Un albero non diventa solido e robusto… Seneca

«Un albero non diventa solido e robusto se non è continuamente investito dal vento e sono queste raffiche che ne fanno il fusto compatto e ne rinsaldano le radici, che si abbarbicano con maggior forza al terreno; fragili sono invece quegli alberi che crescono in una valle tranquilla, esposta solo ai raggi del sole. Perciò nel loro stesso interesse, affinché nulla possa atterrirli, è necessario che i ”virtuosi” attraversino spesso esperienze dolorose, sopportando con animo sereno ciò che non è di per se stesso un male ma che diventa tale solo per chi non è disposto a sopportarlo.

Lucio Anneo Seneca

Non est arbor solida nec fortis nisi in quam frequens uentus incursat; ipsa enim uexatione constringitur et radices certius figit: fragiles sunt quae in aprica ualle creuerunt. Pro ipsis ergo bonis uiris est, ut esse interriti possint, multum inter formidolosa uersari et aequo animo ferre quae non sunt mala nisi male sustinenti.

Vitam brevem esse, longam artem,ὁ βίος βραχύς, ἡ δὲ τέχνη μακρή

Vitam brevem esse, longam artem
La vita è breve, l’arte lunga
Seneca cita Ippocrate
De Brevitate vitae Libro I.2

La vita secondo Seneca è breve per coloro che non sanno fare uso del tempo , oltrepassando la sfera biologica, viene valutato attraverso la dimensione della meditazione e dell’otium ,la vita diviene lunga se solo la durata di questa esistenza si trasforma in un respiro dello spirito.

confer pag.60 note De brevitate vitae (oscar Mondadori a cura di Tommaso Gazzarri)

Lo stesso Zenone riprende Ippocrate (ὁ βίος βραχύς, ἡ δὲ τέχνη μακρή la vita è breve, l’arte lunga ) sostenendo che ”di nulla ci diamo pena come del tempo, breve è infatti la vita, lunga l’arte soprattutto quella che è in grado di curare le malattie dell’anima.”

Nota Essenza di saggezza morale che riunisce in un aforisma la visione cardine sia della filosofia che della metodologia ippocratea (sempre attenta a ribadire l’importanza dello studio e la difficoltà dell’analisi diagnostica) sia, più in generale, dell’antichità (la brevità della vita e la fugacità del tempo).

In tutte le arti, la vita di un uomo è insufficiente per raggiungere la perfezione.

Non est arbor solida nec fortis nisi quam frequens ventus incursat; ipsa enim vexatione constringitur et radices certius figit: fragiles sunt quae in aprica valle creverunt.

«Un albero non diventa solido e robusto se non è continuamente investito dal vento e sono queste raffiche che ne fanno il fusto compatto e ne rinsaldano le radici, che si abbarbicano con maggior forza al terreno; fragili sono invece quegli alberi che crescono in una valle tranquilla.»

Lucio Anneo Seneca

Quoniam ne contemplatio quidem sine actione est Seneca

In questo vortice, la questione fondamentale è se sia possibile liberare l’uomo dal timore.
Obiettivo di gran lunga più importante che rifornirlo di armi o provvederlo di medicinali.
Forza e salute sono prerogativa degli impavidi.
Il timore, invece, stringe d’assedio anche – anzi soprattutto – chi è armato fino ai denti.
Lo stesso dicasi per chi nuota nell’oro.
La minaccia non si scongiura con armi o ricchezze, che sono e rimangono semplici strumenti.
Timore e pericolo sono così intimamente connessi che è pressoché impossibile stabilire quale delle due forze generi l’altra.
Ma data la maggiore importanza del timore, conviene incominciare di qui se si vuole tentare di sciogliere il nodo.
Ernest Junger

Onordando il Fiume sotterraneo della Tradizione

La Tradizione è un fiume sotterraneo, che s’inabissa e riaffiora, grazie al richiamo segreto dei suo adepti…e la Forza attrattiva che irrompe nel profondo ”dei cercatori” risvegliati dal torpore dal silenzioso richiamo degli Archetipi dormienti, ma pulsanati
F.D.P

Marcet sine adversario virtus: tunc apparet quanta sit quantumque polleat, cum quid possit patientia ostendit. Scias licet idem viris bonis esse faciendum, ut dura ac difficilia non reformident nec de fato querantur, quidquid accidit boni consulant, in bonum vertant; non quid sed quemadmodum feras interest

Il valore si infiacchisce se non ha avversari: allora appare quanto è grande e che forza ha, quando mostra la sua capacità di sopportazione. Sappi dunque che i ” seguaci della virtù ” devono comportarsi nello stesso modo, non temere le difficoltà e le avversità né lamentarsi del fato, qualsiasi cosa accada la ritengano un” possibilità di” bene e la trasformino in un bene; ciò che è importante non è ciò che tu sopporti ma in che modo lo sopporti.
SENECA

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