Le mani porte della consapevolezza

” Allora invece di chiedere alla mente, rivolgete l’attenzione direttamente alle mani.
Con questo voglio dirvi di diventare consapevoli della sottile sensazione di vitalità che vi è in esse.
E’ lì.
Dovete solamente focalizzare lì la vostra attenzione per accorgervene.

Potreste provare dapprima una leggera sensazione di vibrazione e quindi una sensazione di energia o di vitalità.

Se mantenete per un pò la vostra attenzione  sulle mani, il senso di vitalità si intensificherà.
Poi rivolgete l’attenzione ai piedi e mantenetela lì per qualche minuto, e cominciate  a percepire mani e piedi contemporaneamente.
Includete nella vostra attenzione anche altre  parti del corpo, gambe, braccia, addome, petto e cosi via, fino a che non sarete consapevoli dell’intero corpo come un unico capo di vitalità.

Questo è ciò che chiamo corpo interiore , in realtà non è più il corpo, ma energia vitale, ponte tra la forma e la non-forma, non siete più identificati con la forma, ma vi state dirigendo verso la non-forma: L’essere.

La  consapevolezza del corpo non solo vi ancora al presente , ma vi libera dalla prigione che dell‘apparenza e dei condizionamenti….”

confer Eckhart Tolle un Mondo Nuovo

 

”La vita comincia dove finisce la paura.”

Osho

L’ impermanenza Anitya,無常, མི་རྟག་པ་ ,πάντα ῥεῖ

མི་རྟག་པ་ πάντα ῥεῖ

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L’insegnamento più difficile, il più ricco, il più potente per non restare preda delle reti del samsara संसार per non affondare nella avidyā अविद्या; 無明

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Satis natura homini dedit roboris si illo utamur, si vires nostras colligamus ac totas pro nobis, certe non contra nos concitemus. Nolle in causa est, non posse praetenditur. 

La natura ha dato all’uomo forza sufficiente perché ne facciamo uso, a patto che chiamiamo a raccolta le nostre forze e le muoviamo tutte in nostro favore, non contro di noi. Il vero motivo è la mancanza di volontà, l’impossibilità è un pretesto.

SENECA EPISTULAE MORALES AD LUCILIUM LIBRO 19 PAR. 116

 

 L’impermanenza (in sanscrito anitya, in cinese/giapponese 無常 wúcháng/mujō, in tibetano མི་རྟག་པ་ mi rtag pa, e collegata al detto greco πάντα ῥεῖ “tutto scorre”) è il principio secondo cui tutto ciò che esiste è soggetto a cambiamento, nascita, trasformazione e cessazione.

  • Anitya (अनित्य): uno dei tre “sigilli del Dharma” (trilakṣaṇa) nel buddhismo. Tutto ciò che è condizionato è impermanente: non esiste un’entità fissa e permanente. Comprendere anitya porta a ridurre l’attaccamento e la sofferenza.
  • 無常 (wúcháng / mujō): termine usato nel buddhismo cinese e giapponese. Esprime la stessa idea di transitorietà di tutte le cose. In Giappone è strettamente legato all’estetica del mono no aware (la malinconia dolce di fronte alla caducità delle cose).物の哀れ
    物 (mono) = cosa, oggetto, fenomeno
  • の (no) = particella possessiva
  • 哀れ (aware) = pathos, malinconia, compassione, sensibilità emotiva
  • Insieme esprimono il sentimento di dolce malinconia e tenerezza di fronte alla caducità e alla bellezza transitoria delle cose.
  • མི་རྟག་པ་ (mi rtag pa): equivalente tibetano di anitya. Nella tradizione tibetana si medita frequentemente sull’impermanenza della vita, del corpo e dei fenomeni per coltivare urgenza spirituale e distacco.
  • πάντα ῥεῖ (“tutto scorre”): frase attribuita a Eraclito. Esprime l’idea che la realtà è un flusso continuo, senza stabilità assoluta. Anche se nasce in un contesto filosofico greco diverso, è spesso accostata all’impermanenza buddhista per la sua intuizione sul divenire.

L’impermanenza non è solo un’osservazione filosofica: è un invito a vedere la realtà come processo piuttosto che come sostanza fissa. Riconoscerla aiuta a non aggrapparsi a ciò che inevitabilmente cambia e a vivere con maggiore chiarezza e meno sofferenza.

Ramo di un albero in fioritura con fiori rosa e bianchi, immerso in un cielo blu.

Wabi-sabi (侘寂) è una filosofia estetica giapponese che celebra la bellezza dell’imperfetto, dell’impermanente e dell’incompleto. È uno sguardo sul mondo che trova valore nella semplicità rustica, nei segni del tempo e nella quieta malinconia delle cose che passano.

  • Wabi (侘): in origine indicava la solitudine e la povertà di chi viveva lontano dalla società. Col tempo ha assunto un senso positivo: semplicità austera, eleganza sobria, apprezzamento delle cose modeste e naturali.
  • Sabi (寂): evoca la patina del tempo, la bellezza che emerge con l’invecchiamento, la quiete malinconica degli oggetti che mostrano i segni dell’uso e del passare degli anni.

Insieme, wabi-sabi descrive un’estetica che non cerca la perfezione simmetrica o la giovinezza eterna, ma la profondità che nasce dalla transitorietà.Principi fondamentali

  1. Impermanenza (mujō): tutto cambia, invecchia e scompare. Il wabi-sabi non combatte questo fatto, lo accoglie come fonte di bellezza.
  2. Imperfezione: crepe, asimmetrie, irregolarità non sono difetti da correggere, ma segni di autenticità e vitalità.
  3. Incompletezza: ciò che è lasciato incompiuto o aperto invita l’immaginazione e lascia spazio al vuoto (ma).
  4. Semplicità e sobrietà: rifiuto del superfluo, predilezione per materiali naturali (legno, argilla, pietra, carta) e forme essenziali.
  5. Malinconia dolce: legata al mono no aware, la tenerezza malinconica di fronte alla caducità delle cose.

Fondamenti filosoficiIl wabi-sabi affonda le radici nello Zen e nel buddhismo. Condivide con il concetto di anitya (impermanenza) e con il mono no aware l’idea che la realtà sia flusso continuo. Non si tratta di un pessimismo, ma di un’accettazione serena che libera dall’attaccamento alla perfezione e alla permanenza.
Nella cerimonia del tè (chanoyu), perfezionata da Sen no Rikyū nel XVI secolo, il wabi-sabi trova una delle sue espressioni più pure: oggetti semplici, ciotole irregolari, ambienti spogli, silenzio e attenzione al momento presente.Manifestazioni estetiche

  • Ceramica: ciotole raku o shigaraki con forme asimmetriche, smalti irregolari e crepe.
  • Architettura e giardini: case di tè (chashitsu), giardini secchi (karesansui), materiali lasciati invecchiare naturalmente.
  • Arte e design: ikebana, calligrafia, arredi minimali, valorizzazione del vuoto e della luce soffusa.
  • Oggetti quotidiani: un vaso incrinato riparato con la tecnica kintsugi (oro nelle fessure) diventa più bello proprio per le sue “ferite”.

Nella sua forma più autentica, però, rimane una pratica esistenziale: imparare a vedere la bellezza in ciò che è fragile, incompleto e destinato a cambiare.

Un'immagine con caratteri giapponesi che esprimono 'mono no aware', accompagnata da una spiegazione in inglese sul concetto di bellezza nella transitorietà delle cose.


In un’epoca ossessionata dalla perfezione digitale e dalla giovinezza eterna, propone un’alternativa più umana e compassionevole.


