Uno, nessuno, 84.000 sutra del Buddha

Nel marzo 2009, più di 50 tra i principali insegnanti, traduttori e accademici buddisti tibetani del mondo si sono riuniti ai piedi dell’Himalaya indiano per discutere l’importanza della traduzione dei testi canonici buddisti, con particolare attenzione alle sfide della traduzione del Canone buddista tibetano.

Meno del 5% del canone buddista tibetano ( Kangyur e Tengyur ) è stato tradotto in qualsiasi lingua moderna. 
Molti dei dotti maestri e studiosi della tradizione in grado di interpretare accuratamente i testi erano nella loro vecchiaia, o erano già morti. 
Essenzialmente un progetto di conservazione, questo senso di urgenza unito alla grande visione di rendere questo archivio di saggezza il più facilmente accessibile possibile, sono diventati fattori estremamente motivanti nello stabilire un progetto collaborativo e aperto per intraprendere collettivamente la traduzione del canone buddista tibetano nelle lingue moderne .

Mahākāla 大黒天

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”La radice di tutti i demoni è la propria mente”
Machig Labdrön

Mahākāla è un “protettore del dharma
Dharma è un termine sanscrito che presso le religioni dell’Asia meridionale riveste numerosi significati. Può essere tradotto come “Dovere”, “Legge”, “Legge cosmica”, “Legge Naturale”, oppure “il modo in cui le cose sono” . La parola Dharma è usata nella maggior parte delle filosofie religiose o religioni di origine indiana: Induismo, Buddhismo, Jainismo e Sikhismo.)

 Mahā (“grande”) e kāla (“nero”), in tibetano come Nagpo Chenpo, anche  Gonpo (“signore” o “protettore”, traduzione della parola sanscrita Nāth)

Demoni entità e proiezioni mentali o campi psichici di forze naturali o generate dall’immaginazione.

Il tibet prima dell arrivo del buddismo era immerso nella cultura sciamanica gremita da  forze personificate della mente ed entità della natura, proiezioni psichiche che dominavano nelle vette,il buddismo se ne approrio’ trasformandole.

“anche un dente di cane, se c’è venerazione , emette luce ”
Detto tibetano

 

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