Il maestro, colui che conduce, apre il campo e gli allievi entrano nello stato spontaneo senza che nessuno lo guidi. È documentato nelle tradizioni cinesi, dove il maestro trasmette l’energia e il corpo dell’allievo risponde da solo
Il fatto che partisse da posture sollevate in piedi è significativo: quelle posture aprono già i canali, e il tuo campo li ha completati. Non è suggestione, è un fenomeno che i maestri cinesi conoscono da secoli e che Berceli ha poi osservato in contesti clinici.
“L’ho visto accadere mille volte, su di me e sui miei allievi: il corpo che si muove da solo, senza che nessuno lo guidi.”
Se un allievo entra in uno stato intenso, non va interrotto bruscamente — va lasciato completare e poi riportato dolcemente. Lo Zi Fa Gong — 自发功 — significa “pratica che si genera da sola”: il qi muove il corpo senza che tu guidi il movimento. Le radici sono antichissime, legate ai riti sciamanici — le prime forme di qigong erano danze curative — e c’è chi sostiene che anche il Wu Qin Xi di Hua Tuo, il gioco dei cinque animali, nascesse così: posizioni statiche che generavano movimenti spontanei, non imitazioni coscienti degli animali.
” È un ritorno dunque all’Uomo-Medicina, all’antica figura da cui il cammino medico dell’umanità prese un tempo avvio. Uomo-Medicina, termine generico questo, che la tradizione medico-esoterica cinese diligentemente valutava in varie e complementari esperienze e sensibilità. Fra queste realtà mediche vanno considerati certo i Wu ( 巫 ), Coloro che curano assumendo adeguate posizioni corporee e danzando, gli Xian ( 僊 ), Coloro che curano saltando e facendo capriole ed alzandosi da terra, e gli Zhu ( 巫 彭 ), Coloro che curano evocando ed esorcizzando, ed i Fang Shi ( 巫 咸 ), il variegato campo degli Stregoni, Coloro che conoscono le formule magiche e che sanno come utilizzarle. In ogni caso, tutti quanti Sha Men ( 沙 門 ), Sciamani. Non si intende qui sostenere che la tradizione medica cinese si sia totalmente svolta nello sciamanesimo. Essa, anzi, bene conobbe sia essoterismo che esoterismo. A volte fra essi regnò l’armonia, non raramente prevalse l’intransigenza.”
Si narra che la Medicina Tradizionale cinese designasse una varietà di denominazioni per definire individui che praticano movimenti rigenerativi nell’alveo della coltivazione del QI氣.
”Agli albori della Medicina Tradizionale Cinese nel periodo delle ossa oracolari dove abbiamo testimonianza della cura attraverso ”esorcismo” tramite tecniche di movimento fisico ed emissione vocale..”
(confer Medicina Cinese la radice e i fiori corso di sinologia per medici e appassionati Giulia Boschi)
Lo Zi Fa Gong è la forma più vicina al tremore neurogeno che esista nelle tradizioni cinesi. Il corpo si muove da solo : dondolii, tremori, movimenti vigorosi, a volte suoni, risate, pianti e la teoria dice che rilascia energia stagnante profonda, emotiva e fisica, proprio come nel TRE, Trauma Releasing Exercises, gli Esercizi di rilascio del trauma.
La differenza è che il TRE è una tecnica occidentale codificata da Berceli, mentre lo Zi Fa Gong è una tradizione cinese che permette al corpo di fare quello che deve fare.
Lo Zi Fa Gong non è l’unica tradizione che ha osservato questo fenomeno.
In Giappone, Haruchika Noguchi sviluppò il Katsugen Undō, il movimento spontaneo del Seitai:
qui la strada è opposta non si costruisce la condizione mentale, si tolgono le tensioni, e il corpo si muove da solo. In Occidente, David Berceli ha studiato lo stesso meccanismo come tremore neurogeno, codificandolo nel TRE, gli esercizi di rilascio di tensione e trauma.”
Tre tradizioni, tre continenti, secoli di distanza e una sola osservazione: il corpo sa guarirsi da solo, se smetti di ostacolarlo.
Un avvertimento onesto: i maestri dicono di praticarlo sotto guida esperta, soprattutto all’inizio, perché i movimenti possono diventare intensi.