In sintesi, il wabi-sabi non è solo uno stile estetico: è una filosofia che invita a vivere con maggiore presenza, umiltà e tenerezza di fronte alla natura impermanente di tutte le cose.

Wabi-sabi e mujō (無常) sono strettamente intrecciati: il wabi-sabi è, in sostanza, l’espressione estetica e esistenziale del concetto buddhista di mujō.

Il legame essenziale

Mujō significa impermanenza: tutto ciò che esiste è soggetto a nascita, cambiamento e cessazione. Nulla rimane fisso o eterno.
Il wabi-sabi non si limita a riconoscere questa verità: la trasforma in fonte di bellezza. Invece di fuggire o negare la caducità, la celebra.

Ecco come si collegano:

  1. L’impermanenza come origine della bellezza
    Nel wabi-sabi, i segni del tempo — crepe, ruggine, patina, usura — non sono difetti, ma testimonianze vive di mujō. Un oggetto diventa più bello proprio perché mostra di aver vissuto e di essere destinato a cambiare ancora.
  2. Accettazione invece di resistenza
    Mentre mujō descrive la realtà (tutto scorre), il wabi-sabi propone un modo di stare in quella realtà: con sobrietà, quiete e tenerezza. È una risposta estetica e spirituale all’impermanenza.
  3. Collegamento con mono no aware
    Entrambi i concetti condividono la malinconia dolce di fronte alla transitorietà. Il wabi-sabi, però, aggiunge una dimensione più concreta e materiale: valorizza gli oggetti semplici e imperfetti che incarnano visibilmente mujō.
  4. Radici zen
    Nella pratica zen, meditare su mujō serve a liberarsi dall’attaccamento. Il wabi-sabi traduce questa consapevolezza in forme artistiche (cerimonia del tè, ceramiche irregolari, giardini secchi), rendendo l’impermanenza non solo un’idea, ma un’esperienza sensoriale e quotidiana.

ConcettoNaturaRapporto con l’impermanenza
MujōPrincipio filosofico/buddhistaDescrive la realtà: tutto è transitorio
Wabi-sabiEstetica e stile di vitaTrova bellezza proprio in quella transitorietà

Il wabi-sabi è quindi il volto estetico di mujō: non combatte il divenire, ma lo accoglie come la condizione stessa della bellezza autentica.

La ciotola “Fujisan” (富士山) di Hon’ami Kōetsu (本阿弥光悦, 1558–1637).

, uno dei primi maestri raku, è considerata un capolavoro. Ha una forma semplice e potente, con una superficie nera opaca e una leggera irregolarità che evoca la quiete e la caducità.Un altro esempio molto chiaro è il kintsugi (金継ぎ): la tecnica di riparare ceramiche rotte con lacca e polvere d’oro. Le crepe non vengono nascoste, ma esaltate con linee dorate. L’oggetto rotto e riparato diventa più bello proprio perché porta i segni della sua storia e della sua impermanenza (mujō).
Questi oggetti non cercano la perfezione eterna: celebrano invece il fatto che tutto cambia, invecchia e porta i segni del tempo.

Un vaso in ceramica con un design semplice e superficie irregolare, sfumature di colore che vanno dal chiaro al scuro.
La tazza da tè bianca a metà in ceramica Raku è un
tesoro nazionale
giapponese . Si tratta di una
tazza da tè in ceramica
Raku , chiamata
Fujisan , realizzata nel XVII secolo (
periodo Edo )
da Hon’ami Kōetsu . È
conosciuta anche come
tazza da tè Furisode .

不動如山,難知如陰,動如雷震 “Immobile come una montagna, imperscrutabile come l’oscurità, rapido come fulmine e tuono”

不動如山,難知如陰,動如雷震
“Immobile come una montagna, imperscrutabile come l’oscurità, rapido come fulmine e tuono”

Sunzi, Arte della guerra, cap. 7, par. 40.

