Il Potere maieutico Combattivo risvegliare lo Spirito Combattivo

Il potere maieutico” di risvegliare lo spirito combattivo, il suscitare desiderio della sfida , stimolare la grinta e la determinazione, indurre lo sforzo per andare oltre la paura, come elemento motivatore, come sfida da affrontare e non minaccia da evitare, un percorso formativo fondamentale per gli individui che intendano approcciarsi alle arti di combattimento .

Un viaggio rivolto sia ai praticanti marzialisti, che nella pratica cercano una via interiore, sia a chi si vuole cimentarsi nel lato agonistico sportivo.

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Rito invernale solstiziale

Travolto dalle onde, sbattuto dai mulinelli, inghiottito dai gorghi,
cosa temi ? cosa tremi ?
non capisci che questo è il gioco dell’esistenza e vedi solo i fili contorti dell’arazzo alzati girati e combatti etiam si cecidit de genu pugnat
anche se cade a terra combatte in ginocchio
e nella mischia che batte il cuore forte e nella paura che trovi il vero volto….
Abbandona ogni illusione e come fuggire da una prigione
ventorum ferita sape fit aura levis
la violenza del vento spesso diviene una brezza leggera
medita, prega, combatti ,senza paura, senza attaccamento ne repulsione e alla fine torni un leone

Omnia fert aestas , sed nondum

Omnia fert aetas, sed nondum

tutto porta via il tempo ma non ancora

Sic verus ille animus et in alienum non venturus arbitrium probatur

Così si sperimenta il coraggio vero, che non è sottoposto all’arbitrio altrui. è la prova del fuoco.

Un atleta non può combattere con accanimento se non è già livido per le percosse: chi ha visto il proprio sangue e ha sentito i denti scricchiolare sotto i pugni, chi è stato messo a terra e schiacciato dall’avversario e, umiliato, non si è perso d’animo, chi si è rialzato più fiero, dopo ogni caduta, va a combattere con buone speranze di vittoria.

Quindi, per continuare con questo paragone, molte volte ormai hai subito l’assalto del destino; tu, però non ti sei arreso, ma sei balzato in piedi e hai resistito con maggior fermezza: il valore, quando è sfidato, si moltiplica.

Omnia fert aetas, sed nondum

tutto porta via il tempo ma non ancora

Plura sunt, Lucili, quae nos terrent quam quae premunt, et saepius opinione quam re laboramus.

Sono più le cose che ci spaventano di quelle che ci minacciano effettivamente, Lucilio mio, e spesso soffriamo più per le nostre paure che per la realtà

Omnia fert aetas, sed nondum

tutto porta via il tempo ma non ancora

Omnia, aliena sunt, tempus tantum nostrum est.. nulla ci appartiene soltanto il tempo è nostro il resto è solo una goccia nell’oceano

In onore del pensiero stoico e di Seneca

Omnia fert aetas, animum quoque” (tradotta come “Il tempo porta via tutto, anche l’anima” o, più precisamente nel contesto, “Il tempo porta via tutto, anche la memoria/la mente”) si trova nell’Egloga IX delle Bucoliche di Virgilio, ed è pronunciata dal pastore Meri (Moeris) al verso 51.
Egloga IX, vv. 49-56 (Il lamento di Meri)

Testo Latino (Virgilio)Traduzione (circa)
LYCIDAS. Quid, quae te pura solum sub nocte canentemLICIDA. E quelli che ti avevo udito cantare da solo
audieram? memini numeros, si uerba tenerem.sotto la notte serena? Ricordo il ritmo, se solo ricordassi le parole.
MOERIS. ‘Daphni, quid antiquos signorum suspicis ortus?MERI. “Dafni, perché osservi l’antico sorgere degli astri?
Ecce Dionaei processit Caesaris astrum,Ecco, è apparsa la stella di Cesare, figlio di Dione,
astrum quo segetes gauderent frugibus et quostella per cui i campi si rallegrino per le messi e per cui
uiuida per uiridis fundet color uua colles.l’uva viva si colori sui colli verdeggianti.
Insere, Daphni, piros: carpent tua poma nepotes.’Innesta, Dafni, i peri: i nipoti coglieranno i tuoi frutti.”
Omnia fert aetas, animum quoque; saepe ego longosIl tempo porta via tutto, anche la memoria; spesso io ricordo
cantando puerum memini me condere soles;di aver trascorso lunghe giornate cantando quando ero ragazzo;
nunc oblita mihi tot carmina, uox quoque Moerimora ho dimenticato tanti canti; persino la voce
iam fugit ipsa: lupi Moerim uidere priores.abbandona Meri; i lupi hanno visto per primi Meri.
Sed tamen ista canat tibi saepe Menalcas.Ma tuttavia questi canti te li potrà ripetere spesso Menalca.

