Conferenza sul mito di Sparta

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Conferenza sul Mito e il simbolismo di Sparta
Spartani Σπαρτιάται aristocrazia austera
Un aggregato umano misterioso, austero, silenzioso ”laconico ”, schivo ,duro, dedito all’addestramento permanente , al culto della parola data, che per mantenere il suo status s’impone regole severe di rinuncia e restrizione, il privilegio degli Ὅμοιοι, gli Uguali Σπαρτιάται, Spartiati è essere fedeli e dediti ad un ideale metafisico autoreferenziale.

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Betulla Betula Pendula birgh

La betulla è una pianta altamente adattabile, in grado di sostenersi anche nelle peggiori situazioni,  la prova di questa capacità di adattamento si può vedere nella sua abilità nel ripopolare aree gravemente danneggiate dopo il passaggio di incendi in boschi o radure. La betulla è un albero luminoso, bello, attecchisce con coraggio là dove altri alberi rinunciano e ricomincia a far rivivere il paesaggio che lo circonda.

La Betulla, è una pianta magica chiamata anche Betulla, Betula Alba L., Betula Pendula, Vituddu, Bedollo, Bedola, Gray Birch, White birch, Bouleau blanc, Betula verrucosa Ehrh, Betula pendula Roth, Betula pubescens Ehrh.

La Betulla è della Famiglia delle betullacee, secondo alcuni è legata al Sole , per altri alla Luna, agli elementi di Fuoco e Aria, alle Divinità di Thor e Giove.
La Betulla è la madrina dei rituali iniziatici degli sciamani siberiani, che la considerano l’asse del mondo, nonostante non sia un albero di grandi dimensioni. Ma la Betulla è anche un albero-fantasma, un albero-spirito, permeata di luce e aria, bianca e ricoperta di occhi neri, stagliata sola in mezzo a campi di neve, riflettendo la luce con la sua corteccia che si squama come il corpo di un serpente e le sua foglie che tremano al minimo soffio di vento. E’ un albero di confine, la cui chioma che balugina controluce sotto i cieli del Nord può apparire come un occhio che si apre e si chiude, come una porta per un altra dimensione. E’ facile quindi comprendere come mai gli sciamani siberiani le identificano come una scala che conduce nell’Altromondo.
Una volta in cime a una Betulla, si scompare nella Luce.

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La Runa Berkana ᛒderiva  il suo nome dalla Betulla, la cui energia rappresenta.
Berkana è il principio femminile di maternità ed eterna fluidità, di nascita e rinascita; è l’anima della Natura, il Nuovo Inizio, la concretizzazione.

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Nella magia la pianta ha un ruolo importante nelle tradizioni magiche dell’Est Europeo e paesi scandinavi, ad essa vengono associate caratteristiche di protezione ed esorcismo. La betulla viene usata sia per la fertilità che per la protezione, essa veniva piantata nei pressi della propria dimora durante il solstizio d’inverno. Nei paesi nordici si faceva liquore ricavato dalla resina di questa pianta che veniva consacrato, bevuto per favorire esiti positivi. In magia si usano le foglie polverizzate che vanno gettate nel fuoco come purificanti e scaccia-negativita. Le foglie essiccate sono difficili da polverizzare poiché la cellulosa le rende, piuttosto robuste, quindi se ne consiglia il trattamento con strumenti affilati.+-Bosco-di-betulle-ad-Aspens-Colorado

Nella betulla viene utilizzata anche la parte bianca della corteccia che tende a staccarsi in modo abbondante dal tronco, specialmente durante l’inverno ad opera degli sbalzi termici. In nord europa spesso si sentono dei scricchiolii particolari provenienti dalle cortecce, le popolazioni rurali attribuiscono a questi rumori un significato soprannaturale. Lasciandola asciugare sotto pressa, potrà costituire un supporto per la scrittura di invocazioni votive o da bruciare durante un rito. Il giorno tradizionale della betulla è lo Yule (21 Dicembre) e, il 24 Dicembre era detto