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IL NOSTRO INTENTO

Suscitare Potenzialità
Risvegliare il Profondo
Addestrarsi al combattimento
Facilitare processi catartici
Stimolare il recupero del equilibrio psicofisico
Immergersi nel profondo rilassamento potenziando il proprio livello di motivazione.

Arti combat ed Arti olistico-meditative

Il principale punto d’incontro tra le discipline di combattimento (arti combat) e le discipline olistico meditative è la  necessità di sperimentare

LA PRESENZA MENTALE nell’ADESSO 

Hic et Nunc

 

saperne di più:
Mindfulness/MEDITAZIONE

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QI GONG 氣功 立禅 站桩  炁氣 

SPIRITUS

“La padronanza della propria mente,
ribelle, capricciosa, vagabonda,
è la Via verso la Felicità.
Il Saggio osserva continuamente
i propri pensieri, che sono sottili, elusivi ed erranti.
Questa è la Via verso la Felicità.”

Dhammapada धम्मपद pāli,  sanscrito
Canone buddhista
Cammino del Dharma
Fǎjùjīng, 法句經

 

Weightless “senza peso” profondi stati di rilassamento

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Conducendo degli studi accurati, un gruppo di neuroscienziati inglesi ha composto un brano che potrebbe indurre un stato di profondo rilassamento, tramite particolari combinazioni di elementi musicali, che pare facilitino variazioni nel battito cardiaco ,nella pressione arteriosa e riducano notevolmente il livello di stress.

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“Weightless” , letteralmente tradotta “senza peso”, del trio britannico Marconi Union realizzata nel 2011 in collaborazione con la British Academy of Sound Therapy proprio con lo scopo di creare un’atmosfera il più possibile adatta al rilassamento

Rilasciare tensioni emotive
Sentirti di buon umore EUTONIA
Aumentare il tuo livello di energia 氣 QI KI
Ridurre gli effetti negativi dello stress

Il brano dura otto minuti, è strumentale e secondo gli studi ad esso connessi, ha ridotto l’ansia degli ascoltatori del 65 per cento, attraverso tecniche come la variazione della scansione temporale che inizia a 60 battiti al minuto e diminuisce gradualmente fino a 50.

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I riferimenti agli effetti rasserenanti della musica sono ampiamente diffusi nei testi letterari greci sin dalle origini. Insieme con tale constatazione empirica, si sviluppa l’idea che la musica, nelle forme dell’“incantesimo cantato” ἐπαοιδή epodè

Confermando una correlazione diretta tra musica, cuore e sistema circolatorio, il cuore adatta la sua velocità aumentando o diminuendo le pulsazioni, il brano non ha una struttura ripetitiva ma varia in modo da distogliere il cervello da eventuali previsioni

seminari reiki

 L’ostacolo alla consapevolezza: Lo sfidante

In molte culture, sistemi di credenze, discipline e pratiche s’individua ciò che ostacola la consapevolezza con una configurazione e definizione differente, per alcuni è un entità energetica, per altri una proiezione psichica, un archetipo, un’ afflizione della mente , un ‘illusione ipnotica efficace, una forza respingente che ci depotenzia, vampirizzandoci, assorbendo le nostre energie vitali…
spetta
all’archetipo del guerriero l’arduo compito di lottare per liberare l’anima che deve ricongiungersi con lo Spirito è tornare Essenza.

