosse preceduto da una drammatica affilatura dello strumento di morte. (Immaginate questo atto accompagnato da canti e tamburi, mentre la tensione cresce). L’oggetto numero 5 nel disegno è un’ipotesi sull’origine di numerosi piccoli frammenti di vetro sottile, che potrebbero rappresentare una piccola ampolla di questo tipo. Si trattava di una forma comune di amuleto protettivo nel mondo classico e il suo utilizzo continuò in epoca cristiana, quando venivano riempite con l’acqua usata per lavare le tombe dei santi. L’oggetto numero 2 è una presunta borsa contenente semi di giusquiamo. Il giusquiamo può provocare forti allucinazioni ed è una delle piante più comunemente associate alla magia nell’Europa settentrionale.
L’oggetto numero 4 è questo amuleto a forma di sedia. Si tratta di uno degli oggetti più fortemente associati alla magia norrena, noto solo grazie alle tombe di donne sospettate di essere veggenti o streghe. Probabilmente rappresenta l'”alto seggio” su cui una völva sedeva per pronunciare le sue profezie, come descritto in diverse fonti norrene.

Vi starete chiedendo perché non ho chiamato Fyrkat 4 una 
völva , visto che è così che gli autori moderni si riferiscono solitamente alle donne magiche o profetesse norrene. Ma la terminologia norrena antica relativa alla magia e ai praticanti di magia è uno di quegli argomenti che, una volta approfonditi, si rischia di non approfondire. Ci sono diversi termini il cui significato è cambiato nel corso dei secoli. È del tutto possibile che questa donna considerasse “völva” un insulto così insopportabile da far tagliare la lingua a chiunque l’avesse chiamata così, prima di profetizzare la rovina di tutta la sua famiglia (come “strega”). Quindi è più sicuro evitare del tutto i termini norreni e usare qualcosa di generico e inglese. Per inciso, potreste pensare di sapere perché una saggia donna norrena veniva chiamata 
völva , termine che sembra evocare il mistero femminile. In realtà significa “portatrice di bastone”. Il che mi porta all’altro oggetto innegabilmente magico di Fyrkat 4, un bastone o una bacchetta di ferro gravemente corrosa con finiture in bronzo.

Quella tradizione aveva molti elementi. Il più noto e probabilmente centrale era la profezia. Le saghe ci raccontano che i veggenti viaggiavano regolarmente attraverso le terre norrene, facendo tappa in ogni fattoria importante. Lì venivano accolti con grande entusiasmo e a loro e ai loro seguaci veniva offerto un banchetto. Presiedevano a un rituale che prevedeva canti e, in epoca precristiana, sacrifici animali. Poi si vestivano con elaborati costumi – fu forse in questa occasione che la maga Fyrkat si dipinse il viso di bianco? – prendevano posto su una sedia posta su una piattaforma e profetizzavano ciò che l’anno avrebbe portato alla famiglia. Secondo le nostre fonti, di solito davano buone notizie. Sempre secondo le nostre fonti, potevano essere corrotti e avrebbero pronunciato profezie migliori per coloro che li nutrivano meglio. Questa stessa accusa veniva ovviamente rivolta agli oracoli nel mondo antico ed è ancora rivolta agli sciamani moderni, spesso da altri sciamani, quindi questo dibattito sembra essere parte integrante dell’intera questione della profezia.

La figura della “Dama Pagana” (The Pagan Lady) di Peel è una delle scoperte archeologiche più affascinanti dell’Isola di Man, unendo il rigore della storia al fascino cupo della mitologia norrena.
Sebbene il riferimento a Thorhallur Thrainsson sia più strettamente legato alle leggende di spettri e folklore nordico (come il celebre glámr delle saghe), la scoperta della Dama Pagana nel Castello di Peel è un fatto storico documentato che sembra uscito direttamente da una ballata vichinga.

La Scoperta (1982)
Durante gli scavi diretti dall’archeologo David Freke presso il Castello di Peel (sull’isolotto di St Patrick’s Isle), è stata rinvenuta una sepoltura risalente alla metà del X secolo. All’interno non vi era un guerriero, ma una donna di alto rango la cui tomba conteneva un corredo rituale straordinario.
Il Corredo della “Maga”
Ciò che rende questa donna una sospetta Völva (una sciamana o profetessa vichinga) sono gli oggetti che l’accompagnavano:
L’Ala di Cigno: Il dettaglio più poetico e inquietante. La donna è stata sepolta con l’ala intera di un cigno selvatico posta sotto il suo braccio. Nella simbologia norrena, i cigni sono legati alle Valchirie e alla capacità di viaggiare tra i mondi.
La Collana di Perle: Una magnifica collana composta da oltre 70 perle di vetro, ambra e corniola provenienti da tutta Europa e dall’Oriente, segno di un prestigio immenso.
Strumenti Rituali: Accanto a lei sono stati trovati un coltello, una borsa di pelle contenente aghi d’osso e una “bacchetta” di ferro, spesso interpretata come il distaff (conocchia) usato dalle sciamane per “tessere” il destino.

Il Significato Simbolico
La presenza dell’ala di cigno suggerisce un rituale di trasformazione o protezione. Le Völur erano figure temute e rispettate, capaci di praticare il Seiðr, una forma di magia che permetteva di vedere il futuro e influenzare gli eventi.
Nota Storica: La sepoltura della Dama Pagana rappresenta un momento di transizione unico. È stata trovata in un cimitero cristiano, ma il suo corredo è inequivocabilmente pagano. Questo suggerisce che, nonostante l’avanzata della nuova fede, il potere spirituale di queste “streghe” vichinghe fosse ancora troppo grande per essere ignorato.

