Folli, sciamani, folletti: la liminalità, l’alterità e l’inversione rituale di Marco Maculotti

Un accattivante  excursus in cui Marco Maculotti , con grande abilità e acutezza, indaga campi inaspettati ed epoche lontane ,passando dall’ambito iconografico del Folle/Giullare di epoca medievale a quello mitico-folklorico afferente a entità altre quali l’Uomo Selvatico, il Genio Cucullato e tutte le varie categorie di entità feriche delle varie tradizioni, ha cercato di inquadrare la figura profanizzata del Buffone/Giullare in un ordine di idee più tradizionale, che ha a che fare ritualmente con l’«inversione rituale» tipica di alcune feste sacre quali i Saturnali romani….

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Non si sa con esattezza quando sia nata la figura del Folle o del Giullare: probabilmente anticamente era considerato una sorta di “sfaccettatura” dello Sciamano, presentandosi questo come un individuo liminale, che viveva ai confini del consorzio sociale e spesso anche al limite della “sanità psichica”. Con tutta probabilità il suo personaggio e la sua iconografia si cristallizzarono a partire del Medioevo, con la nascita delle prime corti in cui cominciarono ad apparire queste ambigue figure.

La nostra ipotesi di lavoro, che in questa sede cercheremo di sviscerare al meglio delle nostre possibilità, è che la figura medievale del Folle/Giullare sia — come detto — da una parte una “degenerazione” di quella dell’operatore sciamanico delle tradizioni più antiche, e dall’altra una antropomorfizzazione e profanizzazione di entità mitiche delle tradizioni antiche, vale a dire quelle entità a metà strada tra l’umano e il non-umano, quali Folletti, Uomini Selvatici e Demoni dell’Altro Mondo, che non a caso venivano rappresentati fisicamente da danzatori mascherati durante le processioni deambulatorie del tipo dei Charivari, da cui nacque il moderno Carnevale.

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Folli, sciamani, folletti: la liminalità, l’alterità e l’inversione rituale

上善若水 il bene più alto è simile all’acqua道德經 V, 5 Dao De Jing

 

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上善若水。水善利萬物而不爭,處衆人之所惡,故幾於道。居善地,心善淵,與善仁,言善信,正善治,事善能,動善時。夫唯不爭,故無尤。

道德經 V, 5 Dao De Jing

Il bene più alto è simile all’acqua
上善若水

La bontà dell’acqua
benefica ai diecimila esseri e non compete.

水善利萬物而不爭

dimora nei luoghi che gli esseri umani detestano

處衆人之所惡

perciò è simile al dao

故幾於道

Nell’abitare bene è la terra

居善地

nel cuore bene è la profondità

心善淵

nell’associarsi bene è l’umanità

與善仁

nel parlare bene è la sincerità

言善信

nel governare bene è la buona amministrazione

正善治

nel gestire gli affari bene è la competenza

事善能

nell’agire bene è la tempestività
動善時。

se solo non competi, nessun biasimo.

夫唯不爭,故無尤。

oppure

Il sommo bene è come l’acqua
che benefica ogni cosa
e non contende con nessuno.
Si sofferma  nei posti bassi che gli altri disdegnano e cosi è vicina al Tao.

Per abitare, scegli un buon terreno.
Nel pensare, sii profondo.
nei rapporti, sii generoso.
Nel parlare, sii leale.
Nel comandare, sii organizzato.
Nelle faccende , fà del tuo meglio.
Nell’azione, sii tempestivo.

Se non competi 
nessun sbaglio(risentimento)

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心 xin cuore ,mente, riflessione, attenzione, volontà, intenzione, coscienza, sede del pensiero, dell’intelligenza , delle emozioni, centro della vita affettiva e morale

 

 “Le acque simboleggiano la totalità delle virtualità; sono fons et origo, la matrice di tutte le possibilità di esistenza”
Mircea Eliade

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E ancora: “Le acque sono il fondamento del mondo intero; sono l’essenza della vegetazione, l’elisir di immortalità, simili all’amrta; assicurano lunga vita, forza creatrice, e sono il principio di ogni guarigione, ecc.”