Guerriero uccide mostro/demone zoomorfo che rappresenta le paure/ansie l’ignoranza

Nella Tradizione e nel sistema di credenze dei seguaci del dharma, Buddhadharma बुद्धधर् nata, all’origine, da un esigenza di ricerca essenziale di come andare oltre alla dualità paradossale dell’esistenza,condotta con determinazione marziale, il Budda proveniva dalla casta guerriera kshatriya:

L’ignoranza è l’ostacolo principale alla consapevolezza

sanscrito अविद्या; pāli: Avijjā
cinese 無明 wúmíng o 痴 chī
giapponese 無明 muyo
tibetano ma.rig.pa, marikpa;

Vajrasattva

L’ignoranza” è uno dei Tre Veleni è la causa principale della permanenza degli esseri nel Saṃsāra e del dispiegarsi della Duḥkha, inquietudine frenetica, la prima delle Quattro nobili verità

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Boxe dell ‘Ombra Determinazione e Pura Attenzione Francesco Dal Pino

L’ignoranza implica un continuo processo di auto-inganno sui principi di realtà dei fenomeni, per poter andare oltre all’ignoranza occorre sviluppare la “saggezza”प्रज्ञा, praticando la presenza mentale,  lo sforzo paziente e la meditazione Dhyāna,ध्यान .

Entità non definite o proiezioni psichiche ipnosi collettive

In altre riferimenti culturali, come narrato egregiamente, nel testo Lo Sfidante l’avversario della consapevolezza è lo sfidante

“ un insieme di forze che agiscono nel campo di consapevolezza umano al fine di depotenziarlo e mantenerlo in uno stato inconsapevole e identificato con costruzioni mentali irreali.”

Don Miguel Ruiz è uno sciamano della tradizione tolteca mesoamericana,indica lo Sfidante con il nome di Parassita, descrive la sua formazione ed il suo scopo nel Campo di Consapevolezza umano.

Castaneda e Don Juan

Il Parassita:una entità energetica che vive e si alimenta alle spese di un’altra senza dare nessuna cosa in cambio

L’antropologo Carlos Castaneda  nei suoi libri ha narrato degli insegnamenti che ha ricevuto da Don Juan, maestro sciamano, al termine della sua esistenza cita il volador

una entità energetica
che vive e si alimenta alle spese di un’altra
senza dare nessuna cosa in cambio.

Eckhart Tolle è un uomo del nostro tempo, nato e cresciuto in Europa, che è passato attraverso una esperienza di Risveglio improvviso e totale. Da molti è  ritenuto un individuo che sia balzato ad un altro livello di consapevolezza, questo processo, che potrebbe essere chiamato una Illuminazione, ineffabile e non definibile ne descrivibile con parole adeguate, gli ha consentito, di ritornare ad osservare senza i filtri dalla Mente di Superficie, in questo stato di osservazione ha introdotto i suoi ascoltatori ad una riflessione su:

Il Corpo di Dolore è un campo di energia negativa

che occupa corpo e mente
una entità invisibile
che vive e si alimenta alle spese di un’altra
senza dare nessuna cosa in cambio.

Ha due modi d’essere attivo o inattivo

Vuole sopravvivere come ogni altra entità esistente, può riuscirci solo se ti identifichi con esso.

Si nutre di rabbia, distruttività,odio,sofferenza,drammi emotivi, malattia….

All’interno del Campo di Consapevolezza umano può generarsi, esistere, prosperare ed operare una entità energetica che agisce in modo da deprivarci di energia, e dunque mantenerci in uno stato di inconsapevolezza.
Il suo scopo è quello di continuare ad alimentarsi di un certo tipo della nostra energia, e nel contempo impedirci di espandere la nostra Consapevolezza per non permetterci di accorgersi della sua presenza.
Diventare consapevoli dell’esistenza e dell’operato di questa entità energetica è il primo ed il più importante passo da fare; diventerà una conseguenza naturale, poi, iniziare immediatamente a smettere di creare ancora cibo e sostentamento per essa

Cavaliere del Graal la ricerca della Luce/consapevolezza

Smettendo di alimentarla, essa diverrà via via meno potente, fino a che non verrà completamente riassorbita e trasformata dalla nostra Consapevolezza.

“La padronanza della propria mente,
ribelle, capricciosa, vagabonda,
è la Via verso la Felicità.
Il Saggio osserva continuamente
i propri pensieri, che sono sottili, elusivi ed erranti.
Questa è la Via verso la Felicità.”