Il Collegamento con Thorhallur Thrainsson
Sebbene Thrainsson sia un nome noto nelle saghe islandesi per incontri con il soprannaturale, il legame qui è tematico: il Castello di Peel è rinomato per essere uno dei luoghi più infestati delle isole britanniche (celebre è il Moddey Dhoo, il cane nero spettrale).
La Dama Pagana incarna perfettamente quella “presenza norrena” che Thrainsson e altri cronisti del folklore hanno cercato di descrivere: un mondo dove il confine tra i vivi, i morti e le creature mitologiche era sottile come un colpo d’ala di cigno.
Oggi, i resti e i tesori della Dama sono conservati presso il Manx Museum a Douglas, dove la sua collana rimane uno dei pezzi più iconici dell’eredità vichinga nell’Isola di Man.

La “Pagan Lady of Peel” è stata sepolta con diversi oggetti che presentano connotazioni magiche, religiose o rituali:

  • Amuleti: Tra gli oggetti ritrovati nella sua tomba, ed in particolare associati alla piccola borsa di pelle che indossava, vi erano alcuni amuleti.
  • Perle di preghiera: La donna indossava una preziosa collana, considerata un cimelio di famiglia che raccontava la storia e i viaggi dei suoi antenati. Una di queste perle era molto antica, risalente al sesto secolo (avendo quindi 400 o 500 anni al momento della sua sepoltura), e si ritiene potesse appartenere originariamente al rosario (perle di preghiera) di uno dei monaci che vivevano in precedenza sull’isola.
  • Corredo funerario pagano: Nonostante fosse sepolta in un cimitero cristiano, la tomba conteneva un corredo funerario di tradizione pagana pensato per accompagnarla nell’aldilà. Il rituale prevedeva che non potesse passare al mondo successivo senza i suoi attrezzi quotidiani, tra cui un kit da cucito, due coltelli, uno spiedo per arrostire e persino un’ala d’oca.

L’intero rituale di sepoltura è stato eseguito con grande cura: la donna è stata deposta facendole riposare il capo su un cuscino di piume d’oca e facendole indossare una piccola cuffia bianca, a dimostrazione del grande affetto di chi l’ha seppellita.

La statuetta “Portatore di bastone” o “Danzatore con arma” proveniente da Birka, in Svezia.

Gran parte di questo materiale proviene da Neil Price, 
The Viking Way: Magic and Mind in Late Iron Age Scandinavia.

La “Dama Pagana” del Castello di Peel, Isola di Man, maga vichinga sepolta con un’ala di cigno. Di Thorhallur Thrainsson.

È interessante notare che le fonti delle saghe dicono poco riguardo alla veggente che entrava in trance o in estasi. Ma il giusquiamo non è una droga da poco, e chiunque ne assumesse a sufficienza potrebbe andare ben oltre lo stato razionale. Inoltre, l’estasi, in una forma o nell’altra, è quasi universalmente parte della tradizione profetica. Quindi credo che dovremmo immaginare che le veggenti norrene, almeno a volte, si drogassero per entrare in uno stato di trance al fine di cercare risposte a domande urgenti. Una cosa che abbiamo imparato dagli sciamani moderni è che sono capaci di operare in più modalità, fornendo risposte preconfezionate a domande standard – sì, certo, avrete un ottimo raccolto, cosa mangeremo? – e allo stesso tempo drogandosi o inducendosi in altri modi in stati di trance molto pericolosi quando si trovano di fronte a una vera crisi.

Ho evitato anche di definire Fyrkat 4 una veggente, come invece la definisce il Museo Nazionale Danese. Ho fatto ciò perché la tradizione magica norrena includeva, oltre alla profezia, anche altri elementi, tra cui il repertorio standard degli indovini: guarigione, ritrovamento di oggetti smarriti, creazione di amuleti protettivi e così via. Si diceva anche che evocassero tempeste e maledicessero a morte i loro nemici. Presumo che la maga di Fyrkat si dedicasse almeno alla guarigione, ed è affascinante immaginare che a volte re Harald mandasse via il suo vescovo e chiedesse alla sua maga di maledire i suoi nemici o di avere una visione di come si sarebbero svolte le sue prossime guerre.

Ne sono noti circa trenta esemplari; questa immagine proviene dal British Museum. Alcuni di essi, come questi, presentano ornamenti che li distinguono, ma altri assomigliano praticamente in tutto e per tutto a spiedi. E in effetti alcuni di essi potrebbero essere stati effettivamente spiedi, sebbene nelle sepolture siano associati a donne fatate. Quindi è probabile che fossero utilizzati per uno scopo diverso.

