Introcezione, enterocezione, introspezione e propriocezione.
Nello yoga e nelle discipline contemplative, la consapevolezza del sé non è un processo puramente intellettuale, ma il risultato di una raffinata modulazione neurobiologica. Attraverso la stabilizzazione posturale (propriocezione), il monitoraggio viscerale (enterocezione) e l’ascolto dei parametri vitali (interocezione), i segnali corporei ascendenti rimodellano le reti cerebrali. Questo flusso somatico stimola la corteccia insulare e il nervo vago, riduce l’iperattività della Default Mode Network (il circuito della ruminazione egoica) e attiva un’introspezione disidentificata: la mente smette di reagire impulsivamente alle sensazioni fisiche e sviluppa la cosiddetta “coscienza testimone”.
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