Vita Militia est cosa vuoi capire se non c’hai sbatti? Ante rem exerceas Esercitati prima!!!

Cosa vuoi capire se non hai sbatti
Cosa vuoi sentire se non hai onore
Cosa vuoi fare se non hai cuore
Marcet sine adversario virtus
Fit Via Vi
Vita militia est
Numquam deficere animo usque ad finem
Come un fulmine il combattente
Come il lupo il guerriero
Sarà una saetta la sua stretta
Sarà doloroso il suo colpo
Smuovi il corpo sveglia la mente
Duro come il tasso veloce serpente
Lotta con forza resta potente
Non fermarti mai sempre avanti

Fit Via ViVita militia est
Numquam deficere animo usque ad finem
Come un fulmine il combattente
Come il lupo il guerriero
Sarà una saetta la sua stretta
Sarà doloroso il suo colpo

L’obiettivo primario non è il dominio sugli altri, ma la padronanza di sé, trasformando le reazioni impulsive in risposte consapevoli e costruendo una “fortezza interiore inattaccabile”.

La disciplina, l’autocontrollo e una profonda comprensione della natura umana sono gli strumenti per “vincere la battaglia più importante:
quella interiore” e “diventare la versione suprema di chi eri destinato a essere”.

ESPRIMITI AL MEGLIO

La sfida più grande è la “guerra interiore che combatti ogni giorno”, una lotta tra la versione “forte, disciplinata e orientata alla crescita” e quella “debole, impulsiva, timorosa e alla ricerca di scuse”.
Gli Stoici offrono gli strumenti per vincere, riconoscendo che “il vero potere risiede nella tua mente, non negli eventi esterni”.
Marco Aurelio è citato:
“Hai potere sulla tua mente, non sugli eventi esterni. Realizza questo e troverai la forza interiore”.
Ogni scelta rafforza una di queste due versioni

Le scuse sono “veleno mentale per la tua anima” e la “linfa vitale della tua versione inferiore”, menzogne che ti mantengono nella stagnazione. Gli Stoici non le tolleravano.
L’antidoto è l'”Azione Immediata e Decisiva”:
bisogna agire “prima che il dubbio abbia il tempo di formarsi”, contrastando la scusa con “un’azione irrefrenabile”. Questo costruisce la forza mentale.

La disciplina è un “potere sovrano” che conferisce controllo assoluto sulle proprie azioni.
A differenza della motivazione, che è “inaffidabile, fugace e inconsistente”, la disciplina è indistruttibile. Un vero stoico “non si chiede se è dell’umore giusto per agire, ma fa ciò che deve essere fatto, che si senta così o meno”. Epitteto afferma:
“Non importa come mi sento, lo faccio comunque”.
L’azione deve diventare la risposta predefinita all’esitazione, costruendo rispetto di sé e liberando dalla necessità di approvazione esterna.

La forza non si costruisce nel comfort, ma nella “resistenza estrema”. Il disagio è un “insegnante necessario” e una “forgia purificatrice” che rafforza la volontà.
Rifiutare il percorso facile sviluppa la forza interiore.
David Goggins incarna questa filosofia, spiegando che la vera pace si trova “attraverso problemi, tragedie, sofferenza e responsabilità”, normalizzando la sofferenza attraverso la “ripetizione ossessiva” e non dandosi “via d’uscita”.

“Fūrinkazan (風林火山), Vento, Foresta, Fuoco, Montagna”

“故其疾如風,其徐如林,侵掠如火,不動如山”

Rapidità come vento, calma come foresta, aggressività come fuoco, stabilità come montagna

La traduzione in giapponese della frase è “Fūrinkazan” (風林火山), che letteralmente significa “Vento, Foresta, Fuoco, Montagna”. Questa espressione è una sintesi di due passaggi del capitolo 7 di L’arte della guerra di Sun Tzu:

  • Capitolo 7, passaggio 17: “故其疾如風,其徐如林” (“Sii rapido come il vento, tranquillo come una foresta”).
  • Capitolo 7, passaggio 18: “侵掠如火,不動如山” (“Aggressivo come il fuoco, immobile come una montagna”).

In giapponese, ogni carattere rappresenta una qualità:

  • 風 (Fū): Vento, simbolo di velocità e rapidità.
  • 林 (Rin): Foresta, simbolo di tranquillità e calma.
  • 火 (Ka): Fuoco, simbolo di aggressività e intensità.
  • 山 (Zan): Montagna, simbolo di stabilità e immobilità.

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