shittan 悉曇 bonji 梵字 sillabe-seme बीज bīja

Nell’induismo e nel buddhismo il termine Bīja ,in sanscrito बीज bīja, indica il suono-seme (Shabda), cioè il suono che trasformò l’energia potenziale di Brahmā in materia; ad ogni forma materiale è associato un suono che è quello per cui tale forma si è concretizzata nel mondo materiale.I Bīja Mantra sono invece suoni che, grazie alle loro vibrazioni, secondo la tradizione Veda contribuirebbero ad ampliare la sfera psicofisica dell’uomo.

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Nel Buddismo esoterico giapponese Shingon 真言( dal cinese “vera parola”, traduzione del sanscrito mantra) è presente una pratica ispirata alle scuole tibetane “sillabe-seme” o bīja (種子 shuji) che compongono i mantra. Nella scuola Shingon i mantra sono scritti in un antico sillabario indiano usato per scrivere il sanscrito, il siddham — in giapponese shittan (悉曇) o bonji (梵字) — e su questi caratteri, oltre che sul loro suono e significato, il praticante deve meditare, poiché la forma costituisce una forma di concentrazione visuale.La scuola fu fondata dal monaco giapponese Kūkai che nell’anno 804, si recò in Cina dove apprese le pratiche tantriche della scuola Vajrayāna; al suo ritorno portò con sé numerosi testi, deciso a importare la scuola nel suo Paese. Nel tempo elaborò la propria sintesi delle pratiche e delle dottrine esoteriche, basate sul culto del Buddha cosmico Vairocana.
Kūkai sostenne, che tutti i fenomeni del mondo fossero “simboli” o “lettere” e che quindi il mondo stesso fosse un testo; mantra, mudra e maṇḍala costituiscono il “linguaggio” attraverso il quale il Dharmakāya (cioè la Realtà stessa) si esprime.

 

 

 

 

 

 

 

Si suppone che nella simbologia靈氣 Il bijia ह्रीः  hrih, associato sia ad Amitabha (Amida) che ad Avalokiteshvara (Kannon) indichi la completezza derivante dall’unione di Saggezza e Compassione, che conduce alla Corretta Azione.

 

 

 

 

 

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Nel Buddismo,  sillaba seme di Amitābha, il Buddha della Compassione, hrīḥ  o  ह्रीः o ཧྲཱ ི ཿ , pronunciato / hriːh / ( IPA ) . Hrīḥ è anche la sillaba del seme per il Bodhisattva Avalokiteśvara o come i tibetani lo chiamano Chenrezig, che è strettamente associato con Amitābha .
Nel sistema della magia del Tantra sono tutti associati al Rito Rosso .
Amitābha è incredibilmente popolare sulla scia del Buddhismo della Terra Pura, la sua sillaba da seme si può trovare ovunque in Giappone – tra cui decorare le spade dei samurai e altri attrezzi da guerra.

bonji

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Quando il buddhismo arrivò in Giappone verso la metà del VI secolo d.C., i giapponesi importarono avidamente sia gli insegnamenti buddisti che il calendario zodiacale – il calendario fu ufficialmente adottato nel 604 d.C. In Giappone, il calendario zodiacale è conosciuto come Kanshi 干支 (leggi anche Eto), ei 12 animali dello Zodiaco sono noti come Jūni Shi (Juni Shi) 十二 支. La popolarità dello zodiaco in Giappone raggiunse il culmine durante l’era Edo (1600-1868 dC), momento in cui ciascuno dei 12 animali era comunemente associato a una delle otto divinità protettrici protettrici buddiste (quattro a guardia delle quattro direzioni cardinali e quattro a guardia dei quattro semi- direzioni: le ultime quattro sono associate a due animali, coprendo quindi tutti e 12 gli animali).

