Non ordinario…

La soglia dell’ignoto, l’implicito non visibile, una dimensione inesplorata

Il Non Ordinario parla con il linguaggio dei simboli e delle immagini…
un’esperienza non descrivibile, accompagnata, innescata dal magico evocativo suono del tamburo sciamanico.
Un momento per perdersi e ritrovarsi con qualcosa in più…
un messaggio, un’immagine, un’emozione…

Onordando il Fiume sotterraneo della Tradizione

La Tradizione è un fiume sotterraneo, che s’inabissa e riaffiora, grazie al richiamo segreto dei suo adepti…e la Forza attrattiva che irrompe nel profondo ”dei cercatori” risvegliati dal torpore dal silenzioso richiamo degli Archetipi dormienti, ma pulsanati
F.D.P

Marcet sine adversario virtus: tunc apparet quanta sit quantumque polleat, cum quid possit patientia ostendit. Scias licet idem viris bonis esse faciendum, ut dura ac difficilia non reformident nec de fato querantur, quidquid accidit boni consulant, in bonum vertant; non quid sed quemadmodum feras interest

Il valore si infiacchisce se non ha avversari: allora appare quanto è grande e che forza ha, quando mostra la sua capacità di sopportazione. Sappi dunque che i ” seguaci della virtù ” devono comportarsi nello stesso modo, non temere le difficoltà e le avversità né lamentarsi del fato, qualsiasi cosa accada la ritengano un” possibilità di” bene e la trasformino in un bene; ciò che è importante non è ciò che tu sopporti ma in che modo lo sopporti.
SENECA

Tradizione pratica viva

​Una Tradizione è viva finché è nutrita

Una disciplina è viva finché nutre

Il nutrimento necessita di disciplina

La disciplina necessita di pratica

La pratica necessita di una Tradizione che la nutra

Il nutrimento è pratica disciplinata

Le tre soluzioni di Julius Evola Sandro Consolato

Le tre soluzioni di Julius Evola (Arya edizioni Genova)  è il terzo libro dedicato dall’autore al filosofo oltre  Evola e il Buddhismo (1995) e Evola e Dante (2014).

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Nikolaj Konstantinovič Roerich

Una raccolta di scritti imprescindibile per gli appassionati ed i cultori del ‘‘magico barone”, con una velata nostalgia, ed un distacco critico maturo,  sempre rispettoso del percorso del dialogo con ”il maestro immaginario’ ricco di spunti di riflessione in un mondo di agitazione e di nebbia”.
Ogni passaggio affrontato nella raccolta, lascia aperte riflessioni pur  essendo accuratissimo nelle puntualizzazioni.
Una narrazione che oscilla tra la dimensione verticale, ‘l’esistenzialismo esoterico” del filosofo, ed una dimensione orizzontale,  le soluzioni  rivolte agli anarca ribelli.
Le tre soluzioni rivolte ai  tipi umani archetipali : il “Ribelle ascetico” che segue una via dove  si “mantengono sotterraneamente le linee di vetta. non appartengono a questo mondo. Pur essendo sparsi sulla terra e spesso ignorandosi a vicenda sono uniti invisibilmente e formano una catena infrangibile nello spirito tradizionale” , vi e poi chi necessita di essere orientato a “prepararsi allo slancio che porti oltre l’onda ultima”,una sorta di nichilismo attivo , un attivismo teso a forzare i tempi della decadenza, ed in fine, il  tipo umano che “cavalca la tigre”, colui che sceglie di ”opporsi lentamente, tenacemente ”  e che con alacre sforzo,  tenda di  far rivivere la Sapienza.
L’autore si spinge poi in altri territori delineando, altri racconti dalle  riflessioni sul rapporto di libertà, tra l’individuo  e le comunità umane, in relazione ‘‘al divenire cosmico, e storico’ ,  passando , alla visione di Evola e le donne, scivolando sull’operatività alchemica, dove la metafisca è vista come ‘‘stato dell’essere  non legato allo spazio e al tempo…. dimensione in cui l’esperienza può realizzare una coscienza…”
fino ad approdare all”’ Evola mithraico ”e procedere trattando, altri temi giungendo a narrazioni molto personali…. sincronicità inaspettate, intravvedendo una chiave ermetica”di interpretazione dei fatti, e mostrandoci come il ”maestro immaginario” abbia seminato influenze, anche su personaggi, impensabili della cultura e del cinema, lontani da ambienti più accoglienti.

Confidando che l’autore non mantenga le sue premesse della raccolta

” Con questo libro si chiude un ciclo”

‘Colui che appare anormale rispetto all’ambiente esterno  è probabile che sia lui il ”normale”, che in lui esista un resto di energia vitale integra….”
L’arco e la Clava

 

 

In magnis et voluisse sat est

Quod si deficiant vires, audacia certe laus erit; in magnis et voluisse sat est

Properzio Elegie 2,10

 se verrano meno le forze,l’osare sarà certo motivo di lode,nelle grandi imprese  è sufficente anche solo averle volute

αὐγῇ καθαρᾷ visione di Luce Pura  Πλάτων, Platone

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διὰ τὸ μὴ ἱκανῶς διαισθάνεσθαι. δικαιοσύνης μὲν οὖν καὶ σωφροσύνης καὶ ὅσα ἄλλα τίμια ψυχαῖς οὐκ ἔνεστι φέγγος οὐδὲν ἐν τοῖς τῇδε ὁμοιώμασιν, ἀλλὰ δι ‘ἀμυδρῶν ὀργάνων μόγις αὐτῶν καὶ ὀλίγοι ἐπὶ τὰς εἰκόνας ἰόντες θεῶνται τὸ τοῦ εἰκασθέντος γένος: κάλλος δὲ τότ’ ἦν ἰδεῖν λαμπρόν, ὅτε σὺν εὐδαίμονι χορῷ μακαρίαν ὄψιν τε καὶ θέαν, ἑπόμενοι μετὰ μὲν Διὸς ἡμεῖς, ἄλλοι δὲ μετ ‘ἄλλου θεῶν, εἶδόν τεν
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Ora nelle copie terrene di giustizia e temperanza e nelle altre idee che sono preziose per le anime non c’è luce, ma solo alcune, avvicinandosi alle immagini attraverso gli oscuri organi di senso, vedono in esse la natura di ciò che imitano, e questi pochi lo fanno con difficoltà. Ma in quel momento videro la bellezza splendere di luminosità, quando, con un coro beato  – seguiamo  Zeus, ed altri  qualche altro dio – videro l’apparizione e la visione benedette e furono iniziati a ciò che è giustamente
chiamato
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250C
μακαριωτάτην, ἣν ὠργιάζομεν ὁλόκληροι μὲν αὐτοὶ ὄντες καὶ ἀπαθεῖς κακῶν ὅσα ἡμᾶς ἐν ὑστέρῳ χρόνῳ ὑπέμενεν, ὁλόκληρα δὲ καὶ ἁπλᾶ καὶ ἀτρεμῆ καὶ εὐδαίμονα φάσματα μυούμενοί τε καὶ ἐποπτεύοντες ἐν αὐγῇ καθαρᾷ, καθαροὶ ὄντες καὶ ἀσήμαντοι τούτου ὃ νῦν δὴ σῶμα περιφέροντες ὀνομάζομεν, ὀστρέου τρόπον δεδεσμευμένοι .
ταῦτα μὲν οὖν μνήμῃ κεχαρίσθω, δι ‘ἣν πόθῳ τῶν τότε νῦν μακρότερα εἴρηται: περὶ δὲ κάλλους, ὥσπεε
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250C
il più benedetto dei misteri, che abbiamo celebrato in uno stato di perfezione, quando non avevamo esperienza dei mali che ci attendevano nel tempo a venire, essendo ammessi come iniziati alla vista di apparizioni perfette, semplici, calme e felici, che abbiamo visto nella luce pura, essendo noi stessi puri e non sepolti in ciò che portiamo con noi e chiamiamo il corpo, in cui siamo imprigionati come un’ostrica nel suo guscio. 
Fedro ΦαῖδροςΠλάτων, Platone

“Potremmo ipotizzare che l’epopteia fosse un approfondimento nella forma della luce dell’esperienza dell’unità di tutte le cose già assaporata nella telete/myesis un consolidamento noetico di questo stato di coscienza,deputato dal tumulto emozionale, che contrasegnava il primo livello di iniziazione, tutto fondato sulla trance dinamica sollecitata dalla musica dal canto, dalla danza,dal caos:
Tutti modi per destrutturare, dionisicamente, l’ego ordinario e consentire un viaggio ad interiora terrae che è condito sine qua non di un effettivo percorso di illuminazione mistica e sapienziale..”