Conosciuto da millenni in qualunque latitudine sia in grado di ospitare le betulle, il succo di betulla (o acqua di betulla) è una prelibatezza ormai dimenticata che in tempi antichi ha svolto ruoli vitali per la sopravvivenza invernale e per i rituali religiosi dei nostri antenati.

crescita
rinnovo
stabilità
iniziazione
adattabilità

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In Danimarca anticamente, i morti venivano ricoperti con rami di betulla prima della sepoltura, al fine di aiutarli nel loro viaggio verso l’Aldilà e proteggerli dagli spiriti malevoli. Al contrario, altri popoli del nord, sostenevano che costruire la culla dei neonati con legno di betulla, li avrebbe preservati dal malocchio.

Si cui virtus animusque in pectore praesens, adsit et evinctis attollat bracchia palmis

Il Pugilatore a riposo

 

Virgilio, Eneide: Libro 06 – RITI PER GLI DEI DEGLI INFERI
quaeritur huic alius; nec quisquam ex agmine tanto audet adire virum manibusque inducere caestus Si cerca un altro per costui; e nessuno tra tanta folla osa affrontare l’uomo portare i cesti alle mani

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Post, ubi confecti cursus et dona peregit, ‘nunc, si cui virtus animusque in pectore praesens, adsit et evinctis attollat bracchia palmis’: sic ait, et geminum pugnae proponit honorem, victori velatum auro vittisque iuvencum, allittensem atque insignem galeam solacia victo Poi, quando furon finite le corse consegnò i doni,Ora, se a qualcuno in petto (c’è) valore e coraggio forte, si presenti ed alzi le braccia con le palme legate: così disse, e propone doppio premio per la gara, al vincitore un giovenco velato d’oro e di bende,una spada ed uno splendido elmo, come consolazioni per il vinto

Virgilio, opera Eneide parte Libro V

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Il Pugilatore a riposo

Mito e Ernst Jünger

”Anche se non si volesse credere alla verità che nascondono, è impossibile non credere alla loro incomparabile potenza simbolica. Nonostante la loro consunzione moderna, i miti restano, al pari della metafisica, un ponte gettato verso la trascendenza.”

Ernst Jünger

 

Il Non Ordinario parla con il linguaggio dei simboli e delle immagini,non ha limiti nella forma.

 

 

 

Un’esperienza non descrivibile, ineffabile
può essere accompagnata, innescata dal magico evocativo suono del tamburo e  altri suoni…

E’ un momento per perdersi e ritrovarsi con qualcosa in più:
un messaggio, un’immagine, un’emozione.

       Uno stato dell’essere in profondo rilassamento

 

QI GONG kiko氣功

Reiki 靈氣 e Discipline olotropiche

Meditazione ध्यान Mindfulness

Sentiero sciamanico

Hitofude-ryu一筆龍 L’arte del Drago in un solo tratto

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Hitofude-ryu 一筆龍 L’arte di esprimere in solo tratto di pennello l’essenza del drago, l’unico modo secondo la tradizione per catturarne lo spirito 神 

Il Drago (, ryu Giapponese Lóng Cinese ) ricopre un ruolo egemone nella mitologia cinese in particolare e nei miti dell’Asia Orientale in generale.
Il drago cinese è  modello archetipico per il drago asiatico.

