TAO DAO道 La Via dell’Inafferrabile

        道可道,非常道

Il Dao di cui si può parlare non è l’eterno Dao

Il Tao che può essere detto non è l’eterno Tao, il nome che può essere nominato non è l’eterno nome.
Senza nome è il principio del Cielo e della Terra..

Il Tao di cui si può parlare non è l’eterno Tao, i nomi  che si possono  pronunciare non sono nomi eterni.
Senza nome, l’origine del cielo e della Terra.
Con  nome la Madre delle diecimila esseri.
Perciò costantemente senza desiderio ne contempli il mistero.
costantemente con desiderio ne contempli i limiti.
Insieme li diciamo l’oscuro, dall’oscuro ancora l’oscuro, la porta di tutti i misteri.

道可道,非常道。名可名,非常名。无名天地之始;有名万物之母。故常无欲,以观其妙;常有欲,以观其徼。此两者,同出而异名,同谓之玄。玄之又玄,衆妙之门。

Lao Tzu 老子Tao Te Ching 道德 經

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老子

 

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Il Tao 道, Dào, Tao; letteralmente la Via o il Sentiero, traccaire un cammino, condurre, connnettere, corso d’acqua  o condotta, via da seguire, principio guida ,norma, dottrina, seguire una dottrina .essere adepto di una disciplina, Il Dao, la Via modo di procedere, arte, metodo, opera magica o tecnica, potere dell’individuo del mago o del re, potere dell’indovino, reggente, governatore, discorso, dire, insegnare, parlare, spiegare, esprimere, comunicare, sapere, essere consapevole.
 
confer Voce del Dictionnaire Ricci de caracteres chinois  Istituts Ricci
 
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老子
 
E’ uno dei principali concetti del antico pensiero cinese.
Si tratta di un termine di difficile traduzione, inizialmente concepito come una potenza inesauribile che sfugge a qualunque tentativo di definizione

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首 Shǒu, testa, e 辶(辵) Chuò camminare.
首 Shǒu, testa, ha due componenti su cui voglio attirare la vostra attenzione:目 Mù occhio, e, sulla sommità丷, ciocche di capelli raccolti in due chignon, come era uso fare anticamente dalle persone di un certo rango.

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老子

Il capo, gli occhi, sono la parte del nostro corpo che ci rendono unici e riconoscibili.
La faccia inoltre è legata alla nostra autoidentificazione, alla coscienza di sé.
辶(辵) Chuò camminare, raffigura un piede che lascia orme.
Quindi 道 Dà raffigura una persona speciale perché ha piena consapevolezza di sé (mostra il suo volto) e cammina speditamente sulla strada che ha scelto, lasciando delle tracce per chi intende seguire lo stesso sentiero.

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La strada con il cuore

DEA Terra opera di Federica Maya Dal Pino

«Per me c’è solo il viaggio su strade che hanno un cuore, qualsiasi strada abbia un cuore. Là io viaggio, e l’unica sfida che valga è attraversarla in tutta la sua lunghezza. Là io viaggio guardando, guardando, senza fiato.»

DON JUAN:
«Tutto è solo una strada tra tantissime possibili.
Devi sempre tenere a mente che una strada è solo una strada; se senti che non dovresti seguirla, non devi restare con essa a nessuna condizione.
Per raggiungere una chiarezza del genere devi condurre una vita disciplinata.
Solo allora saprai che qualsiasi strada è solo una strada e che non c’è nessun affronto, a se stessi o agli altri, nel lasciarla andare se questo è ciò che il tuo cuore ti dice di fare.
Ma il tuo desiderio di insistere sulla strada o di abbandonarla deve essere libero dalla paura o dall’ambizione.»

CONFER
Carlos Castaneda
Gli ultimi insegnamenti di don Juan e a Scuola dallo stregone

432 HZ

”Il Corpo nella sua fisicità è una vibrazione spazio temporale che acquisisce una polarizzazione quando ascolta una frequenza ”
 
 
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 Il ritmo vibratorio di un oggetto, compreso il corpo umano, si chiama risonanza
 
nell’Universo tutto è energia in vibrazione.
 