Il forziere ai piedi di Fyrkat 4 era antico e presentava diverse riparazioni con vari tipi di legno, un dettaglio piuttosto singolare. Conteneva principalmente abiti, di cui è sopravvissuta solo una quantità di filo d’oro e d’argento. Insomma, abiti molto eleganti. Vi si trovavano anche gli oggetti tipici sepolti con le donne vichinghe: forbici, un fuso e un’altra cote.
La maga di Fyrkat doveva essere una donna formidabile. Ricca, spendeva gran parte del suo denaro in merci esotiche provenienti da terre lontane, prediligendo in particolare mode non ancora adottate dalle sue contemporanee. E, in un regno che si professava cristiano, era una devota di un’antica tradizione magica.
Fyrkat era una delle fortezze costruite dai re di Danimarca, probabilmente intorno al 980 d.C. Esistono almeno altre due fortezze quasi identiche risalenti all’epoca vichinga, e altre due possibili. L’ipotesi più accreditata è che i re le facessero costruire come parte della preparazione di una grande campagna militare. In questo caso, il re sarebbe stato Harald Bluetooth, e la campagna sarebbe stata la sua vittoriosa guerra per riconquistare lo Jutland meridionale dagli imperatori tedeschi. Da notare che Harald Bluetooth si era a quel tempo convertito al cristianesimo e richiedeva a tutti i suoi seguaci di fare altrettanto. CONFER
Fonte https://benedante.blogspot.com/2021/03/the-sorceress-of-fyrkat.html
La maga vichinga di Fyrkat
Statuetta di Ekhamar Luogo di ritrovamento: Ekhammar, Uppland, Svezia.

Die Wut FUROR

«Die Wut in Hagens Herzen brannte heiß und klar, als er das Schwert zog, um Rache zu vollenden.»
— Nibelungenlied, Avventura 36
«Il furore nel cuore di Hagen ardeva caldo e chiaro, mentre estraeva la spada per compiere la vendetta.»

In questo contesto, “Wut” rappresenta la furia guerresca di Hagen, un personaggio centrale, che agisce con un’intensità quasi poetica, spinta da rabbia ed eccitazione, tipica dell’epica tedesca. La scena si riferisce al momento culminante del poema, dove il conflitto e la vendetta dominano, incarnando l’ebbrezza della battaglia.
Nota: Il Nibelungenlied originale è in medio alto tedesco, e il termine “Wut” appare in forme arcaiche (es. “wuot” o varianti).

Hagen uccide Sigfrido alla fontana, Sala dei Nibelunghi


Mitra-Varuna. Due rappresentazioni indoeuropee della sovranità
di Georges Dumézil (Autore)
 Andrea Anselmo (Traduttore)
 Il Cerchio, 2024

In questo contesto, “Wut” cattura l’ardore guerresco di Odino, il dio supremo, in un momento di battaglia epica contro i giganti, riflettendo l’ebbrezza e l’eccitazione della lotta mitologica.
La sfumatura di “genio poetico” emerge dall’ispirazione divina di Odino, spesso associato alla poesia e alla furia estatica (come nei berserker, guerrieri invasati dalla “Wut” divina).
Nota: L’originale norreno usa termini come óðr (furia ispirata) o varianti, che in traduzioni tedesche diventano spesso “Wut”.


L’Edda poetica è una raccolta di poemi in norreno, composta tra il IX e il XIII secolo, che narra miti, gesta eroiche e cosmologia della mitologia norrena, closely related alla mitologia germanica. I poemi, come la Völuspá o l’Hávamál, contengono scene di battaglia epica e furia divina, dove il concetto di “Wut” (in norreno óðr, furia ispirata, o termini affini) è centrale, soprattutto per figure come Odino, dio della guerra, della poesia e della furia estatica.Contesto dell’Edda poetica
L’Edda poetica è una fonte primaria per la mitologia norrena/germanica, scritta in versi e tramandata oralmente prima di essere codificata in manoscritti islandesi.
I poemi descrivono eventi cosmici come il Ragnarök (la fine del mondo), battaglie tra dèi e giganti, e l’ardore guerresco dei berserker, guerrieri invasati dalla furia divina. Il termine norreno óðr (da cui deriva il nome di Odino, Óðinn) indica uno stato di esaltazione, rabbia e ispirazione, che in traduzioni tedesche moderne diventa spesso “Wut”, specialmente in contesti guerreschi. Questa furia è sia distruttiva che creativa, legata al “genio poetico” (Odino è anche dio della poesia) e all’ebbrezza della battaglia.
Citazione con “Wut”Poiché l’Edda poetica è in norreno, il termine “Wut” appare nelle traduzioni o adattamenti in tedesco moderno. In un passaggio dalla Völuspá (strofa 24), che descrive una battaglia primordiale tra Æsir (dèi) e Vanir, adattandolo in tedesco moderno per includere “Wut” in un contesto guerresco:

Testo originale in norreno (per completezza):
«Óðinn skaut á folk í liði,
þat var enn folkvíg fyrst í heimi.»
(Völuspá, strofa 24, Codex Regius)

Traduzione letterale dal norreno:
«Odino scagliò [la lancia] contro l’esercito,
quella fu la prima guerra tra i popoli nel mondo.»

strofa 45 della Völuspá, che descrive l’inizio del Ragnarök con l’avanzata degli dèi e l’esplosione del caos, adattandolo in tedesco moderno per includere “Wut”:

Tedesco (adattato):
«Die Wut der Æsir loderte wie Feuer, als Heimdall das Gjallarhorn blies und die Götter zum letzten Kampf stürmten.»
— Ispirato alla Völuspá, strofa 45 (Edda poetica), adattamento in tedesco moderno

Traduzione in italiano:
«Il furore degli Æsir divampava come fuoco, mentre Heimdall suonava il Gjallarhorn e gli dèi si lanciavano nell’ultima battaglia.»