Fugen Bosatsu Fudo Myo-o
Bodhisattva di Universal Goodness Re di Luminescent Wisdom
Segno zodiacale: drago, serpente Segno zodiacale: Gallo
Fugen è conosciuto come il Bodhisattva della Grande Condotta, poiché Fugen insegna che l’azione e la condotta (comportamento) sono ugualmente importanti come pensiero e meditazione. Fugen incoraggia le persone a praticare diligentemente i precetti buddhisti della carità, della condotta morale, della pazienza e della devozione. Fugen ha emesso dieci voti per praticare il buddismo ed è il protettore di tutti coloro che insegnano il Dharma (legge buddista). Fudo Myo-o è la divinità centrale in tutti i raggruppamenti Myo-o, e nel disegno è posizionata al centro. Fudo converte la rabbia in salvezza; ha una faccia furiosa e abbagliante, come Fudō cerca di spaventare le persone ad accettare gli insegnamenti del Buddha Dainichi; porta la spada kurikara o sottomissione del diavolo nella mano destra (che rappresenta la saggezza che taglia attraverso l’ignoranza); tiene la corda nella mano sinistra (per catturare e legare i demoni); spesso ha un terzo occhio in fronte (onniveggente); spesso seduto o in piedi sulla roccia (perché Fudo è “immobile” nella sua fede). Fudō è anche venerato come una divinità che può portare fortuna monetaria.
Amida Nyorai Senju Kannon
Buddha di luce e vita infinita Kannon dalle mille braccia
Segno zodiacale: cane, maiale Segno zodiacale: ratto
Amida è una delle più alte figure di salvatore del buddismo giapponese e la fede di Amida riguarda principalmente la vita futura, la vita nell’aldilà. Amida è descritta nell’Amitābha Sūtra, nel Sutra della Vita Infinita e in molti altri testi Mahayana. Amida è la divinità centrale delle sette popolari della Terra (Jodo) del Giappone e il sovrano del paradiso occidentale dell’ultima beatitudine (Gokuraku, Skt. = Sukhāvatī). Kannon dalle mille braccia, o Kannon con le Mille braccia e Mille occhi. Una delle forme esoteriche più amate del Giappone di Kannon. A partire dall’VIII secolo in poi, Senju Kannon fu venerato indipendentemente come oggetto centrale della devozione, spesso pregato per evitare malattie, problemi agli occhi e cecità. Senju è anche uno dei Sei Kannon che protegge le persone nei sei regni della rinascita karmica. Come uno dei sei, Senju Kannon veglia sul regno dei fantasmi affamati (gakido).
Seishi Bosatsu Kokuzo Bosatsu
Bodhisattva di forza Bothisattva di saggezza e memoria
Segno zodiacale: cavallo Segno zodiacale: bue, tigre
Seishi appare nei primi sutra mahayana, incluso il Sutra della vita incommensurabile, il Sutra della meditazione e il Sutra del Loto. Seishi non ottenne grande popolarità in India, ma in Cina e in Giappone, l’importanza di Seishi crebbe con la diffusione delle sette della Pura Terra dedicate al Buddha Amida, poiché Seishi è uno dei due principali servitori di Amida Buddha. L’altro è Kannon. In Giappone, i tre compaiono in un gruppo popolare noto come Amida Sanzon (lett. Amida Triad), con Amida al centro, Seishi a destra (che rappresenta saggezza) e Kannon a sinistra (che rappresenta la compassione). Il Kokuzo è particolarmente importante per la setta Shingon giapponese del Buddhismo Esoterico (Mikkyo).Kokuzo simboleggia la “grande e sconfinata” saggezza del Buddha che permea l’universo. In Giappone, i credenti pregano Kokuzo di concedere loro saggezza nella loro ricerca verso l’illuminazione. Pregano anche Kokuzo per migliorare la memoria, le abilità tecniche e i talenti artistici.
Dainichi Nyorai Mooju Bosatsu
Buddha cosmico, grande, onnicomprensivo Guardiano della legge
Segno zodiacale: pecora, scimmia Segno zodiacale: coniglio
Il Buddha Dainichi (Sanscrito = Vairocana o Maha Vairocana) rappresenta il centro (zenit) tra le sette esoteriche del Giappone. Il Buddhismo esoterico (Jp. = Mikkyō) è un altro termine per il Buddhismo Vajrayana (Tantrico), una delle tre principali scuole del Buddhismo in Asia, la più ampiamente praticata oggi in Tibet. Le altre due forme sono il buddismo Theravada e Mahayana. Il Mahayana è il mainstream in Giappone, ma le sette Shingon e Tendai del paese sono ancora roccaforti di tradizioni esoteriche, specialmente la setta Shingon. Monju era un discepolo del Buddha storico e rappresenta saggezza, intelligenza e forza di volontà.Nelle tradizioni Mahayana in tutta l’Asia, Monju è la personificazione degli insegnamenti del Buddha, e quindi Monju simboleggia la saggezza e la mente illuminata. Monju è considerato il più saggio del Bodhisattva, e quindi agisce come la Voce (Expounder) della Legge Buddista. Monju ha goduto di vasta popolarità in Asia per molti secoli. Ma oggi in Cina e in Giappone, la popolarità di Monju è diminuita un po ‘tra la gente comune. Nondimeno, Monju è ancora considerata una delle divinità Mahayana più popolari.

Il Vuoto, Sorgente sconosciuta

Il vuoto in sé può essere concepito come un ‘Campo dei campi’ o più poeticamente, come un mare di potenzialità.
Esso non contiene particelle e tuttavia tutte le particelle sorgono come eccitazioni al suo interno.
Il vuoto è il substrato di tutto ciò che è.”
Danah Zohar – L’Io ritrovato, Sperlink & Kupfer

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La Pratica assidua delle discipline meditative dinamiche-statiche  facilita le immersioni in se stessi, offre l’occasione, rara ,di entrare in contatto con le dimensioni interiori energetiche emozionali, a tratti emerge uno stato di vuoto, una sorgente sconosciuta, da esplorare a cui abbandonarsi per rigenerarsi,   nella ricerca della centratura, nel sentire, nel respirare, nell’evocare o far sgorgare suoni aprendo qualche varco in ciò che è implicito e non manifesto, non visibile, un attimo di presenza mentale oltre le nebbie della Lila लीला

色不異空,空不異色;色即是空,空即是色

Rupan na prithak śunyata, śunyataya na prithag rupan, rupan śunyata śunyataiva rupan

”La forma non è diversa dal vuoto, il vuoto non è diverso dalla forma, la forma è proprio tale vuoto, il vuoto è proprio tale forma”.

Sutra del cuore della perfezione della saggezza o Sutra del cuore

 प्रज्ञापारमिताहृदय

般若波羅蜜多心經

In questo aspetto della fisica moderna c’è dunque la più stretta corrispondenza con il Vuoto del misticismo orientale. Analogamente al Vuoto dei mistici orientali, di «vuoto fisico» – come è chiamato nella teoria dei campi – non è uno stato di semplice non-essere, ma contiene la potenzialità di tutte le forme del mondo delle particelle.
Queste forme, a loro volta, non sono entità fisiche indipendenti, ma soltanto manifestazioni transitorie del Vuoto soggiacente ad esse.
Come dice il sūtra, «la forma è vuoto, e il vuoto in realtà è forma».

Fritjof Capra Il tao della fisica– Adelphi Edizioni, p. 258

«La vacuità male intesa rovina l’uomo ottuso così come un serpente male afferrato o una formula magica mal pronunciata»
(Nāgārjuna. Madhyamakakārikā, 24, 11)

Spazio sinaptico respirazione e calma

Le immagini cerebrali mostrano la bellezza e la complessità della coscienza

 

Movimenti di rigenerazione psicofisica e Discipline del Sentire 運動 UNDO

E’ impossibile in modo univoco ed inequivocabile definire esattamente quando,come e sopratutto dove sorsero le prime manifestazioni di queste discipline atte sostanzialmente ad un processo di recupero dell’equilibrio psicofisico e alla ricerca della sensazione di integrità, discipline e pratiche dai mille volti e rivoli definibili con il termine “olotropiche” ὅλος intero e τρεπὲιν ”muoversi verso l’interezza”, o bioenergetiche comunque riguardanti la soggettiva energia vitale, che nelle disparate culture assume termini diversi, prana प्राण, Pneuma πνεῦμα, mana, qi,ki 氣

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Nell’antica Cina,per quel che si sa’, si é conservata traccia, come citato, da molti autori tra cui,  Wang Xuanjie e J.MFFET Nell’arte di nutrire (SoWEN Jaca Book)
Si narra che la Medicina Tradizionale cinese  designasse una varietà di denominazioni per definire individui che praticano movimenti rigenerativi nell’alveo della coltivazione del QI氣.
”Agli albori della Medicina Tradizionale Cinese nel periodo delle ossa oracolari dove abbiamo testimonianza della cura attraverso ”esorcismo” tramite tecniche di movimento fisico ed emissione vocale..”
(confer Medicina Cinese la radice e i fiori corso di sinologia per medici e appassionati Giulia Boschi)

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51bayvk98al._sx352_bo1,204,203,200_Numerosissime sono i diversi approcci, riferimenti e discipline, scuole, ed implicazioni originarie dell’oriente, dove meglio conservate, grazie ad un diverso svolgersi di fattori storici e filosofici, poichè le concezioni tecnologiche e positiviste nonchè le credenze ”monoteiste” e le loro conseguenze sono giunte più tardi . In occidente, più in era moderna, sono state divulgate discipline in tale direzione, poichè non è dato sapere, in modo certo, di conservazione di antiche tradizioni e pratiche, come quelle che si svolgevano  durante i culti riservati agli iniziati si ha memoria di Abari  Ἄβᾱρις Ὑπερβόρειος, Ábaris Hyperbóreios e Aristea di Proconneso, Ἀριστέας τοῦ Προκονησίου, leggendari ἱερόμαντές ieromanti , ϑαυματουργόι taumaturgi e sacerdoti di Apollo .

 

E similmente si può dire per il mondo delle tradizione nordiche germano-celtiche
pratiche e culti di cui resta poca testimonianza.

 

 

Hado 波動 movimento ondulatorio o vibrazione, percezione di ambienti e persone.

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SEITAI Katsugen Undo
Movimento Rigeneratore
Katsugen Undo 活元運動 “movimento dall’interno”
Secondo Itsuo Tsuda:
“Il movimento rigeneratore si pratica mediante la sospensione momentanea del sistema volontario. Non necessita di alcuna conoscenza, né tecnica. Al contrario, bisogna liberarsene. La ricerca di una finalità preliminarmente determinata, non fa che ostacolare l’evoluzione naturale del nostro essere. Il principio che noi abbiamo formulato è dunque: «SENZA CONOSCENZA, SENZA TECNICA, SENZA SCOPO».”

 

Reiki 靈氣  運動  Undo movimenti spontanei generati dalla liberazione di tensioni psicofisiche

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metodo TRE Trauma Releasing Exercises, “esercizi di rilascio del trauma

La vibrazione muscolare è un’esperienza somatica primordiale, che si origina nei processi naturali del sistema di memoria procedurale del cervello.
E’ metodo naturale che l’organismo utilizza per scaricare l’eccessiva eccitazione.
La scarica dell’organismo ha un’origine fisiologica, attraverso l’effetto rilassante sul corpo, il tremore facilita la percezione di sè stessi, rilassando al contempo la mente.

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“Tradizione contro stress moderno: allenamento compensativo e discipline olotopiche”

 

 

Il termine “olotropico” proviene dal greco ὅλος intero e τρεπὲινmuoversi verso
significa “che si muove verso l’interezza” con l’intento di ricercare l’integrazione degli opposti, significa dirigersi verso la totalità; questa parola sottolinea che il benessere deriva dal trascendere le frammentazioni interiori e il senso di isolamento dagli altri e dal nostro ambiente.