 
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Esiste uno stretto rapporto tra suono, armonia ed emozioni umane.
La musica e i suoni della natura sono accordati su 432 Hz
Le onde Alfa sono stimolate positivamente da frequenze a 432 Hz, favoriscono così un equilibrio tra i due emisferi cerebrali.

“la vibrazione di un corpo elastico che si trasmette al elemento circostante (aria) e si propaga attraverso condensazioni e rarefazioni molecolari periodiche a onda, vibrando per simpatia non solo con gli strumenti della stessa nota, ma anche con multipli e sottomultipli della sua frequenza.”

Il nostro corpo in una situazione di riposo è un sistema vibratorio che va dal 7,8 agli 8 Hz analogo a quello della terra (risonanza di cavità di Schumann) 8 Hz sono le onde alfa cerebrali (serena vigilanza)
I suoni influiscono su respirazione, battito cardiaco, pressione arteriosa, tensione muscolare, temperatura della pelle

shinboku 神木 “alberi sacri”

« Tutto ciò che c’è di maestoso e solenne, che possiede le qualità dell’eccellenza e della virtù ed ispira un sentimento di meraviglia, è considerato kami »
Motoori Norinaga 本居 宣長  scrittore, erudito e intellettuale Periodo Edo

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”Nei miti e nelle leggende sull’Albero della Vita abbiamo spesso trovato implicita l’idea che esso si trova nel centro dell’Universo e collega Cielo, Terra e Inferno. Questo dettaglio di topografia mitica ha valore particolarissimo nelle credenze dei popoli nordici, sia altaici che germanici e centro-asiatici..”
Mircea Eliade, Albero – “Axis Mundi”, in Trattato di storia delle religioni

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Sin dai tempi antichi certi alberi o addirittura interi boschi erano considerati sacri.
Gli alberi sacri sono visti frequentemente in Giappone e sono circondati da sacre corde di paglia shimenawa 標 縄 · 注 連 縄 · 七五 三 縄 corda di paglia appesa all’ingresso o attorno al perimetro di un’area per delinearlo come uno spazio sacro o puro, interno ad santuario, o un sito rituale.
Nella Tradizione d’Occidente troviamo boschi ed alberi sacri nei Nemeton luoghi sacri naturali, o Lucus e Nemus , ed alberi archetipici AXIS MUNDI come Yggdrasill.

Il keidai 境内, spazio sacro dove un kami 神  deve essere onorato, è circondato dallo shimenawa per indicare che a nessuno è permesso entrare, umani o spiriti e fantasmi ribelli.

 

 
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大 銀杏 Il grande Ichō Ginko

Il grande ginkgo invecchiato si trova all’interno dei confini del tempio buddista di 1.300 anni Shōbōji nella prefettura di Saitama. Situato in cima a una collina, l’albero si affaccia sulle montagne ondulate della regione di Chichibu e sulla vasta pianura di Kantō che comprende Tokyo, accanto a una sala di legno dedicata a Kannon, 観音 dea della misericordia.

Il grande Ichō a Shōbōji (Prefettura di Saitama)
Il grande Ichō a Shōbōji (Prefettura di Saitama)Circonferenza del tronco: 10,9 m; altezza: 31 m; Età: 700 anni

Hōryō Ichō (Prefettura di Aomori)

Aza-ichōnoki, Hōryō, Towada, Prefettura di Aomori, 034-0303  Circonferenza del tronco: 13,48 m; altezza: 31 m; Età: 1.100 anni
Aza-ichōnoki, Hōryō, Towada, Prefettura di Aomori,  Circonferenza del tronco: 13,48 m; altezza: 31 m; Età: 1.100 anni

Secondo la leggenda questo grande ichō fu piantato qualche tempo durante il primo periodo Heian (794-1185) per commemorare la fondazione del tempio buddista Zenshōji
Nel 1926 divenne uno dei primi ginkgo designato come monumento naturale nazionale.

”Ligures durum in armis genus” gli Apunani

et Ligures durum in armis genus (Livio XXVII 48, 10)
popolo forte, tenace, nell’uso delle armi.