E c’è un’altra cosa curiosa: durante la “febbre del qigong” in Cina, anni ottanta e novanta, lo Zi Fa Gong era così diffuso nei parchi che il governo lo vietò dopo il caso Falun Gong.
un esempio di stile Qigong Dinamico Spontaneo dei “Cinque Animali” (Zifa Wuqinxi Donggong)
Il Qigong dinamico spontaneo dei “Cinque Animali” (自发“五禽戏”动功, Zìfā Wǔqínxì Dònggōng) è una pratica terapeutica ed energetica derivata dal tradizionale Wuqinxi, codificato dal celebre medico Hua Tuo durante la dinastia Han orientale. La disciplina fonde le posture archetipiche di cinque animali (tigre, cervo, orso, scimmia e uccello) con la teoria della medicina tradizionale cinese (MTC) relativa ai meridiani e alla circolazione di Qi e sangue. Attraverso una profonda concentrazione mentale, la pratica innesca movimenti esterni spontanei (wai dong), unendo la fisiologia alla biomeccanica corporea.
Utagawa Kuniyoshi, 1853, stampa xilografica a colori, trittico — titolo originale giapponese: Kada hone Guan Yu sa ryoji no zu, “Hua Tuo che raschia l’osso per curare la ferita da freccia di Guan Yu” .la scena è tratta dal capitolo settantacinque del Romanzo dei Tre Regni, e che Hua Tuo e Guan Yu non si incontrarono mai davvero nella storia — è un’invenzione letteraria. fonte: British Museum, numero di inventario 2008,3037.20007, oppure Library of Congress, item 2002700012.
Posture di Base
Per evitare l’affaticamento o i capogiri causati dal mantenimento prolungato della stazione eretta, il metodo prevede tre posture principali intercambiabili:
Postura eretta naturale (consigliata per facilitare il rilassamento e l’innesco del movimento): Piedi paralleli e distanziati alla larghezza delle spalle. Busto disteso ma naturale, con una leggerissima inclinazione in avanti. Braccia rilassate lungo i fianchi, leggermente scostate dalle cosce. Testa e collo lievemente inclinati in avanti, con la punta del naso allineata idealmente verso l’ombelico.
Postura seduta: Seduti sul primo terzo anteriore di una sedia di altezza adeguata, con il perineo vicino al bordo anteriore. Piedi ben appoggiati a terra; cosce e busto formano un angolo retto (90°), così come cosce e gambe. Piedi e ginocchia paralleli alla larghezza delle spalle. Braccia rilassate lungo le gambe, testa eretta, spalle e gomiti rilassati.
Postura supina: Sdraiati a terra o sul letto in posizione naturale, con il corpo completamente disteso e rilassato.
Prima di iniziare, è fondamentale evacuare e svuotare la vescica, indossare abiti comodi e rimuovere accessori rigidi o metallici (orologi, occhiali, penne, monete) per evitare lesioni durante eventuali movimenti spontanei.
Sequenza dei Passaggi
Pressione dell’ombelico: Con il dito medio (mano sinistra per gli uomini, destra per le donne), premere leggermente l’ombelico per 49 volte (il punto interno corrisponde al Dantian, sede della respirazione originaria).
Formula mentale (Koujue): Recitare mentalmente la formula:«Il mio animo è sereno, il mio aspetto disteso; mi sento leggero come se fluttuassi tra le nuvole; il Qi e il sangue circolano liberamente, i meridiani sono aperti; mantengo la mente concentrata sul Dantian, dalla massima quiete nasce il movimento.» Una volta avviato il movimento spontaneo nelle sessioni successive, non è più necessario recitare la formula: basta mantenerne lo stato interiore.
Discesa del Qi e rilassamento: Visualizzare il Qi e il sangue scendere dalla sommità del capo (Baihui) lungo tutto il corpo fino alle piante dei piedi, come una cascata d’acqua che lava il corpo. Ogni area attraversata deve avvertire una sensazione di leggerezza e morbidezza simile a spugna o cotone. Ripetere la discesa per 3 volte.
