Site icon Francesco Dal Pino

Freya Regina delle Valchirie

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Appartenente alla stirpe dei Vani, fu assunta con pari dignità fra gli Asi , ai quli insegnerà la magia.

La prima scelta sui caduti: Freya regna sul prato celeste Fólkvangr e sul palazzo Sessrúmnir. A ogni battaglia ha il diritto di scegliere la prima metà dei guerrieri caduti (Einherjar), mentre la metà rimanente va a Odino nel Valhalla.

Comandante delle Valchirie: Spesso descritta a cavallo sul campo di battaglia con armatura e lancia, guida e supervisiona le Valchirie nella selezione delle anime.

Dea dei Vanir: Appartiene alla stirpe divina dei Vani (legata a fertilità, magia seiðr, bellezza e natura), poi integrata tra gli Æsir dopo la pace tra i due clan.

Attributi iconici: Il mantello di piume di falco (Valshamr) che permette di volare tra i nove regni, il carro trainato da due gatti bluastri e la collana d’oro Brísingamen.

Gefn, Hǫrn, Mardǫll, Sýr, Valfreyja
Freya è la donna selvaggia fra le divinità del nord.

Great Goddess, Mistress of cats,
Lady of love, beautiful Vana-Goddess,
Fulfill my greatest needs, O glorious one.
Teach me the magic I need.
Give me a glimpse of your deep wisdom.
Teach me in dreams. Enrich my life.
O Lady, you are Golden-tears of Asgard.
Lady of love, beautiful Vana-Goddess,
You are shape-shifter, the Sayer, The independent One.
Give me the strenght and the magic I need.

Freyja ha molte manifestazioni ed è considerata la dèa dell’amore sessuale, della Bellezza, dell’Oro, della Seduzione, della Fertilità, del Seiðr, della Guerra, della Morte e delle virtù profetiche, esperta nelle arti magiche seiðr, con cui poteva realizzare divinazioni e incantesimi a distanza.
Nell ‘Edda di Snorri si  afferma che la dea ama i canti d’amore e incita gli innamorati ad invocarla; aggiunge anche che Freyja cavalca nei campi di battaglia ed ha diritto alla metà dei caduti che guiderà in battaglia durante il Ragnarǫk.
I gatti sono i suoi compagni e fornita di un mantello magico di piume di falco.
Il giorno Venerdì in inglese (Friday) prende il nome da lei.
Figlia di Njordhr e Skadhi, (massima divinità dei Vani e signore dei naviganti), sorella di Freyr e sposa di Odur.
Freya vive nel bel palazzo Folkvangr (” campo della gente “o campo di battaglia ), un posto in cui le canzoni di amore vengono cantate.
I nani le regalarono anche Hildsuin “Cinghiale da Battaglia” dotato di setole d’oro e Brisingamfn “Collana dei Brisinghi”

Freya si festeggia il 27 Dicembre e il 10 gennaio e il mese di marzo
Freya ad è molto dedita all’Asgard e all’Aesir e a Odino in particolare, si narra che da lui fu amata.
Disposta a combattere fino alla morte e a distruggere chiunque abbia minacciato la sua casa e la sua famiglia.
Ciò la rende molto spietata verso il nemico – e verso chiunque ella veda come una minaccia.


Benedetta sia la dea dell’Aurora scintillante
Freyja, la Bellissima,

La piu Appassionata delle Regine.
Insegnimi i misteri dell’autentica passione del cuore.
Mostrami i segreti del wyrd.
Cammina con me nella luce delle stelle.
Io accendo questa candela
in una ardente offerta a Te,
Freya, dea del fuoco etereo.

Si narra, nella discussa fonte il manoscritto di Ura Linda, che costruì un castello sull’isola di Texland (Frisia occidentale) all’interno della quale depose una lampada magica la cui fiamma arde sempre.

