Leva al braccio

A mihi ubi consistam, et terram movebo
Dammi dove appoggiarmi e sposterò la terra!
Archimede di Siracusa

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La  leva agisce  applicando una forza potente su di un punto del corpo che si oppone alla resistenza esercitata dallo stesso, causando la rottura del punto anatomico che funge da fulcro.

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腕 挫 十字 固 judo 柔道 jūdō, Via della Cedevolezza

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Il pugilato birmano, è una forma di combattimento ancestrale, accompagnata da antichi riti di origine sciamanica (danza rituale,ritmi sonori evocativi da trance ipnotica)  assai cruenta  Tradizionalmente il combattimento si svolgeva all’interno in un cerchio.
Nei villaggi birmani, ancora nel XXI secolo, questo combattimento ha mantenuto il suo carattere ancestrale.

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Si combatte colpendo con mani e piedi nudi e perfino con la testa; il suo motto è “tutto il corpo è un’arma”. In questa disciplina, non ci sono vittorie a punti: se i concorrenti non si arrendono nei 5 round di tre minuti ciascuno, il match è nullo.
Per vincere occorre mandare k.o l’avversario.

Fiducia in se stessi ed Arti Di Combattimento

Un grande campione Georges St-Pierre praticante di una disciplina assai complessa  quale le Arti Marziali Miste racconta di se dopo essere diventato un temibile combattente ”Un enorme errore ho dovuto affrontare in periodo della mia vita, quando in classe appena suonata la campana era costretto a prendere i libri e a schizzare fuori da scuola più in fretta possibile, prima che i bulli riuscissero a prendermi.”
Il desiderio di difendersi spingerà GSP verso le arti marziali, prima il karate Kyokushinkai fondato del maestro Masutatsu Ōyama sino ad arrivare alle competizioni di MMA. In questa intervista dichiara l’importanza self confidence  (fiducia in se stessi) nel suo percorso formativo e quanto sia stato fondamentale il supporto delle discipline marziali per poterla ottenere.

Il Flusso the Flow, la Zona The Zone, nelle discipline di Combattimento

“La vita come un arco, l’anima come una freccia, lo Spirito Assoluto come bersaglio da trapassare. Unirsi con questo Spirito come una freccia scoccata si conficca nel suo bersaglio ” (Mârkandeya-Purâna, XLII, 7-8)

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Nelle discipline da ring o sport di opposizione e contatto, l’abilità dei contendenti deve essere dimostrata in un contesto regolamentato, colui che liberamente sceglie di mettersi alla prova è consapevole dei rischi che corre, soprattutto se è arrivato a questa scelta tramite un percorso monitorato da istruttori competentisia a livello tecnico che sociopsicologico e motivazionale (coaching).
L’aggressività in questo contesto viene canalizzata ad esprimersi in una competizione di tipo simmetrico, dove il principio di opponibilità regolamenta la modalità, e dove esistono dei riferimenti chiari e predeterminati sulle finalità della competizione.
Il valore dell’abilità di un singolo contendente è dato dalla somma delle qualità espresse da entrambi i partecipanti alla sfida agonistica,da ciò si desume una possibile approccio educativo nell’utilizzo di queste discipline a fine pedagogico. Il valore del singolo contendente e dato dalla somma dei duellanti.
Ma si evidenziano tratti singolarmente interessanti anche nello sviluppo delle potenzialità individuali, non solo per il senso di autostima e di sicurezza che proviene dall’intensa pratica, ma anche per la possibilità catartica e rigeneratrice, l’immersione nell’azione così come ne descrisse accuratamente il fenomeno, lo studioso Mihaly Csikszentmihalyi.