 

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figura di guerriero che impugna un pennato – roccia 12 – Seradina (Valcamonica)

Le rocce dei pennati, rocce sacre dei Liguri  Apuani, nelle Alpi Apuane
il pennato, detta dai latini falx arboraria, è un tipico strumento ancora oggi usato dai boscaioli, caratterizzato da una breve impugnatura, una lama larga e lunga 30/40 cm con la punta ricurva in avanti. Strumenti la cui forma è rimasta inalterata da oltre tremila anni. Oggetto di valore simbolico oltre che di utilità pratica, forse legata ai culti della natura Una delle ipotesi formulate conduce al culto del Dio etrusco – romano Selvans – Silvanus molto venerato nella zona Apuana

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Le popolazioni apuane avevano un marcato senso del sacro e forte era l’animismo che le legava al culto della roccia, delle sorgenti e delle vette. Il dio delle vette era Pen/Pan e con tale radice prendono il nome molte delle montagne Apuane.
Il dio delle selve era Silvano, molto adorato e, nell’iconografia, è rappresentato con un pennato, utensile e arma che da tempo immemorabile è collegato a forti simbolismi: dalla falce di Saturno al falcetto d’oro dei Druidi

Presso le Roccia del Sole, gruppo di incisioni probabilmente legate a ritualità di iniziazione

Il fatto che i siti con le incisioni si trovino in altura e su rocce panoramiche dominanti, spesso allineate con il moto solare e le vette delle montagne, farebbe pensare a luoghi preposti a particolari adunanze, come per esempio i “conciliabula” (riunioni nelle quali erano discusse argomentazioni di carattere socio-amministrativo o bellico). Questi luoghi sembrano caratterizzarsi sopratutto per una funzione cultuale comune ed è probabile che l’atto di incidere il pennato sia stato una specie di ex-voto in adorazione di una divinità che antropomorfizza le forze naturali (per esempio il dio Silvano); questa affascinante ipotesi però necessita ancora di altre verifiche e analisi più approfondite per essere confermata

Confer
XXIV Valcamonica Symposium 2011 364 Giancarlo Sani Terre Alte – Comitato Scientifico – Le rocce dei pennati Sulle tracce delle rocce sacre dei Liguri – Apuani nelle Alpi Apuane (Toscana Nord Occidentale)

Guardiani di Pietra le stele lunigianesi

Disposti in allineamento a ricordare antiche e mai perdute tradizioni culturali….

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I gruppi di statue stele appaiono sempre dislocati lungo direttrici ben precise, in situazioni geografiche ed ambientali altrettanto caratteristiche e ricorrenti, in prossimità di corsi d’acqua ed in zone montuose, lungo grandi valli di collegamento e in zone montane in corrispondenza di importanti vie di comunicazione tra vaste regioni d’Europa.Fig._9_mapa

una duplice interpretazione di questi monumenti megalitici, sia “sacra” che “profana”.
In un caso le statue stele potevano rivestire significati simbolici e astratti, legati alla sfera del culto religioso, e rappresentare immagini di divinità celesti, nell’altro potevano raffigurare personaggi reali viventi o defunti che, comunque, dovevano aver avuto una posizione sociale emergente all’interno della comunità (antenati eroizzati, capi o capostipiti del clan patriarcale).

Le statue stele potevano rappresentare immagini di entità protettrici o di personaggi reali posti come punti di riferimento o di “guardia ” alla sommità dei villaggi, in zone di caccia, di transito o di interesse economico.

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Come nel Neolitico con la scoperta dell’agricoltura si era affermata e diffusa l’immagine femminile, nell’età dei Metalli, all’interno di comunità di mercanti-nomadi-guerrieri, assume maggiore importanza la figura maschile. Le statue stele appaiono così riflessi di credenze e probabilmente di attività che facevano perno su entità “sovrumane” (nel senso di divinità), o almeno “superumane”, connesse non a uomini singoli ma a gruppi sociali o tribali dotati di competenze tali da acquisire valore e prestigio.

confer Museo delle Statue Stele Lunigianesi castello del Piagnaro  Pontremoli (MS). 

 

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