 Confer
Angelo Tonelli 
in Attraverso Oltre
pag. 38 Eleusis

L’iniziazione ai misteri di Eleusi difatti culminava in una εποπτεία “epopteia”, in una visione mistica di beatitudine e purificazione, che in qualche modo può venir chiamata conoscenza. Tuttavia l’estasi misterica, in quanto si raggiunge attraverso un completo spogliarsi dalle condizioni dell’individuo, in quanto cioè in essa il soggetto conoscente non si distingue dall’oggetto conosciuto, si deve considerare come il presupposto della conoscenza, anziché conoscenza essa stessa.”

Giorgio Colli

note

La cerimonia dell’iniziazione  teleté (τελετή)  collegata significativamente di télos (τέλος) che significa ‘fine’, ‘compimento’, ‘realizzazione’, ma anche ‘pieno sviluppo’, ‘perfezione’, e dunque, di nuovo: rito, festa, mistero.(τελευτή), in oltre ‘fine’, ‘compimento’ ma anche ‘morte’: per questo dire ‘iniziazione’ era come dire ‘morte’, cioè passaggio (e ritorno) della psiche al mondo che le è proprio, cioè alla dimensione metafisica.

L’esperienza mistica culminante di tutto il processo iniziatico, il più alto grado dei misteri eleusini, era indicata col termine epoptéia (εποπτεία) composto da epí (επί), preposizione che significa: ‘su’, ‘sopra’, ‘in alto’, e dal verbo optéuo (οπτεύω) che significa ‘vedere’ l’epóptes (επόπτης) era sia l’officiante dei misteri che l’iniziato del grado più elevato. L’aggettivo epoptikós (εποπτικός) significava  ‘concernente i misteri’, ‘esoterico’, ‘contemplativo’ ed ‘epoptiche’ erano definite in Grecia le filosofie che assumevano come loro compito specifico l’introdurre a quella diretta conoscenza/esperienza metafisica che è lo scopo esplicito dei misteri.

Colui che veniva iniziato veniva chiamato mystes (μύστης) ed era introdotto alla sacra conoscenza dai mystagogòi (μυσταγογόι, termine composto con il verbo άγω che significa: conduco

Confer

Attilio Quattrocchi ”Le parole del sacro nella tradizione misterica”

Accademia Platonica

La strada con il cuore

DEA Terra opera di Federica Maya Dal Pino

«Per me c’è solo il viaggio su strade che hanno un cuore, qualsiasi strada abbia un cuore. Là io viaggio, e l’unica sfida che valga è attraversarla in tutta la sua lunghezza. Là io viaggio guardando, guardando, senza fiato.»

DON JUAN:
«Tutto è solo una strada tra tantissime possibili.
Devi sempre tenere a mente che una strada è solo una strada; se senti che non dovresti seguirla, non devi restare con essa a nessuna condizione.
Per raggiungere una chiarezza del genere devi condurre una vita disciplinata.
Solo allora saprai che qualsiasi strada è solo una strada e che non c’è nessun affronto, a se stessi o agli altri, nel lasciarla andare se questo è ciò che il tuo cuore ti dice di fare.
Ma il tuo desiderio di insistere sulla strada o di abbandonarla deve essere libero dalla paura o dall’ambizione.»

CONFER
Carlos Castaneda
Gli ultimi insegnamenti di don Juan e a Scuola dallo stregone

 L’ostacolo alla consapevolezza: Lo sfidante

In molte culture, sistemi di credenze, discipline e pratiche s’individua ciò che ostacola la consapevolezza con una configurazione e definizione differente, per alcuni è un entità energetica, per altri una proiezione psichica, un archetipo, un’ afflizione della mente , un ‘illusione ipnotica efficace, una forza respingente che ci depotenzia, vampirizzandoci, assorbendo le nostre energie vitali…
spetta
all’archetipo del guerriero l’arduo compito di lottare per liberare l’anima che deve ricongiungersi con lo Spirito è tornare Essenza.

Guerriero uccide mostro/demone zoomorfo che rappresenta le paure/ansie l’ignoranza

Nella Tradizione e nel sistema di credenze dei seguaci del dharma, Buddhadharma बुद्धधर् nata, all’origine, da un esigenza di ricerca essenziale di come andare oltre alla dualità paradossale dell’esistenza,condotta con determinazione marziale, il Budda proveniva dalla casta guerriera kshatriya:

L’ignoranza è l’ostacolo principale alla consapevolezza

sanscrito अविद्या; pāli: Avijjā
cinese 無明 wúmíng o 痴 chī
giapponese 無明 muyo
tibetano ma.rig.pamarikpa;

Vajrasattva

L’ignoranza” è uno dei Tre Veleni è la causa principale della permanenza degli esseri nel Saṃsāra e del dispiegarsi della Duḥkha, inquietudine frenetica, la prima delle Quattro nobili verità

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Boxe dell ‘Ombra Determinazione e Pura Attenzione Francesco Dal Pino

L’ignoranza implica un continuo processo di auto-inganno sui principi di realtà dei fenomeni, per poter andare oltre all’ignoranza occorre sviluppare la “saggezza”प्रज्ञा, praticando la presenza mentale,  lo sforzo paziente e la meditazione Dhyāna,ध्यान .

Entità non definite o proiezioni psichiche ipnosi collettive

In altre riferimenti culturali, come narrato egregiamente, nel testo Lo Sfidante l’avversario della consapevolezza è lo sfidante

 un insieme di forze che agiscono nel campo di consapevolezza umano al fine di depotenziarlo e mantenerlo in uno stato inconsapevole e identificato con costruzioni mentali irreali.”

Don Miguel Ruiz è uno sciamano della tradizione tolteca mesoamericana,indica lo Sfidante con il nome di Parassita, descrive la sua formazione ed il suo scopo nel Campo di Consapevolezza umano.

Castaneda e Don Juan

Il Parassita:una entità energetica che vive e si alimenta alle spese di un’altra senza dare nessuna cosa in cambio

L’antropologo Carlos Castaneda  nei suoi libri ha narrato degli insegnamenti che ha ricevuto da Don Juan, maestro sciamano, al termine della sua esistenza cita il volador

una entità energetica
che vive e si alimenta alle spese di un’altra
senza dare nessuna cosa in cambio.

Eckhart Tolle è un uomo del nostro tempo, nato e cresciuto in Europa, che è passato attraverso una esperienza di Risveglio improvviso e totale. Da molti è  ritenuto un individuo che sia balzato ad un altro livello di consapevolezza, questo processo, che potrebbe essere chiamato una Illuminazione, ineffabile e non definibile ne descrivibile con parole adeguate, gli ha consentito, di ritornare ad osservare senza i filtri dalla Mente di Superficie, in questo stato di osservazione ha introdotto i suoi ascoltatori ad una riflessione su:

Il Corpo di Dolore è un campo di energia negativa

che occupa corpo e mente
una entità invisibile
che vive e si alimenta alle spese di un’altra
senza dare nessuna cosa in cambio.

Ha due modi d’essere attivo o inattivo

Vuole sopravvivere come ogni altra entità esistente, può riuscirci solo se ti identifichi con esso.

Si nutre di rabbia, distruttività,odio,sofferenza,drammi emotivi, malattia….

All’interno del Campo di Consapevolezza umano può generarsi, esistere, prosperare ed operare una entità energetica che agisce in modo da deprivarci di energia, e dunque mantenerci in uno stato di inconsapevolezza.
Il suo scopo è quello di continuare ad alimentarsi di un certo tipo della nostra energia, e nel contempo impedirci di espandere la nostra Consapevolezza per non permetterci di accorgersi della sua presenza.
Diventare consapevoli dell’esistenza e dell’operato di questa entità energetica è il primo ed il più importante passo da fare; diventerà una conseguenza naturale, poi, iniziare immediatamente a smettere di creare ancora cibo e sostentamento per essa

Cavaliere del Graal la ricerca della Luce/consapevolezza

Smettendo di alimentarla, essa diverrà via via meno potente, fino a che non verrà completamente riassorbita e trasformata dalla nostra Consapevolezza.

“La padronanza della propria mente,
ribelle, capricciosa, vagabonda,
è la Via verso la Felicità.
Il Saggio osserva continuamente
i propri pensieri, che sono sottili, elusivi ed erranti.
Questa è la Via verso la Felicità.”

Dhammapada धम्मपद pāli,  sanscrito
Canone buddhista
Cammino del Dharma
Fǎjùjīng, 法句經

Quando questa trasformazione avviene, l’essere umano cessa di ascoltare una mente di superficie  che lo ostacola, lo limita e lo incatena in ogni modo possibile, invece di sostenerlo ed incoraggiarlo, perchè comprende che quella mente non è chi esso è in realtà.
Quando questa trasformazione avviene, l’essere umano diventa un essere libero
Occorrono Consapevolezza, Chiarezza e un Inflessibile Intento
per affrontare questa sfida, in tutte le tradizioni di ricerca interiore , coloro che affrontano la sfida con l’ombra  si definiscono guerrieri.

Rito sciamanico Mongolico

Sono in guerra contro il Parassita annidato nella loro mente.
Questo è il vero significato dell’essere un guerriero ribellarsi a ciò  che spegne l’essenza e la bellezza

Comunque vada, provare…

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