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L’acqua è il simbolo, ma anche l’espressione effettiva sul piano della natura naturata, della materialità dei quattro elementi esperita dall’uomo, del principio materno, della sostanza universale, indifferenziata e virtuale, generatrice di forme e punto di ritorno all’indifferenziato di queste stesse forme. Il culto delle acque è antico quanto l’umanità.
Se, come dice sempre Eliade, “il ‘luogo sacro’ è un microcosmo perché ripete il paesaggio cosmico, perché è un riflesso del Tutto”, nei luoghi sacri centrati sull’acqua l’immersione in essa “simboleggia la regressione nel preformale, la rigenerazione totale, la nuova nascita, perché l’immersione equivale a una dissoluzione delle forme, a una reintegrazione nel mondo indifferenziato della preesistenza. E l’uscita dalle acque ripete il gesto cosmogonico della manifestazione formale”
L’acqua è un elemento fondamentale nelle iniziazioni: “Il contatto con l’acqua implica sempre rigenerazione; da una parte perché la dissoluzione è seguita da una ‘nuova nascita’, e dall’altra perché l’immersione fertilizza e aumenta il potenziale di vita e di creazione. L’acqua conferisce una ‘nuova nascita’ per mezzo del rituale iniziatico; guarisce col rituale magico…..

Confer

METAFISICA E SIMBOLICA DEI LUOGHI SACRI
Sandro Consolato
(in “ATRIUM”, anno XX (2018), n. 1, pp. 135-151)

M. Eliade, Trattato di storia delle religioni, tr. it., Boringhieri, Torino 1976, p. 193.

Note L’Amrita (in sanscrito «immortale, non morto») nella mitologia induista è l’acqua della vita eterna. Equivalente dell’Haoma dell’antico Iran, l’Amrita era il premio più ambito da demoni e dèi. Essa è etimologicamente assimilabile all’ambrosia del mondo greco e romano

Omne ignotum pro magnifico

Tutto ciò che è sconosciuto è sublime
Tacito, Vita di Agricola, 30

”E’ questo in fondo l’unico coraggio che si richieda a noi: essere coraggiosi verso quanto di più strano, prodigioso e inesplicabile ci possa accadere”
Rainer Maria Rilke

Fylgja

Nella mitologia norrena, una fylgja è un essere o uno spirito soprannaturale che accompagna una persona in relazione al proprio destino o fortuna, si ritiene che fosse uno spirito custode, entità tutelare, che si riteneva seguisse ogni persona o famiglia e la relazione fosse apposta o legata al processo o alla cerimonia della nomina.
Fylgjur può anche “contrassegnare le trasformazioni tra uomo e animale” o cambiare forma.
Nella saga di Egil, ci sono riferimenti sia a Egil che a Skallagrim che si trasformano in lupi o orsi, e ci sono esempi di cambiamento di forma nella saga del re Hrolf Kraki, dove Bodvar Bjarki si trasforma in un orso durante l’ultima battaglia.
Queste trasformazioni sono probabilmente implicite nelle descrizioni di saga di berserker che si trasformano in animali o mostrano abilità bestiali.

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In  altre versioni  Fylgja è  un’ entità femminile della mitologia settentrionale, una specie di spirito protettivo che accompagna una persona.
Questi esseri sono paragonabili agli elfi e ai nori.
Il Fylguur non sono normalmente visibili nella loro forma umana, ma sono presenti in qualsiasi forma quando il loro bambino è nato.

Quando appaiono, appaiono come un volto da sogno a forma di donna, o in forma di animale che assomiglia all’anima di una persona.
Così un uomo guerriero potrebbe avere un lupo, un orso, un cavallo o un uccello a Fylgja.

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Si mostra a suo protettore solo al momento della morte. Nella sua forma femminile, poi, arriva alla sua tomba, lo ravviva per il suo amore e la sua vitalità, e poi lo porta fino  alle porte del  Valhalla.