  • Contesto guerresco: La strofa 45 della Völuspá segna l’inizio del Ragnarök, con segnali cosmici come il latrato del lupo Garm e il suono del Gjallarhorn di Heimdall, che chiama gli dèi alla battaglia finale contro le forze del caos (giganti, lupi e serpenti). La “Wut” rappresenta l’ardore collettivo degli Æsir (Odino, Thor, Freyr, ecc.) mentre si preparano al conflitto, un’energia furiosa che unisce rabbia, eccitazione e un’ispirazione quasi poetica, tipica della mitologia germanica.
  • Significato di “Wut”: In questo adattamento, “Wut” incarna la furia divina degli dèi, un mix di rabbia guerresca e slancio epico. La sfumatura di “genio poetico” emerge dal contesto mitologico, poiché il Ragnarök è narrato nella Völuspá con un linguaggio visionario, quasi profetico, che eleva la battaglia a un evento cosmico e poetico.
  • Riferimento mitologico: Il suono del Gjallarhorn di Heimdall segnala l’inizio della guerra finale. Gli Æsir, guidati da Odino, affrontano i loro nemici, come il lupo Fenrir e il serpente Jörmungandr. Questo momento è carico di tensione e furore, con gli dèi che si lanciano nella lotta sapendo che molti di loro periranno.

Traduzione in italiano:
«Il furore di Odino divampava selvaggio, mentre con Gungnir si lanciava contro le fauci di Fenrir verso la morte.»

Testo originale in norreno (per completezza):
«Gleipnir slitnar,
ok Freki rennr,
Óðinn mætir ulfi í vígstríði.»
(Völuspá, strofa 46, adattamento basato su interpretazioni del Codex Regius)

Traduzione letterale dal norreno:
«Gleipnir si spezza,
e il lupo corre libero,
Odino affronta il lupo nel combattimento mortale.»

Contesto guerresco: Nella Völuspá, strofa 46 (e successive), il Ragnarök raggiunge il culmine con la rottura delle catene di Fenrir, il lupo cosmico destinato a uccidere Odino. Odino, armato della sua lancia Gungnir, affronta Fenrir in una battaglia epica, sapendo che il suo destino è segnato. La “Wut” qui rappresenta la furia divina di Odino, un misto di rabbia, eccitazione guerresca e un’ispirazione quasi poetica, legata al suo ruolo di dio della guerra e della poesia.Significato di “Wut”: “Wut” cattura l’ardore estatico di Odino, che si lancia nella lotta con un’intensità che trascende la mera rabbia, incarnando l’ebbrezza della battaglia e il “genio poetico” della sua natura divina. In quanto dio della poesia e della furia (óðr in norreno, da cui il suo nome Óðinn), Odino unisce forza distruttiva e creatività visionaria, anche nel suo sacrificio.Riferimento mitologico: La battaglia di Odino contro Fenrir è un momento tragico del Ragnarök. Fenrir, figlio di Loki, è una forza del caos, e la sua vittoria su Odino segna la fine del vecchio ordine divino. Tuttavia, Odino è vendicato da suo figlio Víðarr, che uccide il lupo. Questo scontro incarna il coraggio e la furia di fronte all’inevitabile.

Balder Baldur Baldr 

opera Johan Egerkrans

Archetipo  della luce, appartenente alla stirpe degli Æsir, figlio di Óðinn e di Frigg. Venne ucciso da Hǫðr su istigazione di Loki, ma sarà destinato ad aprire il nuovo ciclo cosmico dopo il Ragnarǫk.
Il nome “Baldur” potrebbe significare “splendente” o “principe”.

Nell’ Edda in prosa, si narra che Balder, il figlio di Odino, era “il più gentile, il più saggio e il più onesto degli Aesir”. sua madre, moglie di Odino, Frigg., per preservare la sua vita, fece fare giuramento indistruttibile a tutti gli oggetti del mondo – vivi e inanimati – che non avrebbero fatto del male a Balder. Le mancava solo il vischio: guardando il suo fragile germoglio, Frigga decise che comunque non avrebbe potuto fare del male a suo figlio.  Loki, insidiosa minaccia antagonista, trasformandosi in serva, decise di estorcere a Frigga: da chi non era stato prestato il giuramento, costruì una lancia o una freccia (esistono diverse versioni) e la diede al dio cieco Höda, fratello di Baldur, che ignaro colpì Balder con un’arma fatta di  dal vischio, uccidendolo.

Johan Egerkrans Ragnarǫk


Senn váru æsir allir á þingi ok ásynjur allar á máli, ok um þat réðu ríkir tívar, hví væri Baldri ballir draumar. Þá reið Óðinn fyrir austan dyrr, þar er hann vissi völu leiði; nam hann vittugri valgaldr kveða, unz nauðig reis, nás orð of kvað: “Hvat er manna þat mér ókunnra, er mér hefir aukit erfitt sinni? Var ek snivin snævi ok slegin regni ok drifin döggu, dauð var ek lengi.”

Una volta tutti gli Dei si riunirono in consiglio, tutte le Dee si riunirono in consiglio, e i potenti Dei discussero perché Balder avesse brutti sogni.