Nel nostro modo di intendere il termine Olotropico ci riferiamo ad una serie di discipline che vengono praticate congiuntamente per facilitare i processi di equilibrio psicofisico e rigenerazione.

 

 

Riflessioni sulla pratica REIKI靈氣

‘Il segreto di ogni disciplina è la pratica”
Francesco Dal Pino

Il 靈氣 Rei Ki è una disciplina che si colloca nel piano del sentire, del percepire” atmosfere, campi bioenergetici , luoghi, esseri viventi.

靈氣 disciplina e pratica
per accedere a stati di quiete
per essere più centrati
Per favorire rilassamento profondo
Per percepire il qi ki 氣
Per sentire le atmosfere d’interiorità
Stimolare “visione interna”
Per entrare nel Non ordinario

La maggior parte di individui che sperimentano direttamente,  provano un piacevole grado di rilassamento profondo, altri entrano in stati profondi non ordinari, un silenzio insolito e non descrivibile, non pochi giovano di un miglioramento dello proprio stato di equilibrio psicofisico.
Riuscire a descrivere un’esperienza di profondità interiore o di insight è cosa assai ardua, si entra nel dominio dell’ineffabile e del non verbale, non si può definire con concetti o con parole, non si può esprimere adeguatamente…

E’ un esperienza intima e assolutamente individuale.

La maggior parte di coloro che provano l’attivazione o iniziazione, sperimentano stati gradevoli e profondi di quiete, accompagnate da una maggior sensibilità e percezione, per alcuni è un esperienza molto profonda dai risvolti assai soggettivi.
La scuola Dojo Ruan utilizza il termine Attivazione, intesa come attivazione di campo/dominio del sentire, percepire in modo più intenso, tramite un rito/procedura svolto dal Reiki Master.

 

Il 氣 KI QI Prana प्राण Pneuma πνεύμα o energia si manifesta in noi, tuttavia, solo nella pratica continuativa e costante del sentire, si percepisce uno stato un’atmosfera profonda.

A livello concettuale si possono fare dei distinguo tra energia e pura Informazione relativa all’interpretazione del termine REI 靈  Rei/Ling  (atmosfera, Non Manifesto, implicito, Spirito) e alcune teorie (origine animistico sciamnica, origine buddista ) ma si tratta di ipotesi la pratica è l’unica fonte di esperienza.

Nello Shangshu 尚書 (Venerabili documenti, testo noto anche come Shujing 書經, Classico dei Documenti), il Cielo, o “Firmamento” (Tian 天), e la Terra (Di 地) sono definiti padre e madre dei Diecimila esseri (wanwu萬物), tra i quali l’uomo si distingue poiché dotato di una natura spirituale e numinosa (ling 靈, Shangshu 27/23/13).

Nella storia dell’umanità in molti luoghi ed epoche si è praticato l’utilizzo di apporre le mani e di interagire con le energie vitali, forse nell’intento di prendersi cura di sé stessi ed altri mossi dall’empatia e dalla compassione.

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Stele in onore di Mikao Usui

先生 Sensei Mikao Usui fu il fondatore del disciplina REIKI attigendo alla cultura giapponese che oltre ad avere caratteristiche autoctone (vedi 神道 Shinto) è sempre stata caratterizzata da un atteggiamento sincretistico ed ecclettico
(Dàojiào
道教, gli insegnamenti del Tao, DharmaVinaya , 法律 fǎlǜ, Buddismo, 密教 Mikkyō sue varianti esoteriche, Zen)

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Nonostante esistano numerose scuole reiki e innumerevoli varianti è innegabile il suo radicamento nella cultura dell’estremo oriente , significativo ne è l’utilizzo di ideogrammi per definire il simbolismo.
Uno stralcio di esempio, di un fenomeno alquanto più complesso:
Sul simbolo Hon Sha Ze Sho Nen

 

 

SHO NEN (giapponese) 正念 Zheng Nien (in cinese)
Retta presenza mentale è il settimo raggio
del “Nobile ottuplice sentiero”
Si dice che Buddha Shakyamuni trasmise, nel suo primo sermone, l’insegnamento della dottrina del “Nobile ottuplice sentiero” intendendo offrire ai suoi discepoli il percorso di liberazione dall’ ignoranza.

Come attestato anche da Frank A. Petter, ricercatore che ha vissuto lungamente in Giappone per studiare la disciplina, la pratica include toccare con appoggio delle mani, massaggiare, picchiettare, accarezzare, soffiare, osservare con intensità, trasmettere tramite mudra, meditare, respirare Reiji…

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Informazioni sul REIKI

reiki silenzio profondo
Kurama Yama
Honshazeshonen

Presenza Mentale

Esperienze Reiki
Origini sciamaniche del reiki

Reiki Ling Qi

Reiki Ling Qi Milano

Flusso misterioso Reiki 靈氣

Si dice che fu Sensei Mikao Usui, ricercatore spirituale praticante di discipline psicofisiche kiko/qi Gong 氣功 ,pare, di arti marziali  lo riscoprì, al inizio del 1900, lo denominò Reiki 靈氣

 

 

Gli ideogrammi che compongono il termine Reiki rappresentano la connessione tra 靈 Rei/Ling  atmosfera del Non Manifesto, implicito, pura informazione, Spirito e ki qi 氣 espressione individuale di energia.
Sul termine cinese Ling 靈  , se ne trova traccia scritta, con riferimento al suo aspetto funzionale come capacità di proiezione psichica sul mondo esterno, di fatto, il termine Shen  神  (spirito) viene sostituito da Ling  靈, in italiano si traduce in entrambi i casi spirito, ma nell’antica cultura  cinese, si suppone abbia l’aspetto di rilevanza Yin, nella filosofia cinese tradizionale, il principio, la forza passiva, negativa, femminile dell’universo, complementare allo yang, come  veicolo che permette l’interazione tra l’energia individuale e l’energia universale.

Uno degli effetti più apprezzati da chi la pratica è la capacità di facilitare il fluire del ki liberamente e armoniosamente in tutto il sistema psicofisico.
Sin da 5000 anni a. C. e forse prima, in India, era nota l’esistenza della energia vitale, tale energia veniva definita con vari termini, certamente il più noto era prana प्राण e la sua influenza sulla salute del corpo, sul controllo della mente e sugli effetti di connessione con frequenze, che potremo definire energie  sottili, era fonte di costante ricerca, da parte di sperimentatori detti yogi.

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Questi sperimentatori attingevano a questa energia mediante tecniche respiratorie, meditazione con metodiche differenziate o particolari posture fisiche, che consentivano di entrare in uno stato profondo di coscienza e di aprirsi all’intuizione profonda.
Per l’antichissima cultura tradizionale cinese, tutto ciò che è materia, l’esplicito, e tutto ciò che è informazione immateriale, l’implicito, è permeato di energia 氣 qi costituita da due polarità yin e yang, yin  阴  e yang   , che in stato di armonioso equilibrio, favoriscono uno stato di benessere, in caso contrario generano sintomi di disagio fisico, psichico, emotivo.

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Wu wei 無爲

 无为 (semplificato) 無爲  agire senza agire agire senza sforzo (tensione) 

Un concetto, se così si può definire, proveniente dalla filosofia dei seguaci
del Tao 道 di difficile comprensione, apparentemente richiama la passività ma è un invito ad una costante attenzione a tutto ciò che ci circonda per evitare interferenze con il suo inesauribile intrecciarsi di rapporti.
Un’attenzione che esige la massima lucidità mentale, senza regole fisse e categorie immodificabili, che ostacolano il fluire spontaneo degli eventi.
Richiama il concetto, che detiene un risvolto nella pratica di alcune discipline  柔 Ju, in giapponese, gentilezza, adattabilità, cedevolezza, morbidezza elemento rilevante nelle discipline quali il judo 柔道 la via della cedevolezza e nel jūjitsu 柔術 la tecnica della cedevolezza, anche il termine ruan8582-b è caratterizzato da un simile intento, principi fondamentali nel 太極拳 tàijíquán nel Qigong kiko氣功 e nell’ aikido合気道
Vi è poi una riflessione più squisitamente filosofica:
Lo scopo del wu wei 無爲 il mantenimento di un perfetto equilibrio, o allineamento con il Tao, e quindi con la natura, un agire che viene definito dal principio superiore, l’essere in sé, che pur permanendo intatto nella propria immutabilità, si manifesta nel soggetto agente, costruendone la legge interiore e guidandone l’azione dal inizio alla fine.
Un concetto d’azione nobile che ha l’intento di superare l’ego e la sua necessità di profitto, difficile e assai raro….
ma poetico.

NEN 念 Presenza Mentale

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IL Maestro Ueshiba Morihei fondatore dell’Aikido 合氣道

NEN  presenza mentale è un elemento molto presente nella pratica dell’Aikido
合氣道 e in generale di tutte le arti di combattimento, nelle arti di ricerca interiore.
Il M° Ueshiba Morihei sosteneva che durante l’allenamento, il primo compito consiste:

”nel disciplinare continuamente lo spirito, affinare il potere del Nen  念.”


Il Nen indica la concentrazione, un lampo di pensiero,
la sincera e totale concentrazione su un punto.
La parola giapponese “Nen” deriva dall’ideogramma cinese “Nian”
念  significa letteralmente “pensare a qualcosa, concentrarsi su qualcosa”.
Il Nen è la linea che connette il ki-mente-corpo con il Ki Universale.
Il M° Kisshomaru Ueshiba, figlio del fondatore,  nel suo libro “The Spirit of Aikido”  affermava  che noi possiamo accentuarne l’aspetto spirituale 靈 , l’aspetto affettivo 心 senso, intuizione, sentimento; l’aspetto psicofisiologico  tramite il “vero respiro” che consiste nel respirare in unione con l’universo così che si possa ottiene il potere della Natura.
Formando una spirale a destra, il ki ascende, formando una spirale a sinistra, discende. Si formano spirali e rotazioni, liberamente, in cielo e in terra.
Il punto cruciale consiste nel realizzare pienamente il principio di respirare e creare spirali così che si possa generare l’unificazione del fondamentale principio creativo, il ki che permea l’Universo e il ki individuale inseparabile dal potere del respiro di ogni persona. Attraverso il costante allenamento della mente e del corpo, il Ki individuale si armonizza con il ki Universale e questa unità appare nel dinamico e fluido movimento del potere del ki che è libero, fluido, indistruttibile e invincibile.
Questa è l’essenza delle Arti Marziali giapponesi  come si è incarnata nell’Aikido .
Secondo la tradizione orientale e specificamente delle arti marziali giapponesi, esistono tre sedi naturali in cui il 氣 ki si localizza che nella lingua giapponese sono denominate “tanden” 丹田, sono dei punti virtuali dove viene localizzata la cosiddetta
“presenza mentale” del praticante e precisamente: il “Kikai Tanden” 気海丹田, la sede viscerale, il “Chudan Tanden” 中段丹田, la sede mediana ed il “Jodan Tanden” 上段丹田, la sede superiore.
Il ki 氣 è l’energia vitale che percorre i centri vitali e li rende funzionali e capaci di svolgere il loro compito essenziale per il mantenimento in vita dell’essere umano.
I fattori che favoriscono il manifestarsi del ki nell’attività fisica sono:

l)  Rilassamento
2) Respirazione
3) Svuotare la mente dai pensieri
4) Attività ritmica
5) Concentrazione

