​शिव Shiva

L’antico nome di Śiva è Rudra, il dio selvaggio Śhiva è il Signore di tutti gli yogin (i praticanti dello yoga), l’asceta perfetto, simbolo del dominio sui sensi e sulla mente, eternamente immerso nella beatitudine (ānanda) e nel samādhi
È il signore dell’elevazione che dona ai devoti la forza necessaria per perseverare nella propria disciplina spirituale (sādhana) è il protettore degli eremiti, degli asceti, degli yogin, dei sādhu di tutti quegli aspiranti spirituali che con lo scopo di indagare sulla Verità e conseguire così la liberazione (mokṣa)

yadātamas tan na divā na rātrir na san na cāsac chiva eva kevalaḥ tad akṣaraṃ tat savitur vareṇyaṃ prajñā ca tasmāt prasṛtā purāṇi

FB_IMG_1498509263007

dove non vi è oscurità, – né notte, né giorno, – né Essere, né Nonessere, – là vi è il Propizio, solo, – assoluto ed eterno; – là vi è il glorioso splendore – di quella Luce dalla quale in principio – sgorgò antica saggezza

Aumnamasivaya

Śvetāśvatara Upaniṣad

Nel  poema epico Mahābhārata  Indra, re degli dèi, consigliò a suo figlio, l’eroe Arjuna, di propiziarsi Śiva in modo che gli prestasse il proprio potentissimo arco ( Gandhiva).
Arjuna aveva infatti bisogno delle armi più forti dei Deva per sconfiggere i suoi malvagi cugini Kaurava nella guerra di Kurukshetra.

6d865f3d83f6003643e27b2ae00317da--shiva-hindu-hindu-art

Arjuna intraprese una serie di dure pratiche ascetiche, durante le quali si focalizzò su Śiva, adorandolo nella forma di liṅga, e rivolgendo a quest’ultimo la propria devozione. Śiva, constatando la purezza dei suoi intenti, volle mettere alla prova il suo ardore guerriero: un giorno, il Pandava fu attaccato da un grande demone sotto forma cinghiale, reagì e scagliò una freccia. Śiva, che nel frattempo aveva assunto la forma di un cacciatore (kirāta), scagliò a sua volta una freccia che colpì il bersaglio nello stesso istante di quella di Arjuna. 787187c98886070dca8cad660d4cdb57
Il cinghiale cadde al suolo senza vita, ma Arjuna si accorse che qualcun altro aveva interferito con quello scontro. Accortosi della presenza del cacciatore, ebbe un contenzioso su chi avesse colpito la preda per primo, la discussione si trasforò in un feroce duello. Combatterono per lungo tempo,  Arjuna non riusciva a sopraffare l’avversario. Stremato e ferito, meditò su Śiva invocando umilmente il suo aiuto. Quando riaprì gli occhi vide il corpo del cacciatore adornato da fiori e capì che questi non era altri che lo stesso Śiva. Arjuna si prostrò ai suoi piedi, scusandosi per non averlo riconosciuto e per essersi addirittura scagliato in battaglia contro di lui. Śiva gli sorrise rivelandogli il proprio vero intento: assicurarsi che Arjuna fosse qualificato per utilizzare la sua arma più potente. Il Dio così gli promise che, prima dell’inizio della guerra, gli avrebbe consegnato l’arco ed insegnato ad usarlo, quindi scomparve.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...

Blog su WordPress.com.

Su ↑

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: