




Nulla Die Sine linea Discipline Arti Miti Simboli

Praticare all’aria aperta consente una maggiore ossigenazione e rafforzamento dei muscoli, contemporaneamente si innescano processi di rafforzamento delle difese immunitarie e di riduzione dei radicali liberi rallentando lo sviluppo
dell’ invecchiamento

La magia è credere in noi stessi. Se riusciamo a farlo, allora possiamo far accadere qualsiasi cosa
Johann Wolfgang von GoetheEntrare in contatto con un contesto naturale amplifica il potenziale del nostro campo vitale.
Sul piano ”orizzontale” biochimico praticare all’aria aperta consente una maggiore ossigenazione e rafforzamento dei muscoli, contemporaneamente si innescano processi di rafforzamento delle difese immunitarie e di riduzione dei radicali liberi rallentando lo sviluppo dell’invecchiamento

Dall’esposizione alla luce solare ricaviamo una buona quantità di vitamine, che viene trasformate dal nostro corpo in una forma di vitamina D superattiva utile nella prevenzione di numerose sintomi stimolando l’attività del sistema immunitario.

Il corpo e la mente ricevono più stimoli grazie al contatto con la natura, con il paesaggio che ci circonda

La pratica aiuta e stimola la produzione di endorfine; la sensazione di benessere che ne consegue viene amplificata contribuendo così alla riduzione di ansia e stress, con generali ricadute positive sull’umore.
Sul piano Verticale , delle energie sottili ,le pratiche all’aperto sono quelle che predispongono il praticante a percepire più facilmente la condizione di far parte di un Tutto, accordano maggiormente il proprio sentire con l’armonia della natura, riescono a sintonizzare microcosmo e macrocosmo con spontanea immediatezza.
Praticare in un luogo pacifico, all’aperto, con la possibilità di rigenerarsi respirando aria pura, stando a contatto con la terra, potendo vedere il cielo, ci riabitua a quel saper “ascoltare”, ormai trascurato dalla vita frenetica di tutti i giorni. L’ascolto esteriore diventa piacevole: ogni forma di vita rappresenta forme e manifestazioni diverse dell’energia ronzìo di insetti, il fruscìo delle foglie al vento, il mare..
una mente serena, è in grado di rilevare meglio i messaggi della nostra interiorità e percepire le energie sottili Qi/ki氣
Ammirare l’incendio sulla riva opposta 隔岸观火 Gé àn guān huǒ
Nell’I Ching 易经 “sei” è il numero dello Yin 陰 associato all’oscurità e in questa opera si riferisce, per estensione, ai metodi oscuri della strategia militare
I trentasei stratagemmi sono un trattato di strategia militare cinese descrive una serie di astuzie usate in guerra, in politica e nella vita sociale, spesso tramite mezzi non ortodossi e ingannevoli. Il testo è stato scritto probabilmente durante la Dinastia Ming (1366-1610).
Lo yang 陽 il disaccordo e precede il kaos, lo yin 陰 in attesa dello sviluppo contrario.
La furia (nemica) si sfrena e volge le armi contro se stessa.
Quando il movimento segue la tendenza naturale dello sviluppo nasce l’entusiasmo e l’entusiasmo reca armonia all sviluppo naturale del movimento.

Essendo in ordine, si attenda il disordine ,essendo tranquilli, ci si aspetti l’agitazione.
Nello stratagemma XI pace e XII stagnazione il disordine nasce in periodo di pace l’ordine torna inevitabilmente dopo un periodo di caos.
Così l’ordine e il caos si alternano e nascono l’uno dall’altro.
Nella descrizione dell’esagramma numero III iniziali difficoltà nel classico dei Mutamenti 易經 dice

Fonte I 36 stratagemmi l’arte cinese di vincere
La meditazione non è altro che un tornare a casa, un semplice riposarsi un po’ all’interno del proprio essere.
Osho

Per molti è qualcosa di indescrivibile, è un esperienza non definibile , che genera o porta in stati ineffabili.
Meditazione significa: presenza cosciente, consapevolezza, mindfulness. Quindi, qualsiasi cosa fai, falla consapevolmente, tutto qui; non farla in modo meccanico.
Io posso muovere la mia mano in modo meccanico; posso muoverla con estrema consapevolezza, con presenza assoluta. Ed esiste una differenza di qualità. Quando muovi la mano con consapevolezza, c’è grazia, quando la muovi come un gesto meccanico non c’è alcuna grazia, nessuna bellezza.OSHO
Una Disciplina, una pratica per raggiungere una maggiore padronanza delle attività della mente, con l’intento di andare oltre, di far fluire l’usuale chiachericcio di sottofondo (mente di superficie) cercando di approdare ad uno stato di quiete pacifica e di centratura interiore.

La mente di superficie dialoga costantemente con se stessa,è totalmente incentrata sul passato o sul futuro, razionalizza ogni cosa in termini di profitto e prende decisioni solo sulla base delle esperienze pregresse.
Cambia idea e direzione facilmente (in oriente è rappresentata dall’ agitazione della scimmia)
Lo stato di meditazione viene raggiunto con la totale concentrazione dell’attenzione nel momento presente (qui e ora).

È una pratica volta all’auto-realizzazione, che può facilitare diversi obbiettivi
Lo scopo spirituale, filosofico, o il miglioramento delle condizioni psicofisiche nella meditazione sono una scelta prettamente personale.
Nella così detta meditazione riflessiva, Meditazione attiva l’oggetto della meditazione è stabilito con l’intento di focalizzarsi su un tema specifico
(esempio la ricerca della Determinazione o della Volontà o l’evocazione di uno stato di Gratitudine.)
In genere nella pratica vengono utilizzate visualizzazioni di elementi che riguardano il mondo interiore o di semplici oggetti, per raggiungere un maggiore stato di concentrazione e di ponderazione.