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L’ideogramma Nen è presente nel simbolo REIKI 靈氣
HONSHAZESHO- NEN
L’uso di comporre un simbolo agglomerando più ideogrammi potrebbe essere riconducibile ai seguaci del Tao 
Fulu  符籙  sono dei sigilli, associati ad un essenza, tessere e simboli, talismani.
A ciascun segno simbolico corrisponde un suono una vocalizzazione legata
alle forze del Universo sono Shenfu  神符 (tessere degli spiriti) erano ritenuti simboli di connessione con gli spiriti, strumenti di esorcismo , potenziali vettori per facilitare l’equilibrio psicofisico degli individui.
Inoltre SHO NEN 正念 Retta presenza mentale è il settimo raggio
del “Nobile ottuplice sentiero”
Si dice che  Buddha Shakyamuni trasmise, nel suo primo sermone, l’insegnamento della dottrina del “Nobile ottuplice sentiero” intendendo offrire ai suoi discepoli il percorso di liberazione dall’ ignoranza.

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Kristofer Schipper il corpo taoista ed. Ubaldini 1981 Roma
Kisshomaru Ueshiba The Spirit of Aikido  ed. Kodansha International, Tokyo 1985

shittan 悉曇 bonji 梵字 sillabe-seme बीज bīja

 

Simbolismo REIKI 靈氣 SEI HEIKI 聖平氣

 

HON SHAZE SHO NEN

KOTOTAMA 言霊Suoni dello Spirito

 

 

 

言霊 Kototama è una disciplina che presuppone che i suoni abbiano una azione creativa sulla realtà oggettiva, e che possano influenzare il nostro ambiente , il corpo , la mente e l’anima tramite l’emissione di suoni e mantra  in un contesto rituale con il quale si cerca di generare stati interiori ed atmosfere evocative.
Si riferisce alla antica credenza giapponese, che nelle parole e nei nomi risiedano poteri mistici , simili concetti si ritrovano anche in altre culture come nelle antiche formule evocative delle rune d’occidente o i mantra d’oriente.
Si può tradurre l’anima del linguaggio”, “spirito del linguaggio”, “potere del linguaggio”, “parola potere”, “parola magica “,  “suono sacro”.
L’ ideogramma 霊 tama  è la semplificazione dell’antico ideogramma
靈 Rei Spirito, atmosfera spirituale mentre 言 Koto può essere tradotto con parola/discorso.
La teoria del Kototama, disciplina praticata nei culti esoterici come Omoto-kyo di Onisaburo Deguchi o nei culti Shinto 神道,  presuppone che i suoni abbiano una azione creativa sulla realtà oggettiva, quindi che l’uso dei suoni delle parole nei rituali possa influenzare l’ ambiente , il corpo , la mente e l’anima.
Morihei Ueshiba il noto fondatore dell’Aikido  合氣道 , amico e guardia del corpo di Onisaburo, fu un eccezionale e assiduo praticante di Kototama, esprimendolo nel suo kiai 氣合 sia in ambito marziale sia durante le sue pratiche meditative.
Vi sono molte interconnessioni tra la pratica del kototama e la pratica del Reiki.

Su un piano spirituale la cosmologia dell’aikido descrive l’universo come una meravigliosa funzione di kototama ( le molteplici vibrazioni , lunghezza d’onda e schemi energetici che danno forma al nostro mondo) . A loro volta, queste ultime manifestano gli otto poteri ( hachi riki ), movimento/immobilità (gyo/kai), coagulazione/dissolvimento (bun/gou), tensione/liberazione (dou/sei), combinazione/separazione (inn/chi).Nell’Aikido  come in altre discipline si ritiene  che le vibrazioni di kototama abbiano creato il mondo(un’idea simile si trova ovunque sotto molte forme diverse) tale è il takemusubi dell’aikido.  kototama è quello che noi forgiamo nel corso dell’addestramento di aikido.

 

Confer
John Stevens ”Guerriero invincibile”  1997 ed. il Punto d’incontro
Gleason, W. I fondamenti spirituali di Aikido , Destiny Books, 1995
Citazione dal libro – il cuore dell’aikido – di Ueshiba Morihei  ed. mediterranee

 

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