Il dragone cinese/giapponese è un animale colossale , avente corpo di serpente, quattro zampe di pollo, testa di coccodrillo, baffi simili a quelli di un pesce gatto, criniera e corna di cervo. La creatura raffigura dunque un miscuglio di tutte le specie animali.
È stato per lungo tempo un simbolo di buon auspicio , drago è  la creatura portatrice di pioggia, nutrimento per le messi e gli armenti. I cinesi pregavano il drago nei momenti di siccità e lo consideravano il padre della loro civiltà.
Il drago era inoltre simbolo dell’Imperatore e si riteneva che, al momento della morte, l’Imperatore stesso rivelasse la sua vera natura di drago liberando il proprio spirito di drago ora svincolato dalle catene terrene e libero di ascendere al cielo e/o vigilare sulla città. I dragoni cinesi si riproducono fecondando una perla (nelle loro raffigurazioni, la tengono spesso nelle fauci), che in seguito si schiudeva dando alla luce un nuovo drago. Questa perla o gemma era l’essenza dello spirito del drago.
Un artista di Hitofude-ryuu 一筆龍 è in grado di dipingere l’intera figura di un drago con un solo tratto di pennello, è una forma 墨絵風 di sumi-e,uno stile di pittura a inchiostro e acqua e a pennello simile a quanto fanno i calligrafi e alcuni artisti tramandono questa abilità di padre in figlio per generazioni.La tecnica prevede un affascinante equilibrio tra colpi di pennello morbidi e pesanti. L’artista muove il pennello lungo la pagina in un solo movimento, ma alterna una pressione forte con una debole. Questi brevi movimenti creano le squame del corpo del drago. La bellezza e maestosità del singolo tratto di pennello si presume sia in grado di catturare lo spirito del drago che ritrae.

 

Canto armonico throat singing

Una serie di evocazioni sonore che facilitano stati meditativi

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Meditando Federica Maya Dal Pino

Il canto armonico o canto difonico, noto anche come overtone singing/throat singing, è un insieme di tecniche vocali che permettono al cantante di far risaltare gli armonici naturali della voce, un solo individuo può emettere e controllare da due a tre note diverse contemporaneamente.
I tuva dividono vari stili di armoniche in tre tipi principali ( per molti 5 tipi) ognuno dei quali usa la natura per descrivere i suoni. Sygyt , ad esempio, è semplicemente un’imitazione di uccelli canterini o brezze gentili. Xoomei tende a suggerire venti più forti, mentre il kargyraa preannuncia tempeste.
In  Smithsonian Folkways Tuva: Voices From the Center of Asia o Tuva, Among the Spiritse troverai imitazioni di cavalli, uccelli, acqua e vento.

Senza dubbio, le persone legate alla natura si sono rese conto che negli uccelli, nei fiumi e nelle rocce c’erano gli spiriti.
Il canto di Overtone, quindi, era usato sciamanicamente.

Ci sono montagne nella regione che sono in grado di “trattenere” i venti per ore o giorni prima di rilasciarli nelle valli sottostanti. Mentre questo accade, le montagne emettono suoni, “avvertendo” la gente dei prossimi torrenti. Fiumi e cascate creano anche pattern sonori che variano a seconda delle rocce colpite; presumibilmente, i fiumi e i loro suoni contengono le origini del canto armonico.

Esistono differenti tecniche e stili, tadizioni come quella Tuvana, è riscontrabile anche in Sardegna nel canto a tenore, in Tibet tra i monaci Gyuto, in Rajastan, pare che fosse praticato anche in antichità da alcuni popoli nordici.

 

Incisioni rupestri di Tanum

 

Sono stati scolpiti nelle rocce tra ca. 1700-500 aC a Litseby , Tanumshede Bohuslän, Svezia, le incisioni rupestri sono un risultato artistico unico (patrimonio dell’UNESCO) non solo per i loro motivi ricchi e vari (raffigurazioni di esseri umani e animali, armi, barche e altri soggetti) ma anche per la loro unità culturale e cronologica. Rivelano la vita e le credenze delle persone in Europa durante l’età del bronzo e sono notevoli per il loro grande numero e la loro eccezionale qualità.

Immagini di singole armi o insiemi simbolici simili a quelle ritrovate anche a Seradina sono seguite,con l’età del Ferro, da insiemi istoriativi che illustrano epopee con imbarcazioni e grandi guerrieri enfatizzati negli attributi guerrieri, personaggi che montano a cavallo, armati di scudi rettangolari e di lance e che trovano raffronto con le coeve figure di eroi ritrovate in Valcamonica ed anche nelle scene in rilievo del famoso Calderone in argento di Gundestrup.