La meditazione recettiva o Passiva è maggiormente finalizzata alla assenza di pensieri e permette alla mente di raggiungere un livello di “consapevolezza senza pensieri”, ovvero svincolato dal dialogo interiore spesso coinvolto in frequenze di turbolenza e disturbato da attività mentale caotica e confusionaria.
Si cerca uno stato di vuoto, sorgente sconosciuta, da esplorare a cui abbandonarsi







La parola “meditazione” viene dal latino “meditari”, forma passiva del verbo che letteralmente significa “essere mosso verso il centro”.
La coscienza rimane passiva mentre è mossa verso il centro , dove può raggiungere la totalità: una riunificazione con i contenuti e con le tendenze che sono stati esclusi dalla coscienza.
Milton Erickson




«L’acquisire una maggior familiarità con lo spirito orientale potrebbe indicare simbolicamente l’inizio di una nostra presa di contatto con le parti di noi che ci sono ancora estranee.
Il rinnegare le nostre peculiari premesse storiche sarebbe pura follia e il miglior modo per un ulteriore sradicamento, perchè è solo restando saldamente ancorati al nostro terreno che possiamo assimilare lo spirito dell’Oriente.»
C.G.Jung – Commento all’antico testo cinese “Il segreto del Fiore d’Oro”, p.70
Per quanto nell’attualità sia ardua impresa rintracciare lo spirito originario ed essenziale di tali visioni, condizionate dall’inevitabile flusso del tempo e dall’incalzante Modernità espressa nella frenetica corsa della Tecnologia imperante resta un anelito alla quiete e alla pura azione eco della Tradizione senza tempo
Il principale punto d’incontro tra le discipline di combattimento (arti combat) e le discipline olistico meditative è la necessità di sperimentare
LA PRESENZA MENTALE nell’ADESSO
Hic et Nunc
saperne di più:
Mindfulness/MEDITAZIONE


“La padronanza della propria mente,
ribelle, capricciosa, vagabonda,
è la Via verso la Felicità.
Il Saggio osserva continuamente
i propri pensieri, che sono sottili, elusivi ed erranti.
Questa è la Via verso la Felicità.”Dhammapada धम्मपद pāli, sanscrito
Canone buddhista
Cammino del Dharma
Fǎjùjīng, 法句經
La meditazione dinamica Marziale è una particolare tecnica di meditazione che fa uso del movimento corporeo e di azioni catartiche, movimenti e suoni spontanei indotti dalla pratica, movimenti e tecniche marziali, per raggiungere un momento di quiete interiore e di pieno contatto con sè stessi.

L’obiettivo finale della meditazione dinamica è consentirci di sperimentare il silenzio interiore, un momento profondo di “allineamento” in cui siamo pienamente in noi stessi, centrati .
Non ci si siede in posizione del loto cercando l’immobilità, ma si utilizza piuttosto il movimento portandolo ad un dinamismo intenso , sino alla perdita di controllo di superficie, portando l’organismo in uno stato non ordinario e non consueto è possibile, generare quello stato di vuoto che consente il manifestarsi di una nuova consapevolezza.

Come sosteneva anche il provocatorio maestro Osho le meditazioni attive sono più efficaci di quelle passive, perchè, nella società frenetica moderna, una meditazione seduta, in molti casi, ci espone a grande frustrazione, richiedendo la repressione totale degli istinti legati al movimento mentre un tipo di meditazione che parte dal movimento, dalla tensione può far raggiungere il rilassamento profondo.
Meditazione è una lezione di consapevolezza, di assenza di pensiero, di spontaneità, di essere totalmente nella tua azione, all’erta, consapevole…
OSHO
Non date tutta la vostra attenzione alla mente e al mondo esterno.
A tutti i costi concentratevi su ciò che state facendo, ma cercate anche di percepire allo stesso tempo il corpo interiore, se possibile.
Rimanete radicati interiormente.
Quindi osservate come questo modifichi il vostro stato di consapevolezza e la qualità di ciò che state facendo.
Percepire il corpo interiore
Eckhart Tolle
无为 (semplificato) 無爲 agire senza agire agire senza sforzo (tensione)
Un concetto, se così si può definire, proveniente dalla filosofia dei seguaci
del Tao 道 di difficile comprensione, apparentemente richiama la passività ma è un invito ad una costante attenzione a tutto ciò che ci circonda per evitare interferenze con il suo inesauribile intrecciarsi di rapporti.
Un’attenzione che esige la massima lucidità mentale, senza regole fisse e categorie immodificabili, che ostacolano il fluire spontaneo degli eventi.
Richiama il concetto, che detiene un risvolto nella pratica di alcune discipline 柔 Ju, in giapponese, gentilezza, adattabilità, cedevolezza, morbidezza elemento rilevante nelle discipline quali il judo 柔道 la via della cedevolezza e nel jūjitsu 柔術 la tecnica della cedevolezza, anche il termine ruanè caratterizzato da un simile intento, principi fondamentali nel 太極拳 tàijíquán nel Qigong kiko氣功 e nell’ aikido合気道
Vi è poi una riflessione più squisitamente filosofica:
Lo scopo del wu wei 無爲 il mantenimento di un perfetto equilibrio, o allineamento con il Tao, e quindi con la natura, un agire che viene definito dal principio superiore, l’essere in sé, che pur permanendo intatto nella propria immutabilità, si manifesta nel soggetto agente, costruendone la legge interiore e guidandone l’azione dal inizio alla fine.
Un concetto d’azione nobile che ha l’intento di superare l’ego e la sua necessità di profitto, difficile e assai raro…. ma poetico.
Simbolismo Antica Cina傳統中國