Le tre soluzioni di Julius Evola Sandro Consolato

Le tre soluzioni di Julius Evola (Arya edizioni Genova)  è il terzo libro dedicato dall’autore al filosofo oltre  Evola e il Buddhismo (1995) e Evola e Dante (2014).

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Nikolaj Konstantinovič Roerich

Una raccolta di scritti imprescindibile per gli appassionati ed i cultori del ‘‘magico barone”, con una velata nostalgia, ed un distacco critico maturo,  sempre rispettoso del percorso del dialogo con ”il maestro immaginario’ ricco di spunti di riflessione in un mondo di agitazione e di nebbia”.
Ogni passaggio affrontato nella raccolta, lascia aperte riflessioni pur  essendo accuratissimo nelle puntualizzazioni.
Una narrazione che oscilla tra la dimensione verticale, ‘l’esistenzialismo esoterico” del filosofo, ed una dimensione orizzontale,  le soluzioni  rivolte agli anarca ribelli.
Le tre soluzioni rivolte ai  tipi umani archetipali : il “Ribelle ascetico” che segue una via dove  si “mantengono sotterraneamente le linee di vetta. non appartengono a questo mondo. Pur essendo sparsi sulla terra e spesso ignorandosi a vicenda sono uniti invisibilmente e formano una catena infrangibile nello spirito tradizionale” , vi e poi chi necessita di essere orientato a “prepararsi allo slancio che porti oltre l’onda ultima”,una sorta di nichilismo attivo , un attivismo teso a forzare i tempi della decadenza, ed in fine, il  tipo umano che “cavalca la tigre”, colui che sceglie di ”opporsi lentamente, tenacemente ”  e che con alacre sforzo,  tenda di  far rivivere la Sapienza.
L’autore si spinge poi in altri territori delineando, altri racconti dalle  riflessioni sul rapporto di libertà, tra l’individuo  e le comunità umane, in relazione ‘‘al divenire cosmico, e storico’ ,  passando , alla visione di Evola e le donne, scivolando sull’operatività alchemica, dove la metafisca è vista come ‘‘stato dell’essere  non legato allo spazio e al tempo…. dimensione in cui l’esperienza può realizzare una coscienza…”
fino ad approdare all”’ Evola mithraico ”e procedere trattando, altri temi giungendo a narrazioni molto personali…. sincronicità inaspettate, intravvedendo una chiave ermetica”di interpretazione dei fatti, e mostrandoci come il ”maestro immaginario” abbia seminato influenze, anche su personaggi, impensabili della cultura e del cinema, lontani da ambienti più accoglienti.

Confidando che l’autore non mantenga le sue premesse della raccolta

” Con questo libro si chiude un ciclo”

‘Colui che appare anormale rispetto all’ambiente esterno  è probabile che sia lui il ”normale”, che in lui esista un resto di energia vitale integra….”
L’arco e la Clava

 

 

Ventorum feritas saepe fit aura levis…

«Λέει κάπου ο Ηράκλειτος ότι πάντα χωρεῖ καὶ οὐδὲν μένει, και παρομοιάζοντας τα υπάρχοντα πράγματα με τη ροή ενός ποταμού λέει ότι δεν μπορείς να μπεις στο ίδιο ποτάμι δυο φορές» (Κρατύλος 402a)

Platone, nel suo Cratilo  «Dice Eraclito “che tutto si muove e nulla sta fermo” e confrontando gli esseri alla corrente di un fiume, dice che “non potresti entrare due volte nello stesso fiume”»

«Non si può discendere due volte nel medesimo fiume e non si può toccare due volte una sostanza mortale nel medesimo stato, ma a causa dell’impetuosità e della velocità del mutamento essa si disperde e si raccoglie, viene e va.»

聖人之治 il governo del saggio道德經 III 3

不尚賢,使民不爭;不貴難得之貨,使民不為盜;不見可欲,使心不亂。是以聖人之治,虛其心,實其腹,弱其志,強其骨。常使民無知無欲。使夫知者不敢為也。為無為,則無不治。

道德經 Dao De Jing III 03

Non esaltare l’eccellenza
fa sì che la gente non competa.