Poi Odino cavalcò a est della porta di Hel, e lì trovò la tomba di una strega, e allora il Dio della guerra pronunciò un incantesimo, finché il suo cadavere fu costretto a risorgere e parlò:

“Chi è quest’uomo, a me sconosciuto, che mi ha riportato a una vita odiosa? Ero sepolta nella neve, colpita dalla pioggia, annegata nella rugiada, ero morta da molto tempo.”

confer BALDRS DRAUMAR I SOGNI DI BALDR

I MITI DI MIDGARD AxisMundi

– I boschi sacri e l’albero cosmico. Un saggio sulla tradizione germanica e nordica; – Gli anelli del potere. Uno studio sull’opera di J.R.R. Tolkien, sull’Edda antica e sulle saghe germaniche; – Il bianco, il rosso e il nero: tre colori simbolici. Un saggio sulla tradizione indoeuropea e sulla tradizione nordica; I tre saggi che compongono questo libro — Fabrizio Bandini, “Tre saggi sulla tradizione nordica”, Midgard Editrice 2021 — sono stati scritti nel corso degli ultimi tre anni. Essi vanno a comporre quest’opera in un tutto armonioso. Sono tre visioni su vari temi e concetti della tradizione germanica-nordica, che vogliono essere da una parte informativi, per gli interessati al vasto corpus letterario e dottrinale, e dall’altro fonte di ispirazione per chi segue il cammino della nostra tradizione. ARTICOLI CORRELATI SUL SITO: – Guido von List e la tradizione magico-religiosa degli Ariogermani (M. Maculotti) http://axismundi.blog/2016/01/13/guid… – Odhinn e Týr: guerra, diritto e magia nella tradizione germanica (F. Zigarelli) http://axismundi.blog/2020/04/29/odhi… – Hanns Hörbiger: la teoria del Ghiaccio Cosmico (J. Bergier/L. Pauwels) https://axismundi.blog/2016/03/25/han… – Cernunno, Odino, Dioniso e altre divinità del ‘Sole invernale’ (M. Maculotti) https://axismundi.blog/2016/11/14/cer…

Asja Heilung

Gá is nurna gangan yng yng pjar
Hang hang gang gang
Hymir ganda skadla hym hym gan
Fold fold Har har
Ou mi galdr maðr áss áss æt
Óm óm gal gal
Fu thork haniast bjamlyr futh fu thork
Futh futh bjam bjam
Hyndla horskr móðr má má kat
Hap hap tak takÁsjá, angan, bjarga
Ást standa ok fár hverfra
Ásjá, anga næ næ næ
Ok þú e er truir truir truirÁsjá, angan, bjarga
Ást standa ok fár hverfra
Ásjá, angan, tjá tjá tjá
Ok þú e er ár ár árÁsjá, angan, bjarga
Ást standa ok fár hverfra
Kann ek galdr at gala
Ønd og heidl sjá er kanÁsjá, angan, bjarga
Ást standa ok fár hverfra
Jafnan sædl órlausn
Friðr, maðr, opt opt optGá is nurna gangan yng yng pjar
Hang hang gang gang
Hymir ganda skadla hym hym gan
Fold fold Har har
Ou mi galdr maðr áss áss æt
Óm óm gal gal
Fu thork haniast bjamlyr futh fu thork
Futh futh bjam bjam
Hyndla horskr móðr má má kat
Hap hap tak takTraduci in italiano


L’officainte Maria Franz narra “Si tratta di amore, recupero e prosperità – e di scacciare il male e accogliere l’amore. 
Contiene una citazione dell’Hávamal, un antico poema islandese. 
Contiene anche molte parole di benedizione che hanno lo scopo di fornire e aiutare l’ascoltatore nei momenti difficili. 
L’inizio della canzone è qualcosa che ho ricevuto in un ritiro dove ho mangiato poco e dove ero tutta sola, dove non ho parlato per un paio di settimane. 
Personalmente credo – e non sono il solo – che troviamo le soluzioni migliori per le nostre sfide quando ci ritiriamo, quando andiamo da soli e ascoltiamo noi stessi”.

Loud speaks the norn, Yngvi walked, Yngvi lovesYou hang hang! Journey journeyHymir enchants, he strikes, he leavesEarth earth, High one high oneOu my spell, man god, divine familySound sound, screaming screamingFu thork haniast bjamlyr, futh fu thorkFuth futh, bjam bjamWise Hyndla, anger is no more, very cheerfulGood luck, good luck to you!Protection, joy, healingThe love stands and the harm goes awayProtection, joy to attain attain attainAnd you believe believe believeProtection, joy, healingThe love stands and the harm goes awayProtection, joy, help help helpAnd you are old old oldProtection, joy, healingThe love stands and the harm goes awayI can chant the spellBreath and health can be seenProtection, joy, healingThe love stands and the harm goes awayAlways a happy solutionPeace, human, often often often





Runar RUNE ᚠ ᚢ ᚦ ᚱ ᛋ ᛘ ᛦ

Limrúnar skaltu kunna,

af þú vilt læknir vera,

ok kunna sár at sjá;

á berki skal þær rísta

ok á baðmi viðar,

þeim er lúta austr limar.

Per favore, impara le rune dei rami,
Se vuoi essere un guaritore,
E saper curare le ferite;
Dovrebbero essere scolpiti sulla corteccia
E sul bosco di un albero,
Quelli che si inchinano al ramo orientale.

