Zero Uno Mille rivoli del Dharma il buddismo è una religione?

Una domanda di non facile risposta appare sulla rivista Lions Roar “Is Buddhism a Religion?”.
Tre esperti, hanno provato a rispondere Charles Prebish (che risponde “Sì”),
Dzochen Ponlop Rinpoche (che risponde “No”)
e Joan Sutherland Roshi (che risponde “È una sorta di”).

Charles Prebish dice che una religione, per poter essere considerata tale, deve cercare la realtà ultima delle cose; un qualcosa di “ultimo” oltre il quale non è possibile andare. Questa realtà ultima può essere Dio, vari dèi, un assoluto impersonale, una forza della natura, o qualche altra entità.

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In aggiunta, per essere considerata una religione, deve indicare una via che conduca al fare esperienza di quella realtà ultima. Il buddhismo – dice Charles Prebish – indica questa realtà ultima. Alcune forme di buddhismo la chiamano “nirvana”, altre “bodhicitta”, e così via. E tutte le scuole del buddhismo indicano una via per raggiungere questa realtà ultima: il Theravada la chiama “Nobile ottuplice sentiero”, il Mahayana, la via del bodhisattva, eccetera. Tutte le scuole del buddhismo poi, indicano una serie di pratiche che culminano con l’illuminazione. Quindi, conclude Charles Prebish, il buddhismo è a tutti gli effetti una religione.

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La pensa in maniera opposta Dzochen Ponlop Rinpoche.

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Dice: “Il buddhismo è una filosofia di vita”. E aggiunge che l’insegnamento del Buddha è un metodo di ricerca mentre, al contrario, una religione dà tutte le risposte fin dall’inizio. Se prendiamo le parole del Buddha come risposte finali, senza la necessità di esaminarle, in questo caso pratichiamo il buddhismo come se fosse una religione. Dzochen Ponlop Rinpoche conclude così: “Siddhartha era un ricercatore della verità, niente di più di questo. Non cercava una religione. Non era particolarmente interessato alla religione. Cercava la verità. Cercava un vero cammino che conducesse alla libertà dalla sofferenza. Se guardiamo alla vita di Siddhartha, vediamo che trovò la verità e la libertà che cercava, solo dopo aver abbandonato le pratiche religiose. Colui che diventò il Buddha, il Risvegliato, non trovò l’illuminazione grazie alla religione; la trovò invece quando si lasciò la religione alle spalle”.

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L’ultima a intervenire nel dibattito è Joan Sutherland Roshi, una praticante del “koan”, la meditazione zen. Dice:

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“Il buddhismo comprende molte tradizioni che si sono evolute in una vasta area geografica e in un lungo arco temporale. Sotto l’ampia tenda del buddhismo trovano posto i religiosi, gli agnostici,coloro che rifiutano completamente la religione, oppure coloro che hanno inclinazioni psicologiche, mistiche, sciamaniche, socio-politiche”. Alla domanda se il buddhismo sia una religione, Joan Southerlan risponde: “Sì – no – una sorta di”. E precisa:
“ La tradizione del koan è una cultura del ‘risveglio’ piuttosto che una religione organizzata. Invece che basarsi su delle scritture infallibili, la pratica del koan usa conversazioni, storie, commenti, canzoni, poesie, barzellette, qualsiasi cosa sia utile al ‘risveglio’ delle persone”. E aggiunge: “Siamo follemente innamorati del ‘risveglio’e lo cerchiamo per qualsiasi essere dell’universo. Questo è un impulso religioso non da poco. E questo prova tutte le potenzialità del buddhismo che è profondamente religioso senza essere una religione”.

Confer Carlo Buldrini

不動如山,難知如陰,動如雷震 “Immobile come una montagna, imperscrutabile come l’oscurità, rapido come fulmine e tuono”

不動如山,難知如陰,動如雷震
“Immobile come una montagna, imperscrutabile come l’oscurità, rapido come fulmine e tuono”

Sunzi, Arte della guerra, cap. 7, par. 40.

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IL NOSTRO INTENTO

Suscitare Potenzialità
Risvegliare il Profondo
Addestrarsi al combattimento
Facilitare processi catartici
Stimolare il recupero del equilibrio psicofisico
Immergersi nel profondo rilassamento potenziando il proprio livello di motivazione.

 L’ostacolo alla consapevolezza: Lo sfidante

In molte culture, sistemi di credenze, discipline e pratiche s’individua ciò che ostacola la consapevolezza con una configurazione e definizione differente, per alcuni è un entità energetica, per altri una proiezione psichica, un archetipo, un’ afflizione della mente , un ‘illusione ipnotica efficace, una forza respingente che ci depotenzia, vampirizzandoci, assorbendo le nostre energie vitali…
spetta
all’archetipo del guerriero l’arduo compito di lottare per liberare l’anima che deve ricongiungersi con lo Spirito è tornare Essenza.