images-1In psicologia, il flusso (in inglese flow), o esperienza ottimale (trance agonistica nel linguaggio sportivo), è uno stato di coscienza in cui la persona è completamente immersa in un’attività.
Questa condizione è caratterizzata da un totale coinvolgimento dell’individuo: focalizzazione sull’obiettivo, motivazione intrinseca, positività e gratificazione nello svolgimento di un particolare compito. Le Esperienze Ottimali sembrano implicate anche nella Qualità di Vita percepita e nella regolazione dell’asse dello Stress (Ipotalamo Ipofisi Surrene) I correlati neurofunzionali delle Esperienza Ottimali sono in parte sconosciuti ma alcuni recenti lavori scientifici evidenziano la correlazione con il circuito dopaminergico e l’attivazione della corteccia cerebrale prefrontale.
La dinamica che caratterizza le Esperienze Ottimali è connessa anche allo sviluppo della capacità psicologica chiamata Resilienza

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Fu all’inizio degli anni ’70, che questo ricercatore si occupò di fenomeni  in cui si manifestava l’insorgere di uno stato spontaneo di completa fusione tra azione e coscienza di totale “immersione” nella situazione, nell’istante, una fusione tra soggetto che agisce ed azione… il cosidetto stato di Flow, flusso, un momento magico
“lo stato in cui le persone sono così immerse in ciò che stanno facendo, che tutto il resto sembra non avere alcuna  importanza, l’esperienza in sé è talmente piacevole e fuori dall’ordinarietà , da indurre le persone a ripeterla anche a costo di grandi sacrifici.”


Lo sport in genere ed in particolare gli sport da ring e le discipline marziali, favoriscono situazioni limite di sforzo intenso e di elevata concentrazione, di forti emozioni, in cui insorge ciò che viene definito THE ZONE , uno stato di  flusso  esperienza ottimale ,uno stato di  trance agonistica,  in cui la persona è completamente immersa in un’attività, in totale coinvolgimento, focalizzata sull’obiettivo, con una forte motivazione intrinseca, con positività e gratificazione nello svolgimento del compito…. un modo più moderno di esprimere i temi dello zen ed altre splendide antiche discipline….e di nuove rielaborazioni…

 

 

Entrare nella pratica Valore αὐτονόμος

«Chi va verso se stesso rischia l’incontro con se stesso.» (C.G. Jung)

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αὐτο autoνόμοςnomos, “legge”, ovvero “legge propria” è il valore specifico della propria pratica che spinge l’individuo in una ricerca appassionata, svincolata dal parere e dall’approvazione sociale, libera da norme eteronome  dettate da ἕτερος éteros « altro» e νόμος nómos legge,  Solo trovando questo punto di agio nella pratica ci si appropria della disciplina in senso più profondo rendendola parte integrante di se, della propria auto-educazione.

Tutti i pini si assomigliano ( altrimenti non li potremmo classificare come pini ), ma nessuno è esattamente simile a un altro. Proprio per l’incidenza di questi fattori di similitudine e differenza, è difficile schematizzare le infinite possibilità di variazione del processo di individuazione. Il fatto è che ciascuno di noi deve fare qualche cosa di diverso, qualche cosa di assolutamente privato e personale.»
(Marie Louise von Franz, Il processo di individuazione. In “L’uomo e i suoi simboli”)

Efficacia ed arti di combattimento attuali e tradizionali

Una diatriba ampia di discussione tra praticanti di arti di combattimento ”moderne” spesso definite con il termine di sport di contatto e arti marziali tradizionali.
Un difficile scontro di idee che può essere a tratti semplificato con i fatti :
il combattimento reale

o nel confronto/studio

Resta il fatto che un arte non è solo efficacia ma anche coltivazione del Se dell’equilibrio psicofisico, del benessere interiore , del nutrire il sentire e di una piacevole estetica quando possibile….

 

MARZIALIA FLUENS MOTUS 

ARTI di COMBATTIMENTO 

 

Condizionamento psicofisico graduale

Vis more montis Levitas more aurae

L’aspetto mentale, la motivazione, la voglia, la determinazione stimolano la risposta del sistema nervoso che attiva il sistema fisiologico emettendo sostanze che consentono un maggior livello di sopportazione al dolore rispetto ad uno stato ordinario comune.
utilizzando un linguaggio più arcaico il ki 氣 si esprime nel livello di combattività marziale.

 

 

 

 

 

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