Anne Marie Zilberman. L’opera, a tecnica mista, Larmes d’or forse Le lacrime di Freyja

Nella mitologia norrena, Freya è una splendida compagna  di Odur, il dio che percorre instancabile la volta celeste, alla guida del carro del Sole.
Ogni giorno i due devono separarsi, dedicandosi ai propri doveri divini, e quando Odur si mette in viaggio, Freya non riesce a trattenersi dal piangere lacrime d’oro, che tingono l’alba di questo colore.
Lo stesso avviene al tramonto..
Il mito autentico delle lacrime d’oro Nei testi dell’Edda in prosa (in particolare nel Gylfaginning di Snorri Sturluson), Freya è effettivamente sposata con Óðr (o Odur). Il mito racconta che Óðr partiva spesso per lunghissimi viaggi verso terre sconosciute, abbandonando la sposa. Durante la sua assenza, Freya vagava per il mondo in lacrime cercandolo sotto vari nomi (come Gefn, Hörn, Mardöll).

Le sue lacrime avevano una natura magica e trasmutativa:

Le differenze con la cosmologia norrena tradizionale

Il legame tra il pianto di Freya e le luci dorate dell’alba o del tramonto è un’interpretazione simbolica fiorita soprattutto nel romanticismo ottocentesco e nella divulgazione mitologica, che unisce la bellezza del fenomeno celeste al tema struggente dell’amore e della separazione.

Il Seiðr (pronunciato all’incirca sei-dhur) è la più complessa e potente forma di magia rituale e sciamanica della tradizione norrena, strettamente legata alla manipolazione del fato (Ørlǫg) e alla divinazione.

Secondo la Ynglinga saga di Snorri Sturluson, fu proprio Freya, la più grande maestra di quest’arte tra i Vani, a insegnare il Seiðr a Odino e agli altri dèi Æsir.

Come Funzionava il Seiðr: Rituali e Principi

La parola seiðr è etimologicamente collegata al concetto di filare o tessere (affine al filo e alla corda). Nella visione norrena, il destino del cosmo è tessuto dalle tre Norne; praticare il Seiðr significava entrare in trance per percepire la trama del destino e tesserne nuovi fili.

l Ruolo Sociale: Le Völvur e il Tabù dell’Ergi

Nel mondo terreno, le praticanti di Seiðr erano principalmente donne chiamate Völvur (al singolare Völva, “portatrice di bastone”), figure rispettate e temute che viaggiavano di villaggio in villaggio offrendo profezie in cambio di doni e ospitalità.

La pratica del Seiðr da parte degli uomini era invece considerata un grave tabù sociale, etichettato come Ergi (effeminatezza, perdita dell’onore virile). Questo perché il rito richiedeva un atteggiamento passivo e ricettivo — l’essere “posseduti” dagli spiriti — considerato incompatibile con l’ideale guerriero maschile.

L’unica grande eccezione era Odino, disposto a subire il disonore dell’Ergi pur di acquisire il controllo assoluto sulla conoscenza del Seiðr.
Questa contraddizione rende la figura di Odino tra le più affascinanti della mitologia norrena: un dio sovrano e patriarcale che non esita a infrangere i codici sociali più rigidi del suo stesso mondo pur di ottenere il potere assoluto.

Nella società norrena, l’accusa di Ergi (codardia, passività sessuale o effeminatezza) era un insulto gravissimo (níð), tale da giustificare legalmente un duello all’ultimo sangue (hólmgang). Praticare il Seiðr esponeva un uomo direttamente a questo stigma, perché richiedeva di assumere un ruolo ricettivo, accogliendo spiriti e forze esterne anziché dominarli con la forza fisica.

La letteratura mitologica evidenzia chiaramente questo scontro:

Odino incarna così il paradosso del sovrano-sciamano: colui che detta le leggi morali ma si pone deliberatamente al di sopra di esse per penetrare i segreti più oscuri dell’universo.

AmbitoEffetto magico
Divinazione e ProfeziaVisione del futuro, rivelazione di segreti nascosti e comunicazione con spiriti e antenati.
Guerra e CombattimentoIndebolimento della volontà nemica (herfjǫturr, “catena da guerra”), accecamento improvviso o instillazione di panico.
Manipolazione NaturaleEvocazione di tempeste, illusioni sensoriali e guarigione da malattie spirituali o fisiche.
Viaggio Spirituale (Hamingja)Proiezione della propria anima fuori dal corpo e metamorfosi (Hamr), come il volo di Freya tramite il mantello di piume.

Nordic Folk e Neofolk

Viking, Pagan e Symphonic Metal

Musica Classica e Opere Liriche

Colonne Sonore

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