Danheim  
I testi sono tratti da Sigerdrivamål (in norvegese: Sigrdrífumál) o Brynhildarljóð che è un poema eroico da The Older Edda; è la prima delle poesie del ciclo su Sigurd Fåvnesbane.
Ci insegna sia la guarigione, lo sciamanesimo, sia l’intaglio e l’importanza delle rune, specialmente nella stanza 11.
Nella stanza 11 troviamo la parola “Læknir”
Non abbiamo una descrizione esatta di quali conoscenze e qualità possa aver avuto nella società nordica.
Ma Greinruner (ramificazione) potrebbe essere stato usato e scolpito per curare ferite o malattie.
La poesia completa è scritta in un modo nuovo, raffigura un incontro tra Sigurd e la Valchiria Sigerdriva. Sigurd cavalca attraverso un anello di fuoco per liberare la ragazza che è legato all’interno.
Sigerdriva, che stata colpita dalla magia del sonno di Odino.
Come ringraziamento per l’aiuto di Sigurd, lo inizia nella magia dell’arte runica.



Arthur Rackham. 
Sigfried Awakens Brynhild , 1911 circa. 

Sigrdrífa, è la Valchiria della Conoscenza e leggendaria skjaldmær (ragazza dello scudo ,guerriera)
Nel Sigrdrífumál e nella Saga dei Völsungar essa appare come mentore di Sigfrido (in norreno antico Sigurðr, nella tradizione tedesca Siegfried), al quale insegnò le rune, dopo che lui l’ebbe risvegliata da un sonno magico indottole come punizione dal padre, Odino.

Nella saga Sigrdrífa racconta il motivo di questa punizione: Si legge che una grande battaglia venne combattuta tra due re, cioè Hjalmgunnar, un vecchio guerriero a cui Odino ebbe promesso la vittoria, e Agnar (conosciuto anche con il nome di Audabrodir)

Durante lo scontro Sigrdrífa uccise Hjalmgunnar, scatenando l’ira del dio, che decise perciò di pungerla con una spina soporifera.
Odino sancì inoltre che la valchiria non avrebbe mai più vinto alcuna battaglia e che si sarebbe dovuta sposare.
Tuttavia Sigrdrífa si difese giurando che avrebbe sposato solo un uomo che mai conobbe la paura.

Tra  skjaldmær Brunilde, conta molte somiglianze con quella della valchiria Sigrdrífa, tanto che i due personaggi mitologici vengono talvolta considerati come un’unica figura

Bjór fœri ek þér,brynþinga valdr,magni blandinnok megintíri.

Fullr er ljóðaok líknstafa,góðra galdraok gamanrœðna.

Sigrúnar skaltu kunnaef þú vill snotr vera,ok rísta á hjalti hjǫrs,á véttrimumok á valbǫstumok nefna tysvar Týr.

Brimrúnar skaltu geraef þú vill borgit hafaá sundi seglmǫrum.

Á stafni skal þær rístaok á stjórnar blaðiok leggja eld í ár.
Fellrat svá brattr brekiné blá unnir,þó kemsk heill af hafi.

Málrúnar skaltu kunna,ef þú vill at manngi þérheiptum gjaldi harm.

Þær um vindr,þær um vefr,þær um setr allar samaná því þingi,er þjóðir skului fulla dóma fara.

Ǫlrúnar skaltu kunna,ef þú vill at annars kvánvéli þik eigi í tryggð, ef þú trúir.

Á horni skal þær rístaok á handarbakiok merkja á nagli nauð.

Full skaltu signaok við fári sjáok verpa lauk í lǫg.Þá ek þat veit,at þér verðr aldrimeinblandinn mjǫðr.Bjargrúnar skaltu nema,ef þú vill borgit fáok leysa kind frá konu.

Á lófa skal þær rístaok um liðu spennaok biðja dísir duga.

Limrúnar skaltu kunna,ef þú vill læknir veraok kunna sár at sjá.

Á berki skal þær rísta,ok á barri viðarþess er lúti austr limar.

(Dovrai conoscere le rune dei rami se vuoi curare gli ammalati, e guarire saggiamente una ferita.

Incidile sulla corteccia e sulle foglie degli alberi le cui fronde volgono a est.)

Hugrúnar skaltu nema,ef þú vill hverjum veragoðhorskari guma.

Þær of réð,þær of reistþær of hugði Hroptr.

Á skildi váru ristnar,þeim er stendr fyrir skínanda guðiá eyra Árvakrsok á Alsvinns hǫfðiok á því hveli, er stendrundir reið Rǫgnis,á Sleipnis taumumok á sleða fjǫtrum.

Á bjarnar hrammiok á Braga tungu,á úlfs klómok á arnar nefi,á blóðgum vængjumok á brúar sporði,á lausnar lófaok á líknar spori.

Á gleri ok á gulliok á góðu silfri,í víni ok í virtriok á vǫlu sessi,í guma holdi,ok Gaupnis oddiok á gýgjar brjósti,á nornar nagliok á nefi uglu.

Alla váru af skafnar,þær er á váru ristnar,ok hrœrðar við inn helga mjǫðok sendar á víða vegu.

Þær eru með álfum,sumar með Ásumok með vísum Vǫnum,sumar hafa mennskir menn.

Þat eru bótrúnar ok bjargrúnarok allar ǫlrúnarok mærar meginrúnarhverjum, er þær kná óvilltarok óspilltarsér at heillum hafa.


Njóttu, ef þú namt,unz rjúfask regin.

Nú skaltu kjósa,alls þér er kostr of boðinn,hvassa vápna hlynr.


Sǫgn eða þǫgnhaf þú þér sjálfr of hug.

Ǫll eru mál of metin.










Dominatore di battaglie, ora ti porgo la birra mista a grande potenza, mescolata alla gloria, piena di poetici versie rune di amicizia,di buoni incantesimi e piacevoli parole.