Dhammapada धम्मपद pāli,  sanscrito
Canone buddhista
Cammino del Dharma
Fǎjùjīng, 法句經

Quando questa trasformazione avviene, l’essere umano cessa di ascoltare una mente di superficie  che lo ostacola, lo limita e lo incatena in ogni modo possibile, invece di sostenerlo ed incoraggiarlo, perchè comprende che quella mente non è chi esso è in realtà.
Quando questa trasformazione avviene, l’essere umano diventa un essere libero
Occorrono Consapevolezza, Chiarezza e un Inflessibile Intento
per affrontare questa sfida, in tutte le tradizioni di ricerca interiore , coloro che affrontano la sfida con l’ombra  si definiscono guerrieri.

Rito sciamanico Mongolico

Sono in guerra contro il Parassita annidato nella loro mente.
Questo è il vero significato dell’essere un guerriero ribellarsi a ciò  che spegne l’essenza e la bellezza

Comunque vada, provare…

Si Ringrazia Giulio Achilli

Meditazione dinamica Marziale

La meditazione dinamica Marziale  è una particolare tecnica di meditazione che fa uso del movimento corporeo e di azioni catartiche, movimenti e suoni spontanei  indotti dalla pratica, movimenti e tecniche marziali,  per raggiungere un momento di  quiete interiore e di  pieno contatto con sè stessi.

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L’obiettivo finale della meditazione dinamica è consentirci di sperimentare il silenzio interiore, un momento profondo  di “allineamento” in cui siamo pienamente in noi stessi, centrati .
Non ci si siede in posizione del loto cercando l’immobilità, ma si utilizza piuttosto il movimento portandolo ad un dinamismo intenso , sino alla perdita di controllo di superficie, portando l’organismo in uno stato non ordinario e non consueto è possibile, generare quello stato di  vuoto che consente il manifestarsi di una nuova consapevolezza.

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Come sosteneva anche il provocatorio maestro Osho le meditazioni attive sono più efficaci di quelle passive, perchè, nella società frenetica moderna, una meditazione seduta, in molti casi,  ci espone a grande frustrazione, richiedendo la repressione totale degli istinti legati al movimento mentre  un tipo di meditazione che parte dal movimento, dalla tensione può far raggiungere il rilassamento profondo.

Meditazione è una lezione di consapevolezza, di assenza di pensiero, di spontaneità, di essere totalmente nella tua azione, all’erta, consapevole…
OSHO

 
 
Non date tutta la vostra attenzione alla mente e al mondo esterno.
A tutti i costi concentratevi su ciò che state facendo, ma cercate anche di percepire allo stesso tempo il corpo interiore, se possibile.
Rimanete radicati interiormente.
Quindi osservate come questo modifichi il vostro stato di consapevolezza e la qualità di ciò che state facendo.
Percepire il corpo interiore
Eckhart Tolle
 
Nell’esecuzione libera si esprimono sequenze miste ispirate a discipline e movimenti spontanei, che inducono sensazione di liberazione da blocchi psicofisici, in alternanza di fasi più esplosive tipiche della boxe delle ombre, a fasi di stato meditativo dinamico, che esprimono uno stato di piacevole quiete.

 
 
(MFM) Martialia Fluens Motus® è un addestramento di alternanza di movimenti lenti, fluidi ,veloci ,elastici in flusso libero di azione per facilitare la rigenerazione psicofisica e indurre stati psicofisici di piacevole armonia.
Nell’esecuzione libera si esprimono sequenze miste ispirate a discipline e movimenti spontanei, che inducono sensazione di liberazione da blocchi psicofisici, in alternanza di fasi più esplosive tipiche della boxe delle ombre, a fasi di stato meditativo dinamico, che esprimono uno stato di piacevole quiete.
Un mix di arti di combattimento, Qi gong 氣功 , yoga योग ed altro.
 

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