Focalizzazione su Yongquan: Dirigere lo sguardo interiore (neishi) verso il punto Yongquan (al centro della pianta dei piedi). Immaginare che il flusso confluisca lì: contare mentalmente 7 cicli per gli uomini, 6 per le donne, poi una breve pausa.
Focalizzazione su Zuqiao: Spostare l’attenzione interiore tra gli occhi, alla radice del naso (Zuqiao): contare 3 cicli per gli uomini, 2 per le donne, poi una breve pausa.
Ritorno all’ombelico: Portare lo sguardo interiore all’interno dell’ombelico: contare 7 cicli per gli uomini, 6 per le donne.
Inspirazione all’ombelico: Visualizzare l’ombelico che “inspira” all’indietro (non con naso e bocca, ma solo mentalmente) verso il punto Mingmen lungo la colonna vertebrale, procedendo a scatti in 5 fasi per gli uomini e 6 per le donne, finché l’ombelico sembra toccare la colonna.
Mantenimento su Mingmen: Mantenere la concentrazione su ombelico e Mingmen a contatto: contare 7 (uomini) o 6 (donne).
Espirazione dall’ombelico: Visualizzare l’ombelico che “espira” avanzando verso la posizione iniziale, sempre in 5 fasi per gli uomini e 6 per le donne.
Chiusura dei varchi (San Yuan Gui Yi): Concentrare ogni percezione sull’ombelico: gli occhi guardano l’ombelico, le orecchie ascoltano l’ombelico, la mente pensa all’ombelico, disinteressandosi del respiro polmonare. Rimanere in attesa vigile da 15 minuti a 1 ora. Se insorge il movimento spontaneo (wai dong), assecondarlo naturalmente (la fase di movimento può durare da 30 minuti a 2 ore).
Procedura di Chiusura (Shougong)
Emettere l’intenzione mentale di terminare: pensare fermamente che il corpo si deve arrestare e spostare l’attenzione sul punto Yongquan sui piedi; l’oscillazione rallenterà fino a fermarsi.
Guida circolare dell’energia: Visualizzare il Qi nell’ombelico che ruota a spirale dal centro verso l’esterno in senso antiorario per 36 giri (gli uomini; senso orario per le donne), rimanendo nei limiti della cavità addominale. Subito dopo, invertire la rotazione dall’esterno verso l’interno per altri 36 giri in senso orario (antiorario per le donne), riconducendo l’energia nel centro dell’ombelico.
Disperdere l’energia in tutto il corpo fino a testa e arti.
Sfregare energicamente i palmi e il dorso delle mani finché non sono caldi, quindi massaggiare il viso, il vertice e la nuca per 36 volte. Concludere con qualche passo lento.
Dinamiche ed Evoluzione del Movimento Spontaneo
Transizione avanzata: Dallo stadio del “movimento generato dalla quiete” (jing ji sheng dong), si passa gradualmente allo stadio della “quiete generata dal movimento” (dong ji sheng jing). Nelle fasi avanzate i movimenti esterni cessano, lasciando spazio alla circolazione interna lungo i vasi governatore e concezione (Piccolo e Grande Giro Celeste) e a stati meditativi di quiete profonda (Xuwu Gong).
Progressione: Il movimento inizia tipicamente con piccole oscillazioni (spesso partendo dall’articolazione o dall’organo affetto da disturbi), si sviluppa in movimenti ampi e intensi, per poi decrescere naturalmente fino all’immobilità.
Manifestazioni corporee: Possono emergere percussioni ritmiche (pai da), automassaggi, digitopressioni spontanee lungo i meridiani, movimenti simili ad arti marziali o posture mimiche dei cinque animali:
Tigre: Dita flesse ad artiglio, movimenti vigorosi di balzo e suoni profondi.
Orso: Andatura pesante, passi lenti, dondolii o rotolamenti a terra.
Cervo: Dita a forma di corna poste ai lati della testa, passi agili e saltellanti.
Uccello: Braccia aperte ad ali, movimenti leggeri e flessuosi, emissione di richiami.
Scimmia: Mani ad uncino, gesti del cogliere frutti, toccarsi il capo o emettere versi rapidi.
Liberazione emotiva (Wu Zhi): È frequente l’espressione incontrollata delle cinque emozioni collegate ai visceri (riso, rabbia, preoccupazione, timore, pianto liberatorio).