Dovrai conoscere le rune della guerra se vuoi essere saggio e acuto.

Incidile sulla guardia della spada,sulla sua impugnatura,sulla linea centrale dell’elsa, fallo in nome di Týr, nominalo due volte

Dovrai incidere le rune delle onde se desideri proteggere le tue imbarcazioni mentre navighi.

Mettile sulla prua, incidile sui remi che conducono e lì marchiale col fuoco.

Nessuna larga onda ti colpirà
nessun frangente blu ti si riverserà contro e ritornerai salvo dal mare.
Dovrai conoscere le rune del linguaggio se non desideri alcun rimborso con parole d’odio per un danno compiuto.

Avvolgile,
intrecciale,
Imbrigliale l’una accanto all’altra,
quando sarai all’assemblea.
a cui le schiere parteciperanno,
la corte completa in viaggio

Dovrai conoscere le rune della birra.
per evitare che un’altrui donna tradisca la fiducia che tu hai in lei.

Incidile sul corno, anche sul dorso della mano e segna la runa del bisogno ᚾ Naudiz sull’unghia.

Dovrai benedire i calici riempiti e guardarti da ciò che ti ferirà, getta dell’aglio nell’intruglio.

Poi prometto questo:

Non ti verrà mai porta una bevanda avvelenata.

Dovrai apprendere le rune della vita per coloro che curano dei bambini
così potrai consegnarli e assisterli.

Incidile a loro sul palmo della mano e stringile poi attorno ai polsi e l’aiuto delle Dísir non mancherà.

Dovrai conoscere le rune dei rami se vuoi curare gli ammalati, e guarire saggiamente una ferita.

Incidile sulla corteccia e sulle foglie degli alberi le cui fronde volgono a est.

Dovrai apprendere le rune della mente se tutti gli uomini vuoi superare in sapienza e arguzia.

Colui che le ha concepite e colui che sacramente le ha incise fu Hropt.

Egli fece ciò con grande cura.

Erano state intagliate sullo scudo che difende il dio splendente sull’orecchia di Arvake sulla testa di Alsvid.

Incise sulla ruotache sta sotto al carro di Hrungnir,
sulle redini di Sleipnir,
e sulle tracce della slitta.

Anche sulla zampa dell’orso e sulla lingua di Bragi,sia sulla zampa del lupo che sul becco dell’aquila, sulle ali insanguinate, alle estremità del ponte, sul palmo che rassicura e sul sentiero di chi prova pietà.

Sul vetro e sull’oro, anche sul buon argento,nel vino e nella birra, sul trono della strega, sulla punta di Gaupnir e sul corpo degli uomini,sul petto dell’incantatrice, anche sull’unghia della  ,come sul becco del gufo.

Tutte le rune incise vennero poi raschiatee mischiate con l’idromele sacro,ora esse percorrono ampi cammini.

Alcune le possiedono gli elfi,altre gli Asi, alcune i Vani sapienti, altre si trovano tra gli uomini.

Queste sono rune di cura e pure rune di nascita, così tutte le rune della birra, grandi, gloriose rune per tutti coloro che le usano senza guastarle e profanarle esse renderanno loro il fato benigno.

Sfruttale e godine, se le possiedi, fino alla morte degli dei.

Ora devi scegliere, poiché hai di fronte a te una scelta, o acero di armi affilate.

Parole o silenzio, ciò dovrai decidere ora tutte le parole sono ponderate.
Parole o silenzio, ciò dovrai decidere ora tutte le parole sono ponderate.

ᚠ Fe La ricchezza è fonte di discordia tra i parenti; il lupo vive nella foresta.

ᚢ Ur Dross viene dal ferro cattivo; la renna corre spesso sulla neve ghiacciata.

ᚦ Thurs Giant provoca angoscia alle donne; la sventura rende felici pochi uomini.

ᚬ Poiché l’estuario è la via della maggior parte dei viaggi; ma un fodero è di spade.

ᚱ Si dice che l’equitazione di Reidh sia la cosa peggiore per i cavalli; Reginn ha forgiato la spada più bella. ᚴ Kaun Ulcer è fatale per i bambini; la morte fa impallidire un cadavere.

ᚼ Hagall La grandine è il più freddo dei chicchi ; ….

ᚾ Naudhr Constraint offre poca scelta; un uomo nudo è raffreddato dal gelo.

ᛁ Isa Ice chiamiamo il ponte largo; il cieco deve essere condotto.

ᛅ Ar Abbondanza è un vantaggio per gli uomini; Dico che Frodi è stato generoso.

ᛋ Sol Sole è la luce del mondo; Mi inchino al decreto divino.

ᛏ Tyr Tyr è un dio con una mano sola; spesso fa soffiare il fabbro.

ᛒ Bjarkan Birch ha le foglie più verdi di qualsiasi arbusto; Loki è stato fortunato nel suo inganno.

ᛘ Madhr Man è un aumento della polvere; grande è l’artiglio del falco.

ᛚ Logr Una cascata è un fiume che cade dal fianco di una montagna; ma gli ornamenti sono d’oro.

ᛦ Yr Yew è il più verde degli alberi in inverno; è solito crepitare quando brucia.