Non dar valore ai beni difficili da ottenere
fa sì che la gente non diventi ladra

Non ostentare ciò che può eccitare il desiderio
fa sì che i cuori della gente non siano turbati

per questo il governo del saggio
vuota i cuori e riempie i ventri
indebolisce le ambizioni e rafforza le ossa

Sempre fa sì che la gente sia senza sapere e senza desideri
e che coloro che sanno non osino agire

pratica il non agire, perciò non vi è nulla che non sia ben governato.

Confer Traduzione di  Augusto Shantena Sabbadini  Tao Te Ching.

altre varianti tra le tante

Non esaltare i più capaci
fa sì che il popolo non contenda,
non pregiare i beni che con difficoltà s’ottengono
fa sì che il popolo non diventi ladro,
non ostentare ciò che può desiderarsi
fa sì che il cuore del popolo non si turbi.
Per questo il governo del santo
svuota il cuore al popolo
e ne riempie il ventre,
ne infiacchisce il volere
e ne rafforza le ossa
sempre fa sì che non abbia scienza né brama
e che colui che sa non osi agire.
Poiché egli pratica il non agire
nulla v’è che non sia governato.

interpretazione tra le possibili e varie

心 xin

Nel pensiero Cinese antico 心 xin non è solo il centro delle emozioni ma anche sede del pensiero dell’intelletto, della riflessione , attenzione, volontà, intenzione, coscienza.

是以聖人之治,虛其心,實其腹

per questo il governo del saggio
vuota i cuori e riempie i ventri

oppure

perciò quando il saggio governa,  svuota il proprio cuore  e riempie il proprio interno (ventre)

Il ”cuore vuoto” è una rappresentazione simbolica, metaforica di tranquillità, di contemplazione distaccata, di non identificazione con il pensiero ordinario, uno stato di meditazione.

Riempire i ventri può significare che il governo incoraggia la gente a nutrire l’interiorità il benessere non solo fisico , evitando di essere preda dei condizionamenti della sola materialità.

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ventre addome interno

Il ventre è anche rappresentato dal Dan tian cinese: Dāntián 丹田; giapponese: Tanden 丹田 letteralmente significa “campo tian di cinabro dan”,Hara
(carattere comune a cinese egiapponese  addome ) nella cultura yogica svadhisthana

E’ un elemento rilevante nell’Alchimia Interiore  del taoismo, nelle tecniche meditative interne di origine cinesi, nelle arti marziali orientali.

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Nella Medicina tradizionale cinese, si suppone sia il luogo nel corpo dove il chi /qi, 氣viene conservato, accumulato e dal quale poi si irradia nei diversi meridiani del corpo.
Molte discipline utilizzano il respiro e la concentrazione in questo punto del corpo.

 ” Sempre fa sì che la gente sia senza sapere e senza desideri e che coloro che sanno non osino agire

常使民無知無欲  使夫知者不敢為也

o il maestro aiuta le persone a perdere tutto ciò che sanno, tutto ciò che desiderano, e crea confusione con quelli che credono di sapere …

I seguaci del dao 道 non consideravano di valore il sapere, sia nella sua accezione di conoscenza tecnica, come manipolazione della NATURA,  sia in senso culturale, come erudizione, conoscenza dei classici e della ritualità, in contrasto con la visione confuciana, come manipolazione dell’individuo.

Le consideravano distrazioni dalla natura essenziale, fonte di equilibrio e benessere. 

Il ”non-sapere”, in termini socratici,  evidenzia quanto i seguaci del dao道 e il loro maestro laozi老子 fossero scettici nei confronti delle teorie di ogni sistema , di ogni modello della realtà, che si ponga come assoluto, il pretendere che esista una visione unica è considerata l’ignoranza più pericolosa con conseguenze catastrofiche sugli umani e sulla stessa natura.

”e che coloro che sanno non osino agire” un’esortazione  a tenere sotto controllo  coloro che detengono  presuntuosamente la conoscenza, manipolatori, o invasati di qualche teoria assolutistica.

 

 

 

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