«athāto brahmajijñāsā
janmādyasya yataḥ»
(italiano)
«Ora, conosciamo il Brahman
da cui questo [mondo] origina»
(Brahmasūtra’, I,1,1-2)
Il Brahmasūtra (devanāgarī: ब्रह्मसूत्र; lett. “I sūtra (aforismi) sul Brahman“), noto anche come Vedāntasūtra Uttaramīmāṃsāsūtra, testo religioso composto in lingua sanscrita posto a fondamento del darśana hindū indicato come Vedānta (“Fine dei Veda”), questo noto anche come Uttaramīmāṃsā (“Esegesi aggiunta”), dove ne compone, unitamente alle Upaniṣad e alla Bhagavadgītā e ai relativi commentari, il “triplice canone” (prasthanātraya).
«na prayojanavattvātlokavat tu līlākaivalyam»
Egli non ha motivo di essere.
Allo stesso modo il mondo è semplicemente un suo gioco.
(Brahmasūtra II, 1, 32-33)
līlā लीला gioco cosmico
ॐ न प्रयोजनवत्त्वात् ॐॐ लोकवत्तु लीलाकैवल्यम् ॐ
ॐ “Non a causa di uno scopo”
ॐॐ “Ma come il mondo, è solo un gioco (līlā)”
La prima parte, “न प्रयोजनवत्त्वात्” (na prayojanavattvāt), si traduce come “Non a causa di uno scopo”, indicando che l’azione divina non è motivata da un fine utilitaristico. La seconda parte, “लोकवत्तु लीलाकैवल्यम्” (lokavattu līlākaivalyam), si traduce come “Ma come il mondo, è solo un gioco”, suggerendo che la creazione del mondo da parte del divino è un atto spontaneo, simile a un gioco (līlā), senza un motivo specifico.

