Site icon Francesco Dal Pino

意 YI intenzione, attenzione, volizione e 巫 WU

Lo sciamano dell’antica Cina, come gli adepti taoisti, non trae il suo potere dalla ”possessione” di uno spirito, ma da un particolare stato di recettività che gli consente d’incarnare le forze cosmiche superiori


Qui è quindi reso esplicito che lo wu è un zhu 祝 cioè un invocatore, che comunica
con gli spiriti e che è una donna; inoltre, la prima associazione è con i movimenti di danza,
che si ricollegano proprio alle più antiche testimonianze ritrovate e che ritraggono gli wu
intenti a danzare per invocare la pioggia.
Questa descrizione si riferisce alla situazione in cui tramite i movimenti di danza
è possibile alterare lo stato di coscienza, giungendo a uno stato estatico in cui si creerebbe
un collegamento tra questo mondo e quello degli spiriti
Anche Eliade fa una distinzione precisa tra le donne wu e gli uomini xi.
Identificando il fenomeno delle possessioni con le prime e lo sciamanesimo arcaico con
gli ultimi, lo studioso cita a riguardo questo passaggio tratto dal lavoro di de Groot
Il re Zhao un giorno chiese al suo ministro: “Nel ‘Libro degli Zhou’ si afferma che
Zhong Li fu mandato come emissario nelle regioni inaccessibili del cielo e della terra;
come fu possibile questa cosa? Dimmi, vi è una qualunque possibilità per la gente di
ascendere al Cielo?” Il ministro rispose spiegando che il vero significato di questa
tradizione era spirituale; coloro che erano onesti ed in grado di concentrarsi erano capaci
di “ascendere ad alte sfere e discendere in quelle più basse, e distinguere le cose
appropriate da compiere… In questa condizione, gli spiriti intelligenti discendevano in
loro; se discendevano in un uomo, questo era chiamato xi, se discendevano in una donna,
questa era chiamata wu…”
昭王問于觀射父,曰:「《周書》所謂重黎實使天地不通者,何也?若無然,民
將能登天乎?」對曰:「非此之謂也。古者民神不雜。民之精爽不攜貳者,而৾
能齊肅衷正,其智能上下比義,其聖能光遠宣朗,其明能光照之,其聰能聽徹之,
如是則明神降之,在男曰覡,在女曰巫。是使制神之處位次主,而為之牲器時
服…

Le fonti antiche mostrano le Wu nell’atto di praticare invocazioni, divinazioni, interpretazione dei sogni, guarigioni, esorcismi, estromissione di spiriti maligni e danze della pioggia estatiche. Esistono descrizioni cariche di drammaticità dei poteri delle wu in estasi: “potevano rendersi invisibili, si laceravano con coltelli e spade, si tagliavano la lingua, ingoiavano lame e sputavano fuoco, venivano portate via su una nuvola che risplendeva come fosse piena di fulmini. Le donne wu danzavano danze a spirale, parlavano il linguaggio degli spiriti e intorno a loro gli oggetti si sollevano in aria e si scontravano.”
[DeGroot, The Religious System of China, VI, 1212, citato in Eliade, 454]

La parola gong è la stessa di chigong e kungfu; “designa ciò che è magico, tutte le sue tecniche, le opere femminili, l’arte musicale.” (in corsivo nell’originale) Granet aggiunge che questa narrazione delle donne che insegnano l’arte sciamanica è presente solo nel Lie Nü Chuan: “nelle edizioni moderne, non compare”. Cita anche il commento a proposito di Sima Tian che dice che le figlie di Yao insegnarono al loro marito Shun l’Arte degli Uccelli. Tuttavia, un’altra fonte recita come durante il suo calvario nel pozzo, le due sorelle gli suggerirono: “togliti i vestiti e indossa la funzione del Drago; (è così che) ne uscirai.”
[Granet, 346-47, n. 693]

“Saliamo in cielo e spazziamo via le comete”, così diceva nel suo canto una sciamana

Eliade, 451

Confer https://lematriarcali.wordpress.com/terzo-mondo-prime-donne/wu-le-sciamane-dellantica-cina/

Exit mobile version