ψυχή psiche e mito della biga alta di Platone

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Il mito del carro e dell’auriga (o della biga alata), tratto dal Fedro di Platone, introduce alla teoria platonica della reminiscenza dell’anima, un fenomeno che durante la reincarnazione produce ricordi legati alla vita precedente.
Racconta di una biga su cui si trova un auriga, personificazione della parte razionale o intellettiva dell’anima (logistikòn).
La biga è trainata da una coppia di cavalli, uno bianco e uno nero: quello bianco raffigura la parte dell’anima dotata di sentimenti di carattere spirituale (thymeidès), e si dirige verso l’Iperuranio; quello nero raffigura la parte dell’anima concupiscibile (epithymetikòn) l’anima cui appartengono bisogni ed istinti propri per lo più dell’animalità e si dirige verso il mondo sensibile.
I due cavalli sono tenuti per le briglie dall’auriga che, come detto, rappresenta la ragione: questa non si muove in modo autonomo ma ha solo il compito di guidare.

ἐοικέτω δὴ συμφύτῳ δυνάμει ὑποπτέρου ζεύγους τε καὶ ἡνιόχου. θεῶν μὲν οὖν ἵπποι τε καὶ ἡνίοχοι πάντες αὐτοί τε ἀγαθοὶ καὶ ἐξ ἀγαθῶν, τὸ δὲ τῶν ἄλλων μέμεικται. καὶ πρῶτον μὲν ἡμῶν ὁ ἄρχων συνωρίδος ἡνιοχεῖ, εἶτα τῶν ἵππων ὁ μὲν αὐτῷ καλός τε καὶ ἀγαθὸς καὶ ἐκ τοιούτων, ὁ δ’ ἐξ ἐναντίων τε καὶ ἐναντίος· χαλεπὴ δὴ καὶ δύσκολος ἐξ ἀνάγκης ἡ περὶ ἡμᾶς ἡνιόχησις. πῇ δὴ οὖν θνητόν τε καὶ ἀθάνατον ζῷον ἐκλήθη πειρατέον εἰπεῖν. 

Fedro 246 A.6 Segg.

« Si raffiguri l’anima come la potenza d’insieme di una pariglia alata e di un auriga. Ora tutti i corsieri degli dèi e i loro aurighi sono buoni e di buona razza, ma quelli degli altri esseri sono un po’ sí e un po’ no.
Innanzitutto, per noi uomini, l’auriga conduce la pariglia; poi dei due corsieri uno è nobile e buono, e di buona razza, mentre l’altro è tutto il contrario ed è di razza opposta. Di qui consegue che, nel nostro caso, il compito di tal guida è davvero difficile e penoso.

 

Meditazione dinamica Marziale

La meditazione dinamica Marziale  è una particolare tecnica di meditazione che fa uso del movimento corporeo e di azioni catartiche, movimenti e suoni spontanei  indotti dalla pratica, movimenti e tecniche marziali,  per raggiungere un momento di  quiete interiore e di  pieno contatto con sè stessi.

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L’obiettivo finale della meditazione dinamica è consentirci di sperimentare il silenzio interiore, un momento profondo  di “allineamento” in cui siamo pienamente in noi stessi, centrati .
Non ci si siede in posizione del loto cercando l’immobilità, ma si utilizza piuttosto il movimento portandolo ad un dinamismo intenso , sino alla perdita di controllo di superficie, portando l’organismo in uno stato non ordinario e non consueto è possibile, generare quello stato di  vuoto che consente il manifestarsi di una nuova consapevolezza.

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Come sosteneva anche il provocatorio maestro Osho le meditazioni attive sono più efficaci di quelle passive, perchè, nella società frenetica moderna, una meditazione seduta, in molti casi,  ci espone a grande frustrazione, richiedendo la repressione totale degli istinti legati al movimento mentre  un tipo di meditazione che parte dal movimento, dalla tensione può far raggiungere il rilassamento profondo.

Meditazione è una lezione di consapevolezza, di assenza di pensiero, di spontaneità, di essere totalmente nella tua azione, all’erta, consapevole…
OSHO

 
 
Non date tutta la vostra attenzione alla mente e al mondo esterno.
A tutti i costi concentratevi su ciò che state facendo, ma cercate anche di percepire allo stesso tempo il corpo interiore, se possibile.
Rimanete radicati interiormente.
Quindi osservate come questo modifichi il vostro stato di consapevolezza e la qualità di ciò che state facendo.
Percepire il corpo interiore
Eckhart Tolle
 
Nell’esecuzione libera si esprimono sequenze miste ispirate a discipline e movimenti spontanei, che inducono sensazione di liberazione da blocchi psicofisici, in alternanza di fasi più esplosive tipiche della boxe delle ombre, a fasi di stato meditativo dinamico, che esprimono uno stato di piacevole quiete.

 
 
(MFM) Martialia Fluens Motus® è un addestramento di alternanza di movimenti lenti, fluidi ,veloci ,elastici in flusso libero di azione per facilitare la rigenerazione psicofisica e indurre stati psicofisici di piacevole armonia.
Nell’esecuzione libera si esprimono sequenze miste ispirate a discipline e movimenti spontanei, che inducono sensazione di liberazione da blocchi psicofisici, in alternanza di fasi più esplosive tipiche della boxe delle ombre, a fasi di stato meditativo dinamico, che esprimono uno stato di piacevole quiete.
Un mix di arti di combattimento, Qi gong 氣功 , yoga योग ed altro.
 

Vivere Militare est SENECA

Paragrafo 96, Libro 16 di Seneca Epistulae morales ad Lucilium

 
Atqui vivere, Lucili, militare est. Itaque hi qui iactantur et per operosa atque ardua sursum ac deorsum eunt et expeditiones periculosissimas obeunt fortes viri sunt primoresque castrorum; isti quos putida quies aliis laborantibus molliter habet turturillae sunt, tuti contumeliae causa.

 

Vale.

 
Ma, caro Lucilio, vivere è fare il soldato. Perciò coloro che sono sbattuti qua e là, e costretti a percorrere per dritto e per traverso strade faticose e difficili e affrontano spedizioni piene di rischi, sono uomini valorosi, i primi tra i soldati; quanti, invece, si lasciano languidamente andare a un ozio nauseante, mentre gli altri si affannano, sono delle colombelle, e si garantiscono la sicurezza con il disonore.

 

Stammi bene.

romansoldiers

” La vita come un arco, l’anima come una freccia, lo Spirito Assoluto come bersaglio da trapassare”

Mârkandeya-Purana मार्कण्डेय पुराण

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Volenti o nolenti in questa dimensione visibile tocca combattere….

tanto vale farne una filosofia di vita sinchè si può..

La celebre sentenza di Seneca esponente dello stoicismo romano: vivere militare est,  Max Pohlenz, Filologo e storico della filosofia antica (Hänchen sul Cottbus, Brandeburgo, 1872 – Gottinga 1962); prof. (1906-33) di filologia classica all’univ. di Gottinga 

sostenne che  “il Romano rimane volentieri affezionato all’idea che la vita è una battaglia”
La dottrina senecana della vita come militia viene dunque ricondotta dall’autore, attraverso l’arcaica nozione romana del bellum vissuto come rito sacro e come simbolo di azione restauratrice dell’ordine cosmico.


Nel pensiero antico  Χάος, Cháos e κόσμος kósmos si susseguivano in ciclica ondulazione di frequenza sia nel macro che nel micro.
Resta da comprendere quale sia lo spazio di azione individuale nella propria sfera vitale.

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