Hemkomst ritorno a casa Forndom

Upp stiger solen ifrån nord,Gyllenkam galer högt,åter det växa ifrån jord,utanför ättens port.Bjuds på den dryck av fager mö,värms av ett vackert bål,kring mig jag höra fäder strö,året och fridens skål. “
Til árs ok friðar”Bort flyr mörker ljuset bidar,Fé, fé, fé. Ben bliva ben och blod blir blod,kött bliver åter kött,åter jag finna gammelt mod,leva skall det som dött.

Questa canzone parla dell'arrivo del cantante nel Valhalla. Viene accolto dai suoi parenti e festeggia con loro.

Ritorno a casa
Il sole sorge dal nord,
Goldencomb¹ canta forte,
ancora una volta cresce dalla terra,
fuori dalla porta della famiglia.
Mi è stato dato da bere da una bella signora,
Sono riscaldato da una bella pira,
intorno a me sento radunarsi i miei padri,
brindando per un buon anno e pace.

“Per un buon anno e frit”²
Via le tenebre, la luce attende.
Fortuna³, fortuna, fortuna.

L’osso sarà osso e il sangue sarà sangue,
la carne tornerà ad essere carne,
ancora una volta riprendo le vecchie forze,
ciò che una volta era morto vivrà.

1 Nella mitologia norrena, Gullinkambi è un gallo che vive nel Valhalla.
2 "Til árs ok friðar" è un'acclamazione di festeggiamenti in antico norreno.
3 Fé è il nome antico norreno della runa, ᚠ. Significava fortuna o ricchezza.
Nella mitologia nordica, Gullinkambi è un gallo che vive a Valhalla. Nel poema poetico Edda Völuspá, Gullinkambi è uno dei tre galli il cui canto è predetto per indicare l’inizio degli eventi di Ragnarök.

Duello ancestrale indoeuropeo

”L’eroe si definisce come essere solitario, inesorabilmente votato allo scontro individuale, alla singolare tenzone, una verifica che affronta sotto un impulso irresistibile e che sublima, per così dire, nel momento supremo del duello contro un suo pari; duello in preda a una sorta di estatica ebrezza che estrania da sé il protagonista ….”

”Questa seconda anima è il prodotto del menos μένος l’ardore ispirato da un dio e si traduce in lyssa Λύσσα la furia guerriera.
Tale connotato è noto è noto a molte tra le culture antiche, soprattutto nella loro fase primitiva , a cominciare da quelle germanica, che impiega per definirlo, termini quali Freg o Wut.”

”La parola antico nordico da cui deriva il nome Odhinn, Odhr…corrisponde al tedesco Wut ”furore” e al gotico wods ”posseduto” come sostantivo designa sia l’ebrezza, l’eccitazione, il genio poetico(cfr l’anglosassone Woth canto) sia il movimento terribile del mare, del fuoco, del temporale come aggettivo significa violento furioso sia rapido.

Oltre quelli germanici, tutti i termini indoeuropei, che a questi concetti si riferiscono rimandano a una forza ispirata come quella della poesia o alludono all'invasamento profetico: 
il latino,furor,   all'antico iralandese faith, nonchè naturalmente i greci mania μανία e manteia μαντεία.
dono sovrumano non meno della possessione mantica, la mistica follia guerriera diviene dunque , in sè stessa la misura del favore celeste, così da spiegare '' come il combattimento di due eserciti possa essere sostituito da un duello giudiziale, nel quale gli dei indicano la parte che detiene  il diritto

confer  Dumezil Gli dei dei Germani pp.71e 84

Confer Giovanni Brizzi il Guerriero l' oplita e il Legionario pag. 13 

Ymir

«Ár vas alda
þars Ymir byggði
vasa sandr né sær,
né svalar unnir;
iörð fansk æva
né upphiminn;
gap vas ginnunga,
en gras hvergi.»
«Al principio era il tempo:
Ymir vi dimorava;
non c’era sabbia né mare
né gelide onde;
terra non si distingueva
né cielo in alto:
il baratro era spalancato
e in nessun luogo erba.»
Edda poetica – Völuspá – Profezia della Veggente

 

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Vecchio grigio Gamle Grå…

Gamle Grå…
Eg hugsar ringen før den brotna
Songen din rørar djupt i meg
Som taumar rakt frå minna dreg
Eg finn ikkje ord, dei er for meg gøymd
Men det er noko gamalt, det er noko gløymd
Eg hugsar når du jaga fritt
Eg hugsar når me jaga saman
Eg hugsar oss, før vegen skildes
Eg hugsar ringen før den brotna
Alltid var på meg, og eg på deg
Alltid var på deg, og du på meg
Berre spring til mine skogar
Berre jag i mine fjell
Før din flokk til mine dalar
Lat oss laga ringen heil
Eg skal syngje deg vegen heil
Eg skal syngje heimat heil

Vecchio grigio
ricordo il legame prima che si rompesse
la tua canzone ( verso) rievoca qualcosa di antico
come accordi che affiorano dalla memoria
non riesco a trovare le parole
sono ancora velate
eppure so che è qualcosa di antico
qualcosa che è stato dimenticato
Ricordo quando vagavi liberamente
quando vagavamo insieme
Mi ricordo di noi due prima che le strade si separassero
ricordo l’anello ( legame) prima che si rompesse
Ora diffido sempre di te e tu di me
ora diffido sempre di te e tu di me
Puoi tornare nelle mie foreste
vagare liberamente tra le mie montagne
porta il tuo branco nelle mie valli
ripristiniamo l’anello
canterò di te sulla tua strada
canterò di te sano e salvo a casa

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