Guerriero uccide mostro/demone zoomorfo che rappresenta le paure/ansie l’ignoranza

Nella Tradizione e nel sistema di credenze dei seguaci del dharma, Buddhadharma बुद्धधर् nata, all’origine, da un esigenza di ricerca essenziale di come andare oltre alla dualità paradossale dell’esistenza,condotta con determinazione marziale, il Budda proveniva dalla casta guerriera kshatriya:

L’ignoranza è l’ostacolo principale alla consapevolezza

sanscrito अविद्या; pāli: Avijjā
cinese 無明 wúmíng o 痴 chī
giapponese 無明 muyo
tibetano ma.rig.pamarikpa;

Vajrasattva

L’ignoranza” è uno dei Tre Veleni è la causa principale della permanenza degli esseri nel Saṃsāra e del dispiegarsi della Duḥkha, inquietudine frenetica, la prima delle Quattro nobili verità

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Boxe dell ‘Ombra Determinazione e Pura Attenzione Francesco Dal Pino

L’ignoranza implica un continuo processo di auto-inganno sui principi di realtà dei fenomeni, per poter andare oltre all’ignoranza occorre sviluppare la “saggezza”प्रज्ञा, praticando la presenza mentale,  lo sforzo paziente e la meditazione Dhyāna,ध्यान .

Entità non definite o proiezioni psichiche ipnosi collettive

In altre riferimenti culturali, come narrato egregiamente, nel testo Lo Sfidante l’avversario della consapevolezza è lo sfidante

 un insieme di forze che agiscono nel campo di consapevolezza umano al fine di depotenziarlo e mantenerlo in uno stato inconsapevole e identificato con costruzioni mentali irreali.”

Don Miguel Ruiz è uno sciamano della tradizione tolteca mesoamericana,indica lo Sfidante con il nome di Parassita, descrive la sua formazione ed il suo scopo nel Campo di Consapevolezza umano.

Castaneda e Don Juan

Il Parassita:una entità energetica che vive e si alimenta alle spese di un’altra senza dare nessuna cosa in cambio

L’antropologo Carlos Castaneda  nei suoi libri ha narrato degli insegnamenti che ha ricevuto da Don Juan, maestro sciamano, al termine della sua esistenza cita il volador

una entità energetica
che vive e si alimenta alle spese di un’altra
senza dare nessuna cosa in cambio.

Eckhart Tolle è un uomo del nostro tempo, nato e cresciuto in Europa, che è passato attraverso una esperienza di Risveglio improvviso e totale. Da molti è  ritenuto un individuo che sia balzato ad un altro livello di consapevolezza, questo processo, che potrebbe essere chiamato una Illuminazione, ineffabile e non definibile ne descrivibile con parole adeguate, gli ha consentito, di ritornare ad osservare senza i filtri dalla Mente di Superficie, in questo stato di osservazione ha introdotto i suoi ascoltatori ad una riflessione su:

Il Corpo di Dolore è un campo di energia negativa

che occupa corpo e mente
una entità invisibile
che vive e si alimenta alle spese di un’altra
senza dare nessuna cosa in cambio.

Ha due modi d’essere attivo o inattivo

Vuole sopravvivere come ogni altra entità esistente, può riuscirci solo se ti identifichi con esso.

Si nutre di rabbia, distruttività,odio,sofferenza,drammi emotivi, malattia….

All’interno del Campo di Consapevolezza umano può generarsi, esistere, prosperare ed operare una entità energetica che agisce in modo da deprivarci di energia, e dunque mantenerci in uno stato di inconsapevolezza.
Il suo scopo è quello di continuare ad alimentarsi di un certo tipo della nostra energia, e nel contempo impedirci di espandere la nostra Consapevolezza per non permetterci di accorgersi della sua presenza.
Diventare consapevoli dell’esistenza e dell’operato di questa entità energetica è il primo ed il più importante passo da fare; diventerà una conseguenza naturale, poi, iniziare immediatamente a smettere di creare ancora cibo e sostentamento per essa

Cavaliere del Graal la ricerca della Luce/consapevolezza

Smettendo di alimentarla, essa diverrà via via meno potente, fino a che non verrà completamente riassorbita e trasformata dalla nostra Consapevolezza.

“La padronanza della propria mente,
ribelle, capricciosa, vagabonda,
è la Via verso la Felicità.
Il Saggio osserva continuamente
i propri pensieri, che sono sottili, elusivi ed erranti.
Questa è la Via verso la Felicità.”

Dhammapada धम्मपद pāli,  sanscrito
Canone buddhista
Cammino del Dharma
Fǎjùjīng, 法句經

Quando questa trasformazione avviene, l’essere umano cessa di ascoltare una mente di superficie  che lo ostacola, lo limita e lo incatena in ogni modo possibile, invece di sostenerlo ed incoraggiarlo, perchè comprende che quella mente non è chi esso è in realtà.
Quando questa trasformazione avviene, l’essere umano diventa un essere libero
Occorrono Consapevolezza, Chiarezza e un Inflessibile Intento
per affrontare questa sfida, in tutte le tradizioni di ricerca interiore , coloro che affrontano la sfida con l’ombra  si definiscono guerrieri.

Rito sciamanico Mongolico

Sono in guerra contro il Parassita annidato nella loro mente.
Questo è il vero significato dell’essere un guerriero ribellarsi a ciò  che spegne l’essenza e la bellezza

Comunque vada, provare…

Si Ringrazia Giulio Achilli

Creato su WordPress.com.

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