Questo vasto, dinamico quadro che illustra e documenta un’Europa preistorica percorsa da vie di commercio, prosegue poi in epoca storica, quando si fa sentire la presenza romana.
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I motivi includono esseri umani, armi, barche, reti da pesca, il sole, tori, cavalli, cervi, uccelli e altre scene della vita quotidiana.

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Il sito di Litsleby include una figura umana di oltre 2 metri di altezza che porta una lancia. Questo probabilmente è il più grande petroglifo di una persona in Europa.

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La figura è stata interpretata come il dio Odin,Odhinn/Wodan proto Germanico
Wodanaz , in funzione primigenia , sciamanica e apotropaica, prima di assumere le caratteristiche di Divinità egli fu probabilmente uno sciamano , capo tribu’.

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Gianna Chiesa Isnardi nei Miti Nordici riferisce che Snorri Sturluson attribuiva ad Odino valenze diverse nell’Edda un dio vero e proprio, nella Saga degli Ynglingar un ”condottiero dotato di straordinarie  virtù, ( cambiava forma ed aspetto in battaglia, mentre il suo corpo giaceva come morto diveniva uccello ,lupo ,serpe…) giunto dall’ Asia era riuscito a guadagnarsi una vera e propria venerazione”

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Magnifico calderone del principe celtico di Lavau

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La tomba, risalente al V sec. a.C. e ospitante i resti di un principe celtico, è stata scoperta nella regione di Champagne, a 100 chilometri da Parigi. Al centro di un tumulo di 40 metri di diametro, una delle più ampie camere funerarie rinvenute intorno alla fine della prima età del ferro, di ben 14 mq. La tomba contiene bacini, un cesto in bronzo, una ceramica decorata, un coltello nella sua custodia. Ma il pezzo principale è un calderone in bronzo, di circa un metro di diametro, ornato da alcune raffigurazioni della testa di Acheloo,il dio dei fiumi greco che qui è interpretato con le corna, la barba, i baffi e e le orecchie da toro, e con un  bordo decorato con otto teste di leoni.

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Il calderone originariamente conteneva vino e avrebbe rappresentato una vistosa dimostrazione della ricchezza e della potenza dei suoi proprietari quando veniva usato durante banchetti o feste simili. La sua presenza all’interno della tomba riflette la crescente interazione tra le élites ‘celtiche’ di francia e il mondo mediterraneo durante questo periodo. Vasi simili sono conosciute da numerosi tumuli di sepoltura “celtici” contemporanei, tra cui Bourges e Vix in Francia e La Heuneburg Hochdorf in Germania.

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Il calderone misura circa 1 m di diametro e ha quattro manici che sono decorati con teste di bronzo che raffigurano il dio greco del fiume Acheloos. Ulteriori motivi decorativi si trovano intorno al bordo delle calderone, tra cui otto teste di leone. All’interno del calderone si trova una nave da vino in ceramica ( oniochoe ) decorata con un’immagine di Dioniso che dialoga con una donna, un oggetto assai prezioso con i bordi superiori e inferiori arricchiti d’oro. Nella camera funeraria sono stati inoltre ritrovati un coltello, alcuni altri contenitori in bronzo, un altare sacro e diversi altri oggetti.

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Addosso al defunto, presumibilmente un uomo (ma la certezza non è scientifica), sono stati trovati bracciali e collane d’oro, per un peso complessivo di 580 grammi. Oltre alla tomba del principe sono state individuate altre camere funerarie, probabilmente appartenenti a parenti del sepolto, e urne contenenti le ceneri di persone morte oltre 3.500 anni orsono.I ritrovamenti hanno un valore storico eccezionale, principalmente a causa della testimonianza diretta degli scambi commerciali che avvennero fra le città stato Greche, gli Etruschi e le popolazioni nordiche come, appunto, i Celti francesi. I greci giungevano probabilmente nelle regioni più nord alla ricerca di schiavi, e i celti riuscivano a ottenere pezzi di artigianato dal valore (per loro) eccezionale.

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